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martedì 2 aprile 2024

Recensione: DAMSEL di Evelyn Skye

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Rizzoli, oggi  vi parlo di Damsel di Evelyn Skye.

damsel

di Evelyn Skye
Editore: Rizzoli
Pagine: 400
GENERE: Fanstasy Young Adult
Prezzo: 9,99€ - 18,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.

giovedì 11 gennaio 2024

Recensione: Rosenholm. Rose & Viole di Gry Kappel Jensen

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Gallucci, vi parlo di Rosenholm. Rose & Viole di Gry Kappel Jensen, primo libro di una trilogia fantasy.

rosenholm. rose & viole

di Gry Kappel Jensen
Editore: Gallucci
Pagine: 347
GENERE: Fantasy/ Young Adult
Prezzo: 8,99€ - 17,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2023
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Kirstine è dislessica e proviene da una famiglia molto religiosa. Victoria è bella e ricca, ma profondamente tormentata. Kamille è cresciuta in campagna con la madre hippie. Malou, beffarda e ambiziosa, nasconde un passato oscuro. Tutte e quattro vengono ammesse al prestigioso collegio di magia Rosenholm ma, tra amicizie inaspettate, primi amori e la scoperta dei propri poteri, presto diventa chiaro che sulla scuola aleggia l’ombra di un vecchio delitto irrisolto. Per fare luce sul mistero, le ragazze dovranno mettere a rischio le loro stesse vite.

giovedì 3 febbraio 2022

Recensione: L'ALTRA METÀ DELL'AMORE di Susan Swan

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice SEM, oggi vi parlo di L'altra metà dell'amore di Susan Swan, un romanzo da cui è stato tratto anche il film nel 2002. Una storia d'amore, di adolescenza, di femminilità e anche di morte.

l'altra metÀ dell'amore

di Susan Swan
Editore: SEM
Pagine: 272
GENERE: Romanzo
Prezzo: 8,99€ - 18,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2022
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
È il 1963. Mary Bradford (alias Mouse) ha tredici anni quando viene spedita al Collegio Femminile di Bath. Mouse, orfana di madre, con una leggera gobba lasciata da una malattia infantile, si sente molto ai margini, un po' anche per sua volontà. Non ha nessuna voglia di inserirsi tra le ragazze "normali" e si rifiuta di soddisfare le aspettative delle donne più grandi di lei, come le insegnanti zitelle e le madri eleganti delle sue compagne. Sceglie con cura i suoi alleati: la sua gobba, che chiama Alice, e John F. Kennedy, a cui scrive lunghe lettere chiedendo e dando consigli. Nell'istituto conosce la ribelle Paulie Sykes che, sotto le mentite spoglie di un ragazzo, ha una relazione con la sua compagna di stanza Tory. È lei a far aprire gli occhi a Mary sui pregiudizi che da sempre contraddistinguono i rapporti tra uomini e donne. A un tratto le cose precipitano. L'inganno di Paulie viene scoperto e ciò che era iniziato come un gioco sfocia in tragedia. Uno spaccato di vita raccontato in prima persona da Mouse, ormai grande e in pace con se stessa. Il romanzo bestseller di Susan Swan, da cui è stato tratto un film di grande successo, è una confessione adolescenziale, l'urlo rivoluzionario di una giovane donna e un'analisi della figura femminile in una società maschilista. Un libro che racconta la scoperta di sé e del sesso, il peso della diversità in un mondo spesso ostile. Susan Swan parla di rabbia e lotta di genere con una penna incisiva e al tempo stesso ironica e leggera. Mouse Bradford – saggia, spiritosa e vulnerabile – è un'eroina indimenticabile.

martedì 4 agosto 2020

Recensione: IL DELTA DI VENERE di Anais Nin

Buongiorno! Oggi vi parlo di un'opera per me inusuale, ossia un'antologia di racconti erotici scritta da Anais Nin, dal titolo Il delta di Venere. Un'opera che può far storcere il naso a chi non ama questo genere, ma vi posso assicurare che non è solo quello che sembra, ma molto di più. 

