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martedì 25 ottobre 2016

L'azzurro dell'amicizia di Imma Pontecorvo Recensione + Intervista!

Buon martedì! La recensione che vi propongo oggi è dedicata ad un tema molto importante: il bullismo. La scrittrice Imma Pontecorvo, nel suo ultimo lavoro, intitolato L'azzurro dell'amicizia, racconta una storia molto reale e vicina a ciascuno di noi. Una storia di amicizia, di rispetto e di speranza contro il bullismo, le offese e il razzismo. Una lettura che è doveroso affrontare perchè leggere di questi argomenti, conoscerli e condividerli, non basta mai. Di seguito l'intervista all'autrice che ci aiuta a scoprire cosa si cela dietro il suo racconto e la sua storia.


Titolo: L'azzurro dell'amicizia
Autore: Imma Pontecorvo
Editore: Milena
Genere: Racconto bullismo
Pagine: 48
Prezzo: 6,00
Uscita: 2016
Alessia è un'adolescente come tante, con un'innata passione per la danza e soprattutto per la scrittura. Da grande, infatti, sogna di diventare una giornalista. Condivide questi interessi con la sua migliore amica, Shaila, di origini indiane. Entrambe non hanno mai badato al diverso colore della pelle, o alla differenza tra le proprie culture di origine. All'inizio del secondo anno di liceo, però, l'inserimento in classe di due ripetenti, Gilda e Iolanda, romperà gli equilibri. Fin dai primi giorni, Shaila viene aggredita dalle due bulle con insulti razzisti e minacce di violenza. Solo grazie all'autenticità di quel bene sincero che provano l'una per l'altra riescono a superare queste difficoltà, ridipingendo le loro vite di azzurro. Una storia di due adolescenti ispirata a fatti reali, che affronta i temi attuali della disuguaglianza sociale, del razzismo e del bullismo in contesti scolastici ed extrascolastici. Un racconto che intende aprire un dialogo tra adulti e minori, al fine di sensibilizzare le coscienze su questi temi che negli ultimi anni stanno condizionando la vita di molti adolescenti.


L’azzurro dell’amicizia è un racconto scritto con delicatezza e con una speranza di fondo, colorata e calda, che dovrebbe appartenere, com’è naturale che sia, a tutte le storie che fanno parte di un genere che vuole essere non solo un modo di narrare ma soprattutto di denunciare e di mostrare la verità.

Il bullismo è un argomento estremamente spinoso e Imma Pontecorvo non lo affronta in modo aggressivo o mettendosi su un pulpito ad echeggiare l’ennesima predica a favore di una maggiore integrazione, rispetto e educazione nello strato sociale di cui fanno parte i ragazzi di oggi.

No, il suo racconto è semplice ed immediato, è vita vera, vissuta, senza slanci eccessivi, senza cattiveria gratuita, senza moralismi inutili; la sua è una visione incentrata sulla denuncia certamente, ma anche sulla solidarietà, sulla gentilezza, sull’amicizia.

Alessia e Shaila sono due amiche per la pelle, appartengono a due culture diverse, e frequentano la stessa scuola e la stessa classe. Alessia è una ragazza come tante mentre Shaila ha il colore della sua pelle troppo scuro per qualcuno, che le crea qualche difficoltà a farsi accettare dagli altri.
Shaila era una ragazza indiana con gli occhi neri come il carbone, i capelli folti e scuri e la pelle color del cacao amaro. Un bel viso, dai lineamenti delicati. I suoi genitori erano immigrati in Italia dopo essersi sposati. A differenza di me, lei aveva una personalità più forte e decisa, era sempre pronta a proteggermi e in diverse situazioni era stata la mia ancora di salvataggio e il mio faro.
E’ proprio in classe che si manifestano i primi episodi di bullismo ai danni delle due ragazze. Soprattutto di Shaila, che viene presa di mira da due ragazzine che la prendono in giro e la offendono pesantemente per il colore della sua pelle.
Le offese verbali diventano poi offese fisiche e si raggiunge l’apice della discriminazione e del razzismo attraverso scene che solo a leggerle fanno sicuramente rabbia e tanto sconcerto.

