L’uomo senza volto è un romanzo d’esordio non privo
di reminescenze riconducibili ad altrettante storie già navigate e che ricorda
in modo diretto spunti cinematografici di conoscenza comune ed universale.
Lo stile dell’autore è minuzioso, sa il fatto suo, rappresentante di
una scrittura fluida e connotata da una scenografia che travalica il testo
narrativo per immergere in atmosfere da film.
Un thriller ben scritto, con due protagonisti che si fronteggiano da
lontano e che mettono uno contro l’altro il bene e il male.
Darren Iannacci, con i suoi problemi e la sua famiglia, allontanato dalla polizia
dopo fatti incresciosi avvenuti anni prima e Isaac Mood, l’uomo senza volto, colui che uccide, strazia, distrugge
in nome di qualcosa che effettivamente rimane a lungo nell’ombra.
Se non fai il bravo arriva Helios.
Se non mangi tutta la zuppa arriva Helios. Se non ti addormenti… beh se non ti
addormenti sarà peggio per te.
L’autore gioca molto con il
lettore, ci gioca dall’inizio alla fine.
Questo è forse il romanzo in cui
ho avvertito maggiormente questa voglia di giocare, di inquietare, di portare
il lettore su una pista totalmente sbagliata. Giocare con la sua mente, con le
sue congetture, fargli credere di essere ad un passo dalla soluzione e poi
mischiare di nuovo tutte le carte, anzi bruciarle.
L’uomo senza volto ha il viso bruciato e l’anima martoriata da un
passato di orrori e terrori. Di lui sappiamo a pezzi, attraverso una narrazione
che procede saltellando tra il passato ed il presente e incastrando le storie
di più personaggi.
Darren, Isaac, Alfred, Mark, Johanna, Avril, Melissa, Lisa, sono tante
le figure che appaiono sulla scena, tutte collegate in modo preciso ai due fili
conduttori della storia: la vendetta e il sogno.
Darren, agente di polizia radiato, si sente fermamente coinvolto in
una nuova serie di omicidi che stanno colpendo la cittadina in cui vive con la
sua famiglia. Si sentirà ancora più parte di quella follia agonizzante, quando
proprio la nipote sparirà.
Le descrizioni dei cadaveri sono cupe
e grottesche, l’autore armeggia con le parole e con il sangue, con la carne e
il fuoco. Crea una dimensione narrativa da incubo dove l’uomo senza volto
diventa un fantasma che puzza di morte.
Melissa aveva imparato a
riconoscere gli sbalzi di umore dell’uomo senza volto, il suo carattere
altalenante, quell’oscillare incostante tra il bianco e il nero, i picchi di
gioia momentanei e gli abbagli di affettuosità che lasciavano repentinamente il
passo ad apici di astio e rabbia ben più duraturi.
Darren lo vede ovunque e allo stesso tempo sembra avere una sorta di
premonizioni che riguardano i prossimi omicidi o le persone che inevitabilmente
verranno coinvolte in quel caso disarmante.
Non sa però che l’uomo senza volto gioca con la sua mente ed è lui il
burattinaio della situazione.
Roberto Leonardi esordisce con una storia carica di suspense e di adrenalina. Non
manca la velocità, il ritmo serrato, la crudeltà e l’arma tagliente della paura
e del terrore.
Era leggermente ingobbito ma la
cosa che lo rendeva diverso dagli altri era il suo viso deturpato a metà.
Un romanzo fatto di carne e di odio. Una storia che certamente non
spicca per originalità ma che mantiene alta la curiosità del lettore per l’atmosfera
che l’autore riesce a creare, per i luoghi, per i personaggi, perfettamente
caratterizzati e chiusi nelle loro bolle di silenzio e di devianza.
Fiori e cadaveri, omicidi e
petali.
L’uomo senza volto è un essere
reale, anche se l’autore lo fa spesso apparire come un sogno, una visione
terrificante. Ed è proprio questo l’elemento chiave della storia, ed è anche il
fiore all’occhiello dello stile di Leonardi: il senso di oscurità che riesce a
trasmettere, l’oblio, l’abisso di depravazione, la perversione del fuoco che
brucia tutto senza redenzione.
Ma soprattutto la mancanza di un confine netto tra realtà e
immaginazione. Perché non è tanto il problema di chi sia l’uomo senza volto e i
suoi irragionevoli motivi ma chi è Melissa, e soprattutto chi è Darren
Iannacci?
Dove si nasconde la vera follia e quanto è labile il confine tra il
sogno e la verità?
Un uomo egocentrico che pone se
stesso e le proprie problematiche prima di ogni cosa, trascurando l’opinione
degli altri. Il tuo io smisurato è come il Sole che spadroneggia borioso al
centro dell’universo…
L’autore pretende attenzione massima da parte del lettore lasciando in
giro, tra le pagine, alcuni indizi che non dovrebbero passare inosservati. Su
tutti troneggia Helios, il sole. Che senso ha la sua presenza all’interno del
romanzo?
Badate bene che nulla è messo lì per caso e che tutto ha un
significato preciso e determinato che troverà il tassello corrispondente solo
alla fine.
L’uomo senza volto è un thriller dalla trama scorrevole di cui ho apprezzato
maggiormente lo stile e l’approccio avvincente e pericoloso. Il senso di
rischio e di fine è sparpagliato per tutto il romanzo e incatena il tempo ad
una sorta di countdown mortale.
Darren è un uomo egocentrico, istintivo, uno che sembra non ragionare
facilmente, che non si arrende, testardo e persino un po’ egoista e l’uomo
senza volto funge da specchio irriverente e malvagio del suo animo spezzato.
L’uomo senza volto è lì per condannarlo o per purificarlo da tutti i
suoi peccati? Il gioco sta proprio lì, nella testa dei giocatori che vinceranno
solo quando si renderanno conto di cosa stanno per perdere. O che hanno già
perso?