Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Treno infernale per l'angelo rosso di Franck Thilliez.
treno infernale per l'angelo rosso di Franck Thilliez Editore: Fazi Pagine: 396 GENERE: Thriller Prezzo: 10,99€ - 19,50€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2025 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟
Trama:
Il commissario Franck Sharko è alle prese con il caso più difficile della sua carriera: la moglie Suzanne è scomparsa. Una sera non è tornata a casa, e da allora non ha più avuto sue notizie. Sono trascorsi sei mesi. Non un segno di vita, non una richiesta di riscatto. Ogni tentativo di ritrovarla si è rivelato infruttuoso. Dopo un lungo congedo, per Sharko è ora di tornare al lavoro e il suo primo incarico riguarda un omicidio avvenuto in un paesino non lontano da Parigi. In una casa isolata è stato rinvenuto il cadavere di una donna sospeso a mezz’aria con un sistema di corde e ganci, mutilato e ricomposto in una posa innaturale. La scena del crimine è stranamente pulita e gli unici microscopici indizi conducono in Bretagna, dove il commissario scoprirà un sordido sottobosco di depravazione.
Con l’aiuto della carismatica psicocriminologa Williams, del genio dell’informatica Serpetti e della vicina di casa Dudù Camelia, un’anziana guyanese con il misterioso dono delle visioni, Sharko cercherà di stanare il machiavellico assassino, uno spirito vendicatore che sembra voler ricostruire l’inferno in Terra. E mentre l’indagine si fa sempre più intricata e pericolosa, un dubbio assillante tormenta il commissario: riuscirà mai a ritrovare Suzanne?
In una nuova traduzione e con una lettera inedita dell’autore ai lettori italiani, torna in libreria il folgorante romanzo d’esordio di Franck Thilliez: un thriller dalle atmosfere nerissime e dal ritmo incalzante, in cui l’assassino e il poliziotto si inseguono in una macabra spirale di morte e violenza.
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RECENSIONE
Treno infernale per l'angelo rosso di Franck Thilliez è un thriller angosciante, in cui niente è come te lo aspetti e dove anche alla fine, non esiste una felicità anche se hai patito il dolore. È una storia in cui la violenza è brutale, la tecnologia è un'arma a doppio taglio e la mente umana è il più terrificante dei labirinti.
Sharko è l'archetipo del poliziotto borderline, ma l'autore gli conferisce una profondità patologica rara. Non è solo depresso; è un uomo clinicamente spezzato. La scomparsa della moglie Suzanne (avvenuta sei mesi prima dell'inizio del romanzo) lo ha lasciato in uno stato di sospensione tra la vita e la morte. Soffre di insonnia cronica e vive in una casa che è diventata un mausoleo di ricordi. La sua psicologia è definita dalla colpa del sopravvissuto e dall'ossessione. La sua mente è porosa: accetta l'irrazionale (le visioni, le intuizioni della vicina Doudou Camélia) perché la realtà razionale è troppo dolorosa.
È un emarginato all'interno della stessa istituzione che serve. Sebbene rispettato per le sue capacità deduttive, è isolato. Vive in un appartamento che riflette il suo caos interiore.
Sebbene cerchi giustizia per le vittime, la sua vera spinta è la vendetta personale. È disposto a oltrepassare i limiti legali e ad usare la violenza perché non crede più nella giustizia umana, ma solo in una forma di retribuzione biblica.
L'autore è un ingegnere informatico e questo si riflette prepotentemente. Il romanzo esplora il lato oscuro della rete (il Dark Web ante litteram). C'è un contrasto stridente tra la modernità asettica (email, crittografia, webcam) e la barbarie medievale delle torture inflitte. Il tema centrale è che la tecnologia non ci ha resi più civili; ha solo fornito nuovi strumenti per diffondere e mercificare il dolore.
Il corpo umano è centrale. L'autore non distoglie lo sguardo. Analizza la sofferenza fisica come un linguaggio che il killer usa per "scrivere" i suoi messaggi a Sharko.
Il killer cerca di imporre un ordine maniacale al caos della vita, decidendo chi vive e chi muore secondo orari prestabiliti. Sharko, al contrario, è immerso nel caos e deve imparare a navigare in esso (l'acqua sporca, le miniere, le fogne) per trovare la verità.
Cio che colpisce più di tutto, a mio parere, è il modo in cui viene costruito l'antagonista e il colpo di scena riservato al lettore che si accorge forse troppo tardi che il male non ha mai indossato una vera maschera, bastava soltanto fidarsi un po' di meno. Ma come si fa? L'autore gioca proprio con i sentimenti, il rispetto e la fiducia, creando un romanzo che è un thriller ma anche un horror perché non è facile leggerlo, in quanto nulla è scritto in modo leggero, ma le parole assumono contorni crudi e scuri senza facilitazioni. Il ruolo delle donne non è sempre vittorioso. C'è una sorta di cattiveria un po' anche gratuita che si accanisce su di loro, ma serve a mostrare all'occhio del lettore cosa si nasconde davvero nella depravazione umana.
Questo romanzo è una bolgia infernale. Una volta che ci sei entrato, ne vuoi uscire subito perché il tono è cruento e le scene sono brutali ma poi ci resti perché vuoi capire, vuoi arrivare anche tu a quella fine, che in fondo ti meriti di sapere. Hai attraversato l'inferno insieme all'autore e insieme ai personaggi, e dopotutto, nonostante il dolore, non dimenticherai.

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