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giovedì 21 ottobre 2021

Recensione: RUMORE di Daniel Kahneman

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice UTET, oggi vi parlo di un libro molto interessante, dal titolo Rumore. Un difetto del ragionamento umano, scritto dal premio Nobel per l'economia Daniel Kahneman. Uno studio che apre la mente e aiuta a riflettere su un aspetto fondamentale della nostra vita: il giudizio degli altri. Non so voi, ma io per un po' di tempo, ci tenevo parecchio a cosa pensavano gli altri. Ma leggendo questo libro, ho capito cosa si cela davvero dietro l'opinione altrui. Invito chiunque a leggerlo.

rumore. un difetto del ragionamento umano

di Daniel Kahneman
Editore: UTET
Pagine: 524
GENERE: Saggio
Prezzo: 9,99€ - 24,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2021
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟

Trama:
Due medici che danno due diagnosi diverse allo stesso paziente sulla base degli stessi esami. O due giudici che assegnano pene diverse a colpevoli dello stesso reato. O, addirittura, lo stesso manager che prende una decisione diversa a seconda del momento della giornata. Non dovrebbe accadere, invece l'esperienza insegna che sono decine gli ambiti in cui le decisioni dovrebbero essere dettate da criteri oggettivi, ma in cui alla fine la realtà è ben diversa dalla teoria. E la colpa è del rumore. Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia e autore del bestseller mondiale Pensieri lenti, pensieri veloci, ha studiato per anni con Olivier Sibony e Cass R. Sunstein questo difetto del funzionamento mentale e in questo libro dimostra come ovunque si eserciti il giudizio umano – nella sanità pubblica come nelle aule di giustizia, nei processi aziendali come nelle decisioni quotidiane di tutti noi – lì si trovi il rumore, a sviare il ragionamento e causare errori. Una ricerca accurata, un libro ricchissimo di idee che svela un fenomeno onnipresente ma finora largamente ignorato e consente ai suoi lettori di riconoscere e controllare l’influenza che il rumore esercita su tutte le loro decisioni, previsioni e valutazioni.

RECENSIONE

Rumore è un libro che affronta un aspetto fondamentale della nostra vita: l’errore di un giudizio. Quando prendiamo una decisione, ogni giorno, a noi sembra qualcosa di automatico, ma in realtà può avere un peso enorme perché è correlato a una serie di fattori di cui non abbiamo la minima idea. Indi il rumore è l’eccessiva variabilità di un giudizio quando lo si confronta con un gruppo di persone.

Ovviamente sto parlando di casi importanti, come quello in cui un giudice deve decidere la condanna di un imputato. Bene, è stato dimostrato che due giudici, con le stesse informazioni a disposizione sull’imputato, prendono due decisioni completamente diverse, dando, ad esempio, due condanne non uniformi. Lo stesso avviene in ambito medico, dove due dottori, a fronte di un tumore al seno di una paziente, posso giudicare la malattia in due modi opposti, pur trattandosi di fatti scientifici. 

Il rumore esiste ovunque e purtroppo, soprattutto in casi importanti, come questi, può determinare la vita di un individuo, segnandola per sempre. Lo dice la stessa parola: rumore. Qualcosa che dà fastidio e che ci impedisce di giudicare un fatto in modo più giusto e attendibile possibile. Il giudizio di un giudice, per esempio, può dipendere dal suo umore, da fattori atmosferici, dalla vittoria della sua squadra del cuore. Egli, quindi, in relazione a questi elementi inconsci, sarà più propenso o meno a dare un determinato giudizio. Incredibile, vero? Eppure è così. 
Questo libro interessantissimo, spiega attraverso delle indagini scientifiche e dimostrazioni effettive, come un giudizio difficilmente sia privo di rumore. 

 
Giudicare è difficile.

L’autore, premio Nobel per l’economia, cerca di offrire diverse soluzioni per eliminare il rumore. Alcune più scientifiche, come l’algoritmo, che farebbe perdere l’empatia e la coscienza di chi giudica, oppure la cosiddetta “saggezza della folla.” 
Quando abbiamo dei dubbi su una decisione, potremmo porre la questione a un numero congruo di persone. È molto probabile, che più persone esprimano la loro opinione, più si arrivi, alla fine, a un giudizio pulito, realistico, giusto, privo di rumore. Tutto questo purché la folla, appunto, non si influenzi a vicenda, altrimenti diventa tutto inutile. 

