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giovedì 25 luglio 2024

Recensione: IL FILATELISTA di Nicolas Feuz

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Baldini+Castoldi, oggi vi parlo di Il filatelista di Nicolas Feuz.

Il filatelista

di Nicolas Feuz
Editore: Badini+Castoldi
Pagine: 384
GENERE: Thriller
Prezzo: 11,99€ - 20,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
All’avvicinarsi del Natale, un’ondata di terrore attraversa la Svizzera. Un assassino sta organizzando una macabra caccia al tesoro utilizzando i pacchi postali. La sua firma? Francobolli fatti di pelle umana. Ana Bartomeu, ispettrice della Polizia giudiziaria di Ginevra, viene assegnata al caso. La sua indagine la porterà dai quartieri eleganti di Ginevra al centro storico di Annecy, dai vicoli bui di Losanna alle strade acciottolate di Delémont. Riuscirà a smascherare il misterioso criminale che i media svizzeri e francesi hanno soprannominato «il Filatelista»?

RECENSIONE

L’estate potrebbe essere la stagione ideale per un bel thriller, ma per leggere Il filatelista di Nicolas Feuz dovete proprio essere pronti a tutto, avere uno stomaco forte e controllare le vostre emozioni, perchè qui non si scherza. 
Affatto.

Viaggiare tra la Svizzera e la Francia, visitare città che all’apparenza sembreranno innocue e invece nascondono più segreti di quanti possiate immaginarne. Vi fermerete per un po’ di tempo a Ginevra dove l’ispettrice Ana Bartomeu viene inviata per dare un nome a un nuovo caso che ha già il sentore dello sconvolgimento totale. 

Appena apriamo la prima pagina di questo romanzo, veniamo catapultati in momenti diversi della narrazione. Prologhi molteplici ci conducono in un luogo lugubre e nascosto della Svizzera dove un uomo viene torturato in modo brutale. E poco dopo, un pacco viene consegnato all’ufficio postale di Ginevra. Un pacco con un francobollo fatto di pelle umana. Insomma, le prime pagine non mentono.

Questo thriller è cruento e crudele, racconta di uno psicopatico che fa del male e usa la posta come intermediario per gestire le proprie malefatte. Ciò che mi ha colpito subito sono stati i tanti personaggi che attraversano questa storia e che spesso mi hanno creato un po’ di confusione, ma ciò che supera di gran lunga qualsiasi dubbio io abbia provato in proposito, è la tensione, forte, inoppugnabile, che si respira in ogni pagina. 

Non c’è modo di rilasciare il respiro. L’autore è molto bravo nel tessere una trama in cui gli indizi sono sviluppati in modo da essere sì compresi, ma a un caro prezzo, quello della vostra salute mentale. Il linguaggio è forte, realistico, molto sintetico, anche se in alcuni momenti avrei preferito meno descrizioni e dettagli, ma poi ho capito che la bellezza di questo libro sono anche le attenzioni che l’autore ci ha messo per scriverlo. Lui stesso ha confessato di aver viaggiato e di aver visitato in prima persona i centri postali e infatti, nel romanzo, troviamo racconti molto accurati di come un pacco viaggia attraverso le città e i paesi, quasi come se stessi assistendo a un vero e proprio tracciamento. 

Quando Ana scopre il contenuto del pacco, la sua reazione è agghiacciante perché il contenuto è di tale portata che lascerebbe interdetto chiunque. Subito si rende conto di trovarsi di fronte a qualcosa di assolutamente macabro e fuori da ogni schema plausibile. Una caccia al tesoro prende avvio da una situazione apparentemente inusuale e in un contesto a dir poco “banale” come potrebbero essere le poste, ma l’uso di quei francobolli e il contenuto del primo pacco, mettono paura già dal principio anche perché non si sa nulla riguardo a ciò che potrebbe accadere in futuro. 

Uno dei personaggi principali è Sam, un uomo di cui conosciamo subito il passato. Ha avuto un’infanzia difficile ed è stato vittima di bullismo, lavora nella polizia e la sua relazione con una donna di nome Vera lo metterà nei guai. La capacità dell’autore di raccontare in modo molto preciso i dettagli delle vite dei personaggi, permette al lettore di entrare nella storia e di conoscerli sin da subito. Ma questo potrebbe essere un trucco che viene usato per farci credere di arrivare presto alla soluzione e di scoprire quasi con facilità chi è il collezionista di francobolli ma soprattutto il suo movente. Non fate il mio errore, non credete di aver trovato subito la soluzione soltanto perché la psicologia dei personaggi vi viene presentata in modo così chiaro e lineare. 

Ecco, la parola lineare che io pensavo essere adatta per descrivere la narrazione di questo romanzo e il filo conduttore della storia, non è totalmente vera, almeno non nel senso più puro del termine. La mente umana non è mai lineare, soprattutto quando ci troviamo di fronte un thriller scritto così bene, che usa l’ambientazione quasi come se fosse un personaggio fatto in carne e ossa e strumentalizza i passati dei personaggi per far nascere dentro di noi una sorta di “coscienza” filtrata che ci fa credere di essere più bravi persino di chi scrive, in realtà, non facciamo altro che seguire il “suo” gioco, perché, mi costa dirlo, non ne avremo mai uno nostro. 

L’autore è troppo bravo. E se volete misurarvi anche voi con il filatelista, leggetelo, magari uno di voi ci riuscirà. A patto che riusciate a non rabbrividire e a mantenere la lucidità di fronte a tale intensità, in tutti i sensi.

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