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lunedì 16 febbraio 2026

Recensione: ANDARSENE di Roxana Robinson

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Andarsene di Roxana Robinson.

andarsene

di Roxana Robinson
Editore: Fazi
Pagine: 392
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 9,99€ - 19,50
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
La storia d’amore tra Sarah e Warren, ai tempi del college, è finita in un attimo, quasi senza motivo. Decenni più tardi, quando, ormai sessantenni, si incontrano per caso in un teatro di New York, la passione tra loro si riaccende, dando vita a un amore travolgente e del tutto inaspettato che li costringe a rimettere in discussione ogni cosa. Dopo la fine della loro relazione giovanile entrambi si sono sposati, hanno messo su famiglia e hanno fatto carriera. Ora Sarah è divorziata e vive fuori New York, mentre Warren è ancora sposato e vive a Boston. L’incontro provoca in Sarah un improvviso risveglio, facendola sentire viva per la prima volta dopo molto tempo. Tuttavia, la donna esita a reclamare una possibilità d’amore dopo il doloroso divorzio e i lunghi anni in cui ha organizzato la sua vita intorno ai figli e al lavoro. Warren non ha le stesse riserve: è pronto a mettere fine al suo matrimonio, ma teme la reazione della moglie e della figlia. Quando la loro relazione si trova davanti a un bivio decisivo, Sarah e Warren devono confrontarsi con le responsabilità morali del loro amore verso le proprie famiglie e verso l’altro. Quali rischi saranno disposti a correre per stare ancora insieme? Andarsene, l’ultimo romanzo di Roxana Robinson, con un passo classico e avvolgente ci racconta una storia di sentimenti, progetti matrimoniali, affetti e disaffetti; quello racchiuso in queste pagine è un dramma familiare godibilissimo, che chiama in causa temi complessi come il diritto alla felicità, il peso delle abitudini consolidate, le responsabilità verso le giovani generazioni. «Andarsene è un romanzo coinvolgente e perturbante, Robinson sa bene a quali sotterfugi e a quali vincoli siamo sottoposti, e tutto quello che dobbiamo fare per accettarli». Meg Wolitzer «Cosa ci chiede l’amore e chi deve pagarne il prezzo? Andarsene è un’indagine crudele sulla lealtà e sulla passione. Analizza il costo insito nelle scelte che facciamo e le conseguenze con cui dobbiamo sforzarci di vivere». Geraldine Brooks «Questo romanzo è agile e avvincente. La narrazione di Robinson è classica, con scene in rapido movimento e una scrittura precisa come i solchi di terra lavorata. Robinson dimostra che gli scrittori possono ancora evocare i silenzi e le rinunce che ostacolano il desiderio, e che le stelle si incrociano ancora. Il finale è una bomba». «The New York Times» «Un’avvincente esplorazione delle promesse che ci facciamo, dei rapporti di tensione tra genitori e figli, e di ciò che dobbiamo agli altri e a noi stessi. Andarsene è un tour de force incredibilmente lucido, e il suo impatto finale è sconvolgente». «The Washington Post»

RECENSIONE

La premessa di Andarsene di Roxana Robinson potrebbe sembrare quasi un cliché romantico: due ex fidanzati del college, Sarah e Warren, si ritrovano per caso alla Lincoln Center Opera House di New York a più di sessant'anni. Entrambi hanno vissuto le loro vite, si sono sposati, hanno avuto figli. Eppure, la scintilla non si è mai spenta e la passione esplode nuovamente. 

Tuttavia, l’autrice usa questo espediente non per regalarci una favola consolatoria sulla seconda possibilità, ma per innescare una bomba a orologeria. Il romanzo abbandona i toni del romance per diventare un dramma morale shakespeariano, interrogandosi su cosa accade quando il desiderio individuale entra in collisione con i legami indissolubili della famiglia. 

