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lunedì 7 agosto 2017

✎ Recensione ➱ La volpe meccanica di Mariolina Venezia

Buongiorno cari lettori! Incuriosita dal titolo e dalla trama, ho deciso di leggere La volpe meccanica, pubblicato qualche anno fa da Bompiani. Una storia breve ma con uno stile che ti tiene legato al libro e con una protagonista che sa come trattenere l'attenzione su di sè...

La volpe meccanica
di Mariolina Venezia

Editore: Bompiani 
Pagine: 94
GENERE: Noir
Prezzo: 10,00 € - 6,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2014
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Una donna racconta di sé. E della passione bruciante per un uomo più giovane di lei, che finalmente lascia il segno in un'esistenza grigia, imprigionata in un matrimonio deciso a sangue freddo. Descrive nei dettagli i loro incontri, i baci, i più riposti segreti della loro intimità. Lasciando sullo sfondo lo scenario in cui si svolge la storia, ripercorre la sua vita e le sue molte ombre alla ricerca del punto di non ritorno. Voleva fare l'attrice, un tempo, e ne avrebbe avuto tutti i numeri, se non fosse intervenuta a sbarrarle la strada un'inesorabile vocazione al fallimento. Testimoni o complici, la seguiamo nei labirinti della sua mente, attraverso le ambigue proiezioni dell'arte e dell'amore. Assistiamo come dal buco della serratura a giochi erotici sempre più mozzafiato, in uno sconcertante thriller dei sentimenti, all'inseguimento di una verità che trascende i fatti e diventa un'indagine esistenziale. Ma il giovane commissario incaricato di risolvere il caso nel quale la protagonista si trova coinvolta arriverà a conclusioni inattese. Mariolina Venezia costruisce un noir dal ritmo incalzante, con una scrittura precisa come una lama che seziona eventi e caratteri riducendoli all'osso, in un tango freddo e appassionato di amore e morte.

RECENSIONE

La volpe meccanica è un piccolo romanzo impostato come se fosse una pièce teatrale, attraverso un monologo costituito da frasi brevi e ad effetto che fin dall’inizio mettono bene in guardia il lettore rispetto ad una storia che non risparmia emozioni e diversi fraintendimenti.

La protagonista è una donna che racconta di sé con una lucidità spesso straziante ma anche con una tranquillità allarmante, una pacatezza che non si sposa sempre bene con i tumulti interiori che vive da quando incontra Andrea, il fratellastro del marito, che da un giorno ad un altro si piazza, da nullafacente, nella loro casa.
La speranza che fosse possibile sottrarsi, sfuggire. Quando avrò raggiunto sufficiente padronanza dei miei mezzi, entrerò nella pelle di un personaggio che non sono io e resterò lì dentro per sempre. Al sicuro.
Il marito è un noto scrittore di teatro, tutto preso dalla sua arte e dal suo genio. È evidente, fin dalle prime battute che lei non lo ami, che ci stia insieme forse per abitudine o per comodità o forse perché il loro incontro è stato dettato proprio dal teatro, essendo la protagonista, un’aspirante attrice la cui carriera è stata ahimè una delusione.

La donna, con grande dimestichezza e una determinazione rara, parla di sé e del suo stato vegetativo a livello sentimentale prima dell’arrivo di Andrea.

La sua vita da donna sposata cambia totalmente quando questo ragazzo entra nella sua esistenza e la seduce, in modo involontario, con la sua aria scanzonata, la sua presenza che è quasi un’assenza perché lui c’è ma è come se non ci fosse, in quanto sembra fregarsene totalmente dei rumori, dell’ansia e del da farsi tipico di chi vive una vita piena di impegni e di costrizioni.
Quello che mi piaceva di Andrea è che non sembrava avere né un passato, né un futuro. Era sempre terribilmente presente, anche quando non agiva, cioè quasi sempre.
Insomma, Andrea le trasmette sin da subito quel desiderio di libertà, di essere come lui, al di fuori del tempo e dello spazio, senza alcuna responsabilità, un devoto massimo al cibo e all’inerzia, uno che non si fa problemi e che non pone domande, uno la cui esistenza sembra davvero un’illusione.

