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lunedì 11 novembre 2024

Recensione: IL BOSCO D'INVERNO di Susanna Clarke

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Il bosco d'inverno di Susanna Clarke.

Il bosco d'inverno

di Susanna Clarke 
Editore: Fazi 
Pagine: 100
GENERE: Narrativa/Fiaba
Prezzo: 5,99€ - 10,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
La diciannovenne Merowdis Scot è una ragazza un po’ strana. Riesce a comunicare con gli alberi e gli animali, ed è davvero in pace solo quando cammina nei boschi; nessuna delle strade che i genitori hanno in mente per il suo futuro la convince, ma per fortuna la sorella Ysolde prova a comprendere le sue inclinazioni e la aiuta come può a essere libera, accompagnandola in mezzo alla natura e lasciando che si prenda cura di tutte le creature che trova, dai cani ai pappagalli, dai maialini ai ragni. Un pomeriggio d’inverno, quando tutto è ricoperto di neve e in apparenza regna il silenzio, Merowdis sta passeggiando insieme ai suoi cani e alla maialina Apple. Il suo animo è inquieto e, dopo aver confessato agli alberi e a chiunque sia in ascolto i suoi desideri più nascosti, una serie di incontri inaspettati la trattiene nella foresta fino al calare delle tenebre, cambiando per sempre il corso della sua vita.

lunedì 15 aprile 2024

Recensione: LITTLE THIEVES. C'ERA UNA VOLTA UNA RAGAZZA CATTIVA di Margaret Owen

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice De Agostini,  oggi vi parlo di Little thieves. C'era una volta una ragazza cattiva di Margaret Owen.


little thieves. c'era una volta una ragazza cattiva

di Margaret Owen
Editore: De Agostini
Pagine: 548
GENERE: Fantasy Young Adult/ Retelling
Prezzo: 9,99€ - 17,90
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟

Trama:
Matilde Moretti è un'ingegnera informatica, preferisce il codice binario alla maggior parte delle persone e detesta i compromessi. Tutti. Specialmente se hanno a che fare con Aron Carrara, l'uomo più attraente, sarcastico e geniale che lei abbia mai conosciuto, suo socio in affari nonché fidanzato… con il quale ha appena rotto su tutti i fronti. Per Aron la vita è una sequenza di dati misurabili e rischi imprevedibili. Essere il cofondatore di una software company in difficoltà non è un problema, custodire un enorme segreto familiare è fattibile, ma vivere sotto lo stesso tetto di colei che è appena diventata la sua ex… ecco, quello è un inferno. Perché Matilde è la donna con la quale finora ha condiviso tutto, e lei ora lo considera il suo peggior nemico. Il piano è semplice: sciogliere l'azienda, cambiare casa e mettere fine alla guerra. Non fosse che, proprio in quel momento, l'app di dating sviluppata da Matilde e Aron, MyMatch, diventa virale accendendo i riflettori su di loro. Perché MyMatch ha così tanto successo? È ovvio: perché, agli occhi di tutti, i suoi creatori sono l'esempio dell'amore perfetto. E, se vorranno cavalcare l'onda, dovranno continuare a fingere che sia così. Ma recitare il ruolo degli innamorati in pubblico mentre sono sul piede di guerra in privato è un tormento. Perché, se simulare di desiderarsi è folle, ignorare l'attrazione esplosiva che divampa sotto la cenere è impossibile… Anna Nicoletto firma una rom-com divertente e arguta, dove fra equivoci e colpi di scena l'inganno si trasforma in una seconda magnifica possibilità.

domenica 28 maggio 2017

Segnalazione Nesea e le Nereidi di Poseidone di Lina Giudetti

Buona domenica! Oggi ho il piacere di presentarvi l'ultimo romanzo di Lina Giudetti, scrittrice e blogger, dedicato ancora una volta all'ambientazione leggendaria, ma con toni più dolci e fiabeschi perchè in questo libro si racconta nientemeno che delle sirene! Chiudete gli occhi allora... e cominciate a sognare!