Ci si chiede il perché alcuni giovani di oggi si comportino in questo modo. E’ anche vero che il bullismo è sempre esistito, esisteva anche quando io andavo a scuola e neanche io sono rimasta fuori da questa disgraziata condizione.
Sono stata vittima di offese sia verbali che fisiche, e all’epoca davvero non ne capivo il motivo.

Oggi, mi guardo intorno e stando a contatto con i bambini piccoli, anche lì noto episodi di bullismo fin dalla più tenera età. Bambini che si credono forti e se la prendono soltanto, e ripeto soltanto, con quelli che ritengono più deboli.
Una piaga sociale che esiste da sempre e che oggi è diventata un vero e proprio problema soprattutto nelle scuole.

In questo racconto però, emerge sin da subito la speranza del superamento di qualsiasi condizione negativa grazie all’amicizia, a questo splendido dono che unisce Alessia e Shaila. Le due protagoniste riusciranno a superare le cattiverie e le angherie, non senza serie difficoltà, proprio grazie al loro legame.
Le nostre vite si erano ridipinte di azzurro, proprio grazie all’autenticità di quel bene sincero che provavamo l’una per l’altra. Quel bene che riuscì a trionfare sul male che ci aggredì, all’improvviso, un giorno di qualche anno prima.
Lo stile dell’autrice è sottile come un sussurro. Le sue parole e la sua dolcezza bastano da sole a spiegare gli eventi e soprattutto a trasmettere al lettore la purezza del suo animo e la scelta, sentita, di raccontare certamente di qualcosa che non è piacevole ma bisogna farlo senza mai stancarsi anche a costo di risultare ripetitivi. L’azzurro del titolo è relativo ad una sensazione che si riesce a provare al termine della lettura derivata dalla consapevolezza che con la solidarietà, la comunione d’intenti, la comprensione e l’empatia, il bullismo può essere superato.

Non dimentichiamo un altro fattore fondamentale, il più importante: la denuncia. La storia di Alessia e Shaila così diverse eppure così uguali intende lanciare ancora una volta un messaggio importante: non subire ma reagire; non nascondere, non celare, ma denunciare certi fatti e certe ingiustizie affinchè non si ripetano.
Fummo invitate a raccontare la nostra storia nelle varie scuole, consentendo ai ragazzi come noi di imparare a parlare senza nascondersi dietro alla paura, fidandosi dei propri genitori e dei professori. Ma soprattutto, per spiegare che nessuno aveva il diritto di calpestarci, di offenderci o di ferirci. Nessuno. Mai.
Può essere banale, ma non c’è altro da fare per fermare tutto questo.
E bisogna iniziare proprio dalle scuole e dai più giovani che ormai vivono rintanati nel web e pensano che la vita si risolva con un click.

Consiglio la lettura di questo racconto a chiunque, grandi e piccoli. Specchiarsi in certe storie o semplicemente conoscerle leggendo, arricchisce e ci permette di comprendere meglio ciò che ci circonda. Un libro è divertimento, distrazione, evasione ma non sempre è questo. Un libro è anche realtà, verità e spesso non serve ad evadere ma serve a rimanere con i piedi ben piantati a terra, anche a costo di sporcarsi, anche a costo di rimanerci male. Un libro è soprattutto partecipazione, entrarci dentro fino al collo e restarci.



Salve Imma, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuta!

Grazie a te e alla tua bellissima pagina blog “L’Amica dei libri” per quest’intervista!

Imma Pontecorvo
1 - Cosa significa per lei scrivere e quando ha iniziato seriamente a farlo?

