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lunedì 24 giugno 2024

Recensione: RIBELLE di Dana Spiotta

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di Ribelle di Dana Spiotta.

ribelle

di Dana Spiotta
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 384
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 11,99€ - 22,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Nei sobborghi di Syracuse, stato di New York, vive Samantha Raymond, per tutti Sam, una donna qualunque di mezza età. Bianca, benestante, di idee progressiste, è sposata con Matt, ha una figlia adolescente, Ally, e la sicurezza quasi noiosa di una vita borghese. D’improvviso, però, tutto inizia a crollare. Il primo sconvolgimento è l’elezione di Donald Trump, un evento che mette in discussione molte delle certezze di Sam. A questo si aggiungono la scoperta della grave malattia della madre e i desideri di autonomia di Ally. Inoltre, Sam ha superato da poco la fatidica soglia dei cinquanta e ha iniziato a soffrire d’insonnia, passando le notti a contemplare il suo corpo che ormai sente diverso, a pensare al passare del tempo e al futuro, che immagina fosco. Quando, quasi per caso, trova in vendita una vecchia ma fascinosa casa in un quartiere non troppo raccomandabile del centro, decide d’impulso d’acquistarla. È un tributo alla bellezza e alla storia della costruzione ma è anche un modo per fuggire dai sobborghi e dagli obblighi che la opprimono. Una reazione a una vita e a un marito che non sente più suoi, a una madre e una figlia che ama e che, per motivi diversi, sta perdendo, e soprattutto una ribellione contro se stessa, contro quello che è diventata. Una ribellione che, però, ha dentro di sé i semi e le speranze di una rinascita. Dana Spiotta racconta la vita di una donna normale, alle prese con un mondo che va troppo veloce, con un corpo che cambia, e con la paura di non riuscire a fare la propria parte. Un libro acuto, ironico e intelligente su di noi e il nostro tempo, sull’essere donna, madre e figlia e sulla necessità di combattere, nonostante tutto, per ciò che si ama e in cui si crede.

RECENSIONE

Ribelle di Dana Spiotta è un romanzo sulla capacità delle donne di superare i momenti difficili dovuti ai processi naturali che il corpo abbraccia dopo una determinata età. 
Sam Ã¨ figlia, madre, moglie e vive a Syracuse. Si lamenta che la notte non riesce a dormire, soffre di insonnia, percepisce il marito come un essere inutile, troppo preso a pensare all’attività fisica, alle bevande che gli pompano i muscoli, quasi assente e per nulla attraente. La figlia, Ally, appena sedicenne, è una bomba pronta a scoppiare. Con lei è tutta una discussione su cosa indossare, quanta porzione di pelle mettere in mostra, e che cosa fare per non attirare gli sguardi maschili, sopratutto di quelli più anziani, sul suo corpo giovane. 

Sam è irrequieta, feroce, parla e straparla spesso a vanvera, senza alcuna cognizione di causa. Già dalle prime pagine siamo sommersi dalla sua vita, che è una vita normale, quella di tante donne alle porte dei cinquanta. Non è ancora in menopausa, come afferma lei stessa, ma comunque sente tutti gli svantaggi di questo periodo femminile che la stanno piegando a una volontà che non è la sua. 

Come uscirne? Ormai è insofferente. Il marito non la soddisfa. La figlia le sfugge. La madre è malata, sta per morire, ha una malattia da cui non si torna indietro, e Sam non sa come affrontare quella perdita che la distruggerà. Si contorce sotto una luce che la brucia, che la fa ansimare come un animale che viene pungolato, torturato, piccolo e insano, ma mai ucciso. Si lascia bucare il cervello da pensieri dannosi che riempiono le sue notti e le sue giornate. E il punto di non ritorno lo raggiunge quando Trump viene eletto presidente. Non sopporta questa piega che l’America ha preso; odia Trump e tutto ciò che lui rappresenta e quello che il suo paese sta per diventare. È una bestia in gabbia. Se la prende con tutto e tutti. Ha bisogno di cambiare. 

