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venerdì 8 aprile 2016

Il sesto giorno di Rosanna Rubino Recensione

Buon venerdì cari lettori! La Fazi ha inaugurato una nuova collana di gialli e noir, chiamata Darkside e tra le sue pubblicazioni, spicca Il sesto giorno, romanzo di Rosanna Rubino incentrato sulla storia di Ronnie, un nigeriano sbarcato in Italia, dove tentando la fortuna e rischiando, diventa un uomo di successo a capo di una delle società più remunerative del mondo. 



Titolo: Il sesto giorno
Autore: Rosanna Rubino
Editore: Fazi Darkside
Pagine: 256
Genere: Noir
Prezzo: 16,00
Uscita: Marzo 2016

TRAMA


Milano. Ronnie ha trentacinque anni, origini nigerine e fisico da atleta. Arrivato in Italia poco più che bambino, orfano, su un barcone partito da Tripoli, incarna il prototipo del self made man. Schivo e solitario, ha costruito un impero dal nulla conquistandosi una fortuna che gli analisti stimano in due miliardi di dollari, nonché la reputazione di magnate, dedito esclusivamente ai propri affari. È il fondatore di Talentik, piattaforma Web di audio sharing, uno dei siti più visitati al mondo dopo Facebook, Google, YouTube e Yahoo. Tra sei giorni, Talentik verrà quotato in borsa e questo segnerà un momento storico per l’imprenditoria italiana, facendo di Ronnie uno degli uomini più ricchi del pianeta. Un segreto però si nasconde dietro la sorprendente parabola del protagonista, che rischia così di vedere messe a repentaglio la propria carriera e la vita stessa. Mentre il governo annaspa, la recessione incombe e la “protesta dei porcelli” infuria nelle strade, il mistero legato al passato di Ronnie verrà alla luce grazie all’intervento di Ragazzo, un aspirante giornalista in cui l’uomo si imbatte all’inizio del libro e a cui, come per un’intuizione, deciderà di affidare la propria incredibile storia.

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Il sesto giorno della scrittrice napoletana Rosanna Rubino inaugura la nuova sezione di Fazi, intitolata Darkside, dedicata ai noir e ai gialli. Un romanzo diretto e scorrevole in cui ciò che mi ha colpito immediatamente è stato lo stile dell’autrice, immediato e spicciolo, sintetico e realistico, capace allo stesso tempo di intessere una trama con misteri e suspense che non allontanano mai dalla lettura. 
Ronnie è un nigeriano giunto in Italia quando era bambino. E’ l’esempio pratico ed eclatante di un uomo che si è fatto da solo perché grazie alle sue idee ed al suo ingegno è riuscito a costruire una società che viene considerata tra le più remunerative al mondo. E’ il fondatore di Talentik, una piattaforma di audio sharing, famosa a livello internazionale, di pari importanza rispetto a Youtube e Google. Questo traguardo gli è costato tanta fatica e soprattutto fiducia in se stesso. E’ un uomo introverso, che vive di solitudine e poco incline ai rapporti umani. 
Milano gli tolse il fiato. Eppure quella vista ce l’aveva davanti tutti i giorni. Ci era abituato. Negli ultimi anni aveva passato più tempo sospeso in aria che con i piedi per terra. 
Infatti nel romanzo soltanto tre personaggi sono chiamati con il loro vero nome: Ronnie, Anna e Myriam, per indicare la sfera di affetti molto ridotta del protagonista. Anna è la donna che si è presa cura di lui quando era rinchiuso in un villaggio nel suo paese natio. L’unica persona che gli ha dimostrato affetto e che ha cercato in tutti i modi di proteggerlo. Una donna che purtroppo alla fine è morta e di cui lui conserva una foto, di quelle più preziose, perché raffigura la figlia di Anna, Myriam. 
Ronnie è deciso a trovarla e a raccontarle finalmente tutto quello che la madre ha fatto per lui. 
Il corpo di Anna è riverso supino a pochi metri dall’ambulatorio. La ferita da taglio in mezzo al petto, la maglia lacera, zuppa di sangue. Ronnie affonda una mano nei suoi capelli. 
Quella ricerca rappresenta una sorta di riscatto, di redenzione, un modo per dare giustizia ad una donna a cui era enormemente legato. 
Apparentemente Ronnie sembra un uomo senza sentimenti, o meglio, la freddezza e la determinazione che lo contraddistinguono non lasciano trapelare le sue emozioni e le sensazioni che prova nei confronti di ciò che lo circonda. Del resto è un selfmademan e sa benissimo che la prima regola per sopravvivere sono i soldi. Lui di soldi ne ha fatti tanti a tal punto che il romanzo inizia con il momento in cui il suo Talentik verrà quotato in borsa. Questo avvenimento segnerà il cambiamento totale della vita di Ronnie, ma in bene o in male? 
Attraverso una narrazione che procede per capitoli, realizzati a scansioni temporali, partendo dal giorno della quotazione e andando indietro nel tempo, ai giorni che la precedono, conosciamo meglio tutta la sua vita. Dalle abitudini quotidiane fino all’incontro fondamentale con un personaggio altrettanto importante: Ragazzo. 
Un giornalista della rivista Rolling Stones a cui Ronnie ha deciso di raccontare la propria vita. Il giovane è il prescelto perché quelle rivelazioni, di cui mai nessuno è venuto a conoscenza prima, porteranno la sua carriera al successo. 
Gli altri personaggi vengono chiamati tutti in base ai propri ruoli, per esempio Avvocato, Guardia del corpo e così via, mentre solo ad Anna e Myriam, attraverso il loro nome, gli viene riconosciuta una sorta di affettività che fa comprendere come per Ronnie le uniche persone importanti siano proprio loro. 
Ho apprezzato molto il modo in cui l’autrice ha raccontato questo personaggio e ha inscenato una delle situazioni più drammatiche dei nostri tempi: lo sbarco dei clandestini. Ma questa volta ci troviamo di fronte una storia diversa, perché Ronnie è un nigeriano che è arrivato in Italia viaggiando con un barcone come tanti suoi connazionali ma è anche un uomo che ha avuto successo e che ha fatto scelte molto difficili nella propria vita, fino all’ultima, ancora più eclatante. Un uomo che ha toccato il fondo ed è riuscito a risalire e che è perfettamente consapevole di poter ricadere di nuovo avendo la certezza di essere in grado di ricominciare daccapo esattamente come la prima volta. 

