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giovedì 30 aprile 2026

Recesione: MURA MURA di Tommaso Scotti

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Longanesi, oggi vi parlo di Mura Mura di Tommaso Scotti.

mura mura

di Tommaso Scotti
Editore: Longanesi
Pagine: 224
GENERE: Narrativa
Prezzo: 9,99€ - 18,60
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Tutto ha inizio con un regalo insolito: un coupon che apre le porte di Kabukichō, il celebre quartiere «proibito» di Tokyo, anche negli ambienti solitamente preclusi agli stranieri. È così che l’autore si trova trascinato in un viaggio di una notte attraverso la Tokyo del piacere: eleganti hostess club e locali dalle stranianti atmosfere feticiste, fino ad arrivare al massimo della trasgressione di soapland e pink salon, questa avventura è in realtà la scoperta di una cultura di erotismo e sessualità (e non solo) sorprendentemente diversa da quella occidentale. Ogni locale possiede codici, rituali e dinamiche proprie. Ogni spazio è una piccola scenografia, ogni incontro è un delicato equilibrio tra desiderio, cortesia e cultura e ogni esperienza racconta qualcosa di via via più profondo sulla complessità dell’immaginario erotico giapponese. Nell’accompagnarci in questo viaggio, Tommaso Scotti offre uno sguardo ad ampio spettro, che racconta la società e la cultura nipponica attraverso approfondimenti storici e testimonianze dirette. Quel primo sopralluogo a Kabukichō infatti lo ha portato a condurre diverse interviste dando voce alle persone che lavorano in quel settore e alle loro ragioni. È il punto di partenza di un’indagine sociologica sulla cultura del desiderio attraverso la quale si scopre come il sesso, in un paese dove il matrimonio spesso è consensualmente sexless, possa diventare una forma di equilibrio sociale più che di trasgressione. Mura Mura esplora con rispetto e curiosità un lato nascosto del Giappone contemporaneo, smontandone cliché e stereotipi e offrendo a lettrici e lettori una chiave originale e profondamente efficace per comprendere un’intera civiltà.

mercoledì 2 dicembre 2020

Recensione: QUELLA VITA CHE CI MANCA di Valentina D'Urbano

Buongiorno! Con molto entusiasmo ho letto Quella vita che ci manca di Valentina D'Urbano, convinta che avrei ritrovato lo stesso stile e la stessa intensità dei suoi romanzi precedenti. Purtroppo non è stato così e dopo un iniziale interesse, ho perso un po' il coinvolgimento.

quella vita che ci manca
di Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 331
GENERE: Romanzo
Prezzo: 3,99€ - 14,15
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2014
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L’auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l’unica cosa che gli rimane di lui: c’è anche quell’idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti di­strai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C’è Anna, che a soli trent’anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C’è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c’è Alan, il maggiore, l’uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l’amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c’è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima – ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo – e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull’amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull’unico altro amore che possa competere: quello che irrompe come il buio in una stanza piena di luce, quello tra un ragazzo e una ragazza, contro tutto e tutti. Cronaca di un successo: Gennaio 2012. Longanesi riceve il manoscritto di un romanzo che fin dalle primissime pagine si rivela straordinariamente originale e maturo. L’autrice ha 27 anni ed è alla sua opera prima. Maggio 2012. Il romanzo viene pubblicato col titolo Il rumore dei tuoi passi e la critica lo identifica ben presto come uno degli esordi migliori dell’anno: «Incipit fulminante, abilità costruttiva, scioltezza narrativa» (Ermanno Paccagnini, Corriere della Sera); «Un bel romanzo, intelligente, giovane ma non giovanilistico» (Valeria Parrella). Estate 2012. Inizia un inarrestabile passaparola. La voce si sparge tra i lettori, soprattutto fra i giovani, e il successo oltre che di critica diventa anche di pubblico. Tante lettrici e tanti lettori si affezionano a Bea e Alfredo e al loro tormentato amore, cresciuto come un fiore nel deserto della Fortezza. Primavera 2013. Esce Acquanera, il secondo romanzo di Valentina D’Urbano, e ancora una volta sorprende pubblico e critica per l’originalità e la forza dirompente della narrazione. Estate 2013. Il rumore dei tuoi passi esce in edizione tascabile Tea e in pochi mesi viene ristampato 4 volte. Nel frattempo il libro esce anche in Francia e in Germania presso importanti e prestigiosi editori. Ottobre 2014. Il quartiere occupato della Fortezza torna a essere il teatro del nuovo, attesissimo romanzo: Quella vita che ci manca.