Genere: Fiaba mitologica - Pagine: 72 - Uscita: 26 Maggio 2017 - Prezzo: 0,99




TRAMA

Nesea è una bambina speciale, diversa dalle altre. Ha da sempre un forte e istintivo legame con l'acqua, conosce il linguaggio dei pesci e sogna di diventare una ninfa marina, una delle Nereidi governate da Poseidone, il dio del mare.
Un giorno, mentre si trova in barca insieme ai membri della sua famiglia vede per la prima volta delle sirene crudeli e divoratrici di uomini che stranamente, catturano portando via soltanto sua madre Chloe che è gravida. Per tentare di aiutarla, Nesea si tuffa subito in acqua scomparendo anche lei.
Chloe ignora cosa sia accaduto a sua figlia, ma si risveglia presto nella grotta di un'isola a lei sconosciuta governata dalla strega Andina che amica delle sirene crudeli e di Merina, una donna-piovra, ha un piano ben preciso e orribile in mente…
"Nesea e le Nereidi di Poseidone" è una fiaba ricca di avventura e mitologia che ha per soggetto il popolo del mare e tanta, tanta magia!

lunedì 6 luglio 2015

Recensione in Anteprima: Un passo alla volta di Elena Munaretto

Buon lunedì lettori! Oggi, come promesso, vi lascio la mia recensione in anteprima al romanzo di Elena Munaretto, Un passo alla volta, di cui già vi ho parlato nel precedente post. Quindi bando alle chiacchiere e leggete la mia opinione. 

Non dimenticate di lasciare un commento se vi va!  



Titolo: Un passo alla volta
Autore: Elena Munaretto
Editore: Selfpublishing
Pagine: 235
Genere: Romance
Prezzo: € -
Ebook: € 0,99
Uscita: 6 Luglio 2015

Trama

Può l’incontro con una persona cambiare totalmente il corso della nostra vita e offrirci una seconda possibilità per essere felici?  Beth vive intrappolata in un mondo di manie e di regole che le permettono di sopravvivere ai ricordi e agli incubi di un passato che l’ha sconvolta e segnata profondamente, fino all’incontro casuale con Lucas. Il ragazzo è un universo sfocato di luci e ombre che stimolano però in Beth la voglia di essere una persona diversa, di scoprirlo e riscoprirsi, perché capiranno presto che restare insieme è difficile ma vivere separati è impossibile. Prendere in mano la propria vita per potersi innamorare sembra lo scopo di entrambi fino a quando il passato non torna a bussare alla porta. “ So solo che a volte, i ricordi, fanno mancare l’aria.”


Mi chiamo Elena Munaretto, ho 42 anni e una grande, grandissima passione per i libri. Prediligo i romanzi, rosa o erotici ma ho letto un pò di tutto, nella mia libreria c'è spazio per vari generi. Ho un diploma di scuola superiore. Lavoro in proprio, gestisco assieme a mio marito una ditta di rappresentanze e faccio la mamma. I miei figli, anche se grandicelli ( 17 anni il maschio e 13 anni la femmina) mi assorbono in pieno! La voglia di scrivere credo di averla sempre avuta, ma solo ora ho trovato tempo e ispirazione. L'Amore oltre è venuto dal cuore perchè, anche se velatamente, c'è dentro un pò di me. Il fratello di cui parlo è il mio. L’ultimo mio lavoro pubblicato è Un passo alla volta.


Quando l’autrice mi ha chiesto di leggere in anteprima Un passo alla volta, già conoscevo il suo stile e la sua capacità di raccontare con semplicità ed immediatezza i sentimenti e soprattutto le difficoltà umane sia della vita sia per quanto riguarda i rapporti d’amore. Ma con trasporto e convinzione, questa volta devo dire, che Elena Munaretto mi ha totalmente conquistato, superando per espressività e consistenza il suo primo lavoro, L'amore oltre.

