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lunedì 25 settembre 2023

Recensione: EPIGENETICA di Cristina Battocletti

Buongiorno! Ringrazio la casa editrice La nave di Teseo per questa interessante proposta di lettura e oggi vi parlo di Epigenetica di Cristina Battocletti, una storia in cui tutti possiamo riconoscere qualcosa di noi stessi.

epigenetica

di Cristina Battocletti
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 192
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 9,90€ - 17,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2023
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Dopo aver sofferto durante l’infanzia l’abbandono del padre e il progressivo declino psico-fisico della madre, Maria, lasciata a sé stessa, divisa pure dagli amati fratelli, arriva ad affermarsi come scrittrice. Il successo, però, non porta né compenso né redenzione. Maria, infatti, proprio come la madre, si allontana dalla famiglia, inseguendo forsennatamente le proprie ossessioni e scivolando sempre più nel disgusto della vita. Solo il ritrovamento del figlio, ormai adulto, le offrirà un’occasione di salvezza, portandola ad affrontare una volta per tutte i demoni del passato. Potente e graffiante scandaglio di un destino familiare, Epigenetica ci trascina nella profondità di una donna che attraversa i meccanismi dell’abbandono fino a una coraggiosa riscoperta di sé. La voce della protagonista, Maria, costruisce un racconto primordiale e modernissimo, severo e tenero fino allo struggimento, accumulando tenebre e tuttavia lasciando possibilità all’irrompere della luce.

RECENSIONE

Epigenetica Ã¨ un romanzo che mi ha scosso, non capita spesso di leggere qualcosa e riconoscerne le stesse domande, gli stessi dubbi, le medesime afflizioni. 
La protagonista, Maria, Ã¨ una donna che ha vissuto un’infanzia claudicante con un padre assente, che ha rifiutato lei e i suoi due fratellastri e una madre che si comportava come una donna fin troppo disinibita, dedicata alla sua depressione, follia, e consapevole di voler essere soltanto amata, idolatrata e poi dimenticata in un letto dalle lenzuola sporche e sfatte, tra quelle onde di gemiti e anfratti sudati dove ogni notte nascondeva un uomo diverso che poi volava via come il vento. 

Una madre che esiste ma non vive, al di fuori degli occhi dei propri figli, come Maria, che continua ad amarla, a pettinarla anche quando ha perso la forza di guardarsi allo specchio, anche quando, dopo l’addio dell’ennesimo uomo, il suo viso è uno scatafascio di rughe e abbandono. Maria che ama la madre a dismisura, più di quanto dovrebbe. Eh sì, perchè non è detto che poiché i nostri genitori ci hanno messo al mondo, ci hanno dato una vita che non abbiamo chiesto, dobbiamo amarli incondizionatamente, sentendoci in colpa anche quando non lo siamo, reduci di amori fatti a pezzi perchè loro sono più egoisti di un estraneo. O pazzi, ubriachi, malati e indifferenti. 

Che sia pazzia, storia o umanità, Maria perderà anche quella madre che non ha mai avuto fino in fondo, quando la porteranno via e l'affideranno a famiglie sconosciute che si occuperanno di lei. Perderà i fratelli di cui non saprà più nulla e perderà se stessa perchè l’Epigenetica è scienza, mica caramelle. “E io come se rimanessi imprigionata nel loro scheletro neurone, sono riuscita a trasmettere solo abbandono, solitudine, rabbia. Non ho avuto la forza di cambiare, e così i miei fratelli.” 

Epigenetica. La probabilità molto alta che nel DNA di ciascuno di noi siano presenti tutti quei tratti depressivi, folli, comportamentali, morali, emozionali che hanno caratterizzato la mente dei nostri genitori. E che ci vengano trasmessi in eredità proprio attraverso la genetica. Quando Maria ripercorre la stessa strada che ha fatto sua madre, e abbandona suo figlio, sembra che l’epigenetica abbia la meglio su di lei e su tutte quelle persone che tentano di essere diverse, ma è come se non potessero esserlo, perchè la genetica è più forte di qualsiasi sforzo noi facciamo per essere migliori di chi chi ha messo al mondo. È scritto nel sangue? Lo sostiene la scienza? Ce lo abbiamo addosso come un marchio? 

La storia di Maria, scrittrice famosa alle prese con una vita piena di paure e di paranoie, al limite del sopportabile, diventa emblema di un modo di pensare distruttivo, catastrofico, devastante. Il figlio che ha abbandonato è diventato un senza tetto, mentalmente squilibrato, emotivamente al bando, che non è mai riuscito a superare l’abbandono della madre. Maria, pur consapevole di quanto la madre l’abbia fatta soffrire, decide volutamente di comportarsi esattamente come lei, e lo accetta in un modo che fa rabbia, che le fa decidere di non combattere.“Mi dice che i figli sono prodotti dell’egoismo casuale, e poi cerca il suo.” 

Lo stile dell’autrice è sintetico, brutale, sinistro, improvviso, se ne esce con pensieri fuori posto che poi trovano un posto fin troppo perfetto dentro di te. Quante volte mi sono chiesta perchè? Sono come mia madre? È il mio sangue che mi rende così o è colpa mia? 
E quando ho letto queste pagine, invece di abbattermi, mi hanno dato una nuova forza, una crescente consapevolezza perchè l’autrice non è dolce, né comprensiva, è schietta, critica, e la protagonista è patetica, estrema, ossessiva, ma per me è stata come una luce che fende un buio e lo squarcia. “Mi tocca vivere, dottore. Chi mi ha messo in questo scherzo, è un bandito.” 

È talmente cinica e cruda che viene voglia di darle uno schiaffo quando afferma che i figli sono espressione della nostra vanità e i sacrifici che facciamo per loro non sono altro che il risultato di un retaggio culturale, ma non sono espressione del nostro amore, perchè i figli non si amano, sono l’emblema della nostra volontà di far progredire la specie. Perchè siamo tutti poveri animali. Li facciamo perché un domani non rimarremo da soli, o magari perchè abbiamo bisogno di tenerci impegnati. Non esiste l’amore, non esiste l’amicizia, esiste solo il tornaconto personale. 

La personalità della madre la perseguita come un’eredità infausta e malevola, una madre che attirava sempre tanti uomini che poi scappavano perchè era una donna vaga, inconsistente, inarrivabile, persa. Per Maria la madre è l’unica fonte di ispirazione per la sua scrittura, un modo come un altro per raccontare la sua vita intrecciata a quella degli altri, perchè è l’ombra della madre che le permette di ascendere nella caverna incrostata di buie meraviglie che si chiama creatività. 

Cristina Battocletti mi ha stregato, cosa rara e malsana. Perchè ogni stregoneria si porta le sue contraddizioni dietro. Mi ha fatto riflettere e al contempo mi ha dato una nuova consapevolezza. 
Maria non crede nell’epigentetica. Crede più nel destino, quello che non puoi cambiare, qualunque cosa tu faccia. Quello che ha l’odore della scusa – dici – tanto sono condannata a essere come lei, che posso farci? Troppo comodo. E magari ci metti pure il carico di cento. 

Io non so se l’epigenetica sia credibile o meno. 
Ma so che il destino esiste. 
In quello credo. 
E nella certezza che il destino me lo creo io. 
Nessun sangue, nessun marchio, nessuna eredità potrà farmi essere quello che non voglio. 
Il destino, sì, è già scritto, ma solo con la mia mano che calca e scava la carta della mia anima al di sopra di qualsiasi condanna. 
Padre o madre che sia. 
Io sono io. 
Ed è la MIA vita.

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