È importante sottolineare che aspirare a eliminare il rumore nel giudizio umano, non significa eliminare la diversità di opinione. Quella è necessaria per la crescita culturale, umana e sociale del nostro mondo. Si tratta solo di avvicinarsi il più possibile a ciò che sia giusto nel momento in cui si deve prendere una decisione fondamentale come quella della vita o la morte di un individuo. Ecco perché la maggior parte di queste considerazioni vengono fatte in ambito della giustizia e in quello medico, perché sono gli ambienti più delicati e quindi più pericolosi, in cui un errore può davvero costare la vita. 

 
Dormici su, la notte porta consiglio.

Il rumore è un errore. Come lo è il pregiudizio. Ed entrambi costano tanto a chi ne cade vittima. Se due medici vedono lo stesso paziente e danno due giudizi diversi, uno dei due sta sbagliando. Ed è un bel guaio. Lo stesso se un giudice condanna un imputato a tre anni e un altro giudice condanna lo stesso tizio a dieci. Scusate, ma perchè? C’è qualcosa che non va. Questa non è giustizia, è una lotteria. 
Eppure accade, sempre e comunque. Ovunque. 

È stato dimostrato come due esaminatori di impronte digitali, sulle stesse impronte digitali, diano due opinioni diverse. Pensate, si tratta di scienza, e dovrebbe essere tutto sistematico, non variabile. Eppure, persino se si mostrano le stesse impronte per due volte allo stesso esaminatore, quest’ultimo potrebbe dare una valutazione diversa, in base a una serie di fattori di cui ho parlato all’inizio. 
Un esempio di rumore sono attualmente i vaccini. Tutti i paesi hanno gli stessi dati alla mano e gli stessi vaccini, eppure ogni paese ha deciso di agire per proprio conto, convinto che la scelta migliore sia la sua. In questo caso c’è del rumore. Ciò significa che con dati universali alla mano, ognuno ha dato un giudizio diverso, producendo errori. 

 
Non siamo sempre la stessa persona.

Un aspetto interessante è la valutazione di prodotti sui siti internet, come Amazon, ad esempio. Il rumore esiste anche lì. Vi siete mai chiesti, considerato che stiamo parlando di libri, quanto può essere veritiera una recensione? Beh, come ben sapete, non lo è. Non solo perché dipende dal gusto personale della persona, ma dipende, udite udite, anche dalle recensioni/valutazioni antecedenti a quella che la persona intende inserire. Vi faccio un esempio. Uno studio ha dimostrato che se un prodotto on line riceve una PRIMA valutazione positiva, anche fasulla, non importa, ciò che conta è che sia positiva, la valutazione che verrà dopo sarà positiva per il 32% di possibilità. E, in modo del tutto surreale, la positività di quella valutazione manterrà lo stesso trend anche in quelle successive per il 25%. L’effetto di quel voto positivo all’inizio, inconsciamente produrrà una vasta gamma di rumore, influenzando il gradimento generale. 

Interessante, non trovate? Quando leggete una recensione su un libro o su un prodotto che volete comprare, pensate a una cosa: che quella persona, in quel momento, poteva avere l’umore di traverso, poteva essere arrabbiata perché si era inzuppata a causa della pioggia, il suo telefilm preferito era stato cancellato, o magari nella stanza faceva troppo freddo o troppo caldo. E ancor peggio, se quello stesso libro, a quella stessa persona, gli viene proposto in un altro momento, con molta probabilità, la sua valutazione sarà l'opposto. Perchè? Perchè non siamo mai la stessa persona.
Quindi, ve lo dico con il cuore in mano, e mi rivolgo a chi scrive come me: smettetela di dannarvi se vi arriva una recensione negativa. Molto probabilmente l'ultima cosa a cui stava pensando chi l'ha scritta, era il vostro libro.

Molti di noi, io per prima, ero convinta che il mondo fosse come appare. Grave errore. Il mondo non è come lo vedo io, né come lo vedete voi. Èd è sbagliato, come ho fatto io, credere che gli altri vedano il mondo come lo vedo io. Questo atteggiamento, ho scoperto, viene definito realismo ingenuo, e può costare davvero caro. Come può costare caro il pensiero che il giudizio degli altri, qualunque esso sia, sia infallibile. 
Non lo è, MAI. Ricordatevelo. Non lo è, come avete visto, quello di un giudice o di un medico, figuriamoci di un comune essere umano. È pieno di errori.
Occhi aperti, amici miei. 
Anche questa recensione è piena di rumore.
Touchè.

2 commenti: