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martedì 1 ottobre 2019

✎ Recensione: DIMMI CHE SARAI QUI di Mia Sheridan

Buongiorno cari lettori. Ho deciso di leggere Dimmi che sarai qui di Mia Sheridan, una storia che mi ha colpito, ma non del tutto. Di certo, le tematiche che affronta non lasciano indifferenti e a dirla tutta, mi ha incuriosito e coinvolto, ma non è scattata la scintilla. In ogni caso, non posso negarne la bellezza e la profondità.

dimmi che sarai qui
di Mia Sheridan

Editore: Newton Compton 
Pagine: 288
GENERE: New Adult
Prezzo: 3,99 
Formato: eBook
Data d'uscita: 2015
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟

Trama:
Bree Prescott si è appena trasferita nella tranquilla e isolata cittadina di Pelion, nel Maine, dove spera di ritrovare la serenità di cui ha disperatamente bisogno. Proprio il primo giorno nella sua nuova casa sul lago, tuttavia, incontra Archer Hale, un uomo affascinante e solitario. Anche lui, come Bree, nasconde dei segreti dolorosi, ferite che hanno scavato così in profondità da farlo chiudere per sempre nel silenzio. Nessuno in città può dire di conoscere davvero Archer, ma Bree vuole provarci, perché forse l’unico modo per liberarsi dalle catene del dolore e riassaporare la felicità è aiutare quell’uomo a trovare la voce che sembra aver perso per sempre…

RECENSIONE


Dimmi che sarai qui è il primo romanzo che leggo di Mia Sheridan. Quello che mi incuriosiva di più e di cui avevo sentito tanto parlare. Una storia che – a detta di altri – è fantastica, meravigliosa, strappalacrime e sciogli cuore. Beh, devo ammettere che in parte è davvero così, cioè lo è stato anche per me. Ma non del tutto.

Mi aspettavo, come sempre, quando voglio leggere un romanzo così acclamato e che apparentemente rientra nelle mie corde, qualcosa di sconvolgente. Purtroppo non è stato completamente così.

Bree è una ragazza che fugge da un passato doloroso e che si rifugia in una piccola cittadina. Affitta una casa di fronte al lago e passa le sue giornate con il suo piccolo cane e la vicina Anne, una vecchietta simpatica e gentile. 

Un giorno incontra Archer, un uomo che la salva da un piccolo inconveniente e che nonostante lei cerchi in tutti i modi di stabilire un contatto con lui, non le dà alcuna soddisfazione, addirittura non le parla nemmeno.

Il mio cuore batte forte perché vorrebbe che tu mi baciassi così tanto che non riesco a respirare.

E qui arriviamo al centro di tutto il libro.
In originale questo romanzo s’intitola Archer’s voice, ossia la voce di Archer. Un titolo perfetto per la storia, a differenza del titolo scelto dalla Newton Compton che non c’entra nulla.
Sorvolando su questo aspetto a cui ormai la CE ci ha ampiamente abituato, torniamo al nostro protagonista. 
Ebbene sì, Archer è muto.
Ma attenzione, NON è sordo. Semplicemente NON ha voce, ma sente tutto.
Quindi, Bree ci metterà un po’ di tempo a capire COSA realmente blocca Archer nei suoi confronti.
E quando lo capirà, sarà ancora più attratta da lui perché anche suo padre, prima di essere ucciso, era sordo. Quindi lei conosce molto bene il linguaggio dei segni e trova un modo di comunicare con Archer, il ragazzo isolato e tenuto lontano da tutti.

Perché, vi starete chiedendo. In effetti il nucleo del romanzo gira intorno alla condizione di inferiorità e di difficoltà in cui si trova il protagonista.
Un incidente gli ha portato via la madre e lo zio, a cui lui era profondamente legato, e dopo ha vissuto alla deriva.

In particolare scopriamo il rapporto quasi inesistente che lega Archer al cugino Travis. Un poliziotto che s’invaghisce di Bree e cerca di allontanarla in tutti i modi da Archer, giocando anche profondamente sporco.
Preparatevi a provare rabbia e rancore per Travis perché si comporterà veramente da bastardo nei confronti di suo cugino e di Bree.

