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mercoledì 12 dicembre 2018

✎ Recensione ➱ ISOLA DI NEVE di Valentina D'Urbano

Buongiorno cari lettori. Oggi voglio parlarvi di Isola di Neve, l'ultimo romanzo di Valentina D'Urbano. Uno stile intenso e riconoscibile, una storia che parte lentamente per poi avviluppare il lettore conducendolo a un finale che lascia a bocca aperta. Amo le storie di questa autrice perchè sono sempre malinconiche, ma non per questo meno vive, spesso condite da verità e crudeltà. Così come è la vita.

ISOLA DI NEVE
di Valentina D'urbano

Editore: Longanesi 
Pagine: 516
GENERE: Romanzo
Prezzo: 19,90 € - 9,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2018
LINK D'ACQUISTO: ❤︎

Trama:
2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei. Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.

RECENSIONE

Isola di neve è un romanzo potente come tutti quelli scritti dalla penna di Valentina D’Urbano. Una storia piena di nostalgia, di un ritmo lento che si alterna a sprazzi di emozioni violente e viscerali. Uno stile, il suo, che condisce bene due anime contrarie, due sindromi contrapposte, che creano qualcosa che appaga e nello stesso tempo infuria l’anima.


Questo romanzo è una storia d’amore, ma non solo. La storia di una famiglia, scandagliata e distrutta da un padre padrone che usa con troppa facilità gli schiaffi e le mani per farsi rispettare. Una madre che ammutolisce e una protagonista, di nome Neve, che sopravvive alla sua solitudine con un coraggio quasi maschile e una forza certamente di donna con gli attributi.

È ancora una ragazzina, eppure di una bellezza così atipica, diversa, quasi spaventosa per la sua intensità. Forme del corpo poco accentuate, movenze mai calcolate, ma un’intelligenza potente che disarma chiunque. Persino Andreas, il nuovo condannato che è stato portato nel carcere di Santa Brigida. Un uomo dall’avvenenza prorompente, un tedesco dalle dita magiche, un violinista che arriva da una terra lontana, che però viene tacciato come il più terribile dei criminali.

MA NEVE NON CI STA.

Sin dal loro primo sguardo scatta qualcosa che le si insinua dentro, crescendo velocemente e a dismisura.

Se ami davvero qualcosa, la ami a tal punto da farti del male.

Le storie di Valentina D’Urbano hanno bisogno di tempo per essere lette. Perché se le leggi velocemente è come se ti perdessi i pezzi, ti perdi la magia dell’incastro, di come la sua penna riesca a far combaciare tutti i pezzi, persino quelli più diversi, creando qualcosa che risulta sempre indimenticabile.

Oltre i due protagonisti, l’anima chiusa e tetra, quasi gotica, di questa storia, è sicuramente Novembre, l’isola dove Neve vive. Un luogo che sembra un fantasma, che parla e sussurra di cose indicibili e che avvolge il lettore con il suo manto di nebbia.

Non è facile parlare di questo romanzo, perché è una storia complessa, che con i suoi segreti e le due dicerie, si annida facilmente nel cuore, senza troppe moine.
Un po’ di poesia, tanta verità e vita, per l’amore che queste pagine celebrano e che lasciano un pizzico di amaro in bocca.
Neve s’innamora di Andreas e i modi che s’inventano per stare insieme, nonostante lui sia in carcere, emozionano e commuovono, ma mai quanto il finale, che con un tocco magistrale di suspense, porta il lettore a un bivio e lo salva proprio sul bordo dell’abisso.

Parallela alla storia principale, si snoda un altro legame d’amore, quello dei giorni nostri, di Manuel e Edith. Un uomo distrutto, che vaga come un condannato alla ricerca di pace e una donna che arriva a Novembre per ricostruire la storia di Tempesta e di Andreas.
Tempesta è Neve, e quello è il nome che le ha dato il suo violinista.

TEMPESTA.Neve.TEMPESTA.

Insomma, un romanzo che non risparmia colpi di scena, crudeltà e passioni. Il passato e il presente che si fondono e la consapevolezza che la storia spesso può ripetersi quasi come se fosse una magia eterna.

Lo sai perché continui a tornare. E io continuo ad aspettarti.

L’amore di Neve e Andreas rivive in quello di Manuel ed Edith, ma non solo il sentimento, persino la storia della famiglia si rivela connotato da un legame inaspettato e miracoloso.
L’impianto narrativo è solido, strutturato con precisione, senza sbavature. La trama non è altro che un percorso che il lettore compie insieme ai personaggi per giungere all’epifania finale.

Isola di Neve è l’ulteriore dimostrazione di uno stile che sa parlare al lettore pur essendo molto introspettivo, quasi chiuso e interiorizzato. I personaggi dell’autrice sono sempre sofferenti, ma hanno tutto un mondo dentro. La bellezza è che riescono sempre a toccarti in un modo o nell’altro, anche se appaiono così lontani da te, basta che ti tendono la mano e tu, in un puff, ti ritrovi al loro fianco. Felice di ESSERCI.


1 commento:

  1. I personaggi dell'autrice sono sempre sofferenti, ma hanno tutto un mondo dentro.
    So che mi capisci se ti dico che mi ci rispecchio perfettamente nelle tue parole, Antonietta. Chi soffre, chi soffre davvero, per i motivi più disparati, ce l'ha eccome tutto un mondo dentro. Nei libri, come nella realtà.
    Non ho ancora letto niente di questa autrice, ma è nella mia lista, da Il rumore dei tuoi passi, e dopo aver letto questa recensione, penso proprio che toccherà anche le mie, di corde del cuore. <3

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