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mercoledì 6 maggio 2015

Muori con me di Karen Sander Recensione

Buongiorno lettori! Ho avuto la possibilità, essendo stata scelta dalla Giunti, di recensire un bellissimo Thriller che ha scalato le classifiche tedesche, vendendo moltissime copie. Sto parlando di Muori con me di Karen Sander. E’ stata una lettura avvincente ed entusiasmante, nella quale non è mai mancata la suspense. 

Vi lascio alla recensione senza dimenticarvi di scrivermi le vostre impressioni!



Titolo: Muori con me
Autore: Karen Sander
Editore: Giunti
Pubblicazione:  Aprile 2015
Genere: Thriller
Pagine: 397
Prezzo: 12,90
Trama

Cinquant'anni e una tempra forgiata dalla lunga esperienza nella Omicidi, il commissario Georg Stadler crede che ormai niente possa più sconvolgerlo. Ma quando entra in quel lussuoso appartamento nei quartieri alti di Düsseldorf, si rende subito conto che non c'è limite alle mostruosità concepite dall'animo umano: le pareti, il soffitto e il pianoforte bianco sono imbrattati di sangue; al centro, una donna orribilmente massacrata, sul cui corpo l'assassino ha lasciato una bambola, nuda. Forse un messaggio cifrato? Qualcosa scatta nella mente di Stadler: contro il parere dei suoi superiori, è convinto che ci sia un serial killer in circolazione e chiede l'aiuto di Elisabeth Montario, psicologa criminale nota per aver risolto una serie di casi in cui la polizia brancolava nel buio. Trent'anni, una cascata di riccioli rossi e uno sguardo che colpisce subito il commissario per la sua intensità quasi tagliente, Liz non può fare a meno di accettare la proposta, benché sia già alle prese con un mistero da sciogliere. Uno stalker sempre più aggressivo la tormenta con lettere di sfida: "Trovami. Prima che sia io a trovare te". Parole minacciose che fanno riaffiorare il ricordo di qualcuno che aveva amato, anche dopo averne scoperto la natura profondamente malvagia. Intanto gli omicidi subiscono un'escalation di brutalità: il killer sembra determinato a coinvolgere Liz e Stadler in un gioco efferato, risvegliando quegli incubi che la psicologa credeva sepolti per sempre... 


Biografia

Karen Sander vive in Renania. Traduttrice e docente universitaria, ha esordito con lo straordinario successo di Muori con me, primo romanzo di una serie incentrata sulla coppia investigativa Stadler-Montario, rimasto per settimane nella Top 5 dei bestseller dello Spiegel...




Muori con me è un romanzo agghiacciante, terribile, tormentato ed inquietante. Un romanzo che ha scalato le classifiche tedesche ed ha venduto oltre 120.000 copie. Un thriller ad alto tasso adrenalinico, nel quale si mescolano scene del terrore, indagini, legami familiari e risvolti inaspettati. Come vuole la tradizione, il protagonista è George Stadler, commissario della sezione Omicidi, intraprendente, furbo e con alle spalle anni di esperienza che purtroppo lo aiutano poco quando si trova di fronte un nuovo serial killer, che la polizia non tarda a soprannominare lo Squartatore.

La sua prima vittima è un transessuale, un avvocato sposato, di cui nessuno sapeva le origini sessuali, credendolo univocamente una donna a tutti gli effetti. Neanche il marito si era mai accorto che Leonore Talmeier era in realtà un uomo, ma il killer doveva conoscere bene la sua identità, marchiando la sua morte non solo con una brutalità ed una ferocia disumani ma anche con una perversione che raggiunge i più alti stadi della follia umana.
La scena iniziale nella quale viene ritrovato il cadavere è raccapricciante. C’è qualcosa nel modus operandi di chi uccide che ha a che fare con un mondo a parte, con una visione delle cose totalmente straniante, al di fuori di qualsiasi logica comportamentale accettabile.

“Ma farla morire dissanguata evidentemente non gli era bastato. L’aveva anche colpita innumerevoli volte al petto e all’altezza delle spalle. Quanto all’addome, era un’unica ferita aperta. La pancia squartata da un taglio verticale. Gli organi interni scoperti, le viscere che uscivano fino a coprire l’inguine.”

