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venerdì 13 marzo 2026

Recensione: OGNI PASSO CHE FAI di C.L. Taylor

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Ogni passo che fai di C.L. Taylor.

ogni passo che fai

di C.L. Taylor
Editore: Fazi
Pagine: 360
GENERE: Thriller psicologico
Prezzo: 9,99€ - 19,50
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Alexandra, Lucy, Bridget, River e Natalie: cinque amici londinesi che preferirebbero non essersi mai incontrati. Perché l’unica cosa che hanno in comune è la cosa peggiore della loro vita: sono tutti perseguitati da uno stalker. Quando Natalie viene uccisa pochi giorni dopo l’uscita di prigione del suo ex fidanzato, il tempo si ferma per tutti. Sanno che le loro vite potrebbero finire in modo altrettanto brutale da un momento all’altro. Il giorno del funerale, attoniti, gli amici ricevono una corona funebre contenente una minaccia anonima: tra dieci giorni uno di loro morirà. Per alcuni, quella data è legata a un evento particolare: per Lucy è il quarantesimo anniversario di nozze dei genitori; per Alexandra è la prima dell’opera teatrale di cui sarà protagonista; per Bridget è il giorno del suo compleanno. Combattuti tra razionalità e istinto e disillusi sull’utilità di rivolgersi alle forze dell’ordine, i quattro cercano di elaborare un piano per capire chi possa essere l’autore della minaccia e al tempo stesso proteggersi reciprocamente dai rispettivi stalker. Comincia così un angosciante conto alla rovescia, scandito in ogni capitolo dal punto di vista di uno dei protagonisti. Ma raccontano tutti la verità?

RECENSIONE


Sono davvero entusiasta di questo romanzo. Amante dei thriller psicologici, in questa storia c'è un tema che mi sta molto a cuore: lo stalking. Un disastro annunciato di cui non si parla mai abbastanza perché si prende sempre sottogamba. Ogni passo che fai di C.L. Taylor è una storia ricca di suspense e di colpi di scena che ti fa vivere tutta la lettura con la sensazione di guardarti alle spalle. Il romanzo si apre con il funerale di Natalie, vittima del suo stalker. Lei faceva parte del gruppo di supporto "FYS" (Fuck You Stalker). La struttura è multi-prospettiva, alternando le voci di Alex, Lucy, River e Bridget. 

Questa scelta tecnica permette all'autrice di mostrare come lo stalking non sia un fenomeno uniforme: colpisce in modi diversi, attraverso la tecnologia, l'intimidazione fisica o la manipolazione emotiva. Il ritmo sale piano piano. La tensione iniziale, dominata dalla paranoia, accelera bruscamente quando il gruppo decide di passare all'offensiva utilizzando dei localizzatori GPS per sorvegliare i sorveglianti. È qui che il thriller vira verso una zona d'ombra inquietante, portando i protagonisti a compiere azioni moralmente ambigue. 

Alex, attrice di successo, rappresenta il paradosso della visibilità: più sei ammirata dal pubblico, più sei esposta al pericolo. Il suo passato (il trauma infantile legato all'omicidio dei genitori) aggiunge uno strato di complessità, suggerendo che la sua intera vita sia stata definita dalla paura di un "uomo nell'ombra". 
Lucy incarna la vittima del ricatto emotivo. La sua relazione passata con Marcus esplora il confine labile tra amore giovanile e ossessione criminale. È il personaggio che subisce la trasformazione più dolorosa, passando dalla paralisi del terrore a una forma di resilienza disperata. 
River rappresenta la prospettiva maschile, spesso ignorata nel tema dello stalking. La sua presenza scardina lo stereotipo che vede l'uomo solo come predatore, mostrandolo invece come preda di una donna manipolatrice. 
Bridget è il personaggio più ambiguo e, tecnicamente, il più riuscito. La sua apparente saggezza materna nasconde il segreto più oscuro del libro, servendo da monito su quanto poco conosciamo davvero le persone che frequentiamo in situazioni di crisi.

Il tema centrale non è la violenza fisica, ma il controllo. Lo stalker non vuole necessariamente uccidere la sua vittima, vuole possederne i pensieri e limitarne la libertà. L'autrice descrive perfettamente la "prigione senza sbarre" in cui vivono i protagonisti. Il gruppo FYS offre un senso di appartenenza che le istituzioni (la polizia) non riescono a dare. Tuttavia, il romanzo mette in guardia sulla fragilità dei legami nati dal trauma: quando la sopravvivenza è in gioco, la fiducia diventa una merce rara e pericolosa. 

C'è una critica sottile ma costante all'incapacità del sistema legale di proteggere le vittime prima che accada l'irreparabile. Questo spinge i personaggi verso il "fai-da-te" vigilante, con conseguenze imprevedibili. La scrittura è asciutta, diretta e priva di fronzoli barocchi. L'autrice è brava nel creare un'atmosfera di paranoia urbana: ogni squillo del telefono, ogni ombra in un vicolo di Londra o ogni notifica sui social media viene caricata di una minaccia latente. La suspense non deriva da grandi scene d'azione, ma dal sospetto costante che chiunque possa essere il carnefice. 

Ogni passo che fai è un thriller psicologico vero e proprio. Non è eclatante nelle sue azioni, ma è disturbante perché agisce sulla psicologia della privacy, sulla rabbia dell'essere inseguiti, controllati e manipolati e sulla resilienza dello spirito umano. Il colpo di scena finale ti lascia senza parole. E ti dimostra come un sentimento apparentemente innocente possa diventare distruttivo quanto un'ossessione senza via d'uscita.

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