Ho iniziato a scrivere poesie intorno all’età di 15 anni. Mi è sempre piaciuto scrivere perché essendo sempre stata una persona molto introversa, riuscivo ad esprimere il mio mondo interiore solo attraverso la scrittura. Conservo a tutt’oggi diversi quaderni colmi di pensieri e poesie che mi dilettavo a creare nell’intimità della mia stanza. Dopo un lungo periodo di assenza da questa mia passione per l’ingresso nel mondo del lavoro e i relativi impegni ad esso correlati, da qualche anno, ho ripreso tra le mani quei quaderni scegliendo di creare e pubblicare una silloge di poesie tra quelle nate sia nell’età adolescenziale, che, in questa età adulta. In modo spontaneo, vi è l’ingresso nel mondo della narrativa con la pubblicazione del mio primo romanzo e con esso, l’impegno di dedicarmi seriamente a questo mondo della scrittura dove prendono voce i miei sentimenti, i miei stati d’animo, il mio cuore.

2 - Cosa rappresenta per lei questo racconto? Perché lo ha scritto?

Il racconto “L’azzurro dell’amicizia” prende forma da una serie di vicissitudini che rimbalzano nei notiziari dei media e nelle scuole, in maniera sempre più incisiva. Essendo stata anch’io un’adolescente, mi sono calata, nei panni dei giovani di oggi che hanno il diritto di vivere quest’età con spensieratezza ed allegria. Alessia e Shaila, le due protagoniste, con la loro audacia e la loro solida amicizia, vogliono trasmettere quel messaggio di incoraggiamento nel superare la paura denunciando qualunque tipo di abuso che si ci trova a subire. In questo, si radica il motivo della stesura di questo mio scritto. Incitare al dialogo tra adolescenti ed adulti, sia nell’ambito familiare che in quello scolastico.

3 - L’amicizia è il tema fondamentale del suo racconto. L’amicizia vera, quella che supera ogni ostacolo e che lotta contro il bullismo ed il razzismo. Perché ha scelto di raccontare questi temi?

Nei miei scritti, io sono solita affrontare tematiche a sfondo sociale perché, purtroppo, viviamo in una società complessa interessata all’apparenza e all’esteriorità, dove i valori, quelli veri, vengono calpestati da una società multimediale, caratterizzata dal dominio dell’immagine, fatta di internet, smartphone e social network. Ai miei tempi, ci si incontrava nella piazza del paese, ci si sedeva sul muretto o sulle panchine della villa comunale e si trascorreva il pomeriggio a parlare, ridere, scherzare. Oggi, ci si incontra sui social, si parla attraverso le chat e si fanno anche gli auguri per il compleanno, tramite whatsapp.
Vi è una perdita dell’importanza dei rapporti umani, grave a mio parere, una crisi dei sentimenti, di quell’incontrarsi in maniera genuina. Per questo, nel mio piccolo, attraverso questo racconto, ho voluto preservare ed evidenziare l’esistenza di affetti autentici come l’amicizia, della famiglia come valore fondamentale nella vita di una persona e nella presa di coscienza di problematiche che solo mediante una sana complicità possono essere combattute affinchè si possa vivere in una società migliore.

4 – L’azzurro dell’amicizia. Perché questo titolo?

Se chiudo gli occhi, l’azzurro mi conduce alla serenità d’animo, all’immensità del cielo senza nubi che rivela una bella giornata di sole. E’ stato spontaneo, pensare all’amicizia su di uno sfondo azzurro. Dopo l’improvvisa tempesta che ha colpito le due protagoniste celato dietro agli atti di bullismo che hanno subito, l’azzurro che risplende nel cielo è l’immagine di un sentimento puro e limpido che vince sul male.

5 – Le atmosfere sono molto realistiche. Si leggono fatti quotidiani e che conosciamo molto bene.  C’è qualche evento o persona in particolare a cui si è ispirata per scrivere il suo racconto?

La mia ispirazione, nasce dall’esperienza che ho acquisito negli anni, nell’ambito scolastico. In una delle scuole dove ho insegnato, ho vissuto, pur se in terza persona, un episodio di bullismo che ci mise dinanzi una realtà difficile con la quale dover fare i conti. La Preside, attivò uno sportello di ascolto pilotato da figure professioniste nel settore psicologico ed educativo con la realizzazione di progetti inerenti all’informazione su talune problematiche. 

