Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di L'amore malfatto di Giusy Sardella.
l'amore malfatto di Giusy Sardella Editore:Fazi Pagine: 228 GENERE: Narrativa Prezzo: 9,99€ - 18,00€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2026 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟
Trama:
Un esordio potente, soffuso di sensualità, che esplora la complessità delle regole dell’attrazione che spesso corrono parallele a quelle sociali. Un romanzo sui corpi: corpi che si nascondono, imperfetti, attraversati da passioni forti. A Petrara, paesino abruzzese all’ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l’una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l’altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l’amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell’incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un’ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo. Giusy Sardella ci racconta la crudeltà che il mondo riserva ai diversi, ma ci rivela anche l’invisibile bellezza che si nasconde dietro una tenda tirata, una porta socchiusa e l’intimità di un corpo, con la delicatezza di chi porta la luce dove c’è solo il buio. «Con una voce autentica e profonda, Giusy Sardella racconta il buio più nero, le imperfezioni irrimediabili, e all’improvviso la tenacia del desiderio e dell’amore: ovvero tutto ciò che di umano ci resta anche in tempo di guerra». Nadia Terranova
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RECENSIONE
L'amore malfatto di Giusy Sardella è una storia cruda, materica, che a volte non riesci nemmeno a leggere del tutto. Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, non parla solo di battaglie, di morte e di sopravvissuti ma anche del dolore, dell'accettazione di sé e dell'amore, un amore tossico, sbagliato, un amore che distrugge invece di salvare.
Angela ha trent'anni, è segnata dalla poliomielite, ha una gamba offesa e vive come una serva in casa della sorella e del cognato tiranno. Non è una vittima zitta e buona, la sua rassegnazione apparente cova il fuoco. Ha un rapporto conflittuale con il proprio corpo: la gamba offesa è un oggetto estraneo, freddo, da nascondere ma anche da esporre al sole quasi in un rituale privato. Il suo sguardo sul mondo è lucido, privo di illusioni; si sente destinata a non essere amata, eppure è l'unica a vedere la verità oltre le apparenze.
È molto legata a Nino, il nipote quattordicenne. Tenuto recluso dal padre Bernardo con la scusa di una malattia immaginaria, il ragazzino incarna una diversità biologica che la mentalità del paese non può accettare. Nino è l'innocenza sacrificata sull'altare della vergogna sociale.
E poi c'è Gaetano, l'amore malfatto. Lui non salva Angela, non ci pensa proprio. La sua attrazione per lei nasce proprio dalla sua deformità; è un desiderio morboso, disturbante, che si manifesta nella scena brutale al fontanile, dove la costringe a mostrare la gamba malata. Tuttavia, Gaetano è anche l'unico che vede Angela come donna e non come suppellettile. La sua natura incarna il titolo stesso del libro: un uomo capace di sentimenti, ma costruiti male, storti.
Bernardo e sua moglie Italia, sorella di Angela, rappresentano l'ordine sociale oppressivo. Bernardo è il patriarcato violento e ottuso, che gestisce la famiglia come una proprietà e nasconde Nino per salvare il proprio onore. Italia, bella ma passiva, è complice silenziosa di questo sistema.
Malfatto non significa inesistente, ma venuto male, difettoso nella struttura. E il romanzo si concentra proprio sul concetto di storto, non perfetto, destrutturato, deforme.
La "normalità" è spesso una maschera ipocrita. La verità risiede invece nella deformità: la gamba di Angela e il corpo ermafrodita di Nino sono le uniche cose reali, naturali, che però la società tenta di coprire o correggere. Dunque, la natura, anche quando crudele o bizzarra, è innocente; è lo sguardo umano (il "sociale") a renderla mostruosa.
La guerra storica (l'arrivo dei tedeschi, l'armistizio dell'8 settembre, i partigiani sulla Majella) scorre parallela alla guerra domestica. L'occupazione nazista che viola le case rispecchia l'occupazione che Bernardo esercita sulle vite dei familiari. La violenza esterna svela e accelera la dissoluzione interna della famiglia Marchiselli.
La scrittura è intrisa di sensorialità. Si sente l'odore del faggio bagnato, della polvere, del sudore. Il corpo non mente mai nel libro: trema, ha freddo, desidera, muore. È un romanzo molto fisico.
Giusy Sardella adotta uno stile che mescola un italiano letterario, attento alle descrizioni naturali e introspettive, con la cadenza e la sintassi del parlato locale, senza eccedere nel dialetto stretto, ma evocandolo nella struttura delle frasi. La narrazione è lenta ma inesorabile, capace di creare un'atmosfera di attesa soffocante, tipica delle estati di provincia, che esplode poi nel dramma finale.
Nel romanzo, l'amore, da solo, non basta se è malfatto, se è inquinato dalla vergogna, dal possesso o dalla paura del giudizio altrui. Angela è simbolo di un mondo che ha provato a nascondere i suoi mostri finendo per diventare esso stesso mostruoso attraverso la guerra e l'odio.
Tema ogni giorno sempre più attuale.

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