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giovedì 16 giugno 2016

Il sangue dei baroni di Matteo Strukul Recensione

Buon giovedì cari lettori! Grazie alla Fanucci ho letto l'ultimo romanzo di un autore italiano molto apprezzato, Matteo Strukul, che ancora una volta ha dimostrato di passare con disinvoltura da un genere narrativo ad un altro. Dopo I cavalieri del Nord, oggi vi parlo di Il sangue dei baroni, una commedia nera scritta ad arte con molti colpi di scena. 



Titolo: Il sangue dei baroni
Autore: Matteo Strukul
Editore: Fanucci
Genere: Thriller
Pagine: 269
Prezzo: 14,90
Uscita: Aprile 2016
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TRAMA


Nella Libera Università di Padova, Daniele Capovilla è appena stato giudicato inidoneo per un posto di ricercatore. Gli è stata preferita Carola De Marchi, figlia del barone universitario Carlo Alberto De Marchi, potentissimo preside della facoltà di giurisprudenza che punta al rettorato. Nel tentativo di fermare la sua marcia trionfale a lui si contrappone solo Enrico Zaramella, astro nascente del diritto internazionale e marito fedifrago. Prossimo al fallimento personale e alla rottura con la moglie, Capovilla decide di architettare il più rischioso dei ricatti ma, così facendo, innesca una spirale di violenza che, un po’ alla volta, coinvolge la massoneria, una coppia di gangster psicopatici e l’amante ninfomane di Zaramella. Mentre la vita borghese di quest’ultimo cade a pezzi e la figlia di De Marchi viene misteriosamente rapita, forse dal serial killer che sta terrorizzando la città con il nome di Cacciatore di scalpi, la situazione all’università precipita fra rivelazioni compromettenti. Senza contare che è ormai imminente il convegno al quale parteciperà anche il rettore, l’inflessibile professoressa Maria Luisa Rognoni, che sogna di incastrare De Marchi e Zaramella per metterli finalmente al loro posto. 
















