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mercoledì 2 maggio 2018

✎ Recensione ➱ Quando mi riconoscerai di Marco Erba

Buongiorno cari lettori! Grazie alla Rizzoli, vi racconto di un romanzo molto speciale, che affronta un contesto storico come quello del fascismo e narra le vicende di quattro personaggi, tra passato e presente, collegati dal filo invisibile del tempo e delle esperienze. Una storia struggente e piena di sentimenti. 

quando mi riconoscerai
di Marco Erba

Editore: Rizzoli 
Pagine: 345
GENERE: Romanzo
Prezzo: 16,00 € - 8,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2018
Link d'acquisto: ❤︎

Trama:
Una storia sui dolori che la vita impone e la forza di ricominciare, che condanna ogni forma di fascismo e di oppressione, ieri come oggi, ma non dimentica che le persone, con la loro unicità, non sono mai solo le idee che professano. Ricordi. Frammenti. Sono niente, ma forse sono tutto. Perché la vita a volte ti toglie ogni cosa, però è anche il regalo più importante che hai. Dicono che i gemelli siano uguali come gocce d’acqua, e Rodolfo e Italo non fanno eccezione, tanto che a Castenate tutti li confondono. E come potrebbe essere altrimenti, quando hanno persino la stessa voglia a forma di cuore sulla mano? Eppure, sotto la superficie, i due fratelli sono molto diversi, ma anche uniti da un filo invisibile forte come l’acciaio. Viola è la ragazza più bella del paese, e coi gemelli non ha molto a che spartire, perché lei è la figlia di Giorgio Fontana, il capo dei fascisti, e i fascisti Rodolfo li odia. Ma la Seconda guerra mondiale incombe, pronta a travolgere i loro destini. Quasi cinquant’anni dopo, nello stesso paese, Enea e Camilla si incontrano in prima elementare. Enea è composto, educato, sa già leggere, ma il mondo gli fa un po’ paura. Camilla è invece tutta sguardi taglienti e sfacciataggine. Strega, la chiamano alcuni, senza immaginare le ferite nascoste dietro ai suoi silenzi. Saltando avanti e indietro nel tempo, Marco Erba nel suo secondo romanzo racconta una storia di violenza, amicizia, amore e perdono. Una storia sui dolori che la vita impone e la forza di ricominciare, che condanna ogni forma di fascismo e di oppressione, ieri come oggi, ma non dimentica che le persone, con la loro unicità, non sono mai solo le idee che professano.

RECENSIONE

Quando mi riconoscerai è un romanzo molto profondo che interseca le storie di diversi personaggi, muovendosi tra l’epoca attuale e quella del Fascismo. Ciò immediatamente denota la particolarità delle vicende e certamente l’intento da parte dell’autore di inserire gli avvenimenti in un contesto non facile, e sicuramente fortemente contraddittorio come quello della Seconda Guerra Mondiale.

Ci sono quattro protagonisti che permettono al lettore di muoversi tra due scenari completamente differenti. Rodolfo e Italo, che sono due fratelli e che vivono nell’epoca del Fascismo e poi Camilla ed Enea, che vivono nell’epoca attuale.
Cosa hanno in comune? Apparentemente nulla se non tutto quello che lentamente il lettore scopre lasciandosi andare a questa storia.

Italo e Rodolfo pur essendo fratelli sono completamente diversi tra loro. Rodolfo è istintivo, meno riflessivo, molto più pronto all’azione e alla ribellione, al contrario di Italo che si mostrerà sempre più calmo, tranquillo ed incline a pensare piuttosto che ad agire. Nonostante si somiglino fisicamente e vivano esperienze piuttosto simili, tra i due subito si evidenziano le divergenze, i contrasti che li condurranno su due strade assolutamente diverse.

L’aspetto politico e storico è fondamentale all’interno del romanzo, è inutile nasconderlo, soprattutto perché stiamo parlando di una storia come quella del Fascismo che è piena di contraddizioni, di eventi spiacevoli e di delusioni. Mentre Italo, grazie anche al suo carattere più pacato e meno aggressivo, è capace, volendo, di accettare le cose così come sono, anche laddove siano evidentemente sbagliate, o fuori dalle regole, Rodolfo incarnerà l’aspetto rivoluzionario della storia, mostrando, sin da subito, il suo istinto selvatico e la sua antipatia o mal sopportazione nei confronti dell’ideologia fascista.
Rodolfo la fissa, glaciale.
Viola l’ha salvato.
Dovrebbe ringraziarla e invece l’orgoglio gli ringhia dentro, lo rende aggressivo.
Purtroppo quello che per molti viene considerato un carattere coraggioso, per altri sarà sintomo soltanto di stupidità. Infatti, proprio la donna di cui è innamorato, Viola, considererà Rodolfo uno sciocco proprio perché incapace di accettare le regole del fascismo e così folle da volersi opporre.
Il problema è che Viola, amica di infanzia di Rodolfo, è anche e soprattutto la figlia di una famiglia chiaramente fascista e questo aspetto, peraltro fondamentale, sul quale non c’è da scherzare, segnerà il loro rapporto, minandolo alla base fin dal principio.

Nonostante questo, durante la storia avremo modo di vivere gli alti e bassi che caratterizzano la loro relazione. Assisteremo alla rottura dovuta alle evidenti divergenze che intercorrono tra i due protagonisti, ma anche ad una sorta di rinascita che li porterà nuovamente ad avvicinarsi.
Non dimentichiamo che tutto ciò avviene nel passato, in un’epoca difficile e complicata, che ha reso ancora più disperato questo legame fatto di dolore e di una forte passione che nonostante i problemi, non riesce a spegnersi. Il fuoco si trasforma, ma non muore.
Cosa abbiamo, invece, nel presente?
Perché hai vissuto con passione. Perché hai sofferto, ma non ti sei piegato. Perché hai sempre cercato la bellezza. Perché mi hai portato con te.
La storia di Enea e Camilla, che a mio pare, è meno invasiva, tuonante e struggente dell’altra. È come se avesse meno piglio sul lettore e non riuscisse a contaminarne l’attenzione come la precedente. Ad ogni modo anche qui, abbiamo due protagonisti agli antipodi, davvero diversi in tutto. E subito vi starete chiedendo cosa li accomuna agli altri. Ovviamente non posso rivelarlo perché è il nucleo del romanzo, ma sicuramente è una piacevole scoperta per chi sceglie di leggerlo.

Quando mi riconoscerai, dal titolo poetico e delicato, con una cover altrettanto malinconica come possono esserlo soltanto le foglie d’autunno, è un romanzo maturo, fatto di testa e di cuore. Non è una passeggiata o una scrollata di spalle, il contesto esige tutta l’attenzione e la compartecipazione del lettore, dall’inizio alla fine. E anche per gli animi più romantici, non manca l’evidente spazio ai sentimenti, fonti irrinunciabili che vanno a nutrire l’essenza della nostra vita. Oggi come ieri. Come sempre.


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