La protagonista è alla ricerca di una sconfitta, come se fosse avvolta da una depressione impalpabile e purulenta, che senza darle atto di accorgersene, la sta consumando dall’interno mentre esteticamente è sempre ed indubbiamente una bella donna. Cerca la sconfitta perché è convinta che prima o poi ad essa sia destinata, ed inizia proprio ad architettarla quando si lascia andare nelle braccia del suo giovane cognato.
Quando le sue mani mi toccavano, pensavo alle mani di Andrea. L’amore che mio marito nutriva per me sembrava trasmettersi ad Andrea. Il desiderio fra Andrea e me si trasmetteva ai miei rapporti con mio marito, e non so dire, dei tre, chi sfruttasse l’altro, se la puttana, il cliente o il pappone, ma forse semplicemente, ognuno prendeva dall’altro ciò di cui aveva bisogno.
Una relazione fatta di sesso e di lunghe giornate passate ad amarsi lontano dagli occhi indiscreti di chiunque, soprattutto del marito che sembra non accorgersi di nulla.

Eppure il marcio si trova proprio tra le mura della sua casa e nel corpo di quella moglie che ha sempre adorato ed aiutato. Tra di loro c’è un rapporto strano di cui il lettore sa davvero molto poco. Lui la desidera, questo sicuramente, ed è colei che ogni volta ha l’arduo compito di leggere ed interpretare ad alta voce i suoi nuovi testi teatrali, prima che vengano destinati al grande pubblico.

È proprio lei, l’attrice mancata, che grazie al marito, rivive ogni volta il ruolo che egli ha scritto e che quando l’opera arriva in teatro, la vuole presente, seduta in disparte, in una sala dedicata solo a lei.
Una sala, guarda caso, dove sono accatastate schiere di manichini da teatro. Che questo sia un segno?
Ciò che non si dice, a volte, racconta meglio delle parole.
Lo è per tutta una serie di fattori e soprattutto per quel sentore che accompagna il lettore durante tutta la lettura e che gli fa percepire gli eventi come fossero mossi e controllati da un deus ex machina che non è tanto esterno come vuole apparire, ma che è parte viva della storia raccontata.

Lo stile di Mariolina Venezia è alto, elegante, raffinato, coinciso ma anche ricco di metafore e sicuramente capace di arrivare direttamente al punto. Le atmosfere sono scure, interne, capaci di soffermarsi spesso sull’intimo dei vari personaggi e in grado di scandagliare le paure, i timori, quei desideri che parlano direttamente alla carne e ai sogni.

La volpe meccanica, il cui titolo mi ha attratto subito, è un libro che si legge in poco tempo, e che ti lascia addosso quel sentore di malinconia, di qualcosa che stai per afferrare ma che proprio all’ultimo ti scivola via… In realtà, dopo un po’, ti rendi conto che era tutta un’illusione, una splendida pièce teatrale, perché passato l’incanto, e accorgendoti che quello che volevi non sei mai stato tu a deciderlo, arriva la maledizione di aver sperato per nulla. Una gigantesca bolla di sapone che scoppia e che ti lascia le mani sporche di sangue…


4 commenti:

  1. Cara Antonietta, attirata come sempre dalle tue parole e dal tuo stile inconfondibile mi sono lasciata rapire dalla tua passione sconfinata per i libri. Sono sincera, non è una lettura che fa per me, ma leggerti mi aiuta come sempre, a sopportare l'insopportabile. Grazie di esistere, e per quello che fai. Vorrei tanto abbracciarti adesso... :**********

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    1. Cara Federica, grazie per le tue parole! <3 Sono sempre piene di calore e di affetto. E sono sempre più felice che leggermi ti aiuti, non immagini quanto.
      Un abbraccio fortissimo :********

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    2. E immagini bene, Antonietta. <3
      E mi faresti ancora più felice se leggessi Vicino a te non ho paura di Nicholas Sparks... Sicuramente è una svista di Facebook visto che a volte neanche a me mi notifica alcune cose e se non vado a controllare direttamente sul post, mi perdo delle cose. In risposta al tuo bellissimo commento sulla mia recensione di La vita in due, ti avevo risposto chiedendoti appunto questa cosetta... :***********

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    3. Cara Federica, avevi ragione, non avevo letto la notifica, sono subito andata a rispondere! <3
      Perdonami! Un abbraccio <3

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