Warren è un architetto di successo, ma un uomo intimamente irrisolto. L'aver lasciato Sarah da giovane è stato un errore impulsivo che lo ha perseguitato per tutta la vita. Quando la ritrova, vede in lei non solo l'amore perduto, ma la promessa di una redenzione personale, la possibilità di correggere la rotta prima che sia troppo tardi. Moralmente è il personaggio più ambiguo. È profondamente egoista nel suo bisogno di felicità, illudendosi di poter smantellare un matrimonio decennale con la moglie in modo pulito. Sottovaluta tragicamente le onde d'urto della sua decisione. Crede che l'amore per Sarah lo assolva dal dolore che sta infliggendo agli altri, dimostrando un'ingenuità quasi colpevole. Io ci visto un godere, persino, nel sapere che rovinerà di dolore sia la moglie che la figlia. 

Sarah è una donna divorziata, autonoma, abituata ai suoi spazi. L'irruzione di Warren squarcia la sua placida solitudine. È più lucida e cauta di lui, ma cede alla vertigine di sentirsi di nuovo viva e amata in un'età in cui la società tende a rendere le donne invisibili. Il suo dilemma morale è lancinante. Non vuole essere la sfasciafamiglie, prova empatia per la moglie di Warren e percepisce l'egoismo della loro relazione. Eppure, accetta di vivere in questa zona d'ombra morale, giustificata dall'idea che il matrimonio di Warren fosse già morto. 

Kat, la figlia trentenne di Warren, è un personaggio psicologicamente violento. Reagisce alla separazione dei genitori non con tristezza, ma con un odio viscerale e punitivo verso il padre. Si erge a giudice supremo. Rappresenta un'etica rigida, inflessibile e tribale. Per lei, i genitori non sono esseri umani dotati di libero arbitrio o diritto alla felicità, ma istituzioni. La sua moralità è fondata sul ricatto affettivo. È una figura respingente, ma tristemente realistica, che incarna la crudeltà di cui sono capaci i figli adulti quando vedono sgretolarsi il mito della famiglia unita. 

La cultura occidentale contemporanea (e americana in particolare) predica che l'autorealizzazione e la felicità personale siano diritti inalienabili. L’autrice mette in crisi questo dogma. L'amore tra Sarah e Warren non è messo in dubbio, ma il romanzo suggerisce che a volte l'amore non basta, o meglio, non giustifica il disonore. L'incapacità dei figli ormai adulti di perdonare le debolezze dei genitori è uno schiaffo in faccia, un urlo dettato dalla ferocia. 

L’autrice rovescia il paradigma classico: non sono i genitori a non capire i figli, ma i figli a rifiutarsi di vedere i genitori come individui fallibili, dotati di desideri sessuali e sentimentali propri. I figli nel romanzo usano il loro amore come arma di ricatto. 

C’è l'amore nella terza età. La fisicità, le abitudini radicate, la paura della vecchiaia. L'autrice ci dice che la nozione romantica di poter riprendere da dove ci si era interrotti è un'illusione ottica. Il passato ha un peso specifico: decenni di vita vissuta con altre persone creano un tessuto connettivo che, se strappato, sanguina copiosamente. 

Roxana Robinson rifugge il sentimentalismo. Le nostre azioni hanno delle conseguenze ineludibili. Il finale dimostra che il vissero per sempre felici e contenti è una costruzione fiabesca che spesso si scontra con il muro di gomma dei ricatti familiari e dei sensi di colpa. L’onore e il senso del dovere, concetti che oggi consideriamo obsoleti rispetto al dio dell'autenticità, possiedono ancora una forza gravitazionale devastante, capace di schiacciare anche la passione più vera. 

Andarsene è un romanzo cinico, freddo, analitico, disturbante proprio perché ci costringe a guardare in faccia il nostro stesso egoismo e la fragilità delle impalcature familiari su cui poggiano le nostre vite. È un romanzo che mentre ti addolcisce con la scoperta di un amore che ancora palpita dopo anni di lontananza, è pronto a colpirti alle spalle, spiattellandoti in faccia che forse quell’amore non vale abbastanza. Non vale tutto.

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