martedì 21 luglio 2020

Recensione: ALFREDO di Valentina D'Urbano

Buongiorno! Oggi vi parlo di Alfredo, di Valentina D'Urbano, il romanzo che racconta la storia de Il rumore dei tuoi passi dal punto di vista del protagonista maschile. Ho atteso un po' per leggerlo perchè sapevo tutto quello che mi avrebbe provocato.

alfredo
di Valentina d'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 161
GENERE: Romanzo
Prezzo: 5,99€ - 10,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2015 
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟

Trama:
Alla Fortezza – il quartiere senza identità, con l’asfalto riarso dal sole e spaccato dal gelo, e di palazzi dall’intonaco ruvido e sbrecciato – tutti li chiamano «i gemelli». Perché da sempre Beatrice e Alfredo sono inseparabili, come fratelli appunto. O forse qualcosa di più? La loro storia, struggente e tragica, diventerà quasi una leggenda nel quartiere. Ma a narrarla finora è stata soltanto Bea, la metà più forte dei «gemelli», la ragazza cui bastava sentire l’odore di Alfredo sulla maglietta verde che lei stessa gli aveva regalato per sapere che lui ci sarebbe sempre stato. La giovane donna che ha lottato fino alla fine per sentire il rumore, inconfondibile, dei suoi passi. Questa invece è la storia della metà più debole dei «gemelli» e a raccontare l’arrivo alla Fortezza è Alfredo, in prima persona, con la sua voce, le sue fragilità, i suoi piccoli e grandi sogni così difficili da realizzare e così facili da infrangere. Fino all’incontro che gli cambierà la vita: quello con Beatrice.

martedì 2 giugno 2020

Recensione: IL RUMORE DEI TUOI PASSI di Valentina D'Urbano.

Buongiorno cari lettori! Oggi vi parlo di un libro che volevo leggere da molto tempo. Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano è una storia molto forte, che tocca davvero in profondità e che ti lascia con l'amaro in bocca.

il rumore dei tuoi passi
di Valentina D'Urbano

Editore: Longanesi
Pagine: 319
GENERE: Romanzo
Prezzo: 6,99 € - 10,00 
Formato: Ebook - Cartaceo
Data d'uscita: 2012
Link d'acquisto: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟

Trama:
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare. Un romanzo d'esordio intenso e bruciante. Una voce narrante che rimarrà a lungo nella mente e nel cuore dei lettori.

mercoledì 12 dicembre 2018

✎ Recensione ➱ ISOLA DI NEVE di Valentina D'Urbano

Buongiorno cari lettori. Oggi voglio parlarvi di Isola di Neve, l'ultimo romanzo di Valentina D'Urbano. Uno stile intenso e riconoscibile, una storia che parte lentamente per poi avviluppare il lettore conducendolo a un finale che lascia a bocca aperta. Amo le storie di questa autrice perchè sono sempre malinconiche, ma non per questo meno vive, spesso condite da verità e crudeltà. Così come è la vita.

