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martedì 6 ottobre 2015

Via dalla pazza folla di Thomas Hardy Recensione

Buon martedì cari lettori! La recensione di oggi è dedicata al romanzo di Thomas Hardy, Via dalla pazza folla, che molti di voi forse avranno sentito in occasione dell’uscita del film da qualche settimana nelle sale. Ho già visionato anche quello, quindi prossimamente ci sarà un mio articolo che prenderà in esame il libro dal punto di vista del film. Quindi stay tuned!

Intanto ringrazio la Garzanti per la copia e vi invito a leggere la recensione!



Titolo: Via dalla pazza folla
Autore: Thomas Hardy
Editore: Garzanti
Pagine: 476
Genere: Narrativa
Prezzo: € 9,90
Uscita: Settembre 2015

TRAMA


Hardy è un meraviglioso creatore di figure femminili, e Batsceba, la protagonista di Via dalla pazza folla, è la prima e la più incantevole di esse. Irrequieta e indipendente, intelligente e svagata al tempo stesso, crede di raggiungere una completa autonomia quando eredita un magnifico podere e un'antica casa signorile. Ma la bella forestiera finisce col trovarsi contesa fra tre pretendenti: lo sfortunato, ma forte e sereno Oak, suo lavorante e fattore; il ricco fittavolo Boldwood, grave e austero; lo spregiudicato sergente Troy. È quest'ultimo ad avere la meglio sulle prime, ma alla fine sarà Oak con la sua cieca e malcompresa devozione a salvare le sorti della padrona e del piccolo mondo bucolico di Watherbury dai rovesci della sorte. Affascinante ballata rurale e primo grande romanzo di Hardy, Via dalla pazza folla (1874) è insieme il punto di passaggio fra la maniera idillica degli esordi e la visione tragica della maturità.

Thomas Hardy (1840-1928) scrittore e poeta inglese, dopo gli studi di architettura esordì come narratore con Sotto l'albero del verde bosco (1872). Tra i suoi romanzi: Via dalla pazza folla (1874); Tess dei d'Urbevilles (1891); Jude l'oscuro (1896).




“Una cosa farò in questa vita, una sola cosa di sicuro e cioè amarvi e sospirarvi,  e continuare a desiderarvi, finchè non muoia.”


Via dalla pazza folla è un libro dalle molteplici sfumature. E’ ovviamente un classico scritto da Thomas Hardy e ristampato dalla Garzanti in occasione dell’uscita del film. Una storia ambientata in un paesaggio rurale di grande impatto bucolico, con intense descrizioni di luoghi ed apparizioni, lunghe pagine dedicate alla narrazione di un carattere  o piuttosto di una predisposizione lungi dalla frettolosità con cui oggi i romanzieri moderni liquidano con rapidità la descrizione dei loro personaggi.

Immensa e profonda visione di una dimensione naturale e rurale incastrata perfettamente tra cielo e terra, una campagna grande ed incontaminata, antica e quasi leggendaria dove è la fatica, il rumore del vento tra gli alberi, il sudore e il lavoro a rendere degno un uomo della propria esistenza.

Hardy racconta di un amore spropositato, un amore grande di un uomo per una donna, al di là della stessa capacità umana di comprendere tale devozione assoluta, un così lacerante sentimento in grado di superare le barriere del tempo, degli anni che passano, delle delusioni pur di restare ancora àncorato a quella passione che alla lunga apparirà sopita e tenuta buona ma mai sedata.

Batsceba  è la protagonista, la donna incriminata, colei che con la sua bellezza ribelle e anche un po’ sfacciata, i suoi riccioli castani ed indomabili, i suoi abiti sensuali e il suo sorriso leggero ed intrigante, conquista il cuore di tre uomini, mettendo alla prova il destino e misurando la sua capacità e voglia di amare tre personalità completamente diverse tra loro ma ai suoi occhi ugualmente irresistibili e in momenti diversi, perché no, soprattutto convenienti.

Gabriel Oak è l’uomo che la amerà per primo, colui che non la dimenticherà, che raggiunto all’inizio un certo grado di agiatezza, si ritroverà poi povero ed in cerca di lavoro e dopo un incontro non proprio felice per entrambi, sarà costretto a lavorare proprio per Batsceba, per quella donna che precedentemente aveva rifiutato il suo amore, la sua protezione ed il suo appoggio.