il delta di venere
di Anais Nin
Editore: Bompiani
Pagine: 300
GENERE: Racconti erotici
Prezzo: 6,99€ - 17,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2014 
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Un misterioso collezionista di libri nel 1940 offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. Miller cominciò entusiasta, ma si stancò presto e passò l’incarico all’amica Anaïs Nin che aveva bisogno di soldi. “Cominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità” ricorda Anaïs Nin. “Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici... Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia... ”Solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante.Una voce diceva: “Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso”. Nacquero così questi racconti erotici che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.

lunedì 11 dicembre 2017

✎ Recensione ➱ Il Codicista di Aldo Di Virgilio + Intervista

Bentrovati cari lettori! Oggi vi presento Il Codicista di Aldo Di Virgilio, un libro molto particolare che mi ha colpito molto. Una storia che si muove tra la satira, l'ironia, il surrealismo, ponendo in evidenza come una grande allegoria, tutto ciò che non va nella nostra società, partendo da un aspetto fondamentale, quello che dovrebbe essere il più sano e rappresentativo di tutti: la giustizia. Non perdete l'intervista!

il codicista
di Aldo Di Virgilio

Editore: Argento Dorato
Pagine: 214
Prezzo: 14,00 € 
Formato: Cartaceo 
Data d'uscita: Luglio 2017
Link d'acquisto:  ➜ QUI

Trama:
Sospeso fra satira, surrealismo e fantastico, "Il codicista" accompagna il lettore in un'allegorica discesa all'inferno nelle viscere del kafkiano "Palazzaccio". Willy Deville inizia la sua carriera al Ministero del Benessere, punto di partenza della scalata al potere e insieme della sua perdizione, verso la più abietta condizione morale. Una galleria di personaggi grotteschi e claustrofobiche sale del potere dipinta a violente pennellate in uno stile personalissimo, ricco di echi dei grandi autori del Novecento, che raccoglie a piene mani dal cupo immaginario medievale per raccontare una storia attualissima.

venerdì 25 novembre 2016

Il coraggio di essere liberi di Vito Mancuso Recensione

Buon venerdì! Grazie alla Garzanti ho letto un libro che affronta una tematica che mi ha da sempre affascinato: la libertà. Il teologo e filosofo, Vito Mancuso spiega cosa significhi esattamente essere liberi e quanto conta il coraggio per liberarsi. Una lettura che non teme di affrontare anche argomenti più spinosi come la Provvidenza, il peccato e la morte.

il coraggio di essere liberi
di Vito Mancuso

Editore: Garzanti
Pagine: 160
GENERE: Filosofia
Prezzo: 16,00 € 
Formato: Cartaceo 
Data d'uscita: Ottobre 2016
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov'è? Com'è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono? In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull'essere liberi come condizione dell'esistenza reale. La domanda più importante qui non è: «Esiste la libertà?», quanto piuttosto: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall'esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l'acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo.

mercoledì 19 ottobre 2016

10 Cose che non avresti mai pensato di fare di Nadia Tempest Recensione

Buon mercoledì! Grazie ad un gentile omaggio della Sperling&Kupfer ho letto 10 Cose che non avresti mai pensato di fare di Nadia Tempest, una delle youtuber più seguite. Un libro che appena arrivato mi ha fatto storcere un po' il naso ma che poi, con sorpresa, mi ha fatto sorridere, ricordare e soprattutto riflettere sul mondo dei social e sulla nostra realtà.



Titolo: 10 Cose che non avresti mai pensato di fare
Autore: Nadia Tempest
Editore: Sperling&Kupfer
Genere: Adolescenti
Pagine: 168
Prezzo: 14,90
Uscita:  Settembre 2016
Nadia Tempest sta facendo il pieno di visualizzazioni con i suoi video intitolati "Le 10 cose che ...", dove racconta in chiave umoristica esperienze, incontri e figuracce, e spiega gli errori da evitare. Ora applica il suo format collaudato ai temi che stanno più a cuore alle sue tantissime fan: amore, amicizia, sesso, scuola, rapporto con i genitori, bullismo, ma anche moda e idoli. Tra aneddoti personali e consigli pieni di humour, arriva il libro che le 230.000 iscritte al suo canale YouTube continuano a chiedere.