Non sono nemmeno un uomo. 
Non posso lottare per te.

Ma lui, insieme alle cattiverie che girano in paese sulle condizioni mentali di Archer, non impediranno alla nostra protagonista di legarsi ad Archer e di innamorarsi profondamente di lui. 
Bree è un personaggio molto forte, una vera donna, che lotta per ciò che vuole, e che non ha paura di mettere in gioco il suo cuore quando è necessario. Nonostante le cattiverie che ha sentito su di lui, si fida ciecamente di Archer e lo aiuta a trovare la forza di credere dentro di sé e di lottare per avere una vita migliore.

E questo è un altro punto centrale del romanzo. La caratterizzazione di Archer.
Un protagonista diverso da tutti gli altri. Un ragazzo cresciuto troppo in fretta, allontanato da tutti, senza voce e con la paura di vivere. Vive isolato, come un emarginato, trasandato e incapace di relazionarsi con gli altri, credendosi inferiore.
Fa molta tenerezza, perché è dolce, remissivo, e molto ma molto generoso.
Non si fida di nessuno non per cattiveria, ma perché nessuno gli ha mai teso la mano. Nessuno si è mai interessato a lui. Archer non sa cosa significhi un abbraccio, una stretta di mano, una parola gentile.

La sua condizione è davvero terribile perché lo fa sentire invisibile. Per la società non esiste, tranne che per Bree.
Sarà lei a fargli scoprire il sesso, l’amore, la fiducia e il senso di amicizia, la comprensione e l’empatia.
La paura più grande per lui è che Bree lo lasci, e sarà proprio questo il motivo a portare tutto al punto di non ritorno e a mettere in condizione entrambi di reagire di fronte al destino. E non solo. Davanti al FUTURO.
Potranno avere un futuro da condividere?
Mia Sheridan, come mi era già parso di intuire, fa soffrire il lettore e solo dopo tanto penare gli regala il lieto fine che merita.

Come insegni a un uomo che ha perso tutto 
a non temere che accada di nuovo?

Dimmi che sarai qui è un romanzo diverso, che propone un protagonista di cui è difficile non innamorarsi. Affronta temi profondi come la morte, l’isolamento, la disabilità, l’asocialità, i problemi familiari, le bugie, le paure, le ansie e le angosce che possono distruggere la vita.

Non so che fine avrebbe fatto Archer se Bree non fosse arrivata nella sua vita.
Lei è stata la sua salvezza. Lei gli ha dato di nuovo la vita, gli ha dato di nuovo la voce. In una forma diversa, ma ha permesso ad Archer di urlare al mondo ciò che era, senza più paura.
E Archer gli ha mostrato cosa è il vero amore, quello incondizionato, quello per cui sei anche disposto a morire.


2 commenti:

  1. Wow, Antonietta, colpita e affondata! ^_^
    Leggerò sicuramente questo libro dopo aver letto la tua recensione <3
    Ma sai anche perché? Assomiglia vagamente a Il tuo meraviglioso silenzio di Katja Millay, che non so se hai letto, per me un gioiello raro e puro e di inestimabile valore, che mi sono letta sei o sette volte, e che ho voglia di rileggermi ancora. Ogni volta, riesce a regalarmi la magia di riscoprire quel tipo di amore di cui tutti parlano ma che solo in pochi sanno raccontare in modo sublime. Quello INCONDIZIONATO.
    Quanto è vero quello che hai detto riguardo alla scelta dei titoli italiani della Newton Compton. Non capisco perché debbano sempre distorcere così tanto il titolo dalla storia. Che alla fine poi magari si rivelano essere delle bellissime storie, come mi sembra sia questa. :*****

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    1. Mi fa piacere, cara Federica! <3 Volevo leggere questa storia da tempo e per fortuna non sono rimasta delusa. Sono certa che è una storia adatta a te e che ti piacerà moltissimo! <3
      Anche qui c'è un amore davvero molto forte che sicuramente emoziona e conquista chi legge. :-)
      Ti abbraccio forte :****

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