Oak è un personaggio a tutto tondo, descritto fin nei minimi particolari da Hardy, e appare come un uomo con la U maiuscola, uno di quelli forti, consistenti, di poche parole, votato esclusivamente all’azione. Un uomo che non perde tempo, sicuro di sé e dei suoi sentimenti, capace e molto intelligente nel proprio lavoro come nella gestione dei rapporti sociali. Un po’ orso ma con un grande cuore, capace persino di perdonare il rifiuto della sua amata a tal punto da continuare a proteggerla ed aiutarla nel silenzio e nella solitudine senza mai legarsi a nessun’altra. Un compendio di qualità e di serietà ma soprattutto di onestà inarrivabili che la spregiudicata ed indipendente Batscheba all’inizio non riesce proprio a cogliere e le ci vorranno diversi anni e porte sbattute in faccia per rendersi conto che Oak è l’unico uomo per lei.

Insomma la nostra eroina darà filo da torcere al suo primo innamorato pensando di sposare prima il solitario e maturo Boldwood che impazzirà totalmente per lei e poi il farfallone e disonesto sergente Troy che l’avrà tutta per sé, riuscendo addirittura a sposarla ma ahimè con l’inganno.

Ho amato molto il modo di raccontare dell’autore, certo il linguaggio è abbastanza antico in linea con i tempi in cui fu scritto, ma la capacità di Hardy è di usare le parole e creare davvero visioni, con poco o nulla. Egli riesce davvero a donarti personaggi completi, spogliati e denudati fin nel profondo del loro animo e nello stesso tempo riempire le descrizioni di colori, profumi e sapori palpabili e tangibili al di fuori di un semplice libro.

Batsceba è la vanità in persona, è sì coraggiosa, determinata e forte come donna, ma è anche assolutamente testarda. Ella sbaglierà una volta e sbaglierà ancora ma non per questo cercherà di redimere i suoi comportamenti avventati e molto spesso privi di logica. Il suo rapporto con Oak sarà caratterizzato dalla discussione, dall’ironia e da una sorta di punzecchiamento costante che nasconderà sempre il sottile piacere di lei nel riconoscere costantemente l’affetto e la passione che quell’uomo eternamente le riserva.

“Ecco, ora basta”, disse lei, però senza sottrarla. “Ma ritengo che stiate pensando che vi piacerebbe baciarla, no? Potete farlo, se volete.”
“Non stavo proprio pensando a nulla del genere”, disse Gabriele con semplicità: “ma lo farò.”
“No, che non lo farete!” Essa ritirò bruscamente la mano. Gabriele si sentì colpevole di un’altra mancanza.
“E ora cercate di sapere il mio nome,” gli disse civettuola; e si allontanò.

Batsceba è di una bellezza rossa ed inquietante, un turbine di possessione ma anche di ribellione e di incapacità di sottostare a qualsiasi giudizio, critica, opinione. Ella soffre qualsiasi costrizione ed agisce soltanto in nome del suo istinto e delle voglie e dei desideri che lo animano. Più volte Oak dovrà salvarla e salvare le sue proprietà e lei continuerà fino all’ultimo a negargli quell’affetto e quel riconoscimento necessario a favore di un legame che a sua insaputa l’ha costretta a quell’uomo molto più di quanto ella stessa abbia mai voluto ammettere.

“Vi è una loquacità che non dice nulla, ed era quella di Batscheba; e vi è un silenzio che dice molto: era quello di Gabriele.”

I due non possono essere più diversi di come sono, la calma di Oak contro l’istintività di Batsceba, l’amore eterno di lui e la frivolezza di lei eppure i loro mondi sentimentali sono prima o poi destinati a coincidere.
Lo stile di Hardy è caldo ma anche rigoroso. L’ambientazione ti coinvolge e ti estranea dal resto, percepisci i colori e i suoni di quel mondo e ogni sua verità. Sicuramente non è una lettura leggera, la profondità delle motivazioni delle azioni e dei pensieri può rallentare la lettura ma più vai avanti, più comprendi  che hai davanti un romanzo completo, al quale davvero non manca nulla sia nella forma che nel contenuto.

C’è una maturazione nel cammino che vede la donna come protagonista e un meritato riconoscimento del ruolo e dell’anima piena e protettiva dell’uomo che fin dall’inizio cattura tutta l’attenzione per la sua completezza e avvedutezza. Oak è accomodante ma mai sottomesso. Egli s'inchina davanti a quell'amore che prova ma mai s'inginocchia. E' sottile ma evidente la differenza tra l'essere completamente annientati da quel sentimento fino a renderti schiavo e invece il comportamento sempre dignitoso ma soprattutto superiore, consapevole, oggettivamente concreto di Oak che l'ama e l'amerà sempre ma non è lì per essere piegato nè calpestato dai capricci della donna.