10 Cose che non avrei mai pensato di fare è un piccolo libricino che mi ha sorpreso come poche cose. Inviatomi come gentile omaggio dalla Sperling&Kupfer, quando l’ho ricevuto mi sono chiesta innanzitutto chi fosse Nadia Tempest e poi mi è subito apparso come un volumetto per ragazzine.

Ma la mia curiosità mi ha spinta decisamente oltre e ho iniziato a leggerlo. Beh… non ci crederete ma sono rimasta subito colpita da una cosa: pensavo che la Tempest fosse più piccola d’età e invece dall’approccio narrativo iniziale ho subito colto argomentazioni che mi riguardavano da vicino e che risalivano ai tempi in cui io ero molto più giovane.

Insomma, il clou della questione è che l’autrice, una vlogger molto famosa, racconta il suo punto di vista sugli aspetti principali della quotidianità che stanno vivendo i giovani in questa nostra epoca, dominata appunto da Facebook, Twitter, Youtube e Whatsapp.

Mi ero immaginata una carrellata di superficialità e di riflessioni inconsistenti troppo lontane dalla mia ormai vecchia maturità e invece mi sono ritrovata più volte a sorridere e a condividere molte delle affermazioni di Nadia.
L’autrice racconta di aver iniziato per gioco, prima come blogger e poi finendo a fare video su youtube che l’hanno resa decisamente famosa.

Il suo stile è scorrevole, fluido, una scrittura certamente semplice, senza particolari elucubrazioni, accompagnata da pagine colorate e vari ammiccanti con diversi disegni e scritte colorate. Le immagini non mancano, come non mancano citazioni, battute, ironia da vendere perché la parola d’ordine è il divertimento senza però mai perdere la cognizione di ciò che si sta facendo e soprattutto di come farlo.
Non ditemi di non essere mai rimasti delusi da una persona conosciuta on line e poi incontrata dal vivo.
Oggi grazie  a Facebook si ha la possibilità di conoscere tante persone, anche quelle più lontane ma secondo l’autrice si perde il fascino della vera conoscenza. Un’immagine su di un social non può trasmetterti tutte quelle sensazioni fondamentali come il fascino, l’intrigo, il coinvolgimento che possono arrivarti addosso, a pelle, soltanto attraverso una conoscenza dal vivo. E allora ecco che i giovani di oggi, abituati esclusivamente a conoscersi on line per la maggior parte e chattare per messaggio, decidono solo in base a qualche foto e al numero di amici di quella determinata persona, se può andare bene o se deve essere relegato a quella che tutti chiamano la friendzone. 


E proprio a proposito di questo argomento ho sorriso parecchio a cominciare dal vecchio detto con cui io e quelli della mia generazione chiamavamo la friendzone: il caro due di picche. Che tempi!
Insomma i social se da un lato hanno velocizzato tutto, hanno unito il mondo, hanno compresso le conoscenze, le amicizie, allo stesso tempo hanno anche fatto perdere il senso del tatto, della vista, del contatto vero fatto di un corpo verso un altro corpo.

Nadia Tempest consiglia a tutti i giovani di arricchirsi e di non privarsi di certe scoperte e piaceri che soltanto la vita vera può darci. Allora va bene anche Facebook ma fino ad un certo punto, non bisogna dimenticare di vivere nella realtà, faccia a faccia con le persone.

Un altro aspetto fondamentale che ho trovato davvero interessante sono gli hater. I classici bulli che oltre a vagare nelle scuole, esistono naturalmente anche su Internet. E’ lì la loro vita è certamente più facile e sapete perché? Perché c’è uno schermo a proteggerli.
Oggi li chiamano hater anche quando non sono sul web. Un termine figo per definire i classici bulli che esistono da quando il Big Ban diede origine all’universo.
Ma a parte gli hater che sono persone insicure che si nutrono della debolezza degli altri perpetrando atti di bullismo, esistono persone che sul web si sentono i re del mondo. Parlano e straparlano, offendono, giudicano, mettono alla gogna, perseguitano soltanto perché possono nascondersi dietro ad uno schermo. Ho visto persone fare la voce grossa solo perché nessuno poteva vederli e so per certo che nessuna di quelle persone che si fanno tanto forti dietro un monitor, sarebbe in grado di guardarti negli occhi e di ripetere esattamente quelle parole, quelle offese, dal vivo, faccia a faccia.


