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lunedì 15 giugno 2026

Recensione: LA VERA STORIA DI RAJA IL CREDULONE E DI SUA MADRE di Rabih Alameddine

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di La vera storia di Raja il credulone e di sua madre di  Rabih Alameddine.



LA VERA STORIA DI RAJA IL CREDULONE E DI SUA MADRE
di Rabih Alameddine

Editore: La nave di Teseo
Pagine: 384
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 11,99€ - 20,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio. Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri. Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato. La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.

RECENSIONE

Rabih Alameddine, in La vera storia di Raja il credulone (e di sua madre), si muove con agilità da funambolo su un filo teso tra la tragedia storica e la commedia irriverente. Il risultato è una narrazione su traumi indicibili, resilienza e legami familiari viscerali, il tutto ambientato in un Libano perennemente sull'orlo del collasso eppure ostinatamente vivo. 

Raja è un professore di filosofia del liceo sessantenne, omosessuale, amante della solitudine, dell'ordine e dei lunghi silenzi. Condivide un minuscolo appartamento a Beirut con sua madre Zalfa, un'ottantenne vedova, energica, tagliente e assolutamente priva del concetto di "confini personali". Mentre Raja cerca di processare il mondo attraverso la letteratura e il riserbo, Zalfa esige di invadere costantemente la sua privacy, intromettendosi nelle sue amicizie, nei suoi amori e persino nelle sue lezioni su Zoom durante la pandemia, arrivando a stringere un'esilarante alleanza con Madame Taweel, una capomafia locale che controlla il monopolio dei generatori elettrici. 

Raja riceve inaspettatamente un invito per una prestigiosa borsa di studio in Virginia, grazie a un romanzo scritto per puro caso venticinque anni prima. La prospettiva di questo viaggio rappresenta per lui un'insperata scialuppa di salvataggio per allontanarsi dalla madre e da una Beirut che gli ha tolto tutto. Da questo invito, però, si dirama a ritroso un fiume di ricordi. – "Una storia ha molte code e molte teste... Come la vita, è un fiume con molti rami, rigagnoli, insenature". 

I continui salti temporali trasportano il lettore attraverso decenni di storia libanese. L'autore dipinge le recenti ferite del paese, la pandemia e la disastrosa esplosione del porto di Beirut del 2020 – per poi scavare ancora più a fondo, fino al trauma fondante degli anni '70. Un'esperienza assolutamente fuorviante e drammatica stravolgerà la vita di Raja e lo metterà a confronto con una realtà terribile che lo segnerà per sempre. 
È un sopravvissuto senza nemmeno saperlo. 

Pochi scrittori riescono a padroneggiare l'arte della tragicommedia come fa l'autore. La prosa è pervasa da un umorismo acido, autoironico e brillante, che funge da meccanismo di difesa per eccellenza contro l'orrore del mondo. Il dolore per la distruzione di una nazione e le cicatrici personali non vengono mai edulcorate, ma vengono filtrate attraverso la lente della satira e di un profondo affetto per la natura umana. 

La dinamica madre-figlio è il punto focale del romanzo: esasperante nella sua quotidianità, ma incrollabile di fronte alla catastrofe. Quando l'esplosione del 2020 devasta Beirut e i due si salvano miracolosamente sul balcone di casa, comprendiamo che la loro convivenza è come una trincea condivisa. 

La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) riflette potentemente sul fatto che, se non possiamo in alcun modo cambiare gli orrori o i torti subiti in passato, possiamo decidere noi quale significato attribuirgli. Con un candore disarmante e una penna di rara intelligenza, Rabih Alameddine ci consegna due dei personaggi più imperfetti, irritanti e magnificamente umani della letteratura recente. 
Una lettura che fa ridere a crepapelle e, un momento dopo, spezza il cuore.

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