E’ una storia adulta, che segue un percorso ed una crescita, piena di personaggi e di vicende che s’intrecciano e che stimolano la tua percezione degli eventi spingendoti a cogliere le più piccole sfumature o cambiamenti per comprendere cosa accadrà ma soprattutto come avverrà.

Ogniqualvolta mi veniva dato un elemento in più della personalità di Batsceba pensavo alla protagonista di Via col vento (non a caso, Via dalla pazza folla), e vi trovavo molte similitudini nella cocciutaggine, nella passione, in quella impossibilità e sofferenza nel sottostare a chiunque o a qualsivoglia cosa. Anche il rifiuto di quell’amore iniziale che per orgoglio non ha mai voluto ammettere e che la conduce verso scelte sbagliate e assolutamente deleterie per la sua persona  e per la sua vita. Le anime dei personaggi come la sua, sono chiare, doloranti e palpitanti, Hardy è un maestro nella creazione di caratteri che lasciano il segno e di cui vorresti sapere anche dopo.

Voglio chiarire che più che la storia in sé e le vicende amorose che inevitabilmente ne costituiscono l’asse narrativo, ho amato totalmente l’autore e il modo in cui ha raccontato il cuore pulsante di ogni carattere, riuscendo a rendere chiaro persino il più eclatante dei contrasti e la più ribelle delle contraddizioni.

Oltre all’amore e la rabbia, la delusione e l’incostante magia dei sentimenti che cambiano direzione, l’apparente passione che tutto conquista, ancora una volta Via dalla pazza folla, mostra a suo modo come un legame basato sull’intesa mentale, anche se quella fisica è inizialmente oscurata dall’orgoglio e dalla dignità, può essere molto più forte di qualsiasi cosa, persino della morte stessa, perché è l’unico ad essere vero e duraturo ed eterno, oltre qualsiasi attesa, pretesa di salvezza o evanescente e inconsistente desiderio.

Un senso di malinconico e di perduto serpeggia docile attraverso tutte le pagine, perché è udibile il rimpianto di Gabriel di non poter avere Batsceba tutta per sé e la rabbia costante di guardarla mentre cerca di appartenere ostinatamente a qualcun altro purchè non sia lui. Questa sensazione perdura durante tutta la lettura e rende la storia ancora più intrigante. 

Non sarà un romanzo moderno, non parlerà di uomini tatuati o di passati violenti ma sicuramente è una lettura che andrebbe fatta non solo perché è un classico, ma perché c’è dentro tutto, il fascino di un idillio amoroso e la tragicità di una visione della vita che sottintende la consapevolezza del dolore e della sofferenza prima di raggiungere qualsiasi spicchio di felicità.


17 commenti:

  1. L'ho visto molto pubblicizzato in giro, se riesco lo leggo ^^

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  2. La cover mi piace, un po' meno il fatto che sia scritto in modo piuttosto antico, non so, non sono del tutto convinta

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    1. Beh in effetti la storia non è velocissima, indugia nelle descrizioni e lo stile potrebbe risultare pesante a chi non piace il genere. A me è piaciuto proprio per quello! :-)

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  3. Deve essere un romanzo molto intenso! :-)))

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  4. Intensa recensione, come il romanzo suppongo. I classici non sono il mio forte, né l'esagerazione nelle descrizioni, però non so resistere alle storie d'amore laceranti!

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    1. Grazie! Beh è una storia d'amore struggente... intensa appunto! ;-)

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  5. Hai un blog veramente carino, in più parli di romanzi e io adoro i libri e stare ore nelle librerie e nelle biblioteche. Verrò spesso a leggerti, ti inserisco tra i preferiti.

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    1. Grazie! E' un piacere sapere che il mio blog ti piaccia e sono felice che tu mi segua! <3

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  6. ho visto il film e mi è piaciuto molto! se la regola del "il libro è sempre più bello del film", allora è sicuramente da leggere!

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    1. Leggilo, il film e il libro valgono entrambi la pena! ^__^

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  7. Dio, che emozione leggere le tue recensioni ... è come perdersi tra le pagine di un romanzo!! <3

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    1. Grazie, Federica! Anche tu non scherzi! ;-)

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  8. Vorrei capire il titolo perchè via dalla pazza folla. cosa intende l'autore?

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