Decide di acquistare una casa. Un rudere, un’abitazione che è bella perché è disfatta, decadente e sporca proprio come si sente lei. – “La casa stava cadendo a pezzi. La casa era bellissima.” Più anziana che giovane, in lotta contro un mondo che più vai avanti con l’età e più ti mette fuori, all’angolo, sei inutile, sei feccia, non servi a niente. Non vai bene nemmeno più come madre, forse come nonna, ma più che “badare", non puoi fare altro. Sente un attaccamento, un richiamo “radicale” con quella casa appena tocca le sue pareti. È un chiaro segno che quella casa è lei.“In un podcast aveva sentito parlare di grounding, quel “radicamento” che avveniva per esempio quando camminavi scalza all’aperto e lasciavi che la terra entrasse in connessione col tuo corpo.” Per questo non può lasciarsela scappare. 

Quella casa, splendida e addormentata nella sua lugubre dissonanza con il mondo moderno che corre mentre lei si muove lentamente come una lumaca che non ha più voglia di fare niente. È un po’ così Sam quando decide di comprarla. La compra senza dire niente al marito, eppure usa i soldi di entrambi. Nessuno sa niente. Quella casa rappresenta un nuovo inizio, è uno specchio della sua voglia di cambiare, e Sam sa che se vorrà andare a vivere lì, da sola, dovrà separarsi da Matt. 
E lo fa! 
Così, su due piedi, dopo aver comprato una casa fatiscente, dice a Matt che vuole trasferirsi, che porterà con sé Ally, il marito non capisce, si oppone, ma è tutto inutile. La figlia la manda a quel paese, studia e vuole restare vicino alla scuola e agli amici, e a quel punto, ho pensato che avrebbe rinunciato, e invece Sam se ne va. Senza il minimo dispiacere, senza pensarci due volte, cammina per la sua strada senza voltarsi indietro. 

È un personaggio molto al di sopra delle righe. L’autrice ha uno stile frizzante, scorrevole, molto immediato, racconta in terza persona e Sam diventa quasi una parodia di se stessa. È molto eloquente, riflette su ogni cosa e si sente superiore a chiunque. Ha la certezza di non essere come le altre donne, anche quando fa shopping, lei riflette su ogni cosa e questo la pone su uno scalino di livello superiore, perché significa che è eccentrica e refrattaria a qualsiasi forma di convenzione. Insomma, anche se fa le stesse cose di tutte le donne, le fa alla sua maniera, in modo ribelle e anticonformista, senza piegarsi al mero consumismo, senza fingere di abboccare a tutti gli stratagemmi della società per soggiogarci. – “A Sam piaceva immaginarsi velatamente diversa dagli altri in ogni circostanza, appagata dal brivido seducente di essere una persona qualunque in superficie ma con una vita interiore radicale e fuori dagli schemi.” 

Sente dentro di sé una volontà di ribellarsi ma non sa come farlo, ed ecco che il cambiamento di casa, che da sempre, per una donna rappresenta un cambiamento radicale di vita, le viene in soccorso e attraverso questa scelta, crede di imporre una nuova versione di se stessa, illudendosi di trovare il sistema di rivoluzionare ciò che la circonda per usarlo secondo i propri scopi. Sam è una donna che si sente priva di slancio. È talmente sopraffatta dagli impegni, ma in realtà di più dai pensieri di ciò che teme non poter fare, (ma poi, cosa esattamente?), che gira in tondo come una trattola impazzita, abbracciando nella sua furia cieca qualsiasi cosa la sfiori. Matt non è un buon marito, ma continua ad andarci a letto anche quando si separano! E prende soldi da lui per farsi sistemare la sua nuova casetta. Un po’ contraddittorio, non trovate? Ma la bellezza e la forza di Sam è proprio la sua imprevedibilità. 

Mi ha fatto sorridere, ho trovato la lettura davvero spassosa, divertente, estremamente realistica, anche se a volte è portata all’eccesso. Ally ha una relazione con un uomo più grande, amico del padre, ed è la tipica ragazza minorenne che crede di avere potere sugli uomini se gli invia una foto mezza nuda. Quando Sam lo scopre, qualcosa dentro di lei è cambiato. È sempre stata una madre possessiva, ossessiva, opprimente. Eppure finge che non sia accaduto nulla perché, da quando ha lasciato casa, sua figlia non l’ha più voluta vedere e non vuole peggiorare la situazione. 