Un passo alla volta racconta la storia di Elizabeth, che impariamo a conoscere attraverso il suo legame molto forte con la famiglia e soprattutto con la fidata amica di sempre che ha il suo stesso nome, ma che amichevolmente chiameremo Bebe. Elizabeth la considera la sua “persona” ossia colei che più di chiunque altro la comprende, la sostiene e l’accompagna lungo un percorso di vita pieno di ostacoli e di cadute, alcune anche molto tragiche. Sì perché Beth, diminutivo di Elizabeth, è una donna dal passato drammatico che, annaspando nel buio di un’esistenza incapace di donarle pace e tranquillità, cerca in tutti i modi di fuggire dalle sue piccole ossessioni quotidiane, figlie dirette della paura e del panico, deplorevoli conseguenze di un episodio violento e terribile che l’ha segnata fin da bambina.

Beth non è una donna facile. Non è socievole, non è estroversa, non è solare, non ama parlare, non ama fare baldoria, è l’esatto opposto del vulcano in eruzione della sua amica Bebe, bellissima bionda, controllata e sicura, dal carattere talmente forte da valere per entrambe. Ma non basta lei e la sua presenza costante a salvare Beth dal baratro quotidiano in cui, in modo cadenzato e lento, si sente continuamente sprofondare. Una violenza sessuale subita da parte di più ragazzi l’hanno resa la donna che è oggi: fragile, tristemente insicura, inavvicinabile, scontrosa e taciturna al punto da fare rabbia. Magra fino all’osso, vittima di anni di medicine, medici, cliniche psichiatriche al fine di evitarle nuovamente il suicidio, perché da certe scene non si scappa; non si scappa dalla impietosa memoria che ti assale e ti perseguita quando meno te lo aspetti e ti scortica l’anima fino a quando di te non resta nulla.

Purtroppo Beth ha bisogno di costanti punti fermi, di regole, di appigli con cui condizionare la sua vita, limitarla, classificare gesti e parole, riconducendoli continuamente a categorie prestabilite ed estremamente logiche perché soltanto così si sente padrona di sé stessa e non avverte costantemente la ragione sfuggirle. Il panico è il suo peggior nemico, è vittima di attacchi che le creano nausea, la portano a vomitare e a sentirsi male non appena qualche evento o situazione la costringe a subire forti eccessi di ansia. Dunque, soltanto tenendo tutto sotto controllo è convinta di salvarsi, almeno tentando di proteggere quel poco di vita normale che le rimane. Proprio per questo accetta di lavorare presso un circolo di tennis dove in passato ha giocato in prima persona come atleta, prima di ritirarsi, grazie all’intervento del padre che come la madre, sono estremamente apprensivi e protettivi nei confronti di quella figlia che vedono sempre più debole e perduta.

“Il ricatto che suo padre aveva messo in atto per portarla lì quel giorno era quanto di più abietto potesse essere. Il vecchio aveva colpito duro, forse convinto, come tutti del resto, che era ora di affrontare “la situazione”. Lui aveva deciso che lei sarebbe stata in grado di farlo. Lui aveva deciso che ne avrebbe avuto la forza. Lui aveva deciso che le avrebbe fatto bene. Quand’è, si chiedeva, che la gente avrebbe smesso di decidere cos’era bene o male per lei? Quand’è che le persone l’avrebbero ritenuta in grado di decidere in modo autonomo della sua vita?”

Ed è così che la incontriamo mentre si muove di fretta verso il suo nuovo incarico che cerca di affrontare nel modo più tranquillo possibile senza minimamente aspettarsi l’arrivo di un uomo che sconvolgerà totalmente tutti i suoi piani. Lucas, anche lui con un passato da tennista, che sconvolgerà la sua esistenza partendo dalle basi, dalla più comune e semplice delle amicizie, perché per avvicinarsi ad una donna come Beth, ferita e delusa, impaurita e nascosta, è necessario prima di tutto prendersi cura di lei, affiancarla, sorreggerla, farle intravedere il modo per fidarsi di chi la circonda, senza spaventarla o turbarla.

Elena Munaretto riesce con semplicità a spiegare le avversioni psicologiche dei suoi personaggi. Con pennellate sicure ma altresì delicate, ci racconta caratteri molto diversi ma tutti equamente rappresentati in una storia dove tutto gira intorno all’amore: quello genitoriale, quello amicale e quello tra due persone che si amano senza neanche conoscersi. Perché è questo quello che accade a Beth e Lucas già dal loro primo incontro.