ISOLA DI NEVE
di Valentina D'urbano

Editore: Longanesi 
Pagine: 516
GENERE: Romanzo
Prezzo: 19,90 € - 9,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2018
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟

Trama:
2004. A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei. Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.

mercoledì 5 ottobre 2016

Non aspettare la notte di Valentina D'Urbano Recensione

Buon mercoledì! Ringrazio la Longanesi per la copia di Non aspettare la notte di Valentina D'Urbano. E' il primo romanzo che leggo di questa autrice molto amata ma sono stata colpita subito dal titolo e dalla trama. Allora eccomi qui a parlarvi di una storia delicata ma potente con due protagonisti diversi e segnati dalla vita. Una storia arricchita da uno stile profondo e crudo che non perde mai la sua poeticità e la sua intensità.



Titolo: Non aspettare la notte
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Genere: Romanzo
Pagine: 389
Prezzo: 16,90 - eBook 9,99
Uscita:  Agosto 2016
Link acquisto 


TRAMA


Giugno 1994. Roma sta per affrontare un’altra estate di turisti e afa quando ad Angelica viene offerta una via di fuga: la grande villa in campagna di suo nonno, a Borgo Gallico. Lì potrà riposarsi dagli studi di giurisprudenza. E potrà continuare a nascondersi. Perché a soli vent’anni Angelica è segnata dalla vita non soltanto nell’animo ma anche su tutto il corpo. Dopo l’incidente d’auto in cui sua madre è morta, Angelica infatti, pur essendo bellissima, è coperta da cicatrici. Per questo indossa sempre abiti lunghi e un cappello a tesa larga. Ma nessuno può nascondersi per sempre. A scoprirla sarà Tommaso, un ragazzo di Borgo Gallico che la incrocia per caso e che non riesce più a dimenticarla. Anche se non la può vedere bene, perché per Tommaso sono sempre più i giorni neri dei momenti di luce. Ma non importa, perché Tommaso ha una Polaroid, con cui può immortalare anche le cose che sul momento non vede, così da poterle riguardare quando recupera la vista. In quelle foto, Angelica è bellissima, senza cicatrici, e Tommaso se ne innamora. E con il suo amore e la sua allegria la coinvolge, nonostante le ritrosie. Ma proprio quando sembra che sia possibile non aspettare la notte, la notte li travolge...




















Non aspettare la notte è il primo romanzo che leggo di Valentina D’Urbano, e come immaginavo, ha lasciato il segno. Si dicono tante cose belle su questa scrittrice con uno stile capace di toccare e di ammaliare con una bellezza cruda delle parole, spietata, persino vorace.

La storia di Angelica e Tommaso è una storia di persone distrutte ma non come siamo abituati a leggere ultimamente nell’anima o nella mente ma nel corpo e negli occhi.
Angelica, da bambina, ha subito un incidente a causa della madre, morta nello stesso, nel quale si è salvata per miracolo con il volto ed il corpo completamente deturpati.
Irene stringe a sé il corpo magro di quella figlia che non crescerà più, quella figlia che se ne va con lei, la bambina rannicchiata contro il sedile, le mani sugli occhi.
Angelica è una fitta rete di cicatrici, di solchi, di ombre che sembrano creare una polvere grigia in grado di intristirle il volto che ha perso la sua naturale bellezza.
Tommaso soffre di una malattia per la quale alcuni giorni diventa completamente cieco, la sua vita sprofonda nel buio più assoluto e per riuscire a vedere ciò che in quei momenti non riesce a fare, gira sempre con una Polaroid in cerca di qualcosa da fotografare e poi da riguardare quando la vista sarà di nuovo un senso utile per lui.
L’ambientazione è Borgo Gallico, un piccolo paesino dove lui vive e Angelica va in vacanza insieme al padre e alla tata Marinella.
Una villa enorme, con una piscina meravigliosa costituiscono lo sfondo silenzioso della sua venuta al mondo, in quello strano luogo che segnerà la sua rinascita.
Perché quando era riaffiorata, la bambina che aveva cresciuto non c’era più. Al suo posto, nell’involucro che aveva contenuto sua figlia, c’era un’altra persona. Straordinariamente intelligente e determinata, ma buia.
Angelica è il personaggio che mi ha colpito maggiormente. Una ragazza all’apparenza fragile, che ha paura di mostrarsi, che va in giro con un cappello per nascondere le cicatrici che ha sul viso. Una figura che non lascia indifferenti, che si porta addosso il peso di due perdite: quella della madre, che aveva problemi psicologici e quella riguardante se stessa perché sa di aver perso una parte della sua vita, una parte del suo corpo con il quale adesso deve fare i conti: un corpo straziato e che appare inadatto a quella vita sociale che fanno tutte le ragazze come lei.
Aveva bisogno di qualcosa di leggero per distrarre la testa, perché alle tre di notte Angelica si svegliava per un motivo ben preciso: le cicatrici bruciavano, come la notte in cui se le era procurate.
Tommaso è un ragazzo che piace, con i capelli neri e ricci, il sorriso aperto, il carattere gioviale e una personalità forte, talmente forte che quando andrà a sbattere contro quella schiva e chiusa di Angelica, ci sarà una vera e propria esplosione.

