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giovedì 2 dicembre 2021

Recensione: PERCHÈ HAI PAURA? di Jerome Loubry

Buongiorno! Sono ancora su di giri per questa lettura pazzesca! Se amate il thriller psicologico, non fatevela scappare! Per nulla al mondo! Perchè hai paura? di Jerome Loubry, letto grazie alla collaborazione con la casa editrice SEM, è il libro straordinario di cui vi parlo oggi. Brividi, signori, tanti ma tanti brividi!

perchÈ hai paura?

di Jerome Loubry
Editore: SEM
Pagine: 327
GENERE: Thriller psicologico
Prezzo: 8,99€ - 19,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2021
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
1986, Normandia. Sandrine Vaudrier, una giovane giornalista, apprende che la nonna materna Suzie, che non ha mai conosciuto, è morta e le ha lasciato in eredità tutti i suoi averi. Deve quindi svuotare la sua casa, dove viveva da sola, su un’isoletta poco distante dalla costa atlantica. Quando arriva sull’isola, grigia e fredda, Sandrine scopre che è abitata soltanto da quattro anziani organizzati quasi in un’autarchia. Tutti descrivono sua nonna come una persona cordiale e affascinante. Tuttavia, l’atmosfera è strana in quel luogo... In poche ore Sandrine si rende conto che gli abitanti nascondono un segreto. Qualcosa o qualcuno li terrorizza. Ma allora perché nessuno di loro lascia mai l’isola? Cosa è successo ai bambini della colonia nata dopo la guerra e chiusa nel 1949? Chi era veramente sua nonna? Sandrine verrà ritrovata pochi giorni dopo mentre vaga su una spiaggia con i vestiti coperti di sangue non suo... Un thriller psicologico con una trama avvincente e personaggi accattivanti, che esplora la complessità della mente umana e le sue forme di difesa contro il dolore. Una narrazione incalzante fino al colpo di scena finale, inatteso ed esplosivo.

RECENSIONE

Perché hai paura? è il thriller che non ti aspetti. Psicologico quanto basta per farti davvero uscire di testa. 
Sandrine è la protagonista di una storia che mette i brividi. A causa della morte della nonna materna che non ha mai conosciuto, è costretta a recarsi sull’isola dove lei viveva per prendere tutti i suoi averi. 
Fermatevi un attimo e tenete bene a mente questa parola: isola. 

All’inizio non ci avevo fatto caso. Mi ero fidata, come sempre ci si fida dell’autore quando inizi un romanzo. Ma ahimè, ho capito che non bisogna mai fidarsi di un autore di thriller psicologico. 
Ti spiazza. Ti prende in giro. Ti distrugge. 
Da questa lettura, ne sono uscita incredula e con il cuore a pezzi. 

Dicevamo, un'isola. Alquanto strana, a dire la verità. Pochissimi abitanti. Una storia di bambini morti in mezzo al mare, racconti di guerra e di devastazione. La locanda dove Sandrine è ospite, anni addietro ha ospitato proprio quella colonia di bambini che scrivevano sui muri e raccontavano alla nonna di Sandrine la storia del Re degli Elfi. 
Preparatevi a una serie di colpi di scena pazzeschi. 
Chi è il Re degli Elfi? 
Tranquilli, amici, non c’è nulla di soprannaturale in questo romanzo. Anzi, è tutto fin troppo reale, crudo, devastante. 

 
Sull’isola c’è una creatura che s’incontra soltanto negli incubi. Solo che è reale.

Il Re degli Elfi fa parte di una ballata scritta da Goethe. Cosa rappresenta per lui? Forse l’infanzia? Magari la malattia? O la violenza sessuale subita da un bambino? Ma soprattutto, chi è il Re degli Elfi in questo romanzo? 
Cavolo, credetemi, mentre scrivo ho ancora i brividi. 
Perché non si svolge tutto sull’isola. Eh, no. C’è anche la vita quotidiana di Sandrine. Lei è una giornalista e quando viene trovata a vagare sulla spiaggia della Normandia coperta di sangue, la verità comincerà a venire a galla. 

Una psicologa e il commissario Damien cercheranno di capire che cosa è successo e scopriranno qualcosa di terribile. 
Sandrine non è quello che sembra. 
L’isola non è quello che sembra. 
E soprattutto, l’innocenza, a volte, è un’utopia. 
Il Re degli Elfi è molto più vicino di quanto sembri. 

Attenzione alla mente di chi è abusato. Attenzione a cosa può diventare. Ai rifugi, uno, due, mille, che può creare la sua testa per sfuggire al massacro psicologico della violenza. 
Perché poi, non è tanto il dolore fisico. Quello passa. Ma le ferite dell’anima, non guariscono mai. E il cervello lavora, lavora, lavora. Così tanto, a volte, da trasformare la vittima in carnefice. Fino a quando l’equilibrio psicologico non scoppia come una bomba, e tutti i pezzi della sua anima si disperdono senza più una casa. 

 
Ci sono rifugi che si creano e altri che si subiscono.

Avete letto fino a qui? Bene, resettate tutto. 
Io sono peggio dell’autore. 
Non è più solo Sandrine. C’è anche il commissario Damien. A cui è scomparsa una figlia, Melanie. È un uomo distrutto, colpito da un dolore indicibile. Melanie è viva o è morta? 
Cosa c’entra Melanie con Sandrine e il commissario con il Re degli Elfi? 
Cosa è più forte, una violenza o un lutto? 
Don’t worry. Il rifugio è lì pronto a salvarti. 
Ma per quanto tempo può farlo prima che tu impazzisca? 

Ciò che mi ha colpito è il modo in cui l’autore, grandissimo, è riuscito a rendere l’elemento del rifugio, spigandolo non sono a livello psicologico, ma soprattutto materiale. Tutti noi produciamo rifugi sin da quando siamo bambini. Rifugi con la nostra mente. Il rifugio non è altro che una bugia. Quando il bambino ruba una caramella, e la mamma lo scopre, il bambino dirà che non è stato lui. Quello è un rifugio. La bugia serve da rifugio. Il bambino si nasconde dietro la menzogna per non affrontare la ramanzina dei genitori. Ecco cos’è un rifugio: un modo per evadere dalla realtà, per proteggersi. Anche leggere un libro è un rifugio. Evadere dalla quotidianità. 

In modo spesso inconscio siamo noi a costruire quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Fin quando c’è il controllo di tutto questo va anche bene. Ma se la persona comincia a fabbricare menzogne su menzogne pur di salvaguardarsi e alla fine non riesce più a riconoscere la realtà dalla falsificazione? 

Adoro i giochetti psicologici. Adoro la mente, la sua devastante potenza. Anche se qui c’è sofferenza e paura. Ma il vero mostro è la mente. 
Rewind. 
Sandrine. Il commissario. Melanie. Il Re degli Elfi. 
I bambini morti. L’isola. La cantina. La fattoria. I gatti. 
Padre mio, padre mio, la promessa non senti che mi sussurra il Re degli Elfi? 

What else? 
Pazzesco. 
Il libro più bello letto quest’anno.

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