“La ragazza tentò di riprendere un po’ di contegno, ma quando lui, passandole la penna, sfiorò le sue dita, sentì una scarica elettrica terribile. Forse se ne accorse anche lui, forse era solo una sua impressione, forse la sua vicinanza la stava innervosendo a tal punto da immaginarsi tutto ma anche lui sembrava colpito da quello che stava accadendo.”

Scariche elettriche, un’intensa ed avvolgente attrazione tipicamente carnale li avvicina l’uno verso l’altra senza dargli possibilità di capire, di razionalizzare, di dare un senso al loro inaspettato incontro. E’ la passione che scoppia  tra due anime graffiate dalla vita, un uomo e una donna difficili, con complicanze a ingarbugliargli l’esistenza, che nonostante i loro timori e preoccupazioni, iniziano a conoscersi, lasciandosi trasportare dai desideri delle loro pelli e dalle voglie dei loro sguardi. 
Beth non si è mai sentita con nessuno in quel modo, così presa e perdutamente sconvolta dalla presenza di Lucas, che ha un fisico mozzafiato e un carattere dolce ed autoritario allo stesso tempo tanto da spazientirla ma conquistandola senza alcun indugio. Lucas è un uomo sicuro, con un passato oscuro alle spalle che tenta di nascondere in tutti i modi e soprattutto con un segreto che metterà seriamente in bilico quello che lentamente e faticosamente sta costruendo con Beth.

L’autrice esprime un profondo rispetto e considerazione per i suoi personaggi e per la scelta, che ogni volta compie, di raccontare mai storie banali, sempre estremamente intelligenti e inserite in un contesto definito dove sono le falle mentali, i dolori dovuti alle esperienze drastiche della vita a trasformare i caratteri delle persone e a rendere inevitabilmente interessanti i percorsi che decide di narrare. 

La Munaretto conosce passo dopo passo ciò che descrive, quelle paure, quelle intensità perdute di cieli ammantati di stelle che hanno il sapore di una libertà che non  esiste ma che ha bisogno di essere trovata o forse addirittura creata per i suoi personaggi. Conosco un po’ Elena e so che ogni sua creatura conserva qualcosa di lei.  Un tratto forse, un semplice gesto, o ancora una frase, persino un sorriso di Beth, di Bebe o di Lucas o di chissà chi altro parlano di lei, dell’autrice che non si nasconde ma emerge con devozione e purezza da ogni frammento di pagina per regalarci una storia che emoziona.

L’inizio tra Beth e Lucas non è idilliaco. Lui interpreta molto male alcuni comportamenti ed atteggiamenti della donna mentre lei coglie immediatamente, oltre che la sua evidente bellezza, anche un sostenuto tono di superiorità che non aiuta nessuno dei due a capirsi. Ma c’è qualcosa che il destino decide ancora prima di noi, ed è l’amore, il rispetto, la passione. L’autrice costruisce strade, muri e case di sensazioni ed emozioni traboccanti di vita ma anche di paura di quella stessa vitalità che spesso può sfociare in una terribile ferita. Ma nonostante gli orrori dell’esistenza, le violenze, i soprusi, le cattiverie, cosa sarebbe la vita senza la forza di rialzarsi dal baratro della solitudine e della tristezza? Ci deve essere per forza qualcuno che con il suo bagaglio di complicanze, di problemi e di infelicità, non ci può guardare come gli altri, non può sfiorarci e andare avanti, non può fare finta di nulla se noi siamo lì davanti. 

Lucas e Beth si appartengono oltre le paure, le ossessioni, i segreti e i dolori, soffriranno insieme molto meno di quanto potrebbero soffrire da lontano. Questo è quello che l’autrice esprime con tutta sé stessa, scegliendo come melodia dondolante un'atmosfera estiva e fiabesca capace anche di trasformarsi in temibile e puntigliosa realtà quando sono in ballo non solo frivole e tempestose attrazioni da quattro soldi, ma quando c’è l’amore annidato nel cuore. 
I suoi personaggi si chiedono quanto valga fare una follia, sradicare ogni certezza, strappare il velo dell’apparenza e della comune sopravvivenza sociale per scappare superando il filo logico della convivenza e scoprire nuove facce, nuovi attimi da condividere con chi di quel delirio emozionale è parte fondamentale.

