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lunedì 18 maggio 2026

Recensione: DEVOZIONE di Charlotte Wood

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Devozione di Charlotte Wood.

devozione

di Charlotte Wood
Editore: Fazi
Pagine: 252
GENERE: Narrativa contemporanea
Prezzo: 9,99€ - 18,50
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell’Australia rurale. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall’ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete.

RECENSIONE

Devozione di Charlotte Wood è un romanzo intimo, crudo e contemplativo che ci spiega il significato del lutto, del senso di colpa e del ritiro dal mondo moderno. Attraverso gli occhi di una narratrice senza nome, il libro parla delle ipocrisie dell'attivismo contemporaneo e indaga la dura realtà fisica della natura, della morte e del perdono. 

La narrazione si apre con la protagonista che decide di abbandonare il proprio matrimonio e il lavoro in un centro per la difesa delle specie a rischio per rifugiarsi in un monastero nell'arido altipiano Monaro, in Australia. Il convento non è un luogo accogliente, ma uno spazio di lavoro e di preghiera incessante. La protagonista è in fuga da un profondo senso di disperazione e dal lutto per la perdita dei genitori, un trauma che l'ha lasciata con la sensazione di vivere in una bolla e con la vita "spogliata fino alla nuda roccia". Avendo constatato che ogni sua azione come attivista sembrava solo peggiorare le storture del mondo, trova un sollievo radicale nell'immobilità del convento: l'attrazione verso le suore risiede nel fatto che, restando sospese nel tempo, "Loro non nuocciono". 

Il silenzio monastico viene presto violato da una piaga biblica: un'infestazione di topi che invade ogni angolo della struttura. I topi diventano un potente tema allegorico del romanzo: rappresentano la forza inarrestabile, vorace e disgustosa della natura e della morte. Le suore e la protagonista sono costrette a ucciderli quotidianamente, affrontando l'orrore di trovare nidi nel pianoforte, cavi rosicchiati e, infine, topi che cannibalizzano i propri simili. Questo confronto costante con i cadaveri e la putrefazione si ricollega alle riflessioni della narratrice su sua madre, la quale credeva fervidamente nel compostaggio, convinta che "tutto ciò che è stato vivo deve tornare alla terra" per diventare nutrimento. L'orrore per i roditori si rivela essere, in fondo, l'orrore umano per la consapevolezza della propria mortalità. 

La protagonista è una figura disillusa, svuotata dall'ansia ecologica e dal fallimento personale. Osserva la vita monastica prima con cinismo e poi con un bisogno quasi animale di pace. Si fa carico di lavori umili, come pulire e spazzare, trovando in essi una "soddisfazione profonda" e un ordine che la vita esterna non possiede. 

Charlotte Wood si allontana da qualsiasi ritratto idealizzato. Le religiose sono donne complesse, segnate dai propri passati e da difetti mondani. Helen Parry è un'attivista famosa e radicale che irrompe nel convento portando con sé i resti di suor Jenny, un'amica di Bonaventura brutalmente assassinata anni prima in Thailandia da un prete cattolico. Helen è anche una figura del passato della protagonista, la quale da ragazzina aveva partecipato ad atti di bullismo contro di lei. Helen Parry incarna l'azione implacabile e il rifiuto dei compromessi sociali, contrapponendosi all'inazione del convento. 

Il romanzo ruota attorno al concetto di perdono, decostruendone la retorica più superficiale. Quando la protagonista cerca di scusarsi con Helen Parry per le crudeltà scolastiche, Helen rifiuta di assolverla, relegando il dolore della narratrice a un problema solo suo ("per me quel giorno non ha significato niente"). Il libro cita la terapia del perdono, sottolineando che perdonare è un'impresa morale immensa, che non richiede necessariamente la riconciliazione e che, in alcuni casi, semplicemente non è possibile. 

Devozione è un romanzo che interroga senza pietà l'incapacità umana di aggiustare il mondo. Attraverso lo scontro tra la feroce spinta all'azione di Helen Parry e il ritiro ascetico della protagonista, Charlotte Wood offre un ritratto crudo di donne che affrontano l'abisso della crudeltà umana e naturale. Non vi è alcuna epifania magica alla fine, ma solo l'accettazione che, sebbene le estinzioni e le catastrofi continuino e "nessuna cosa di nessuna sorta andrà bene", esiste una forma di resistenza nel puro atto di prestare attenzione al presente.

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