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giovedì 18 gennaio 2024

Recensione: LA DONNA IN BIANCO di Wilkie Collins

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di La donna in bianco di Wilkie Collins, un giallo/thriller che mi è piaciuto davvero molto!

LA DONNA IN BIANCO
di Wilkie Collins

Editore: Fazi 
Pagine: 822
GENERE: Giallo/Thriller
Prezzo: 7,99€ - 17,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama di La donna in bianco, tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista «All the Year Round» suscitando uno straordinario interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato oltre un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate: anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery facendo guadagnare al suo autore l’appellativo di “padre del poliziesco moderno”. Non c’è lunghezza che tenga: con un libro del genere si arriva sempre al fondo con rimpianto. La donna in bianco è anche un musical di grande successo realizzato da Andrew Lloyd Webber.

RECENSIONE

La donna in bianco di Wilkie Collins è un romanzo giallo/thriller scritto in modo magistrale. Fu pubblicato per la prima volta a metà dell’Ottocento e diede avvio a quel genere di narrazioni piene di atmosfere gotiche e risvolti psicologici. 

Walter diventa insegnante di disegno di due sorellastre. Laura, benestante e Marian, che all’origine era più povera. Entrambe vivono in una tenuta lussuosa e hanno due caratteri completamente diversi. Laura è calma e pacata mentre Marian è ribelle e indipendente. 

Prima di iniziare a lavorare per loro, Walter incontra, di notte, una figura misteriosa, una donna vestita di bianco che gli chiede aiuto perchè sembra scappare da qualcuno o qualcosa. Il protagonista si renderà conto dopo dell’incredibile somiglianza tra Laura e questa donna di cui non conosce nulla. (Chissà perchè si somigliano…) 

Stringerà subito amicizia e complicità con Marian che sembra essere molto più sveglia della sorella. Purtroppo però, sarà proprio di Laura che si innamorerà. La donna è proibita perché è promessa sposa a Sir Percival, un uomo di difficile definizione che non sembra provare amore per lei. Infatti, l’uomo tornerà da un viaggio in Italia accompagnato dal Conte Fosco e capiremo presto che i suoi sentimenti per la ragazza non sono reali, bensì egli vuole appropriarsi solo della sua dote e dei suoi soldi essendo pieno di debiti e macchiato da un terribile segreto. 

La narrazione procede come se fosse un romanzo epistolare. All’inizio, fu pubblicato a puntate su una rivista inglese e la struttura ricorda inevitabilmente le lettere, in quanto il racconto procede come se fosse diviso in sezioni e ogni volta c’è un personaggio diverso a raccontare. Infatti, i punti di vista sono molteplici, perchè la narrazione si sviluppa come una sorta di indagine dove tutti sono chiamati a raccontare il loro punto di vista. 

Tra i personaggi più eccentrici ed egocentrici c’è proprio il conte Fosco. Questo italiano che all’apparenza sembra gentile e generoso, sempre pronto ad aiutare e a dare buoni consigli, è proprio lui a nascondere segreti e intrecci poco chiari. La donna in bianco, di cui durante il racconto si scoprirà l’identità, è una donna che ha vissuto durante l’infanzia proprio nella villa di Laura e Marian. Si dice che poi sia stata rinchiusa per problemi psichici, ma in realtà nessuno sa esattamente che fine abbia fatto. 

L’inganno e l’intrigo si riversano nelle mani sporche di menzogne di Sir Percival, che si rivela come il cattivo della storia, quello da cui ci si può aspettare davvero di tutto. Le donne sono agli antipodi. Laura è piuttosto arrendevole, fiacca, non è un personaggio che spicca per la sua audacia o convinzione. Al contrario, Marian, è il tipico personaggio che parla tanto, che ficca il naso un po’ ovunque e che, con il suo atteggiamento curioso e dubbioso, contribuisce a provocare la curiosità del lettore e a coinvolgerlo nella parte più misteriosa della storia. 

C’è una lotta perfetta e speculare tra bene e male, tra protagonisti buoni e cattivi. C’è l’uso furbo della parola, la capacità di architettare un piano apparentemente infallibile, la potenza di chi riesce a manipolare psicologicamente chi è più debole, ma tutto con uno sfondo come quello dell’epoca vittoriana in cui le donne non erano padrone di se stesse e niente che gli apparteneva era di loro proprietà. 

La narrazione è scomposta perchè ogni personaggio racconta solo quello che sa, non va oltre perchè non può. Quindi, questo genera non la verità, ma una sequenza di indizi, alcuni veri, altri falsi, che il lettore deve selezionare e poi mettere insieme per dare un volto al mistero. 

Eh, sì, se amate riflettere, sperimentare nella vostra mente varie possibilità; se amate immaginarvi per le strade di Londra, nella notte, per cercare di capire chi è la donna in bianco e quanto la sua presenza influisca sulla storia degli altri personaggi; e se soprattutto amate risolvere misteri alle cui spalle ci sono complotti eccellenti, non vi resta che leggere questo romanzo, e capirete da dove nasce tutto l’hype per il genere poliziesco moderno, grazie alla penna eccellente del suo fondatore.

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