I due non potrebbero essere più diversi, eppure fin dal loro primo incontro si stabilisce una connessione che non si spezzerà mai più.
Una connessione di corpi e di menti, di due persone sgraziate, colpite dalla tragedia, due creature che hanno dentro di loro la luce ma soprattutto la notte.
Tommaso ce l’ha negli occhi, Angelica nell’anima.

Lo stile dell’autrice equivale ad una narrazione franca e senza sconti. Passi magnetici si alternano a verità terribili che rendono questa storia un pugno nello stomaco per la verità e per la schiettezza.
Parole morbide, piene di passione, di coraggio, di determinazione per raccontare di un legame nato per caso ma che sembra essere scritto da qualche parte, in modo indelebile.

Tommaso e Angelica sono due rifugiati, due stranieri in un mondo che non è fatto per loro. Due viaggiatori stanchi che devono ritrovare la forza l’uno nell’altro per ricominciare a vivere.
Una potenza narrativa che ti tiene inchiodata alle pagine, che ti fa fremere e tremare, che ti permette di immaginare con rispetto e premura quell’universo che ti viene voglia di salvare, di proteggere, di consolare.


I due protagonisti ti entrano dentro nella stessa misura. Ho avvertito la sensazione di affetto e di cura, come se sentissi il loro bisogno di essere accettati, di esseri inglobati nella vita “normale”.
La diversità è un tema fondamentale, un aspetto fisico discriminante, un limite che viene ampiamente superato grazie all’amore e alla comprensione.

Non aspettare la notte è un romanzo che fa rumore e allo stesso tempo appare devoto ad un malinconico silenzio, il silenzio delle persone spezzate, di quelle ferite che non sembra possano essere ricucite ed invece è proprio nelle crepe più nascoste che si celebra la vittoria della luce e della vita perché è grazie all’ombra  che esistono le vibrazioni, le tonalità, le sfumature che ci permettono più che di vedere con gli occhi e basta, di percepire, di sentire, di immaginare i misteri della vita.
Si aggrappano l’uno all’altra, si baciano come due che stanno per perdersi. E invece si sono appena trovati.
La vera bellezza non è chiara, non è scontata, non è perfetta. La vera bellezza è piegata, curvata, non è cristallizzata, è adattata a noi e al mondo. La vera bellezza è quella in cui possiamo riconoscere qualcosa di noi, lo specchio incrinato delle nostre peculiarità.

In un tempo in cui si desidera fare il lifting a tutto, ai corpi delle persone come a quelli delle cose, i protagonisti di questa storia sono luoghi dell’imperfezione, figli dell’ombra e della notte, intrisi della nostra più cruda mortalità, lontani da qualsiasi forma di vittoria eclatante e artificiale. La loro è una vittoria semplicemente umana.


Sbatti via leggermente i cunei di luce. L’ondeggiante parola la possiede il buio. (Paul Celan)