Ultime recensioni

mercoledì 29 luglio 2026

Recensione: ANITA DE MONTE RIDE PER ULTIMA di Xochitl Gonzalez

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Anita De Monte ride per ultima di Xochitl Gonzalez.

anita de monte ride per ultima

di Xochitl Gonzalez
Editore: Fazi
Pagine: 408
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 9,99€ - 19,50
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Autunno 1985, New York City. Anita de Monte, giovane artista cubana, sta vivendo il suo momento di gloria: ha appena vinto un premio importante che la porterà a Roma, e le sue opere verranno esposte al Metropolitan Museum. Ogni sera frequenta party sfavillanti nel cuore pulsante di Manhattan, circondata dagli artisti e dai galleristi che contano; al suo fianco c’è sempre il marito Jack Martin: WASP di nascita e vero maschio alfa, nonché uno dei più acclamati scultori del suo tempo. Finché, una notte, Anita muore precipitando da una finestra. La sua tragica scomparsa per un po’ è sulla bocca di tutti. Fino a quando non lo è più. Nel 1998 il nome di Anita è stato quasi dimenticato. Raquel, studentessa di Storia dell’arte in un college prestigioso, sta preparando la sua tesi. Attorniata da colleghi privilegiati il cui futuro è già tracciato, si sente un’outsider: gli studenti di colore, come lei, sono una minoranza, e sa bene di dover lavorare il doppio per avere le stesse opportunità. Ma quando inizia una relazione con un laureando più grande, ricco e ben introdotto, si ritrova inaspettatamente a salire di rango nella scala sociale. Mentre cerca di destreggiarsi tra due mondi, Raquel si imbatte nella storia di Anita de Monte e inizia a rendersi conto che qualcosa non torna. Scoprirà che dietro la scomparsa dell’artista c’è una verità molto scomoda, che all’epoca dei fatti è stata opportunamente insabbiata. Anita de Monte ride per ultima è un’avvincente e spiritosa riflessione sul potere, sull’amore e sul mondo dell’arte contemporanea; con acume e umorismo, nel suo secondo romanzo la statunitense Xochitl Gonzalez mette a nudo le spietate dinamiche che governano il rarefatto mondo dell’élite.

RECENSIONE

Anita De Monte ride per ultima di Xochitl Gonzalez è un romanzo crudo, diretto, una storia sul mondo dell'arte che diventa un racconto implacabile sulle dinamiche di potere, sul privilegio e sulla cancellazione storica. È un thriller psicologico e un romanzo di formazione ma è anche una forte forma di denuncia sociale. 

Anita De Monte è ispirata alla figura reale di Ana Mendieta. È ritratta come una forza della natura: viscerale, ambiziosa e profondamente legata alle sue radici cubane. Non è una vittima passiva; è una donna che lotta furiosamente contro un sistema che cerca di "addomesticare" la sua arte per renderla appetibile a un pubblico bianco e d'élite. La sua morte fisica viene seguita da una morte forse ancora più crudele: l'oblio istituzionale. 

Raquel Toro, studentessa portoricana di prima generazione in un'università d'élite (la Ivy League Brown), incarna la sindrome dell'impostore. È intelligente ma costantemente fuori posto, circondata da coetanei per i quali il lusso e le connessioni sociali sono un diritto di nascita. La sua indagine su Anita diventa una ricerca della propria identità: salvando la memoria di Anita, Raquel salva se stessa dall'invisibilità. 

L'autrice crea due antagonisti speculari. Jack Martin, il marito di Anita (chiaramente ricalcato su Carl Andre), è l'archetipo del genio maschile intoccabile. La sua arte fredda e minimalista contrasta con la passione di Anita, e il modo in cui il mondo dell'arte lo protegge dopo la morte di lei è agghiacciante. Nel 1998, Raquel ha una relazione con Nick, uno studente d'arte più grande, ricco e privilegiato. Nick incarna una forma subdola e quotidiana di sminuimento e appropriazione: usa l'energia e le idee di Raquel senza mai riconoscerne il vero valore, dimostrando come le dinamiche tossiche di potere si perpetuino in forme diverse. 
 
La domanda centrale del libro è: chi ha il potere di curare l'eredità culturale? L'autrice punta il dito contro i musei, le gallerie e le università — le istituzioni che si proclamano custodi oggettivi dell'arte, ma che in realtà agiscono come guardiani a protezione dello status quo. Il romanzo seziona brillantemente l'intersezione tra classe sociale, razza e genere. Raquel non combatte solo contro il sessismo, ma contro una barriera di classe invalicabile. L'autrice mostra come il privilegio non sia solo una questione di soldi, ma un linguaggio codificato: sapere come vestirsi, come parlare ai professori, chi conoscere. Raquel deve imparare questo linguaggio da zero, mentre i suoi compagni ci sono nati dentro. 
 
C'è una critica feroce a come le élite bianche consumino la cultura esotica o marginalizzata. L'arte di Anita viene apprezzata finché rimane nei limiti del pittoresco, ma quando diventa una voce di potere autonomo, viene percepita come una minaccia. 

La prosa è vivida, tagliente e spesso venata di un umorismo amaro e satirico. La struttura a doppia linea temporale (1985 e 1998) è gestita con precisione. I capitoli si alternano creando una tensione crescente, dove le scoperte di Raquel nel presente danno un nuovo e tragico significato agli eventi passati vissuti da Anita. 

Una delle scelte stilistiche più audaci e riuscite è la prospettiva di Anita post-mortem. L'autrice non relega Anita a un semplice ricordo sbiadito, ma le concede una voce onnisciente, quasi da spirito, che osserva e commenta le azioni di Raquel. Questo elemento trasforma Anita da oggetto dell'indagine a soggetto narrante, restituendole l'identità che il mondo le aveva tolto. 
 
Il titolo non è casuale. "Ridere per ultima" in questo contesto non significa ottenere una vendetta sanguinosa, ma una rinascita attraverso la verità e la solidarietà femminile. La vera giustizia per le donne emarginate non arriva dalle istituzioni che le hanno cancellate, ma dalle altre donne che scelgono di dissotterrare le loro storie. Raquel, portando alla luce il lavoro e la vita di Anita, interrompe il ciclo. La vittoria di Anita consiste nell'essere finalmente vista non come la moglie vittima di un grande uomo, ma come l'artista brillante e insostituibile che era. 
È la memoria a scardinare il potere.

Nessun commento:

Posta un commento