Non me ne vogliate, ma io odio Internet proprio per questo motivo. Per la  falsità che incombe ancor più che nella realtà, perché il web è solo una grande mascherata, dove se non stai attento, a causa di pagliacci senza palle, puoi davvero farti male.

10 Cose che non avresti mai pensato di fare è un libro che consiglio a tutti di leggere ma soprattutto agli adolescenti, quelli che credono che il web sia diventato la loro casa. Quelli che credono che basti una foto per capire una persona o quelli che pensano che cancellare un amico su Facebook equivalga a cancellarlo dalla sua vita. La vita vera va vissuta fuori, fuori da queste pagine bianche, fuori da questa vetrina virtuale. Bisognerebbe avere l’intelligenza di prendere dal web solo ciò che serve, ciò che è utile ed è una bassissima percentuale, perché credetemi, tutto il resto è spazzatura. Corrode la mente e la inebetisce.
Oggi il nostro diario non sta più nel cassetto della biancheria intima. E’on line.
La stessa Nadia Tempest ammette che è vero, Internet gli ha permesso di iniziare, di conoscere un mondo che l'ha accolta con affetto ma è lei stessa a suggerire di non fermarsi, di non arenarsi. Bisogna cambiare, bisogna maturare e crescere, guardare avanti, guardare oltre. Non smetterò mai di ripeterlo, e oggi ne sono ancora più convinta. Ampliate i vostri orizzonti, Internet può essere un punto di partenza, ma è nella vita vera che si costruiscono le basi per realizzare i propri sogni. Non siete virtuali, siete veri, non dimenticatelo.

domenica 21 febbraio 2016

Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro Libro + Film Recensione!

Buona domenica cari lettori! Oggi un post molto speciale nel quale la nostra Federica ci racconta Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro sia dal punto di vista del libro che del film! Quindi questa è una vera  e propria recensione doppia che vi permetterà di conoscere questa meravigliosa storia attraverso le sue impressioni!




Titolo: Va dove ti porta il cuore
Autore: Susanna Tamaro
Editore: Bompiani
Genere: Romanzo 
Pagine: 185
Prezzo: € 11,00


TRAMA


Uno dei più straordinari casi letterari degli anni Novanta, che ha emozionato lettrici e lettori di ogni età, con una storia forte e umanissima in forma di lunga lettera che una donna anziana scrive alla giovane nipote lontana. Olga è nell’età in cui si fanno bilanci. Malata, sente il bisogno di raccontarsi, di ripercorrere la sua giovinezza, il suo matrimonio infelice e le vicende che hanno condotto sua figlia Ilaria a una morte precoce. Ha così inizio la sua lunga confessione alla nipote. E nel gesto della scrittura, pacata ma allo stesso tempo intensa e commovente, Olga ritrova finalmente il senso della propria esistenza e della propria identità.




Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va’ dove lui ti porta. 

Questo passo lo troviamo alla fine del libro. Nel caso qualcuno si stia chiedendo che cosa mi abbia spinto a inserirlo all’inizio della recensione … Perché per me non è importante – di più – che chiunque stia leggendo quello che sto per scrivere, sappia che non ci troviamo davanti a un libro ma AL LIBRO, al libro che alla sottoscritta le ha cambiato la vita, ma prima ancora di aprirlo e leggerlo. So che può suonare pazzesca o insensata la cosa, e lo capisco visto che viene naturale domandarsi come possa succedere se non lo hai ancora letto un libro. Ma credo che a volte sia sufficiente leggere le righe della trama, no? Io mi sono ritrovata a pensare che questa storia, in un modo che ancora non potevo conoscere, sarebbe stata come uno specchio. Lo specchio che il gesto della scrittura ti mette davanti senza che te ne renda conto. E così è stato. Fin dalla prima pagina la sensazione che mi trovassi davanti a uno specchio reale e che riuscissi a vedere me bambina e come quella bambina diventò ragazzina e poi una giovane donna adulta anche se della falsità e dell’ipocrisia che regnava sovrana nel mondo degli adulti che aveva intorno in lei non ve ne era neanche l’ombra, non mi ha mai abbandonato. Mai. 