Il sangue dei Baroni è il secondo romanzo che leggo di Matteo Strukul, un autore che riesce a passare con disinvoltura da un genere ad un altro, pur stagliandosi con perfezione e precisione in ciascuno di essi. Dopo I Cavalieri del Nord, un fantasy storico ricco di richiami e di echi lontani, questo romanzo, che appartiene al genere Noir, Thriller, alla commedia nera, sbalordisce per i toni asciutti e sicuri, per le descrizioni dettagliate e formali, per una narrazione incalzante e multilaterale che sembra provenire da più piani e da molteplici voci. Insomma, una prova altisonante e gagliarda, piena di energia e di consapevolezza, della bravura di un autore italianissimo, ammirato ed apprezzato da tutti, anche dai più affermati autori stranieri, come Lansdale. 
Protagonista è Daniele Capovilla, un ricercatore universitario che nel suo percorso di affermazione precaria all’interno della Libera Università di Padova viene scavalcato dalla figlia del preside della Facoltà di Giurisprudenza, Carlotta De Marchi. Il barone, suo padre, è una figura subito messa in evidenza da un particolare fondamentale per tutta la strutturazione del romanzo: la corruzione, il nepotismo, lo squallore, gli imbrogli presenti all’interno della struttura e rappresentati proprio dalle più alte cariche che governano e presiedono tutto, indisturbate. 
Daniele Capovilla non riusciva ancora a crederci. Eppure era proprio così: lo avevano trombato. E alla grande. Erano mesi che sognava di vincere il concorso di ricercatore. Si era preparato meticolosamente. E non da un po’ ma da sei anni. 
Daniele che vive una disastrosa discesa sia nella vita professionale che in quella privata, non ci sta a subire le angherie e i soprusi dettati dai più “forti” e decide di vendicarsi, organizzando un piano che contempla un riscatto e una sorta di appropriazione di ciò che gli è stato ingiustamente sottratto. In suo aiuto accorre un altro personaggio, Enrico Zaramella, anch’egli sinistro e torbido come tutta l’aria che si respira all’interno di questo mondo così bruciato, marcio, senza fondo, che è pronto a farti precipitare in qualunque momento. 
Ogni personaggio ha il suo perché. L’autore con uno stile impeccabile, lavorato, affinato dalla ricerca e da una fantasia miracolosa, mette in piedi una trama che è stracolma di colpi di scena, dove ogni figura emerge in modo distinto e preparato, al fine di permettere al lettore di inquadrarla in tutta la sua completezza e nella sua forma agghiacciante di portatore di caos e del male. Perchè diciamocela tutta, in questo romanzo, nessuno si salva. Lo stesso Daniele, architettando il suo piano, non farà altro che dare avvio ad un universo sporco e dilaniato fatto di violenza e di sangue. E’ come se le azioni torbide e violente non aspettassero altro che essere richiamate in vita, come una sorta di risveglio, di richiamo alle armi che soltanto in un contesto come quello, così ramificato nell’inganno e nell’ingiustizia, può avvenire. 
Scene realizzate come se scorressero davanti al lettore in tutta la loro lucida perversione, sesso, aggressioni, tradimenti, complotti, che ti lasciano allibito e costretto ad andare avanti per andare fino in fondo a quell’organismo così maledettamente strutturato da essere tanto bello quanto orrido. 
Dopo il grido ferino delle lamiere che si accartocciavano, dopo la paura che come l’ ala di un vampiro era calata su quel piccolo uomo, finalmente il dolce mantello del silenzio avvolse la notte, cullando le ultime ore nere prima che il sole sorgesse fra le spalle bianche dell’alba. 
Matteo Strukul è capace di regalarti brividi sinceri e diretti sia quando racconta di mondi lontani ed impraticabili sia quando si lancia in una storia che sembra diventare un’invettiva contro tutto il marcio e lo scandalo presente nei contesti universitari, ma in realtà ovunque ci siano persone che controllano e che fanno da padroni. 
La sua versione è una metafora immane che va ad accogliere altri aspetti della vita, altre situazioni, altre scongiure che si alimentano tutte nello stesso modo: con la stupidità e l’amoralità. 
Uno sguardo che non ha pietà di nascondere l’indicibile, che affonda le proprie mani in ciò che dovrebbe restare nascosto e che qui invece viene a galla con tutto il suo odore pestilenziale e di morte. 
I personaggi bucano le pagine e ti restano impressi addosso proprio per la loro essenza andata in malora e per la loro voglia di sopraffare. Le donne sono macchine di tormento e di bellezza, sono neve che non si scioglie al sole e che resta fulgida nella sua potenza ricattatrice. Donne come il Rettore, Maria Luisa Rognoni, o come la stessa Carola De Marchi o Anna Carocci, tutte femmine capaci di imporsi e di condurre il gioco esattamente come gli uomini. 
Ma non è tutto qui. Le strade di Padova sono insanguinate da un serial killer che uccide donne senza avere uno scopo apparente e senza che ci sia nessun collegamento che unisca le une alle altre. E quando proprio la figlia del preside scomparirà…  
Sua figlia rapita da un maniaco, il pazzo di Capovilla che lo ricattava con quella fottuta registrazione consegnando il suo irresponsabile soliloquio sul potere accademico al suo peggior nemico, e infine, ciliegina sulla torta, quella vecchia carampana della Rognoni che voleva la sua testa su una picca. Dannazione! Ma perché? Cosa aveva fatto di sbagliato? Sentiva che il potere gli sfuggiva di mano un po’ alla volta, in modo ineluttabile, con la stessa disarmante facilità delle battute di un copione. 
L’autore rende questo romanzo un mix fatto di complicazione e di irriverenza, niente è semplice e nulla è vero come sembra. Il ritmo è serrato, i dialoghi sono pronti, immediati, realistici e sfrontati. Il guizzo è il terrore che cambia nome, maschere, voce, ma dietro tutto lo scenario, c’è sempre lui, l’autore, unico e caparbio nelle sue scelte che non hanno punti deboli, nei suoi libri perfetti, tanto da essere inimitabili.

6 commenti:

  1. Ecco un'altra recensione che ti stende a terra!!
    Ho sentito il tuo cuore battere, Antonietta, è bellissimo quanto sorprendente riscoprire, ogni volta, l'amore e la passione che ci metti con l'intento di trasmettere a chi ti legge, e se quest'autore buca le pagine, tu buchi lo schermo. ^_^ ^_^ ^_^

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    1. Grazie carissima Federica, siamo compagne in questo e molto molto vicine! Anche io sento sempre il tuo cuore battere anche quando scrivi un pensiero come questo che per me significa sempre tantissimo.
      Grazie, grazie, grazie!
      Un abbraccio fortissimo! <3<3<3

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  2. mmm, non so se mi ispira, però la tua recensione è bellissima!
    Lifen

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  3. Eccome se le tue parole bucano lo schermo gemellina! Mi unisco a Federica eccome nel dirti wow, bellissima e potentissima recensione! 😍 Trapela che questo è davvero un libro potente che ti toglie il sonno perché ne vuoi sapere di più e voltare le pagine senza pause. In effetti potrebbe essere il momento di un thriller è una vita che non ne leggo veramente, vedremo! Se però mi capiterà qualcosa di questo autore ora o in futuro lo leggerò senza esitazioni perché davvero me lo stai facendo amare con le tue recensioni! ☺️ Un mega super abbraccione con tutto il cuore gemellina! 😘

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    1. Ciao Ely! Grazie per quello che pensi delle mie recensioni e una cosa mai scontata, sai? Cioè non sempre sono sicura di riuscire ad esprimere al meglio quello che provo quando leggo e soprattutto le sensazioni che mi lasciano addosso alcuni libri. Però le tue parole, e le vostre parole, carissime amiche, mi danno sicurezza e forza.
      Se leggerai qualcosa di Strukul leggerò con grande curiosità il tuo pensiero, così potremo confrontarci. Intanto un abbraccio grande grande grande! <3<3<3 :*******

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