Nonostante tanto orrore e irrazionalità, al killer non basta, a lui interessa mandare un messaggio a tutti quei poveri malcapitati che finiranno sulla scena del crimine. Perché sì, nonostante siano tutti poliziotti in gamba capeggiati da Stadler, un uomo capace e preparato nel ragguagliare tali situazioni, conducendole favorevolmente verso una soluzione, questa volta tutto sembra ammantato da troppo sangue e una tale dannazione, che quella vita uccisa, sembra resa illegittima dallo stesso Dio che l’ha messa al mondo. E allora né il commissario né chiunque altro può fare nulla di fronte alla foga di un uomo che sembra volersi vendicare di qualcosa e per farlo prende di mira tutte le finte donne, tutti quegli uomini, che sfidando l’ira celeste, hanno contrastato la natura e si sono presi il diritto di trasformarla, a proprio piacimento. Nel ventre della vittima, viene ritrovata una piccola bambola di pezza, nuda. Nel punto esatto dove nel vero corpo di una donna si trova l’utero. 
Che razza di gioco è questo? Un gioco che fin dalle prime mosse, risulta impari, perché nessuno è realmente preparato ad un tale scempio e odio. Sconcerto e paura si diffondono soprattutto quando gli omicidi aumentano e sono equamente rivolti ad uomini che sono divenuti donne. Il killer è sfrontato, sicuro di sé, non fa errori, è maledettamente padrone del suo modus operandi e nonostante l’entrata nelle indagini di Liz Montario, psicologa criminale chiamata in causa da Stadler, per i suoi notevoli successi trascorsi, l’ombra dell’assassino che squarta le proprie vittime e le condanna ad una morte non solo fisica, ma persino morale, rimane inquietante e sfuggente, senza alcun appiglio reale.

Ho apprezzato molto lo stile della Sander, diretto, veloce, capace di giungere e di farti giungere direttamente al punto. Dall’inizio alla fine, tutto ciò che racconta è una scacchiera piena di tasselli, di cui è importante non perderne neanche uno. Perché la storia è altamente intricata, intrigante, incastrata magistralmente e tendente alla meraviglia e alla sorpresa piuttosto che alla banalità. Le sue descrizioni degli omicidi sono cinematografiche, sono riportate nei dettagli ma anche delineate in modo tale che da ogni parola o frase, mai scelta per caso, emerga una sorta di vapore, fatto di sangue e di morte, di puzza e di decomposizione, in grado di rendere palpabile l’odio e la macchinazione di un uomo che uccide per un motivo ben preciso e che come tale è un avversario di valore, perché mai avventato.

Alla ricerca sfrenata dello Squartatore si accompagna la strana vicenda di cui è protagonista in silenzio Liz Montario. La sua storia è legata a quella del fratello Hendrik, morto anni addietro in carcere e conosciuto dall’opinione pubblica come lo Strangolatore di ragazzine. La donna, dunque, possiede un passato inquietante che sembra andare molto d’accordo con quello del serial killer attuale, soprattutto da quando, proprio in concomitanza con il primo omicidio, le giungono una serie di lettere anonime di cui la prima non lascia scampo ad equivoci.
Liz è convinta che  ad inviarle le lettere sia Jan Schneider, l’uomo che fu accusato anni prima di aver appiccato il fuoco nel riformatorio dove era rinchiuso Hendrik e averne provocato la morte. Ora quest’uomo è libero e lei teme che voglia ucciderla.

La trama è imbrigliata, si snoda lentamente senza però mai tralasciare la suspense che è una caratteristica fondamentale del testo, che non abbassa mai i suoi toni di sfida e di ambizione nel voler inchiodare il lettore cucendogli addosso una curiosità perenne, alla quale, inevitabilmente si accompagna, l’ansia di scoprire quanto i tanti fili di questa storia siano ingarbugliati e come sia possibile scioglierli.
Ma non c’è solo tensione criminale. Liz e George provano, sin da subito, un’attrazione forte e disarmante, che senza motivo, li conduce l’uno verso l’altra. Il loro avvicinamento però, a causa della natura caratteriale e soprattutto dei ruoli svolti, non è amabile né dolce, ma fatto di battibecchi, di sfuriate e di scenate che portano entrambi a difendersi dall’altro. Nonostante ciò, si percepisce chiaramente la tensione sessuale che intercorre tra i due, spesso smorzata dalle indagini e dalla presenza macabra di quest’uomo irriconoscibile, che vaga nel buio dell’anonimato e che miete vittime senza alcuna logica, uccidendo anche persone che apparentemente non c’entrano nulla con i suoi propositi di vendetta.

Apparentemente le strade sembrano essere due: l’indagine dello Squartatore che impegna il commissario e tutta la sua squadra e nella quale è coinvolta anche Liz nel suo ruolo ufficiale di psicologa e contemporaneamente la ricerca di Jan Schneider che la donna vuole a tutti i costi trovare soprattutto quando persone a lei vicine vengono uccise proprio perché in qualche modo collegate a lei e a quell’uomo.

