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domenica 7 febbraio 2016

Petali di recensioni: Dillo alla neve di Valentina C. Brin e Vita da scarabocchio di Giacomo Festi

Buona domenica! Eccezionalmente oggi due recensioni che riguardano un racconto ed un romanzo. Vi parlerò nell’ordine di Dillo alla neve di Valentina C. Brin e Vita da scarabocchio di Giacomo Festi. Due storie completamente diverse, un paranormal e un romanzo che parla di vita quotidiana e dei problemi ad essi relativi. Entrambi scritti bene e in grado di coinvolgere. A voi la lettura!









Titolo: Dillo alla neve
Autore: Valentina C. Brin
Editore: Selfpublishing
Pagine: 48
Genere:  Racconto
Prezzo: € 0,99
Uscita:  2015


TRAMA


L'uomo che Clara trova svenuto sotto la neve è un autentico mistero: ha una barba da vichingo, occhi di ghiaccio e nessun ricordo sulla propria identità. Quando la ragazza gli apre la porta di casa per soccorrerlo non sospetta che menta, ma ben presto la realtà diventa innegabile: lo sconosciuto è lì per lei. Vuole qualcosa. Qualcosa che ha a che fare con quell'identità che dice di non ricordare, qualcosa che lo porta a cercare il calore di Clara. Il suo tocco. Un tocco che può ucciderlo.  Dopo "Obsession" e "L'uomo di fede", Valentina C. Brin torna con "Dillo alla neve", un nuovo, breve racconto dal sapore invernale. 




Dillo alla neve è un breve racconto di genere paranormale dell’autrice Valentina C. Brin, affermata scrittrice di genere storico. 

Una storia cupa e coinvolgente ambientata nel più freddo inverno che ha come protagonista una giovane donna alle prese con un aitante sconosciuto che dalle fattezze esteriori gli ricorda irrimediabilmente un conturbante e corposo vichingo. Un uomo alto, bello da fare male, con i capelli lunghi e lo sguardo di ghiaccio. Un uomo di cui lei subisce immediatamente il fascino e che incontra per la prima volta mentre lui è svenuto nei pressi della sua casa. 

Da quel fortuito incontro nasce un legame bizzarro, caratterizzato principalmente da domande strane e da risposte spezzate e da una serie di deja vu che riguardano sia la protagonista che il misterioso viandante solitario come la neve.

Un’atmosfera calda, a tratti da fiaba,  perfetta per le serate invernali, quelle da lume di candela e riscaldata dalla voglia matta e gustosa di leggere storie particolari ed intriganti come questa.

La conoscenza dei due protagonisti si muoverà su piani differenti, tra realtà e ricordi e soprattutto visioni, perché non è tutto così semplice come sembra. L’elemento paranormale è presente e conferisce alla storia quel tocco magico che la rende diversa. 

Lo  stile dell’autrice è soffuso, languido, capace di soddisfare a pieno la curiosità di chi legge sia nel narrare la scorrevolezza dei fatti sia nell’indugiare con sensualità e delicatezza nei momenti più hot della scena, quando ad incontri carnali completi e reali si sostituiscono brevi ed intensi momenti di sfioramenti e sguardi che contengono un mondo intero di emozioni e di passioni.

La scrittura dell’autrice ammalia e conduce nel suo mondo, prendendoti completamente. Raffreddandoti e riscaldandoti in base al suo unico volere. Il linguaggio è ricercato, a tratti poetico, quasi sempre visionario. Uno specchio ghiacciato di un incontro che non è solo d’amore ma è di memoria e più di ogni altra cosa di riconoscenza.

Dillo alla neve, con un titolo ed una cover meravigliosa, rappresentano un racconto da leggere veloce ma senza dimenticare di preservarne il gusto quasi incantato di ciò che riesce ad evocare.

Una dimensione evocativa, quasi stregata che ti riempie gli occhi e la mente di una favola blu e bianca in cui è l’inverno il vero segreto, un segreto inimmaginabile, capace di mettere in contatto due dimensioni che altrimenti sarebbero destinate a stare lontano. 

Ma con il potere della scrittura tutto diventa possibile e Valentina C. Brin ci dà ancora una volta prova del potere della parola e di quanto sia magico raccontare, perché il suo racconto è lo spaccato di un piccolo sogno, un sogno da cullare dal sapore intenso e malinconico.


 





Titolo: Vita da scarabocchio
Autore: Giacomo Festi
Editore: Leucotea
Pagine: 190
Genere:  Romanzo
Prezzo: € 14,90
Uscita:  2015


TRAMA


A noi non sembra, ma in realtà i disegni hanno vita propria. Sono fermi perché seguono un rigoroso codice morale che impone loro di non muoversi mai. Un giorno uno scarabocchio infrange questa regola, staccandosi dal proprio muro e decidendo di esplorare il mondo. Nel suo girovagare però ha modo di incontrare Elena, una problematica ragazza che gli farà aprire i suoi piccoli occhi su una triste realtà: fra uomini e disegni, alla fine, non sembra esserci molta differenza. Un romanzo frizzante, ironico e drammatico al contempo, che mostra le assurdità del vivere quotidiano e il bisogno sempre più estremo di nascondersi dietro identità che non sono le nostre.




