Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di Lei è Ales di Jon Fosse.
lei È ales di Jon Fosse Editore: La nave di Teseo Pagine: 128 GENERE: Narrativa contemporanea Prezzo: 9,99€ - 15.00€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2026 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟
Trama:
Una donna, alla finestra, attende. Il mare è lì, imperscrutabile e minaccioso. Signe vive in una casa affacciata sull’acqua. Suo marito, Asle, è uscito in barca e non è più tornato. Da quel momento l’attesa diventa tutto: uno spazio mentale in cui il presente si mescola al ricordo, la speranza alla paura, la vita alla possibilità della perdita. Signe e Asle ripercorrono a distanza frammenti della loro esistenza, le parole non dette, i gesti minimi, mentre l’assenza si fa sempre più concreta, quasi tangibile, e in questa assenza il tempo sembra rompere le proprie leggi, e le persone che non ci sono più tornare per accompagnarli in questo viaggio. Jon Fosse racconta il dolore e l’amore con una scrittura musicale, in cui anche i silenzi e le variazioni impercettibili toccano le nostre corde più profonde. Come un’onda, la scrittura ritorna sui pensieri e li trasforma, scavando nella coscienza di una coppia sospesa tra ciò che è stato e ciò che forse non sarà più. Romanzo sulla perdita e sul ritrovarsi, Lei è Ales è una meditazione profonda sulla forza della memoria e dei desideri.
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RECENSIONE
Immaginate una donna anziana, Signe, in piedi davanti a una finestra che dà su un fiordo norvegese, immersa nel buio e in un'attesa che dura da decenni. È da questa immagine potente e immobile che prende vita Lei è Ales, il romanzo del Premio Nobel Jon Fosse, un'opera che ti trascina in un gorgo ipnotico dove il tempo sembra aver perso ogni significato e il confine tra i vivi e i morti si sgretola.
Siamo nel marzo del 2002, ma per Signe è come se fosse ancora quel maledetto martedì di fine novembre del 1979. Quel giorno suo marito Asle, un uomo taciturno e introverso che amava mimetizzarsi nell'oscurità con il suo immancabile maglione nero, decise di uscire in mare con la sua piccola barca a remi di legno, nonostante la pioggia gelida e un vento feroce.
Non è mai più tornato.
La sua barchetta è stata poi ritrovata vuota alla deriva e, un anno dopo, bruciata in un falò da due ragazzini della zona. Da quel trauma la vita di Signe si è letteralmente congelata: il suo corpo è invecchiato e i suoi capelli si sono ingrigiti, ma la sua mente continua a riavvolgere il nastro di quelle ultime ore, al punto che Asle le appare ancora fisicamente nel soggiorno di casa, come se la tragedia non si fosse mai consumata.
Ma l'autore non si limita a raccontarci il dolore di chi resta; ci porta direttamente nella mente di Asle durante il giorno della sua scomparsa. Mentre l'uomo cammina nel buio e nel freddo, attratto in modo incomprensibile dal pericolo del fiordo, inizia ad avere delle visioni allucinatorie attorno a un misterioso falò sulla spiaggia. Lì il passato prende vita e Asle vede i suoi antenati, in particolare la trisavola Ales, una giovane donna dai folti capelli neri che si erge a figura protettiva della famiglia. Ed è proprio lì che si cela un segreto mai confessato.
Leggere questo romanzo è un'esperienza quasi fisica, grazie a quella che viene definita la scrittura musicale di Fosse. Non ci sono capitoli tradizionali o dialoghi scanditi in modo classico: la prosa è un flusso di coscienza ininterrotto, un moto ondoso fatto di frasi lunghe e della ripetizione ossessiva di locuzioni come "pensa" o "dice". Questo ritmo riproduce il movimento stesso del mare, scavando nei silenzi, nelle incomprensioni quotidiane e nei gesti minimi di una coppia.
In Lei è Ales, la natura norvegese non è un semplice sfondo, ma una forza opprimente e oscura che inghiotte i personaggi. L'autore ci regala un viaggio malinconico e spettrale, in cui le ferite degli antenati e l'attesa infinita di Signe diventano un unico lutto universale.
È come se fossimo accanto a lei.
Per tutto il tempo.
Impossibile alzarsi ed andarsene.
Ora che hai conosciuto la sua storia.
Maledizione, vorresti in tutti i modi sollevare quel peso insopportabile che si trascina addosso e riempire il vuoto dell'assenza.
Ma non puoi farlo.
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