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giovedì 28 luglio 2022

Recensione: TRICK ME TWICE di Becca Steele

Buongiorno! Oggi vi parlo di un Bully Romance, pubblicato da Kiss Publishing, dal titolo Trick Me Twice di Becca Steele.

trick me twice

di Becca Steele
Editore: Kiss Publishing
Pagine: 318
GENERE: Bully Romance
Prezzo: 2,99€ 
Formato: eBook 
Data d'uscita: 2022
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟

Trama:
Tenere la testa bassa e affrontare l’ultimo anno di scuola senza attirare l’attenzione. Questo era il mio piano. Ma il problema dei piani è che, in qualche modo, cambiano. Il giorno prima ero una ragazza invisibile. Quello dopo, il mio nome era sulla bocca di tutti. Perché? Perché ho attirato l’attenzione della persona sbagliata. Ho ingannato Carter Blackthorne, il re della Alstone High. Lui lo ha scoperto. E adesso ha intenzione di farmela pagare. “Pronta o no, eccomi...”

RECENSIONE

Trick me twice è uno dei tanti Bully Romance in circolazione. 
Ultimamente ne sto leggendo diversi, proprio per farmi un’idea. E ancora una volta, come mi è già capitato, trovo questo genere narrativo piuttosto debole nelle sue motivazioni. 

La nota principale è sicuramente l’odio tra i due protagonisti e il fatto che, di solito, il protagonista maschile rompa decisamente le scatole alla lei di turno, beffeggiandola, torturandola con scherzi e paranoie varie. Un altro elemento fondamentale è che di solito il protagonista è il leader della scuola dove vanno entrambi. 

Infatti, in questo romanzo, Carter Ã¨ il belloccio di turno, dall’aria da spaccone, che insieme ai suoi due amici, gestisce e controlla tutto quello che succede nel suo liceo. Raine, invece, è la ragazza timida, introversa, che va molto bene a scuola, che ha parecchie difficoltà a relazionarsi con gli altri, ovviamente l’opposto di lui. 

Finchè una ragazza non rovinò tutto.

Mentre Carter è amato da tutti e rispettato, Raine è praticamente invisibile, se non fosse per la sua migliore amica che la convince, in una serata un po’ particolare, quella di Halloween, a travestirsi in modo sexy e a giocare con i ragazzi, i quali indossano tutti una maschera al neon. 

Carter odia Raine perchè lei va bene a scuola e perchè i suoi genitori la lodano in continuazione, essendo la loro vicina di casa. Ebbene, sì, questa è la motivazione dell’odio di Carter. Un motivo che non regge e che ha reso questo romanzo una storia un po’ campata in aria. Con delle buone basi, forse, ma che non è stata capace di spiccare il volo. 

Raine inganna Carter e alla festa di Halloween ha un approccio piuttosto ravvicinato con lui che non si è accorto di chi sia lei. Si baciano, vanno anche un po’ oltre e da quel momento in poi tutto cambia tra di loro, perchè nonostante lui continui a provare del risentimento verso di lei, si accorge che Raine gli piace, e anche tanto. Insomma, una lettura che lascia il tempo che trova. 

Abbastanza esplicita dal punto di vista dei rapporti ravvicinati dei due protagonisti, ma nulla di nuovo, che non sia stato già scritto. Lo stile è molto semplice, scorrevole, incapace di lasciare un’impronta. La storia tra i due va avanti tra alti e bassi, come spesso accade in questo genere, senza lasciare traccia. C’è anche una parte un po’ mistery che non aggiunge nulla al contenuto piuttosto prevedibile. 

Ingannalo una volta, ma una seconda non accadrà.

I due personaggi sono descritti molto superficialmente. Nessuno dei due viene approfondito a livello psicologico. Tutto questo mi fa pensare che chi scrive un bully romance creda che il lettore debba accontentarsi di motivazioni e spiegazioni inesistenti pur di farsi piacere queste storie che risultano senza senso se ci rifletti un pochino di più. L’odio tra i personaggi dovrebbe essere realistico e ben motivato, cosa che non ho trovato in questo romanzo. È un genere difficile da scrivere, a meno che tu che leggi non ti accontenti di una storiella e basta, su cui però non devi soffermarti a riflettere, altrimenti chiudi il libro alla seconda pagina. 

Mi aveva attirato la cover, molto particolare, e il titolo. Pensavo fosse una storia più avvincente e anche più approfondita a livello di gioco psicologico tra le parti, invece è una sorta di favoletta che si conclude con un lieto fine. 
Troppo semplice per i miei gusti. Davvero troppo.

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