Lucas e Beth giocano all’ombra della razionalità spingendosi oltre, toccandosi con la mente e con la pelle, sfidando ogni possibile recinzione, per provare a volare. A toccare quel cielo limpido e sacro che porta inciso il rumore del pianto ma anche la dolcezza di un bacio.

“Lui ne prese una ciocca e se la arrotolò sul dito, portandola al naso, per sentirne l’odore.
<Perché l’hai fatto? > chiese lei, senza fiato.
<Perché voglio mettere un po’ di  caos nel tuo mondo fatto di ordine, regole e noia. Voglio spostare le tue matite in ufficio, voglio spettinare i tuoi capelli, voglio toglierti le scarpe e farti camminare scalza nell’erba. Voglio che tu ti rilassi e mi dia modo di avvicinarmi.>”

Ho amato il titolo sin dall’inizio perché delicato, leggero nonostante la storia sia intricata e complicata. Ho subito avuto l’impressione, leggendo, di qualcuno che per raccontare questa storia, non volesse imporsi, o affrancarsi il benemerito di qualcosa, ma volesse semplicemente esserci nel modo più naturale possibile, sincero.
Onestà è ciò che mi viene in mente nel riconoscere i limiti di un racconto che forse non ne ha nessuno, perché non si esalta da solo, non si mette in mostra né si autoelogia, esattamente come chi lo ha scritto, ma si avvicina dolcemente a voi, lettori, per essere guardato, quasi volesse dirvi qualcosa, sussurrandolo, senza essere eccessivamente urlante o fastidioso.
Quasi timoroso, al contrario di tutti quei romanzi eclatanti e sputtanati che bisticciano tra loro nelle turbolente vetrine di Amazon, questo no, questo resterà in silenzio e forse sarà proprio questa la chiave per notarlo. C’è una differenza tra chi si pubblicizza tanto e chi non lo fa. Tra chi si affatica tanto per essere dappertutto e chi si affida semplicemente a sé stesso per essere ascoltato. A voi l’arduo compito di comprenderla, perché, diciamocela tutta, mica ci vuole tanto per capirlo. Un aiutino? Comprate questo libro e la differenza sarà lampante.

Leggendo, ho assaporato più di una sensazione ma sempre in modo corretto, rispettoso e mai brutale. Tenue e morbido come lo stile dell’autrice che non risulta mai eccessivo o cangiante, allineandosi perfettamente alla scorrevolezza di una vicenda che riesci a sentire un po’ tua, qualunque sia il tuo cammino e ovunque ti condurrà la tua strada. Se vuoi fermarti, puoi farlo qui, tra le pagine di Un passo alla volta, che non ti chiede di correre né di saltare. Semplicemente leggi… e non scappare.


giovedì 29 gennaio 2015

Capture di Stefania Sabadini Recensione

Buon pomeriggio! La recensione al romanzo Fantasy di Stefania Sabadini, intitolato Capture, è la lettura che vi propongo oggi. Una storia piena di incantesimi e di magia, che narra le vicende di Liz e Mark, accompagnandole con molti altri personaggi, tra sovrani, sacerdotesse, streghe e soldati. Un fantasy che mi è davvero piaciuto molto e che ho apprezzato sotto molti punti di vista.


Leggete e scoprirete molto di più!