Questa donna incredibile, Susanna Tamaro, spuntata all’improvviso dal nulla (nella mia vita, intendo) come un regalo che non mi sarei mai aspettata di ricevere, ha bussato con gentilezza alla porta del mio cuore ed è diventata parte dei miei pensieri, del sangue che mi scorreva nelle vene, è come se mi avesse messo su un palmo di mano l’opportunità di andare oltre, oltre al vuoto delle parole vuote e prive di significato che le persone lasciavano dietro di sé come una scia indelebile, di vedere cosa si celasse dietro a quegli occhi verdi dall’aria sempre triste e timida che ricorda quella di un cerbiatto costantemente impaurito che qualcuno più forte e più sicuro di sé lo aggredisca mangiandoselo poi vivo. 

Mi sto esprimendo al passato e non all’immediato presente perché, letto per la prima volta qualche anno fa, ho avuto bisogno di rileggermelo giusto nel momento in cui tutti non facevano che parlare di famiglia, di cene, di regali in quello che per me è il periodo più magico dell’anno, quello dove una madre, un padre, un fratello, una sorella, un fidanzato ti guardano pensando che in quel preciso istante non potrebbero guardare nessun altro che gli faccia provare tutto ciò che si prova quando guardi qualcuno a cui vuoi bene o che ami. E’ quel periodo speciale dell’anno dove tutti corrono come pazzi per affrettarsi a cercare dei regali da impacchettare all’ultimo momento e mettere sotto un albero e ovunque ti giri, vedi splendere tutto con mille luci … e questo libro, come una pozione magica, è riuscito a rendere un po’ più sfocata l’immagine – l’unica – che la sottoscritta aveva davanti, di fianco e dietro di sé. Queste pagine mi hanno abbracciato, mi hanno stritolato fino a soffocarmi, ricordandomi che io ero lì, stretta tra quelle forti braccia, e che quelle braccia, fatte di parole e non di carne e ossa, mi stavano abbracciando e stritolando come mai nessuno aveva fatto. Mi hanno detto che se spesso le parole possono ucciderti, possono anche farti rinascere ancora e ancora, e più forte di quanto sia mai stata, e quella sensazione remota di cui vi ho parlato poco fa non mi aveva ancora abbandonato. Anzi, rispetto alla prima, questa mi ha permesso di scavare, scavare e poi ancora scavare nella cavità più profonda di un cuore e di un’anima ridotta a pezzi, pezzi che a volte possono ricongiungersi l’uno all’altro soltanto grazie alle parole dei libri. E tutto questo poi mi ha spinto a farlo uscire, a non tenermelo più solo per me, perché come i libri stessi non si stancano mai di ripetermi, una gioia, un dolore acquistano più significato nel momento stesso in cui li condividi con qualcuno … con qualcuno che però abbia quel raro e prezioso dono di aver voglia e di sapere cosa significhi condividere una gioia, un dolore, e ascoltarti, e quel qualcuno, alla fine, arriva addirittura a ringraziarti prima che sia tu a farlo. Per aver pensato proprio a lui. 

