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mercoledì 20 gennaio 2021

Recensione: FIGLIA DELL'OSCURITÀ. LE TENEBRE DELL'ANIMA di Maryon Garreth

Buongiorno! Oggi vi parlo di un Fantasy molto intrigante che mi ha riportato, con piacere, all'interno di atmosfere che avevo messo un po' da parte. Figlia dell'oscurità. Le tenebre dell'anima di Maryon Garreth è una storia avvincente che conquisterà gli amanti del genere.

FIGLIA DELL'OSCURITÀ. LE TENEBRE DELL'ANIMA.
di Maryon Garreth

Editore: Selfpublishing
Pagine: 468
GENERE: Fantasy
Prezzo: 2,99€ - 9,99
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2019
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Reina è un’immortale spietata nata con un grande potere che l’ha resa preda del Signore degli Inferi, che per poterla catturare scatena un’epica battaglia distruggendo ogni cosa a lei più cara. Reina miracolosamente sopravvissuta all’attacco, ha portato avanti in silenzio la sua battaglia contro l’Inferno, ma quando in una notte di caccia ai demoni il suo destino si intreccia con quello di Sam, un angelo guerriero attraente e misterioso, la vita della donna viene stravolta. Un oscuro segreto da secoli sepolto nel passato torna a galla spazzando via ogni sua certezza. Nella lotta contro demoni e mostri che cercheranno di trascinarla all’Inferno in ogni modo, Reina e Sam proveranno a far sopravvivere il loro sentimento, che nonostante una passione ardente e sfrenata sembra ormai destinato a finire.

martedì 17 marzo 2020

Recensione: ONORA LA MADRE di Naike Ror

Buongiorno cari lettori! Oggi vi parlo di Onora la madre, Thriller e Dirty Romance scritto da Naike Ror. Un romanzo che mi è piaciuto molto, di cui, oltre ad apprezzare l'intreccio, ho apprezzato lo stile con cui è stato scritto. Questa autrice resta una garanzia per me.

onora la madre
di Naike Ror

Editore: Selfpublishing 
Pagine: 276
GENERE: Dirty Romance
Prezzo: 2,99 € - 9,68 
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2018
Link d'acquisto: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟

Trama:
Un piccolo paesino al confine del deserto, un padre e un figlio che vivono la scandita e noiosa quotidianità, l'arrivo di una misteriosa vicina di casa che scombussolerà ogni fragile equilibrio. Questo è l'incipit di "Onora la Madre" una storia Dark and Dirty dalle venature Romance. "Le mie lacrime sono salate. Non so perché, però ero convinta che più avrei pianto e più il loro sapore si sarebbe addolcito. Mi sbagliavo. Sbaglio sempre su ogni cosa. Sbaglio sempre su ogni persona. Sono triste e mi sento sola. Sono sola. Nessuno capisce quanto. Nessuno capisce che tutto quello che faccio, lo faccio per lui. Con lui potrei essere felice, con lui potrei finalmente smettere di sentirmi sola. Farò di tutto per averlo di nuovo con me. Tutto." "Onora la madre" è uno stand-alone quindi un volume conclusivo. Al suo interno sono presenti scene che potrebbero urtare la sensibilità del lettore.

martedì 10 marzo 2020

Recensione: ALWAYS YOU di Veronica Scalmazzi

Buongiorno! Oggi vi parlo di un'autrice che ho letto per la prima volta e che mi ha emozionato davvero molto. Parlo di Veronica Scalmazzi e del suo Always You, romanzo pubblicato in selfpublishing che mi ha regalato tante emozioni positive.

always you
di Veronica Scalmazzi

Editore: Selfpublishing
Pagine: 278
GENERE: Contemporary Romance
Prezzo: 2,99 
Formato: eBook
Data d'uscita: 2019
Link d'acquisto: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟

Trama:
C'era una volta, in una piccola cittadina bagnata dal mare, una Principessa dai lunghi capelli rossi e con due occhioni verdi come l'acqua marina. La Principessa viveva felice nella sua dimora, circondata dall'affetto di mamma e papà, e del suo amato Principe. L'eroe del suo cuore. Insieme si erano fatti una promessa sancita con il dono di un ciondolo inciso a mano dal Principe stesso. Always. Una parola di sei lettere. Un legame destinato a non spezzarsi mai. Ma la vita non sempre è una fiaba con il lieto fine, spesso può trasformarsi nel più crudele dei destini. Un destino capace di strapparti via il cuore dal petto e ridurti l'anima a brandelli, togliendoti tutto. Non vivi più. Non esisti più. L'unica cosa che puoi fare è sopravvivere, ma senza respirare davvero. Una Principessa e il suo Principe. Madison e Jamie. Due anime perse e in continua lotta contro se stesse. Perché lei ama lui, e lui ama lei. Ma senza poterlo fare. Perché loro sono fratelli. Perché il loro amore è un segreto proibito.

domenica 24 settembre 2017

❀ L'amica intervista: Tom Avito, autore di Destino inatteso

Buona domenica! Oggi nella nostra rubrica dedicata alle interviste, conosciamo Tom Avito, autore di Destino inatteso, un libro molto interessante che parla di spionaggio e che è incredibilmente attuale. Conosciamolo meglio attraverso le sue risposte!


