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lunedì 19 febbraio 2024

Recensione: GOTICO ROSA di Luca Ricci

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di Gotico rosa di Luca Ricci.

gotico rosa

di Luca Ricci
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 256
GENERE: Racconti
Prezzo: 9,99€ - 20,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Un uomo deluso dall’amore vuole uccidersi ma viene salvato da una sirena; la storia di due adulteri è raccontata dagli amplessi nei giorni di pioggia consumati in un anonimo hotel; un dottore e una baby squillo giocano all’amore nel giorno di San Valentino; una coppia di coniugi capisce che il matrimonio è solamente una possessione demoniaca; un ragazzino perde l’innocenza per colpa di un amore oscuro; due disperati – in una città assediata da un virus – si amano senza un domani; un molestatore della metropolitana viene assalito dalla sua vittima e scopre di amare per la prima volta. Luca Ricci torna al racconto per indagare le passioni delle donne e degli uomini dopo la fine del romanticismo. Perché l’amore fa bene ma può, e forse deve, farci anche male.

RECENSIONE

Gotico rosa di Luca Ricci è una raccolta di racconti che parlano d’amore. Per chi è stanco di leggere di amori sdolcinati, pieni di miele e di caramelle, di passioni che millantano di eternità senza scampo e di sentimenti che volano al di sopra di qualsiasi pretesa di umanizzazione, queste storie sono piene di lati oscuri, perchè in ogni storia d’amore c’è un lato gotico, inquietante, sinistro, anche sarcastico, persino ironico, ma pur sempre rappresentativo di una doppia faccia. 

Una doppia faccia che non deve farci paura. Perchè, riflettiamoci un attimo, cos’è davvero l’amore? Se ne sono dette di tutti i colori. Chiunque ha cercato di definire il sentimento più grande e più potente dell’universo. Si uccide per amore, giusto? Si muore per amore. Si cambia per amore. Si fa di tutto, insomma. Perchè l’amore è il completamento dell’io. Lo stesso Platone sosteneva che l’amore consiste proprio nella ricerca costante, per tutta la vita, di quella metà che ci apparteneva. Quindi, la storia secolare ci insegna che l’amore è qualcosa di bello, che costruisce l’identità, la ricompone, di certo, non la distrugge. 

E invece, secondo l’autore, l’amore è all’inizio una fusione con l’essere e l’anima dell’altro, e poi dopo diventa una presa di coscienza dilaniante di quanto siamo diversi dall’altro perchè la sua stessa presenza ci divide da lui e ci mostra, senza pietà, i nostri limiti. Se ci fate caso, nell’amore, scopriamo davvero chi siamo. È amando qualcuno che capiamo davvero come siamo fatti, quanto possiamo essere egoisti, cattivi, possessivi. Fin dove possiamo arrivare. L’amore migliora le persone? Beh, non è detto. Come ogni emozione e sentimento, ha una doppia faccia, appunto, che ci mette di fronte alla verità più nascosta di noi stessi. 

Nel primo racconto, Deliquo veneziano, il protagonista vuole suicidarsi gettandosi nel canale. Più osserva l’acqua però e più si convince che non vale la pena farlo, c’è qualcosa che lo trattiene: il colore di quell’acqua verdognola, insomma, fa un po’ schifo; rende il suo gesto poco romantico, poetico, affascinante. Meglio spostarsi al lido e quando fluttua tra le onde, viene salvato da una sirena. 

Gli uomini di Ricci sono sempre colti in flagrante nelle loro debolezze, un po’ troppo confusi, quasi sempre alla deriva, senza una strada precisa davanti. Le donne, invece, appaiono più dure, meno conformi alla liquidità, meno spaventate, decisamente più terribili. In entrambe le identità, sopravvive una forma universale di desiderio. Il gotico è ricco di desiderio oscuro e palpabile, di venature cromatiche che aleggiano nelle notti tenebrose e che ingabbiano l’anima per non lasciarla più andare. Amori che sono perversi, eccitanti, claustrofibici, mortali. Amori che l’autore racconta come se fossero obblighi dai quali liberarsi, ma nessuno è in grado davvero di smettere di amare, perchè l’amore ti avvinghia con le tenaglie e ti tiene in ostaggio finché campi. 

I personaggi non sono dei modelli, anzi, sono sprovveduti e sospesi, ma non risultano mai apatici; hanno sempre qualcosa da dire e la dicono in un modo diretto, cruento, fantasioso, delirante, assurdo, ma un modo che arriva perchè lo stile di scrittura è originale e mai fine a se stesso, ma sempre al servizio di chi legge e di chi riceve il branco di emozioni di cui pullulano queste vicende. 

Uno stile che non cerca mai il colpo di scena, anzi, è strutturato sulla base di esperienze intellettive e di una piacevole sconoscenza dell’animo umano di cui scandaglia le sensazioni, per poi riproporle velate o più incisive ma sempre affilate come lame pronte a tagliare. 

Una visione dell’amore che non incanta ma tramortisce, un modo forse anche più personale, affabulatorio, viscerale, di parlare di sentimenti non in maniera banale né approssimativa. Insomma, una lettura magari non per tutti, ma sicuramente diversa da qualunque altra.

Smettiamola di convincerci che l'amore sia bello, dignitoso, e che elevi moralmente le persone. Sì, ok, ci sono amori del genere, ma quanti ne avete conosciuti nella vostra vita? Penso pochi, molto pochi. Luca Ricci ci mette di fronte alla realtà e racconta con lucida determinazione il lato oscuro dell'amore, asserendo con assoluta certezza che l'amore fa anche male. 
Molto male.
E, probabilmente, deve farlo.

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