Da qualche parte che non ricordo, non molto tempo fa ho letto un motto degli indiani d’America che diceva: “Prima di giudicare una persona cammina per tre lune nei suoi mocassini”. Mi è piaciuto talmente che per non dimenticarlo l’ho trascritto sul bloc-notes vicino al telefono. Viste dall’esterno molte vite sembrano sbagliate, irrazionali, pazze. Finché si sta fuori è facile fraintendere le persone, i loro rapporti. Soltanto da dentro, soltanto camminando tre lune con i loro mocassini si possono comprendere le motivazioni, i sentimenti, ciò che fa agire una persona in un modo piuttosto che in un altro. La comprensione nasce dall’umiltà non dall’orgoglio del sapere. Chissà se infilerai le mie pantofole dopo aver letto questa storia? Spero di sì, spero che ciabatterai a lungo da una stanza all’altra, che farai più volte il giro del giardino, dal noce al ciliegio, dal ciliegio alla rosa, dalla rosa a quegli antipatici pini neri in fondo al prato. Lo spero, non per elemosinare la tua pietà, né per avere un’assoluzione postuma, ma perché è necessario per te, per il tuo futuro. Capire da dove si viene, cosa c’è stato dietro di noi è il primo passo per poter andare avanti senza menzogne. Questa lettera avrei dovuto scriverla a tua madre, invece l’ho scritta a te. Se non l’avessi scritta per niente allora sì che la mia esistenza sarebbe stata davvero un fallimento. Fare errori è naturale, andarsene senza averli compresi vanifica il senso di una vita. Le cose che ci accadono non sono mai fini a se stesse, gratuite, ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato, la comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità ad accoglierli, dalla capacità in qualsiasi momento di cambiare direzione, lasciare la pelle vecchia come le lucertole al cambio di stagione.

Ecco, questa citazione io l’appiccicherei sul frigo di ogni casa. E qui penso che davvero non ci sia più nient’altro da aggiungere. Anche una sola parola in più da parte mia che non sono assolutamente nessuno, non potrebbe avvicinarsi neanche di una punta all’altezza, alla grandiosità e all’autenticità con la quale invece Susanna Tamaro riesce a esprimere in poche righe. E non basterebbe un frigo lungo e largo una parete per appiccicare le citazioni. Perché è IL LIBRO INTERO che io ci appiccicherei sopra per non dimenticare mai, neanche per un giorno, il significato e il valore di ogni singola parola che è stata scritta. Ma, dove lo possiamo trovare un frigo così???!! 

La storia di Olga che scrive questa lunga lettera in forma di diario alla nipote Marta partita per l’America comincia il 16 novembre 1992 e termina il 22 dicembre. 

A mio avviso, penso non esista un altro libro che possieda lo stesso identico straordinario potere di raccontare una vita intera in un così breve lasso di tempo e con una sensibilità, con un’intensità e un’umanità che non può lasciare indifferenti. Forse, e forse mi sbaglio, potrebbe perfino fare breccia nel cuore e nell’anima della persona più cinica, che ogni giorno cela dietro a delle maschere ciò che invece nessuna maschera al mondo potrà mai nascondere né cambiare, può sì coprirla ma non nascondere a se stessa. Soltanto che magari ci impiegherà un po’ – anche una vita intera, chissà – per comprendere che ciò che è, lo sarà per sempre. 

E la scrittura, come dice la trama, ha davvero quello speciale e impagabile quanto esemplare dono di far comprendere innanzitutto a te che scrivi e in un secondo momento a chi ti leggerà, ciò che sei, ciò che sei stato, ed è incredibile anche al solo pensiero che un gesto così semplice come prendere in mano una penna e scrivere su un quaderno ti faccia poi dire con una naturalezza che probabilmente a voce non avresti, tutto quello che invece riesci a dire, frase dopo frase e pagina dopo pagina vedi scorrere davanti a te la tua vita, le persone che ne hanno fatto parte, le tue colpe che hanno lasciato delle tracce indelebili e che, inevitabilmente, non potevano che cambiare il corso della tua vita e quella di chi ti stava intorno, che ti hanno poi spinto a prendere delle decisioni che forse, in un altro momento e in un’altra vita, non avresti preso o avresti ponderato prima di prenderle. 

Queste pagine sono come un viaggio alla scoperta di te stesso, come una voce-guida che non ti stanchi mai di ascoltare, anzi, vorresti sempre riavvolgerla indietro come si faceva una volta con un nastro quando volevi ascoltare la tua canzone preferita di cui non ne avevi mai abbastanza … perché capace di illustrare al mondo intero l’essenza dell’essere umano in sé e degli innumerevoli doni che possiede ma che durante il suo percorso in questa cosa che chiamiamo vita, tiene costantemente a freno o segregati in qualche angolino recondito della mente, o peggio del cuore, come se temesse di scoprire cosa lo aspetti se li lasciasse venire fuori una volta girato l’angolo. E’ un libro da leggere, e rileggere, perché no, anche a voce alta. E diventare come un’estensione del comodino!!!



