Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di La vera storia di Raja il credulone e di sua madre di Rabih Alameddine.
LA VERA STORIA DI RAJA IL CREDULONE E DI SUA MADRE di Rabih AlameddineEditore: La nave di Teseo Pagine: 384 GENERE: Narrativa contemporanea Prezzo: 11,99€ - 20,00€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2026 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟
Trama:
Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio. Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri. Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato. La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
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RECENSIONE
Rabih Alameddine, in La vera storia di Raja il credulone (e di sua madre), si muove con agilità da funambolo su un filo teso tra la tragedia storica e la commedia irriverente. Il risultato è una narrazione su traumi indicibili, resilienza e legami familiari viscerali, il tutto ambientato in un Libano perennemente sull'orlo del collasso eppure ostinatamente vivo.
Raja è un professore di filosofia del liceo sessantenne, omosessuale, amante della solitudine, dell'ordine e dei lunghi silenzi. Condivide un minuscolo appartamento a Beirut con sua madre Zalfa, un'ottantenne vedova, energica, tagliente e assolutamente priva del concetto di "confini personali". Mentre Raja cerca di processare il mondo attraverso la letteratura e il riserbo, Zalfa esige di invadere costantemente la sua privacy, intromettendosi nelle sue amicizie, nei suoi amori e persino nelle sue lezioni su Zoom durante la pandemia, arrivando a stringere un'esilarante alleanza con Madame Taweel, una capomafia locale che controlla il monopolio dei generatori elettrici.
Raja riceve inaspettatamente un invito per una prestigiosa borsa di studio in Virginia, grazie a un romanzo scritto per puro caso venticinque anni prima. La prospettiva di questo viaggio rappresenta per lui un'insperata scialuppa di salvataggio per allontanarsi dalla madre e da una Beirut che gli ha tolto tutto. Da questo invito, però, si dirama a ritroso un fiume di ricordi. – "Una storia ha molte code e molte teste... Come la vita, è un fiume con molti rami, rigagnoli, insenature".
I continui salti temporali trasportano il lettore attraverso decenni di storia libanese. L'autore dipinge le recenti ferite del paese, la pandemia e la disastrosa esplosione del porto di Beirut del 2020 – per poi scavare ancora più a fondo, fino al trauma fondante degli anni '70.
Un'esperienza assolutamente fuorviante e drammatica stravolgerà la vita di Raja e lo metterà a confronto con una realtà terribile che lo segnerà per sempre.
È un sopravvissuto senza nemmeno saperlo.
Pochi scrittori riescono a padroneggiare l'arte della tragicommedia come fa l'autore. La prosa è pervasa da un umorismo acido, autoironico e brillante, che funge da meccanismo di difesa per eccellenza contro l'orrore del mondo. Il dolore per la distruzione di una nazione e le cicatrici personali non vengono mai edulcorate, ma vengono filtrate attraverso la lente della satira e di un profondo affetto per la natura umana.
La dinamica madre-figlio è il punto focale del romanzo: esasperante nella sua quotidianità, ma incrollabile di fronte alla catastrofe. Quando l'esplosione del 2020 devasta Beirut e i due si salvano miracolosamente sul balcone di casa, comprendiamo che la loro convivenza è come una trincea condivisa.
La vera storia di Raja il Credulone (e di sua madre) riflette potentemente sul fatto che, se non possiamo in alcun modo cambiare gli orrori o i torti subiti in passato, possiamo decidere noi quale significato attribuirgli.
Con un candore disarmante e una penna di rara intelligenza, Rabih Alameddine ci consegna due dei personaggi più imperfetti, irritanti e magnificamente umani della letteratura recente.
Una lettura che fa ridere a crepapelle e, un momento dopo, spezza il cuore.

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