Titolo: Capture
Autore: Stefania Sabadini
Editore: Youcanprint
Pubblicazione: 2013
Genere: Fantasy
Pagine: 288
Prezzo: 14,02 Cartaceo - 2,99 Ebook
Link acquisto: Qui



Trama 

Un ciondolo a forma di stella sarà la chiave attraverso la quale la vita di Liz sarà catapultata in una dimensione parallela e del tutto sconosciuta. Un mondo separato dal suo da un sottile ma potente velo di magia. In questo luogo di cui pochi ne conoscono l’esistenza, Liz, o meglio Sarah, come viene riconosciuta, sarà creduta una strega priva di scrupoli e malvagia, capace di aver tradito e ucciso Mark, il suo splendido e tenebroso amante, con cui avrà presto scontri. Ma proprio quando riusciranno a chiarire il loro passato, dovranno fare i conti con una scia di odio e rancore lunga secoli. Fino a scoprire che se il passato ti insegue, solo l’amore ti può salvare. Streghe, sacerdotesse, antiche profezie e regni misteriosi costituiranno la nuova realtà della giovane protagonista. Tra passato e presente, veri e falsi tradimenti, avventure e pericoli, Sarah ritroverà se stessa e la sua vera natura. Vivace ed incalzante, un fantasy ricco di sorprese, di magia e sentimento. 


Biografia

Stefania Sabadini è nata nel 1976 a Lecco, dove vive tuttora. Divide il suo tempo tra il lavoro part-time nell’Ufficio Tecnico di una Pubblica Amministrazione, gli studi per laurearsi in Psicologia, la lettura e la scrittura. Quest’ultimo suo hobby si è trasformato in qualcosa di più di un semplice passatempo, e ha dato vita alla pubblicazione di una saga fantasy di cui i primi due libri, Capture ed Escape, sono già stati pubblicati da Youcanprint nel 2013, e presto sarà disponibile Passion, il quarto episodio della serie.



Capture è un romanzo fantasy capace di infonderti una sorta di pace, nonostante la storia sia ampiamente ingarbugliata e piena di accadimenti turbolenti e malefici. Ci ritroviamo subito in un contesto magico, il quale già di per sé, conserva, almeno ai miei occhi, un fascino tutto suo, evidenziato anche dalla bravura dell’autrice nell’usare un linguaggio consono alla materia che ha deciso di narrare, rendendo la lettura un’eccitante incursione in un meraviglioso mondo dell’oltre fantastico. 

Liz si ritrova, durante una banale festa di paese, catapultata, attraverso uno specchio magico, all’interno di un altro mondo, chiamato regno di Argantel. A spiegarle i motivi di quel viaggio improvviso e straordinario sono la fredda e cinica Arabelle, fautrice della magia che le ha permesso di entrare in quel mondo fantastico e due giovani uomini, appartenenti all’esercito del sovrano Argantel, Chris e Mark. Il luogo in cui Liz giunge, è abbandonato, pieno di rovine, di palazzi distrutti, costituito da porte e da archi che si tramutano in passaggi soprannaturali che danno accesso ad altre dimensioni. 
Liz è una normalissima ragazza di vent’anni, innamorata dei libri che non immagina neanche lontanamente quanto il suo passato sia legato alla magia. Arabelle e i suoi amici le mostreranno cosa si cela nei secoli dei secoli della sua storia e quale indissolubile legame la lega inesorabilmente a quel giovane freddo e distaccato, di nome Mark. Proprio colui che inizialmente le ha mostrato solo rabbia ed odio senza che lei riuscisse a comprenderne il motivo. 

“Seppur fosse la prima volta che lo vedeva, quegli occhi estranei e gelidi le trasmisero un senso di incomprensibile familiarità. Era come se non li vedesse per la prima volta e il suo corpo reagì in modo del tutto inaspettato. Fu pervasa e scossa da brividi, un senso di disagio ma di calore al tempo stesso. Era certa che in quegli occhi ci si sarebbe potuta perdere in eterno.” 

Ciò di cui Liz viene immediatamente a conoscenza è che tutti, compresa lei, hanno una vita passata, dove sono stati qualcun altro. Mark è convinto che lei l’abbia tradito, proprio secoli addietro, quando il suo nome era Sarah, ed era perseguitata per essere creduta una strega, denunciandolo alla Santa Inquisizione, dopo avergli promesso eterno amore. Fortunatamente il giovane capirà che non fu lei a tradirlo bensì quello che considerava un amico, ossia Lenny, proprio colui che li tradirà ancora una volta. 