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A cura di Federica


Dalle pagine memorabili del libro quali esse sono, con una produzione Italo-Franco-Tedesca con regia di Cristina Comencini, questa storia vede la luce anche sul grande schermo nel 1996 grazie alle incredibili interpretazioni di Virna Lisi, Margherita Buy, Galatea Ranzi, Valentina Chico, Massimo Ghini e Tchéky Karyo. 

Credo di non riuscire a trovare le parole più appropriate per dire quanto mi sia piaciuto questo film che non mi stanco mai di vedere. Ma se il libro ormai fa parte di te, come potresti mai stancarti anche del film? Troviamo Olga che viene a mancare nel giardino di casa sua a Trieste, sotto la pioggia e sotto lo sguardo di Buck, lo sguardo più dolce, più tenero che abbia mai visto davanti a una persona che è stesa per terra inerme, ormai priva di vita, che non lascia più il suo fianco, ma penso che un essere umano non potrebbe mai guardare un altro essere umano come invece fa un cane fedele con un essere umano e che sia proprio lui a consegnare tra le mani di Marta, rientrata dal suo soggiorno in America, il famoso diario della nonna. Che, senza mai riuscire a metterlo giù e con la presenza costante di Buck, si immerge tra quelle pagine ripercorrendo attraverso una pellicola cinematografica dentro l’altra, la storia che prende vita dalla sua infanzia alla sua adolescenza resa più complicata dal bisogno di parlare non corrisposto fino alla partenza … e tra i frammenti di ricordi tra passato e presente, Marta finalmente viene a conoscenza del rapporto “impossibile” che c’era tra sua madre e sua nonna che la nonna stessa definisce invece come “rapporto mancato”, confessando anche che “Tutti dicono di amare i figli ma non è vero.” 

“Per raccontare una storia bisogna partire dall’inizio.”, dice Olga come voce narrante, e dall’infanzia – momento nel quale fa il suo ingresso nell’età adulta – rivela alla giovane nipote come l’apparenza e il suo matrimonio infelice con Augusto altro non era che la brutta copia di tutti gli altri matrimoni, ossia “dei piccoli inferni domestici”, ma di come poi il destino, come un raggio di sole in una grigia giornata di pioggia, ti regali il piacere di scoprire cosa sia l’amore vero e il riscoprire te stessa donna e non una moglie infelice vedendo riflesso negli occhi di un altro uomo – sposato anche lui – la dolcezza e la tenerezza e l’intesa perfetta che si instaura tra due persone a cui sembra di conoscersi da una vita ma che nel momento in cui uno dei due muore e un’altra vita viene alla luce come spesso succede anche nella realtà, tu senta morire quella parte di te stessa anche se continui a respirare … 

Ma il fatto che una madre trovi il coraggio di confessare a sua figlia un segreto che aveva tenuto custodito gelosamente nel suo cuore per una vita intera è quello che più amo di questa storia, perché credo che soltanto dicendo la verità si possa uscire da quella benedetta prigione dentro cui molti di noi si nascondono per cosa? Per proteggersi? Per proteggere chi dici di voler bene o peggio, amare? Per essere protagonisti o spettatori o come preferiamo definirci, di una vita costruita sull’apparenza, sulle menzogne, sull’essere ipocriti convinti e straconvinti che chi invece trovi il coraggio di spogliarsi e mostrarsi per ciò che è in realtà sia peccare di arroganza e etichettare come “diverso”, “cambiato” o addirittura “pazzo” mettendolo alla gogna? 

Solo per questo, anche se mi mettessi a ringraziare Susanna Tamaro da qui al resto della mia vita, so che non sarebbe ancora abbastanza. Non potrebbe esserlo mai. E personalmente trovo sia a dir poco stupenda la scena finale dove Olga-bambina sorride a Olga-nonna. E’ come se l’innocenza del suo essere bambina che le era stata rubata con una menzogna per l’appunto, gliel’avesse restituita il suo essere donna sì anziana e sì malata ma per la prima volta nella sua vita, finalmente libera, libera di essere se stessa.


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