L’autrice è molto brava nel fornire una serie infinita di indizi, molti dei quali, fate attenzione, vi condurranno assolutamente fuori strada. Ho trovato il suo modo di raccontare entusiasmante e con “gioia”, passatemi il termine, nonostante io stia parlando di un thriller, mi sono lasciata prendere dalle sue false piste e dai suoi apparenti elementi risolutivi, non perché volessi a tutti i costi trovare la verità ma perché è stato bello sentirsi coinvolti in questa storia della quale, ti rendi presto conto, non puoi decidere nulla. Non ci arrivi, punto.

La Sander corre veloce come un treno. A lei importa solo che tu, lettore, ci sia salito. La velocità e il percorso non devono interessarti. L’importante è che tu non distolga lo sguardo dallo scenario raccapricciante ed invitante che lei ha creato appositamente per te. Ciò che conta è che tu le dia l’ok a lasciarti portare dove vuole e se poi, ti renderai conto, che ciò che lei vuole da te, è morire perché questo significa non capire fino alla fine, eppure sentirsi coinvolti e lasciarsi andare, allora ammetterai che tutto quel viaggio è valso il tuo tempo.

Lo Squartatore è un fantasma di rabbia e di odio ma è anche profondamente disciplinato. Si sente invincibile, sfida i suoi avversari nei modi più impensabili e ne esce indomitamente vincitore. Nessuno è pronto ad una tale maestria, precisione, infallibilità. Egli vuole continuamente dimostrare la sua forza, la sua superiorità. Egli può decidere tutto e di tutto e questo, lo avvicina terribilmente all’onnipotenza, rivestendolo di diabolica consapevolezza ed inarrestabile arroganza.

Gli indizi sparsi dall’autrice ci avvicinano anche al fanatismo religioso, permettendo alla storia di assumere anche risvolti filosofici e morali. Ma non lasciatevi abbagliare da tanta generosità. Non è oro tutto quel che luccica e la Sander si diverte indiscutibilmente a darci tanti di quegli elementi in modo da farci sbattere la testa in continuazione, senza però mai sapere dove andare. Ciò che più ho apprezzato è stato proprio l’atmosfera mai scontata e il continuo cambio di scena che ha assunto toni più chiari solo verso la fine, dimostrando che l’autrice ha avuto in mano tutto sin dall’inizio e non ci ha dato mai la possibilità concreta di capirlo, fino a quando non lo ha deciso lei.

I giochi d’infanzia tra Liz e il fratello Hendrick, sono un aspetto fondamentale della storia, nonostante facciano parte del passato. Ma quei ricordi turbano in continuazione l’esistenza della donna che non riesce in nessun modo a lasciarsi andare e a vivere la morte del fratello serenamente. Del resto, chi mai potrebbe, quando scopri che il bambino con cui sei cresciuta, hai giocato, hai presentato le tue amichette, le ha poi strangolate ed uccise senza alcuna pietà o rimorso? Le ha violentate come il più brutale e malvagio degli aggressori senza mai dimostrare pentimento? Come fai a scrollarti di dosso un simile peso, una tragedia che si è insediata come un serpente nella tua anima e che finisce per farti sentire sporca nonostante tu non abbia fatto nulla. Eppure la macchia non va via, s’intensifica, diventa lentamente più oscura e grande, tanto grande da arrivare a farti soffocare di fronte a quelle parole che dopo anni di silenzio e terrore, appaiono fredde e terrificanti, davanti ai tuoi occhi, laddove neanche la morte le ha sedate.

“Trovami prima che sia io a trovare te.”

9 commenti:

  1. lo sto aspettando e non vedo l'ora! ho letto altre (seppur poche) recensioni e credo che mi piacerà molto!!

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    1. Bene! Verrò a leggere sicuramente la tua recensione! ^_^

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  2. Spero non sia il solito thriller di cui già abbiamo letto a quantità ultimamente...

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    1. Non so quali siano i tuoi parametri nel valutare un "buon" thriller... a me è piaciuto!

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  3. Sembra bello ma dovrei prima trovare il coraggio per leggerlo... *__*

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  4. Quando vado in libreria e vedo questo libro rimango sempre affascinata da questo libro per la sua copertina! Però non so perchè, ma la trama non mi convince tanto quanto la cover, però la tua recensione mi piace molto quindi vorrei tanto dargli una possibilità!

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  5. Io ho appena comprato questo libro questo pomeriggio :P Non anticipatemi niente per piacere.

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