La narrazione si muove su due piani paralleli: il presente che vede Liz desiderosa di fuggire da quel luogo incantato che però la spaventa a morte e il passato, nel quale assistiamo al racconto della conoscenza e della nascita del legame tra lei e Mark. Più Liz rimane in quello strano luogo, più dimentica la vita che ha appena lasciato. La donna non vuole ammettere di essere stata quella Sarah di cui tutti parlano, soprattutto perché a quel tempo veniva considerata una delle streghe più terribili e malefiche, capaci di tradire anche l’uomo che l’amava. 

Mistero e amore, magia e maledizione, fiaba ed incubo. Sono questi gli ingredienti che subito s’impongono agli occhi e al cuore di chi legge, imprigionandoli in una morsa delicata di apprensione e curiosità. 

Al regno di Argantel si oppone quello di Renea, villaggio esclusivamente popolato da streghe. La più potente è Morgana, con la quale Liz allaccerà un rapporto di fiducia e rispetto in virtù di una inequivocabile conoscenza passata. La caratterizzazione dei personaggi è perfetta. Liz/Sarah è molto dolce, giustamente spaventata, intimorita dall’assurdità della situazione, sconvolta dalla rivelazione di essere la diretta discendente di Alys, la strega più potente di tutti i tempi e di essere lì per permettere alla Profezia di avverarsi. 

Il rapporto con Mark costituisce uno dei filoni più importanti della storia. Anche se Liz non vuole ricordare, lentamente la memoria riaffiora e ancor prima che tutto le possa essere davvero chiaro, il suo cuore ed il suo corpo non sanno mentirle a tal punto che le suggeriscono, in quel silenzio forzato fatto di paura e di sconcerto, quanto Mark rappresenti per lei quell’amore che ti scalda la pelle e l’anima. 
Morgana è sapientemente descritta come colei di cui fidarsi e che vuole sinceramente aiutarla, non si può dire lo stesso degli altri personaggi, a parte Mark e Chris, perché sono tutti abilmente inseriti in un contesto estremamente enigmatico e poco chiaro. 

Un sogno, una fiaba dal sapore della malinconia è la storia di Liz e Mark sullo sfondo di uno scontro imminente tra forze umane e magiche, nel quale non dovranno più salvare soltanto la purezza e l’eternità dei loro sentimenti, ma qualcosa di ancora più importante: la vita. 


“Era esattamente come se la ricordava, si ritrovò a pensare Mark. Era la sua Sarah nella sua genuinità, che non aveva timore di rivelargli i suoi sentimenti, facendogli crollare ogni barriera, rendendolo vulnerabile come nessuno mai era riuscito a fare.” 

Tra streghe, sacerdotesse, sovrani e pugnali avvelenati, collane sacre e profezie millenarie, la vecchia Lis lascerà il posto a Sarah, la vera protagonista. La stessa che amano e odiano, che rifiutano e acclamano, colei che è l’unica discendente di Alys. Ma c’è qualcuno che vuole ucciderla e in un turbine di accadimenti misteriosi ed inspiegabili, anche i segreti più reconditi verranno alla luce. L’autrice crea una storia in cui è sempre più difficile capire quale sia la strada verso la salvezza. Capture è solo il primo di una saga che è composta da altri due volumi, Escape e Biwitched, attualmente pubblicati. 

E’ una storia che dolcemente e caparbiamente ti prende. Leggevo senza accorgermi che le pagine scivolavano via, completamente catturata da questo mondo e dalla storia terribile e romantica di Liz e il suo Mark. Lei è fragile e vulnerabile, cova ancora dentro di sé il desiderio di scappare ma qualcosa o meglio qualcuno la lega inesorabilmente a quei luoghi che hanno bisogno di lei. I personaggi sono caldi e vicini, spontaneamente ti ritrovi a prendere le loro parti e il mondo narrato è oltremodo fiabesco ma non di quelle fiabe stupide e fine a sé stesse. E’ una storia in grado di farti sentire parte di quella realtà seppure sia terribilmente lontana. 

