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venerdì 3 luglio 2026

Recensione: PRICELESS. RE DI DENARI di Jenna Banks

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice HarperCollins, oggi vi parlo di Priceless. Re di denari di Jenna Banks.

priceless. re di denari

di Jenna Banks
Editore: HarperCollins
Pagine: 480
GENERE: Dark Romance
Prezzo: 9,99€ - 17,90
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Lea Gessi vive di equilibri sottili. Brillante consulente finanziaria di giorno e spregiudicata camgirl di notte, tiene in piedi un fragile castello di bugie costruito con cura e determinazione. Tutto inizia a scricchiolare quando nella sua vita irrompe Trevor Baker. Affascinante, pericoloso, irresistibile, Trevor è uno scaltro uomo d’affari, molti dei quali illeciti. Mosso da un insolito interesse per le abilità finanziarie di Lea, le offre un impiego nella nuova sede italiana della sua agenzia, che la ragazza rifiuta. Lea, però, non sa che alla carogna di Wall Street non si può dire no e la sua sfrontatezza segna l’inizio di un effetto domino inarrestabile. I segreti di Lea non sopravvivono a lungo all’ostinazione di Trevor, che vuole da lei la chiave d’accesso a una ricchezza pressoché illimitata. Così, insieme al richiamo del rischio che li accomuna, cresce anche l’attrazione pericolosa tra i due, implacabile quanto le conseguenze delle loro scelte. Ma quando la criminalità internazionale scende in campo per esigere la propria fetta di potere e il passato chiede il suo conto, il desiderio smette di essere una tentazione e diventa un pericolo. Trevor e Lea ormai non misurano più il valore delle loro esistenze soppesando le somme di denaro intascate: la passione che li unisce è l’unica cosa che conta. Ma anche l’amore ha un prezzo, e certi debiti vanno saldati col sangue.

RECENSIONE

Priceless. Re di denari di Jenna Banks è un DARK ROMANCE da cui non torni indietro. 
Uno di quei libri che per essere apprezzato a pieno, non può e non – deve – essere letto da TUTTI. Ma anche no, voglio dire. La bellezza di un romanzo non sta – realmente – nella sua popolarità, perché ciò non significa nulla, bensì sta nella sua comprensione

E la storia di Lea e Trevor non ha mezze misure. È una storia fatta di segreti, menzogne, colpi bassi e colpi di scena che non ti aspetti e che ti crepano il cuore. Lea ha perso il padre, porta con sé un segreto che pensa di non dover mai rivelare a nessuno, ma poi arriva Trevor che vuole usare le sue conoscenze ed abilità per rubarle qualcosa di prezioso per trasformarlo in un'arma a proprio vantaggio. Prima la minaccia, poi la usa, poi la maltratta, e infine... Il loro rapporto parte con il piede sbagliato. Si fanno la guerra, si minacciano a vicenda, sono due teste calde e molto dure. Entrambi indossano un'armatura perché vengono dallo stesso mondo di abusi e di violenza. 

Lea è stata cresciuta da un uomo che le faceva da padre, ricco, arrogante, perversamente malato che l'ha iniziata al piacere sessuale nel modo sbagliato, rendendola schiava di una pulsione che lei pensa sia un errore, ma è in realtà solo una deviazione, e non per colpa sua. 
Trevor è cresciuto a pane e pugni in faccia, a botte e sangue. Suo padre, criminale della peggior specie, credeva di crescere un figlio a sua immagine e somiglianza. E in realtà sembra che Trevor sia proprio così: malvagio, corrotto, senza sentimenti e privo di emozioni. Ma Lea, con la sua aria da gatta smarrita e il suo indomabile desiderio per il dolore e la sofferenza, scalfisce il cuore di Trevor, facendogli scoprire lati di lui inimmaginabili. 

Il contorno di questa storia è fatto di rapimenti, scene crude e bestiali, di una ferocia inaudita. La coppia che non è coppia, si ritroverà a fronteggiare violenza su tutti i fronti e nel frattempo imparerà a conoscersi mentre i due tentano di domare una chimica che se ne frega altamente dei loro ruoli di nemici giurati. Trevor perde la testa per Lea e comincia a cambiare, il suo piano si modifica e non vuole soltanto distruggerla per avere il suo tornaconto, comincia a desiderare di salvarla, prima di tutto da se stessa e poi dal mondo violento a cui inevitabilmente la condanna con la sua presenza. 

Lea è un animale che non si può domare. È una donna ingabbiata tanto quanto è libera. Non si rende conto che la trappola è dentro il suo passato, basato su una montagna di abusi e di bugie che le hanno fatto credere di essere un abominio. Insieme si perderanno sulla strada del peccato e non faranno più ritorno. 

L'autrice è capace di scrivere le scene sanguinose meglio di un autore thriller, e allo stesso tempo di regalarci tanta dolcezza, commozione, empatia. Una storia che ti frantuma l'anima passo dopo passo, in modo infido, cattivo. Non te lo aspetti, eh, no. Perché quando cominci a leggere, ti sembra una storia passabile, intrigante, simile forse a qualcun'altra, se non altro per i personaggi e per le scene, le modalità, i dialoghi, tipici di questo genere, ma poi ti arriva la batosta. C'è un plot twist che non riguarda tanto la trama quanto i personaggi. 

La storia, sì, è bella, MA i personaggi sono MAGNIFICI. 
Così chiusi dentro loro stessi, si denudano piano piano mentre si squarciano la pelle per farti vedere che sono vivi. È così che ho percepito questa storia. Come se Lea e Trevor fossero talmente reali da volermi convincere che esistono per davvero, talmente è grande la loro sofferenza, talmente è roboante il battito del loro cuore a pezzi. 
E quei pezzi, poi, me li hanno lanciati addosso, in perfetto stile Jenna Banks. Perché se non ti fai male, non c'è sfizio. Così, mi sono ferita anche io mentre leggevo, e ho capito che in questa storia non ci sono solo cuore e anima, ma c'è ciò che rende la vita il dono più doloroso e meraviglioso che ci sia stato fatto: la passione che ci rende parte di un mondo che non ha mai smesso di raccontarci la bellezza del terrore. 

Priceless fa paura. Non solo per le scene cariche di violenza e tensione, per gli abusi descritti, per le scelte discutibili, per tutto quel grigio che soffoca la bontà umana, ma soprattutto perché è capace di raccontare una scena d'amore con la stessa crudeltà con cui descrive un abuso: con la potenza sottile e agghiacciante del sublime. Quel piacere terrificante che ci spinge ad avvicinarci a qualcosa che ci spaventa, e allo stesso tempo a godere di quel brivido che sa di paura e di fascino primordiale. Quell'istinto che cova come cenere in ciascuno di noi e che ci fotte la vita quando decidiamo, adesso, o forse mai, di lanciarci nella bellezza dell'orrore pur sapendo di uscirne distrutti.

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