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lunedì 17 luglio 2023

Recensione: L'EREDITÀ di Nora Roberts

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Leggereditore, oggi vi parlo di L'eredità, l'ultimo romanzo di Nora Roberts.

l'ereditÀ

di Nora Roberts
Editore: Leggereditore
Pagine: 448
GENERE: Thriller/Suspense/Stalker 
Prezzo: 2,99€ - 16,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2023
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟½ 

Trama:
Adrian Rizzo è figlia dell’intraprendente Lina Rizzo, madre famosa nell’ambito del fitness, per cui la carriera è l’unico pensiero fisso. Nata da una relazione che la madre ebbe ai tempi del college con un professore sposato e con figli, Adrian vede per la prima volta suo padre a sei anni, quando piomba in casa loro con l’intenzione di ucciderle. Crescendo, Adrian inizia la sua carriera nel fitness e insieme alla fama arrivano le prime lettere di odio, tra cui una serie di poesie minacciose e anonime, che continua a ricevere anche quando si trasferisce nel Maryland insieme al nonno. Lì ritrova vecchie conoscenze, tra cui Raylan, la sua cotta d’infanzia. Per fortuna, questi terrificanti messaggi non sembrano portare a conseguenze reali. O almeno fino a quando l’investigatrice da lei assunta inizia a collegarli a una serie di omicidi irrisolti...

RECENSIONE

L'eredità è un romanzo difficile da definire, un po’ fuorviante, perché parti con la lettura credendo di trovare una storia ricca di suspense che ti regalerà più di un brivido. Del resto, questo romanzo ci è stato presentato anche come un thriller, infatti parla di uno stalker, e cosa c’è di più inquietante di una persona che ti minaccia? 

Beh, le regole vengono stravolte. La protagonista, Adrian Rizzo, è figlia di un’importante donna d’affari che ha creato la sua fortuna nel campo del fitness. Conosciamo la sua infanzia grazie ai numerosi flashback che l’autrice ci propone e sappiamo che da piccola, sia lei che la madre sono state aggredite dal padre biologico e quest’ultimo è morto proprio durante questo tragico evento. La protagonista cresce spostandosi da un posto all’altro a causa del lavoro di sua madre che pur di accrescere la propria popolarità, non si è mai tirata indietro, sacrificando anche la felicità della propria bambina che all’età di 8 anni già aveva perso il padre. 

L’unico punto fermo nella vita di Adrian, sono i nonni con i quali passa molto tempo. L’affetto della sua famiglia non le basta. Vuole diventare come sua madre e inizia anche lei a lavorare nel campo del fitness provando ad affermarsi sotto tutti i punti di vista. La sua vita sembra felice fino a quando non cominciano ad arrivarle poesie minacciose da parte di uno sconosciuto. 

Questo è il punto di non ritorno di tutto il libro. 
Chi ama i thriller sa che la componente fondamentale è il brivido. La suspense, chiamatela come vi pare, è un ingrediente sul quale nessuno può passare sopra. E quindi non lo farò nemmeno io. In questo libro di suspense non ce n’è proprio. 

Quando Adrian scopre che c’è uno stalker ossessionato da lei, non si smuove più di tanto. Non c’è rabbia, non c’è voglia di vendetta, non c’è nemmeno paura. Il suo personaggio non subisce nessun tipo di metamorfosi. Decide di affrontare questo pericolo nemmeno tanto da sottovalutare, con una calma e una nonchalance da fare invidia. 

Vi dico subito che di tutto il libro, la scena più cruenta è quella della morte del padre che avviene all’inizio. Quando l’intreccio dovrebbe intensificarsi e dare il meglio di sé, cioè dopo la comparsa dello stalker, la storia, al contrario, cade in una sorta di sospensione che ti fa quasi addormentare. Questo non vuol dire che sia un brutto libro, anzi. Però non è uno libro che può parlare di stalkeraggio in modo serio, ecco. 

Per quanto riguarda l’amore familiare, la crescita dei personaggi, i viaggi emotivi e spirituali, il libro è sicuramente all’altezza di tutti questi aspetti. Infatti, incontriamo una miriade di figure che crescono nello stesso modo in cui cresce la protagonista. Soprattutto i nonni sono delle presenze dolcissime che mi hanno commossa, ma voglio dire, il mio coinvolgimento è finito lì. Se volevo leggere questo libro credendo che fosse una bella storia piena di pathos, di dramma e di emozione tra uno stalker e la sua vittima, ho sbagliato proprio palazzo. 

La questione della mancata emotività, sorry, riguarda un po’ tutti i personaggi. Sembrano impassibili alle emozioni più furiose e fuorvianti come la paura, il terrore e l’adrenalina pura che ti scorre nelle vene e ti fa impazzire. Qui è tutto un po’ troppo piatto per i miei gusti. 
Beata te, Adrian, se riesci a rimanere controllata e impassibile quando ricevi l’ennesima lettera del tuo stalker preferito. Ma questa apatia risulta essere macchinosa, priva di credibilità. 

La storia d’amore tra Adrian e Raylan non è la parte fondamentale del libro. Eh, sì, nemmeno questa, perché né il brivido nè il romanticismo sono i punti centrali di questo romanzo. 
Quindi, quali sono? 
Beh, la famiglia. L’eredità è una saga familiare e vi spiego anche perché. Ci sono tanti personaggi e tanti amici, conoscenti, che ruotano intorno a essi, e tutti affrontano un percorso che coinvolge molti anni. Un viaggio interiore ed esteriore che ha un unico punto fermo: gli affetti. 

Non c’è passione nemmeno nella relazione d’amore, non c’è tormento, e non c’è nemmeno sorpresa alla fine, perché è chiaro già da tempo chi sia lo stalker e quando Adrian lo incontrerà alla fine del libro, non cambia proprio nulla. Nessuna emozione registrata dalle mie parti, che ve lo dico a fare. 

Quindi, questo è un bel libro, ma non è un thriller. È la storia di una famiglia che si vuole bene e che riesce a superare le difficoltà nonostante tutto. È un percorso di crescita nel quale rispecchiarsi, più o meno, senza però sentirsi coinvolti più di tanto, a parte qualche ricordo vintage che i nonni hanno sbloccato facendomi tornare decisamente bambina.

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