C’è un profondo egoismo in tutti i personaggi. Dalla vecchia madre, Lily, che vuole morire in pace e non vuole avere nessuno intorno che le ricordi che il tempo sta passando, a Ally che è una versione giovane di Sam, menefreghista, acuta, furba, molto intelligente, fredda e calcolatrice, per la quale i sentimenti sembrano non avere alcuna importanza.“Lei avrebbe dovuto fare così con Ally. Dirle che sarebbero state insieme per sempre. Solo che Ally avrebbe smascherato il bluff. Era sempre troppo perspicace per poterle dare a bere una frottola o placarla con le carezze. Sam avrebbe lasciato trapelare la propria insicurezza, glielo si sarebbe letto in faccia, da qualche parte, e Ally, l’attenta Ally, lo avrebbe notato. Ally era proprio una tale forza, è una tale forza.” Matt è praticamente inesistente. Sembra un bell’uomo, mette mano al portafoglio quando serve, è bravo a letto, e tutto finisce qui, come una foto che non essendo indimenticabile, prima o poi sbiadisce per colpa del tempo. – “Matt era un bravo papà, pur essendo meno passionale di lei. Era pragmatico e costante. Insomma Sam bramava Ally ma aveva già fatto l’abitudine a non vedere corrisposto il proprio amore materno.”

E poi c’è Sam, pungente e sfacciata, capace di criticare anche i gruppi di donne della sua stessa età. Ne trova uno su Facebook, entra a farne parte e poi manda tutto a quel paese, perché in fondo, vede il marcio e l’insensato ovunque. Definisce le donne vecchiacce, streghe, che si vestono trasandate e sono peggio dal vivo che su Internet. Ho trovato troppo ironico questo atteggiamento, perché lei sa benissimo di non essere migliore, eppure continua, a raffica, a dargli contro. Critiche al femminismo, agli uomini e soprattutto ai social, a quelle app dove puoi fare domande anonime ma che in realtà rappresentano una autoimmolazione gratis. Un invito alla crudeltà. I personaggi di questo libro, le due donne principali, non si lasciano soggiogare da nulla. Nè da internet né dai social. Hanno una chiarezza di visione ammirevole. È uno spasso leggere i commenti di Sam e di Ally sui cellulari, sulle sfide, su tutto ciò che ha imbambolato il mondo di oggi mentre loro due ne sono totalmente fuori. Un aspetto della scrittura molto intelligente, di una finezza che a volte disarma. 

C’è una riflessione che ho trovato tenera e giusta, perspicace e vera riguardo al corpo della donna, o ai corpi in generale. Tutti noi siamo ossessionati dal corpo che invecchia, proviamo vergogna e ci nascondiamo. La chirurgia estetica è rimandare il tempo che comunque ci sfiora, che tu lo neghi o meno. – “C’è menzogna nei corpi giovani e tonici. C’è qualcosa di umano, commovente, nel corpo anziano, nella sua schietta relazione con il tempo e la decadenza.” L’incapacità di accettarci per come siamo diventati, ci rende crudeli, feroci, pieni terrore e di odio. Chi si accetta, invece, esprime gioia, innocenza, amore umano. – “Aveva l’impressione che le persone vivessero nel terrore pressoché costante di quello che stava per arrivare, di ciò che stava succedendo ai loro corpi. Non era solo terrore; era anche vergogna. Dovevi nascondere, agli altri e a te stessa, la vergogna del tuo corpo che invecchia e della sua fragilità. Questa condizione di terrore e vergogna ci rende disperate, crudeli, talvolta feroci. Lì invece c’erano amore umano, gioia, innocenza.” 

Sam è una persona sola. È incapace di stabilire un rapporto sincero, basato sulla semplice fiducia. Non ci riesce con la sua famiglia, da cui si guarda bene dal rivelare i suoi pensieri più segreti, e non lo fa con le persone estranee. È un isola in mezzo a un mare che lei stessa contribuisce ad agitare. 
Sam è la causa dei suoi stessi mali, come la maggior parte di noi. Possiamo incolpare chiunque, prendercela finché morte non ci tolga dalla faccia della terra, ma se non siamo noi a cambiare, il mondo non lo farà per noi. 
Scordatevelo. 
Eppure le sue riflessioni rendono questa lettura liberatoria, al di sopra del consumismo, e a tratti misticamente inaccettabile. Una lettura originale, e se ti chiedi da che parte stare, se ha ragione la madre o la figlia, boh, a fine libro, non lo sai. 
Ma perché, devi saperlo per forza? 
Prima impressione: 
Lei è pazza. 
La figlia, una poco di buono. 
Il marito, inutile. 
E invece… 
Alla fine. 
Tutto ha un senso. 
Tutto ha una tale forza e un tale carattere che ti rimane addosso e ti sembra di avere più consapevolezza e più potere di prima.

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