INTERVISTA

TOM AVITO

Salve Tom, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuto!

Grazie a voi per avermi concesso quest’opportunità. E’ un piacere.


1 - Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato seriamente a farlo?

E’ passata una decina d’anni dal mio primo racconto breve. Un giorno decisi di dare quelle poche pagine ad alcune persone per riceverne un parere. Quando un’amica mi confidò che leggendole si era emozionata tanto, arrivando alle lacrime, capii che potevo trasmettere qualcosa d'importante: emozioni! Cos’è la vita se non una sequenza continua di emozioni? Cosa sono le emozioni se non la forza propulsiva delle nostre azioni? Ecco perché scrivo.

2 - Cosa rappresenta per te questo romanzo? Perché hai scelto il genere dello spionaggio?

E’ la mia opera prima quindi un traguardo importante, “La prova del fuoco!”. Un’esperienza fondamentale, dalla quale aspettavo riscontri che mi permettessero di capire se potessi ambire a scrivere ancora, o se fosse meglio desistere. Dai ritorni avuti da parte di lettori non direttamente legati alle mie amicizie o parentele, quindi i più disinteressati, penso di poter azzardare ancora l’uso della penna.
Azione e spy-story hanno la capacità di catapultarmi in un’altra dimensione come nessun altro genere letterario. Hanno la caratteristica di trasportarmi in modo appassionato, regalandomi la giusta leggerezza mentale necessaria nell’approccio alla lettura. Mi risultano in definitiva accattivanti, trasmettendomi le giuste emozioni. Rimango affascinato alcune volte dall’intreccio delle trame ideate dai maestri del genere. 

lunedì 11 settembre 2017

☆ Booktrailer ☆ di Sei il confine della mia pelle di Antonietta Mirra




Buon pomeriggio cari lettori! È on line Sei il confine della mia pelle, il mio secondo romanzo! Una storia molto passionale ma anche dolorosa e piena di emozioni. Spero di riuscire a trasmetterle a chiunque deciderà di leggermi!

Intanto vi lascio con il Booktrailer del romanzo, fatto da me! Dategli un'occhiata ed entrerete subito nell'atmosfera misteriosa ed avvolgente del libro! 



giovedì 6 aprile 2017

L'ultimo orgasmo di Eloise di Filippo Maria Negroni Recensione

Buonasera cari lettori! Un romanzo che affronta il tema del sesso attraverso un percorso psicologico e mentale che fa riflettere sui rapporti al giorno d'oggi e su quanto possa essere rischioso legarsi a qualcuno è quello di cui vi parlo. Una storia che non le manda a dire, da leggere senza paletti mentali.

L'ultimo orgasmo di eloise
di Filippo Maria Negroni

Editore: Selpublishing
Pagine: 212
GENERE: Erotico
Prezzo: 4,49 
Formato: eBook
Data d'uscita: 7 Novembre 2016
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Un recente evento traumatico costringe Eloisa, una ragazza all'apparenza acqua e sapone, a raccontare il suo morboso rapporto d’amicizia con Camilla, la nuova compagna di classe. La nostra giovane protagonista comprenderà a suo spese quanto può essere pericoloso innamorarsi di una ninfomane incline al comando, cedendo a sua volta al potente richiamo dei propri istinti primordiali. Istinti che fino a quel momento era riuscita a soffocare. Note dell’autore: questo libro contiene scene di sesso esplicito e linguaggio promiscuo, se ne consiglia la lettura ad un pubblico adulto.

lunedì 13 marzo 2017

L'amore diverso di Fleur Du Mar Recensione

Buongiorno cari lettori! Come avevo promesso a me stessa, ho continuato a leggere i romanzi di Fleur Du Mar, un'autrice che ho scoperto da poco e che mi ha davvero conquistato. L'amore diverso è una storia passionale ma anche molto concreta, che rapisce e ammalia con due protagonisti al di sopra delle righe.

L'amore diverso
di Fleur Du Mar

Editore: Selfpublishing
Pagine: 261
GENERE: Romanzo
Prezzo: 10,40 € - 2,99 
Formato: Cartaceo - eBook
Data d'uscita: 2016
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Edward Huffington, barone di Hallwick è un avvocato di nobili origini, egocentrico e annoiato da una vita che gli ha offerto tutto ciò che potrebbe desiderare, senza dargli realmente nulla. È attratto sia dagli uomini che dalle donne, traendo piacere nel guardare gli amplessi dei suoi amanti. Virginie Baynes è una ragazza insolita e disinibita. Adottata da una ricca nobildonna all’età di sedici anni, alla morte di quest’ultima si vede annullare l’adozione. Forte e caparbia, disillusa e curiosa, attrae Edward per la sua bellezza singolare e l’intrigante sensualità. L’incontro tra i due è sconvolgente. Virginie, affascinata dalle pratiche erotiche cui viene introdotta, scopre una nuova dimensione della sessualità. L’uomo, d’altro canto, si sente per la prima volta profondamente attratto da qualcuno anche a livello emotivo. Incapace di gestire quei nuovi sentimenti, s’illude di mantenere un certo controllo provando a condividere Virginie con i suoi amanti abituali. La donna però lo sorprende, ribaltando i ruoli e rendendolo dipendente e geloso. Inizia così un gioco di prevaricazione e potere, ma è davvero solo un gioco?

