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mercoledì 11 maggio 2016

Un'ultima lacrima di Luigi Pistilli Recensione

Buon mercoledì! Grazie a Leone Editore ho letto il secondo romanzo di Luigi Pistilli intitolato Un'ultima lacrima. Dopo aver letto Pelle d'oca, mi ha fatto un immenso piacere poter recensire anche il secondo libro di questo autore che apprezzo davvero molto. E come immaginavo, la storia mi ha regalato tante emozioni, tante, tante...




Titolo: 
Un'ultima lacrima

Autore: Luigi Pistilli
Editore: Leone
Pagine: 160
Genere: Romanzo
Prezzo: 9,90
Uscita: 2016

TRAMA


1947. Don Angelo, un parroco trentaseienne reduce da un lungo e faticoso periodo in Africa, viene assegnato alla parrocchia di un piccolo borgo dell’Appennino. I suoi modi umili e cordiali e l’estrema attenzione nei confronti dei meno fortunati lo rendono subito benvoluto nella cittadina. In particolare la figlia della perpetua, Marta, ragazza molto intelligente segnata da un trauma subito in tenera età, si scopre attratta dal prete. Complice un periodo di malattia della madre di Marta, tra i due nasce una dolce storia d’amore, segnata però dal conflitto tra passione e dovere religioso. 


