L’autrice è brava a stuzzicare l’immaginazione, a donargli ciò di cui necessita, per aprirsi, per fidarsi di quei luoghi incantati e decidere di farne parte. Non è un romanzo che ti lascia indifferente per tanti motivi. Si percepisce attraverso ciascuna parola che Stefania Sabadini ama ciò che sta raccontando, e lo ama profondamente e assolutamente a tal punto da farlo amare anche a noi. Perché chi ha il cuore di creare un mondo immaginario come questo, nel quale oltre ad esserci, come conviene, magie ed incantesimi, guerre e maledizioni e soprattutto l’amore che diventa il motore, il calore che scalda i ricordi e le azioni, rendendolo un sogno incantato non privo delle sue insidie e pericolosità, dimostra di possedere un’anima pura che ama la vita, perché la sua volontà è quella di trasfigurarla nella sua forma migliore: la fiaba. 

Stefania Sabadini crea un mondo nel quale io ci sono stata e sono tornata per raccontarvelo. Un mondo fatto di antichità e leggende, di miti e streghe, di regni e guerre, un mondo nel quale l’incubo e la malvagità non mancano ma è il coraggio e l’amore a muovere il cuore delle persone. 

Ho sempre pensato di non essere capace di scrivere un fantasy così vicino alla fiaba e alla bellezza della meraviglia. Ho sempre creduto che per scrivere mondi nei quali si legge la dolcezza e la premura alla base di ogni scelta narrativa, la delicatezza dei personaggi e la cura delle scene, fosse necessaria una visione del mondo che io non posseggo. 
Una visione aperta verso l’esistenza, un amore nei confronti della vita che ti fa scegliere di celebrare la tua riconoscenza per essere qui su questa terra, raccontando una storia che ha il sapore della melodia, dell’eleganza, della purezza. 

Capture è un romanzo puro, raffinato, dai colori tenui, non ti spara mai addosso scene tragiche, non è stravagante. E’ un romanzo sottile, morbido, leggero, affinato. Ho amato il modo in cui tutto è sospeso, estasiato ed estasiante, come se leggendo fossi stata io stessa catturata da quell’incantesimo. Che sia anche questa magia? 

Ma Capture non è solo questo, Capture è anche carne e sangue. Travolgente il modo in cui l’autrice descrive il legame tra Liz e Mark. Un rapporto sofferto, rimpianto, desiderato, agognato che non li lascia respirare. Intenso ed emotivamente struggente. Un amore al di fuori di ogni possibilità di rinuncia, istintivo, caparbio. 

Liz sente i brividi percorrerle l’intero corpo se Mark la sfiora e da quando inizia a ricordare chiaramente i momenti passati vissuti insieme, non riesce più a controllare il proprio desiderio, il desiderio che Mark sia di nuovo e finalmente suo. Mark la ama e la desidera al di sopra di qualsiasi forma di ragione. Le sue emozioni sono rese palpabili dalla profondità delle descrizioni narrative che riescono a toccarti dentro. 

L’autrice rende di carne ed ossa le passioni, le paure e qualsivoglia sentimento e mentre li racconta con dolcezza e cura, sembra quasi che riempia il vuoto, un vuoto fatto di secoli e di dimenticanza. 
Perché non ha timore di avere a che fare con la più potente delle magie, quella capace di controllare il tempo e lo spazio e che ha un solo ed unico nome: Eternità. 

Il calore trabocca da ogni parola mentre Mark e Liz si riavvicinano superando ogni singola paura di quella infausta lontananza. Sono stati separati dall’odio, dall’invidia, dal tradimento, dalla morte. 

Eppure tra le mille vite che ciascuno di noi vive, esiste un tempo ed un luogo nel quale, per forza, due anime che si appartengono, nel regno dei cieli fino alle più profonde viscere della terra, devono incontrarsi, toccarsi, scaldarsi. Ancora una volta. 


“Quante volte le aveva detto di fidarsi di lui… e lui non l’aveva mai tradita, era sempre tornato da lei, l’aveva sempre rassicurata, stringendola tra le sue braccia…”