Dialoghi veloci e pronti si alternano a pagine di racconti fluidi, nei quali non ci sono motivi di sosta o ulteriori ostacoli. Un noir ambientato nella fumosa Milano, nella quale c’è manifestazione di una crisi profonda, l’economia è caduta completamente a picco e la gente non fa che ribellarsi. Uno squarcio nel futuro che mette a confronto la realtà con l’immaginazione. Una dimensione che tra qualche anno potrebbe essere assolutamente realistica e che mette in luce i difetti e le incongruenze della nostra società e della nostra politica.  
Ma non dimentichiamo che Il sesto giorno è un noir e come tale tutto l’intreccio è votato alla scoperta di un mistero basilare e sostanziale che riguarda la vita del protagonista. 
Un romanzo che si legge con piacere, che non stanca perché non è logorroico né eccessivamente abbuffato di giri di parole o di virtuosismi, è abbordabile nella sua semplicità come se tutto fosse ridotto all’osso per permette al lettore di accedere direttamente al sostrato delle cose, di ciò che realmente serve per calamitare l’attenzione. E’ una di quelle storie che piacciono, punto.


4 commenti:

  1. Cara Antonietta... credo di saperne qualcosa riguardo a un bisogno folle di riscatto, di redenzione, è come se più il tempo passasse e più questo bisogno cresca, e cresce, cresce, cresce...
    Invece, in merito alla dimensione purtroppo realistica della bellissima e fumosa e inquinata città in cui vivo è già realtà e da un bel po'... da qualche anno niente è più come prima, niente, a cominciare dallo sguardo delle persone che incroci per la strada.
    E non per ultimo... concordo pienamente sul teaser: è proprio così. Se avessi conosciuto il bambino di ogni uomo a cui ho permesso di farmi del male, a quest'ora, forse, non mi sentirei come una specie di Giovanna D'Arco. Una Giovanna D'Arco che però non abbasserà mai più la spada finché non potrà gridare tutto ciò che invece ora sta gridando con la voce più sorda: il silenzio. Il silenzio della parola scritta.

    Ti abbraccio <3 <3 <3

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    1. Hai toccato tutti i punti fondamentali del romanzo ed in effetti sono il riflesso preciso di ciò che accade nella vita. Milano l'ho vista poche volte ma credo completamente a quello che hai scritto e anche la riflessione sul bambino, come dici tu, la trovo fin troppo veritiera.
      Il silenzio della tua parola scritta avrà un bellissimo suono. Perchè sai che anche il silenzio ha un suono, vero? Così sarà per te.

      Abbraccio! <3 <3 <3

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