Un’ultima lacrima è il secondo romanzo che leggo di Luigi Pistilli e già leggendo la trama ho avvertito senza ombra di dubbio che mi sarebbe piaciuto. Del resto se ti piace come scrive un autore, è ovvio che ritrovare la sua scrittura nuovamente non può che confermare la considerazione positiva che hai del suo raccontare. 
La storia di Don Angelo e Marta è tormentata, tortuosa, malinconica ma ricca di amore e di passione. Una storia pura che dell’ingenuità e della freschezza giovanile fa il suo fiore all’occhiello e mai per un solo istante ho sentito qualcosa di torbido, di sbagliato, di eccessivamente languido nella loro relazione seppur peccaminosa ma profondamente umana. 
Marta è una ragazza diversa dalle altre. E’ molto intelligente, bella e silenziosa, ma soprattutto è sensibile, di quella sensibilità rara e sfuggente, emozionalmente carica, disposta a condividere le bellezze del mondo e lasciarsi accarezzare l’anima dal miracolo della natura.
Delicata nei tratti, magrolina e più alta di tutte le sue amiche, era una ragazza di vent’anni con un carattere solare, allegro e paziente. Era, in definitiva, squisitamente femminile. 
Lo stesso equivale per Don Angelo, giovane parroco giunto nel piccolo paese di provincia, troppo bello per essere un prete qualunque, ammaliante il suo sguardo, innocenti le sue pretese di invocare Dio e portarlo in mezzo agli uomini.
Alto e con lineamenti di viso regolari, quel prete era davvero una bella figura. 
Marta lo colpisce dal loro primo incontro per la sua vivace intelligenza, per la sua curiosità e partecipazione, è diversa da tutte le altre, Don Angelo se lo sente addosso come una seconda pelle. Anche lei, pur nella sua innocenza e dolcezza, tenerezza e delicatezza, rimane affascinata da quell’uomo che parla avvicinandola ai segreti della natura e dell’universo. Una mente che la intriga e un corpo che, ahimè, non la lascia indifferente come non era mai capitato prima. Marta prova sensazioni sconosciute accanto al prete, lo guarda ed è come se vedesse qualcosa di assolutamente nuovo e per certi versi irresistibile. La sua bellezza, quella bellezza anche un po’ maledetta perché non dovrebbe essere così, la mette in soggezione, la tormenta, la scalda e la porta sull’orlo di un precipizio dal quale non osa ancora guardare giù, non per paura di cadere ma per il timore di desiderare con tutta se stessa che ciò accada. 
Entrambi hanno vissuto due perdite molto dolorose che li avvicinano inconsapevolmente e li rendono due esseri umani feriti ma non per questo incapaci di sentire il profondo trasporto che solo l’amore vero sa regalare e allo stesso tempo inquietare. 
Luigi Pistilli si riconferma un autore che adoro, la sua capacità di raccontare i sentimenti è avvolgente ma anche struggente e pericolosa. La sua penna incide piccole ferite nel cuore di chi legge perché riesce ad avvicinare le emozioni alla vita. Linguaggio fluido, a tratti poetico come ho imparato a conoscerlo, una grazia ed una delicatezza che rendono la lettura sempre propositiva, commovente, condivisibile perché non è mai banale la musicalità che creano le sue parole, perfettamente incastrate a creare una sinfonia dell’anima.
Due protagonisti che non ho letto come creature inventate, e questa è la più grande meraviglia. Ancora adesso che ne parlo mi sembra di vederli, di sentirli, di avvertire cosa sia il vero amore. E’ questo quello che l’autore riesce incredibilmente a fare: narrare in un modo assolutamente suo ed unico cosa significa amare per davvero. Don Angelo lo sa, lo sa soprattutto Marta che pur nella solitudine e nella consapevolezza di una scelta dettata dall’amore e dal senso del dovere, non smette per un solo istante di amare l’uomo che l’ha resa donna e che l’ha resa parte del mondo.  
Tra i due è un gioco di sguardi e di promesse tacite e ammantate dal silenzio, la voglia irrefrenabile di conoscersi e soprattutto di condividere tutto ciò che li riguarda. La voglia di comprendere cosa sono e cosa potrebbero essere l’uno per l’altra, entrambi così sensibili, entrambi così vicini alla purezza e al miracolo.
In te c’è il valore delle cose senza tempo, quelle che non appassiscono mai. 
L’amore che racconta Pistilli non è un amore felice, è pieno di nostalgia e di tristezza. E’ un amore che canta una canzone lontana ma che tocca e che abbraccia. Un amore che sente il senso della vita e lo riscopre tra le parole dell’altro che parlano di solitudine e paradossalmente di unione. Marta e Don Angelo sono le persone più sole al mondo perché non possono stare insieme, eppure in quella solitudine inquietante e misera, non potrebbero essere più vicini di così, perché il loro cuore è un unico ammasso di carne che batte senza timore e senza remissione.
Ebbe l’impressione di essere terribilmente sola e che lui lo fosse altrettanto, seppure in maniera diversa. Ma non era così per entrambi? Per questo erano così vicini anche se distanti. 
Dolorose ma sensibili ed emozionalmente struggenti le frasi che l’uno dedica all’altra e che l’autore dona ad entrambi per rendere la loro storia impellente quanto impossibile da mettere da parte. Molti pezzi mi hanno donato brividi, altrettanti commozione perché ancora adesso ci sento dietro la verità, l’immenso valore di un sentimento che non oso immaginare quanto possa essere grande e custodito dentro per un tempo che sembra infinito ma che si porta addosso i segni della realtà del finito. 
Un’ultima lacrima è un romanzo appassionante, pieno di percezioni, di attimi felici ma anche di lacrime.
C’è tutta la bellezza del creato e del mistero del vivere in questa tua lacrima. Nessuno potrebbe mai capire. 
Eppure non ho avvertito in modo negativo quelle lacrime, non come ci si potrebbe aspettare ed è soltanto merito dell’autore. Nonostante la storia non sia di quelle più felici, quel dolore e quella sofferenza non rattristano ma coinvolgono e fanno comprendere quanto sia immenso il mistero dell’amore. Aiutano a percepire in profondità fin dentro al cuore, cosa significa amare senza frenarsi. Quelle lacrime non sono una condanna, sono une benedizione perché l’amore ci è passato attraverso e ha lasciato il proprio segno. 
Un romanzo che è bellezza e purezza insieme, di cui sinceramente non smetterei di parlare ma devo farlo perché rischierei di togliere tutto il piacere della scoperta di questa storia che inevitabilmente ci parla anche di peccato e di redenzione. Ma voi credete davvero che Dio possa considerare peccato l’amore? Se egli stesso è Amore, come potrebbe oltraggiarlo punendo chi lo onora, provandolo? Inoltre l’amore è il sentimento più istintivo e spontaneo, quello più naturale, con quale coraggio Dio dovrebbe ostacolarlo? 
Fortunatamente l’autore non insiste su questo concetto e lascia liberi i propri protagonisti di vivere l’attimo di quel sentimento, con tutte le ferite che poi si porteranno dietro.  
Un’ultima lacrima è emozione e trasporto, un insegnamento velato che ci mostra cosa sia amare e come nasce un amore senza nessun limite, che sopravvive con la sola forza di quel sentimento, in grado di non chiedere e di nutrirsi di se stesso. 
Luigi Pistilli ci ha regalato un’altra piccola perla infusa di preziose sensazioni da custodire e rileggere ogni volta che si ha voglia di innamorarsi delle parole. Le sue. 

  

10 commenti:

  1. Una recensione piena di cuore come deve essere questo libro che, devo confessare, non conoscevo. Come spesso capita porti autori e titoli di grande impatto emotivo nella mia vita, grazie! <3

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    1. Grazie a te Ely, sei sempre così dolce e gentile. Sono felice che i libri che recensisco riescono a regalarti qualche emozione! <3

      Un abbraccio!

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  2. che bella la tua recensione , mi ha emozionato tanto!

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  3. Voglio leggere la storia é bellissima.

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  4. Come sempre la tua recensione è molto bella e invoglia alla lettura del libro

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    1. Grazie mille, Greta, ne sono felicissima!

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  5. Bellissima recensione,ricca di particolari mi hai invogliata ad acquistarlo.

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