6 – Alessia e Shaila esistono davvero?

Alessia e Shaila esistono in maniera emblematica, nei corpi di tutte quelle adolescenti che, purtroppo, sono state vittime di bullismo.

7 – Quanto c’è di autobiografico?

Abbastanza. L’estrema importanza che attribuisco all’amicizia e quelle paure che mi porto dentro, ma che riesco ad affrontare in difesa delle persone che amo, proprio come è riuscita a fare Alessia per difendere la sua migliore amica Shaila.

8 - Se dovesse associare il suo racconto ad un colore e ad un odore, cosa sceglierebbe?

Bè, il colore, indubbiamente l’azzurro… l’odore, quello del mare, di salsedine, sabbia, alghe, delicato ma forte ed inebriante al tempo stesso!

9 – Chi è Immacolata Pontecorvo nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti i giorni, sono la medesima che apre il suo quadernone e tinge il foglio bianco di inchiostro scrivendo storie, versi di poesia o annotando semplici pensieri. Mi reputo una persona semplice e spontanea e i miei scritti sono lo specchio del mio mondo interiore.

10 – Perché i lettori dovrebbero leggere L’azzurro dell’amicizia?

Dovrebbero leggere l’azzurro dell’amicizia per prendere coscienza dell’esistenza di problematiche serie come quella del bullismo, per imparare a riconoscerlo ed essere pronti a denunciarlo. Per credere nell’autenticità dell’amicizia e della famiglia nella quale plasmare quel rapporto di fiducia e di dialogo, essenziali per la propria crescita.

13 commenti:

  1. Ciao Antonietta:) L'argomento di questo libro è delicatissimo, soprattutto per me che, come te, ho avuto la mia bella dose di problemi. Forse sono ancora troppo fresche le ferite, ma io provo un odio profondo, irrazionale e violento contro ogni bullo. Purtroppo questa è una piaga immensa della nostra società (ne avevamo accennato anche nel libro che trattava di cyber bullismo, ora non ricordo il titoloxD). Forse è l'istinto naturale che prende il sopravvento, non so, ma vedo spesso che i bulli sono figli di altri bulli e che ciò che manca, innanzitutto, sono sensibilità ed empatia. Ma mi fermo, perchè l'argomento è troppo personale e potrei scrivere un papiro.

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    1. Ciao Virginia, come te anche io non sopporto i bulli e tutte quelle manifestazioni di forza contro i più deboli. E' proprio il concetto di approfittare della fragilità altrui per sentirsi grandi che non sopporto e che non ho mai sopportato.
      E' vero, ultimamente ho parlato di bullismo in due occasioni, sia nel web e sia adesso nella vita vera attraverso questo delicato racconto di Imma Pontecorvo. In entrambi i casi il problema è lo stesso. In questa storia c'è tanta speranza e nonostante ci sia il bullismo, c'è anche l'amicizia che è più forte e che permette di superare tutto. In altre parole c'è bisogno di sostegno e di condivisione.
      Un abbraccio!

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  2. Grazie di cuore Antonietta per la bravura di questa bella recensione che mi hai dedicata e per l'intervista!

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    1. Grazie a lei, Imma, è stato un piacere leggerla e condividere il suo racconto e i suoi pensieri. :-)

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  3. Rossella Ruggiero25 ottobre 2016 15:29

    Questo è un libro davvero speciale per la sua importanza ma soprattutto per i valori che trasmette. Una recensione molto bella ed un'intervista di spessore. Per me, dieci stelline!