Vita da scarabocchio è un romanzo innovativo e molto originale. La protagonista è Elena, un’adolescente con un grande problema: l’obesità. Non è tanto il fatto del peso ma è come la giovane donna affronta quell’angusta presenza che le impedisce di respirare liberamente: il proprio corpo. Chi di noi non è stato adolescente? 

Ognuno di noi ha vissuto le proprie brutture, offese, minacce, ognuno di noi ha sentito venire meno il senso della propria dignità di fronte a certe situazioni, a terribili e significative scene. L’adolescenza è una storia a sé, grande e pericolosa ma di certo parlarne non può fare male. Ed è quello che fa l’autore in questo libro, usando la voce di Elena e di uno scarabocchio
Un piccolo e semplice disegno sul muro, realizzato da una bambina, che un giorno decide di evadere dalla sua condizione e sceglie di staccarsi da quella parete per conoscere il mondo. 

Il romanzo è attraversato da una serie di metafore che colgono tutte nel segno, di cui la più importante è proprio quell’evasione. Staccarsi dal muro significa prendere parte definitiva alla propria vita, al mondo, scegliere chi essere ed esserlo fino alla fine. 
Significa forza e coraggio, consapevolezza e determinazione, ecco perché lo scarabocchio diventerà amico di Elena e la aiuterà o meglio si aiuteranno a vicenda in questo processo tanto delicato quanto improvvisato della crescita e della vera venuta al mondo. Se riflettiamo un attimo, non è quando nasciamo che diventiamo parte di questo mondo ma è quando diventiamo consapevoli di ciò che siamo e di quello che possiamo fare che siamo assoluti padroni della nostra vita  e del nostro destino.

Ecco perché Elena, obesa, cicciona, un po’ dark, amante dei disegni manga, dell’oscurità e del senso più nascosto delle cose, vive una maturazione lenta e piena di sofferenze. Ha bisogno di affrontare le sue paure e ogni singola dannata sofferenza. I problemi psicologici derivati dalle conseguenze della sua condizione fisica, l’hanno resa un personaggio inquieto, introverso, con la voglia soffusa di affermarsi e di contrastare quell’odio verso il mondo con il quale si è chiusa di fronte al mondo stesso.

Lo stile dell’autore è scorrevole, pulito, chiaro, ben scritto. La sua storia è lineare ma non per questo priva di colpi di scena, di voci narranti che si alternano e di cambiamenti che non ti aspetti. Il percorso è unico ma anche estremamente tortuoso: venire fuori con le unghie e con i denti da quello stato debilitante, e crescere, superare gli ostacoli, le paure, le incertezze, i disastri sociali. 

Come agisce il tessuto sociale davanti ad una situazione del genere è allarmante: l’ineluttabilità dell’immagine perfetta supera qualsiasi considerazione che vada oltre la mera disquisizione su ciò che è bello e dunque anche buono, il che non ammette obiezioni. E allora come si fa ad andare avanti in un sistema del genere, dove le relazioni sociali si basano su apparenze, giudizi ed indifferenze? 

Giacomo Festi prova a darci la sua risposta, creando una storia che coinvolge e che fa riflettere, una storia che tocca e che intrattiene, perché fa parte di tutti, fa parte del nostro bagaglio di vita, del quale non potremo mai liberarci neanche a novant’anni.

Una lettura consigliabile a tutti, dove emergono senza mezzi termini, le ansie, le trasformazioni, le critiche e le follie quotidiane che stanno alla base della voglia di integrazione in una società che ci vede sempre più come burattini dell’immagine. 

Ma c’è anche chi non ci sta, chi con un po’ di immaginazione e creatività riesce a darti una visione differente, un orizzonte diverso da cui guardare questa scontata realtà. L’autore riesce bene in questo, riesce a darti la sensazione di uno spiraglio, di un odore che sa di libertà e di guarigione davanti alla malattia del vivere.

7 commenti:

  1. Grazie mille Antonietta per le belle parole! :D sembra molto interessante "Dillo alla neve", me lo segno!

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    1. Ciao Giacomo, grazie! Anche il tuo sembra molto interessante e di certo anche originale :D Appena messo in lista!
      Buona scrittura e buona lettura.

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  2. Wow, che bellissime parole Antonietta! Sono felicissima e onorata che Dillo alla neve ti sia piaciuto *__* Grazie di cuore per avere aperto le porte del blog a me e al mio piccolo racconto :*

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  3. Io invece faccio i miei più sinceri IN BOCCA AL LUPO a entrambi.
    So benissimo cosa vuol dire mettersi a scrivere e che il tuo lavoro che richiede dio solo sa quanti sacrifici venga poi reso degno di nota da qualcuno che ti accoglie a braccia spalancate e questo blog è come un abbraccio senza fine!!

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    1. Abbraccio che non potrebbe essere più ricambiato!!
      <3 <3 <3

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