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    1. Grazie, Rossella. Sono pienamente d'accordo! :-)

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  4. Una recensione scritta col cuore Gemellina e sappi che ogni tua parola ha fatto breccia nel mio. Il tema è profondo e fa riflettere perchè è sconvolgente vedere questi comportamenti nascere sin dalla tenera età. Purtroppo neanche io sono scampata a questo, il mio problema riguardava il fatto che ero una bimba cicciottella e, devo essere sincera, certe parole hanno avuto un peso significativo nella mia crescita. E' vero, sono comportamenti a cui in primis i genitori dovrebbero stare attenti, anche se non è facile neanche accorgersene perchè molto spesso i bambini hanno comportamenti diametralmemte opposti quando sono a scuola piuttosto che in famiglia. Grazie per aver puntato i riflettori su questo libro così intenso, grazie di cuore, come sempre la tua penna è unica <3 Un super mega abbraccione di cuore <3

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    1. Ciao dolce Ely, mi dispiace che anche tu abbia dovuto affrontare situazioni simili, ma il bullismo colpisce davvero molto più di quanto si possa immaginare e lo testimoniano anche le tue parole. Certo è un argomento che dovrebbe rendere sensibile ed empatico chiunque, anche chi non lo vive in prima persona, perchè veramente è qualcosa di sbagliato e di inaccettabile, oggi più che mai.
      Fortunatamente se ne sta parlando parecchio e forse soltanto in questo modo si andrà verso una soluzione. Intanto questo racconto è un altro passo in avanti.

      Un abbraccio forte! <3<3<3

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  5. Ciao Antonietta :-* Un tema purtroppo sempre attuale e che con l'avvento dei social network si è ingigantito sempre di più. E questo libro ci dimostra come l'amicizia può essere molto importante per superare problematiche del genere..
    Molto bella l'intervista, mi hanno colpito le risposte dell'autrice e naturalmente stupenda la tua recensione..la tua opinione è stata delicata e sensibile, accentuata anche dal fatto che hai vissuto in prima persona il fenomeno del bullismo :-**
    Un abbraccio grande :-**

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    1. Ciao Maria! Internet ovviamente ha reso tutto ancora più complicato e in qualche modo ha anche peggiorato questo aspetto. Fondamentalmente però esiste soprattutto nella vita reale ed è lì che bisogna affrontarlo con tutte le armi che si hanno a disposizione, primo fra tutti la denuncia ed il sostegno.
      Grazie di cuore! :***

      Un abbraccio forte! <3<3<3

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    2. Grazie mille Maria per le parole che hai dedicato anche a me!

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  6. Antonietta, mi ritrovo a dover ripetere Wow!!
    Ho sgranato gli occhi alle parole Danza e Scrittura ^_____^ <3 <3
    Ma non solo per questo. Mi piace tanto ma proprio tanto quando ci metti del tuo in una recensione, riesci a renderla più intima... ed è esattamente quello che avrei scritto anch'io. Perché anch'io ai bei tempi che furono ho vissuto le mie belle indimenticabili esperienze, anche per il solo fatto che non spiccicavo mai una parola e che me ne stavo sempre per i fatti miei persa chissà dove.
    E quanto hai ragione parlando dei bambini e dei ragazzi di oggi! Ormai faccio fatica a credere che le cose possano cambiare, potrà succedere soltanto qualora cambino le cose partendo dall'ambiente familiare secondo me, e come infatti ha ribadito anche l'autrice, il fascino dei rapporti umani, del guardarsi negli occhi e di stare lontano da questi benedetti smartphone e vivere non relegati dietro a uno schermo... Mi chiedo quando succederà! E penso che libri come questo meritino eccome l'attenzione di tutti, grandi e piccoli. *_____* <3

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    1. Cara Federica, ti capisco molto bene. Anche io parlavo molto poco e questo faceva credere facilmente che potessero prendersela con me. Sono felice però di leggere che nonostante molte di noi abbiano subito questi atti di bullismo, la nostra empatia e sensibilità non è stata scalfita. Siamo pronte a condividere e a sostenere anche se alcuni eventi e persone ci hanno ferito.
      La lettura è un grande mezzo di condivisione e noi lo stiamo facendo. :-)
      Anche io penso che la famiglia abbia un ruolo fondamentale e che la scuola non può fare tutto.
      Un abbraccio forte! :****

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