lunedì 18 luglio 2016

Il mio matador di Lina Giudetti Recensione

Buonasera cari lettori. Torno a parlarvi di Lina Giudetti con il sequel de Il mio angelo. Questa volta ci trasferiamo in Spagna e la protagonista, Aura, conoscerà l'ambiente caloroso e l'atmosfera piena di passione e di emozioni di Valencia, alle prese con un personaggio molto attraente e altrettanto irriverente: un vero matador! Eccovi cosa penso de Il mio matador!



Titolo: Il mio matador
Autore: Lina Giudetti
Editore: Selfpublishing
Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 377
Prezzo: 2,99 eBook
Uscita:  Giugno 2016
Dopo aver ritrovato l'affetto del padre, Aura comincia a diventare una ragazza più forte e soprattutto riesce a sconfiggere la bulimia. Sente tuttavia il bisogno di diventare anche indipendente e un giorno decide di trasferirsi in Spagna, a Valencia, dove viene assunta a lavorare come receptionist in un albergo. A causa della delusione d'amore ricevuta dal suo "Angelo" è ancora diffidente nei confronti degli uomini e pensa che rimanere single sia la cosa migliore finché il suo percorso di vita non incrocia quello di Ricardo de la Vega, un famoso matador che inizialmente le sembra tutto l'opposto di quello che le piace in un uomo poiché lo ritiene rozzo e sboccato per quanto irrimediabilmente sexy, bellissimo e perfino divertente oltre che una continua scoperta e sorpresa… vengono entrambi coinvolti in una girandola di emozioni finché Angelo non si ripresenta nella vita di lei… Un romanzo che sullo sfondo di antiche tradizioni spagnole e del fascino dell'arena, mescola dramma e tenerezza, malinconia e comicità, parlando di amore e di speranza.


Il mio matador è il sequel de Il mio angelo che ho letto con piacere e coinvolgimento, lasciando in sospeso, per fortuna solo per qualche giorno, la storia di Aura e dei suoi uomini. Una donna con una vita complicata e con un problema molto grave da risolvere e da affrontare: la bulimia. L’ho lasciata mentre decideva di abbandonare definitivamente quello che considerava l’uomo della sua vita, Angelo, capace solo di mentirle e di tradirla e mentre recuperava finalmente il rapporto con il padre. 

La figura paterna era stata fondamentale per conoscere il carattere di Aura e per capire le motivazioni insite delle sue fragilità e delle sue insicurezze. L’autrice descrive ampiamente bene e con disinvoltura la psicologia della protagonista, le sue scelte e quella riservatezza che diventa un muro che le impedisce di fidarsi di qualcuno.
Più forte, più sicura e libera da ogni complesso di inferiorità anche se i ragazzi della mia età continuarono a non attrarmi.
Purtroppo la delusione vissuta grazie ad Angelo non l’aiuta ed è per questo che in questo sequel, la ritroviamo a Parigi con il padre e la sua nuova compagna, Veronique. La vita di Aura si è certamente stabilizzata, soprattutto per quell’affetto paterno che per troppi anni ha creduto di aver perso e che adesso è tornato con tutto il suo calore e considerazione. Addirittura riesce a stabilire un contatto anche con Veronique, molto più giovane dell’uomo, della quale aveva sempre avuto un’impressione negativa. Inoltre, per superare il problema della bulimia e di tutte le insicurezze che l’hanno perseguitata da sempre, Aura segue una vera e propria terapia che finalmente la rende una vera donna, una donna concreta e sicura di se stessa e delle proprie capacità. Ma evidentemente Parigi le sta stretta perché la nostra protagonista decide proprio di spiccare il volo e di allontanarsi anche dal nido paterno per trovare una sua dimensione fatta di indipendenza e di libertà. Quale città migliore se non la splendida Valencia, simbolo di una Spagna colorata, intraprendente, viva ed eccezionalmente moderna?
-Un bastardo che mi aveva rovinato la vita- aveva detto? Diamine, che quello che avevo sempre pensato degli uomini fosse vero? Erano tutti uguali, dei gran bastardi.
Manda curriculum a destra e a manca fino a quando non riesce ad ottenere un lavoro come receptionist in un albergo della città. Da questo momento in poi la sua vita cambierà totalmente e attraverso una serie di incontri\scontri, di nuove amicizie e di improbabili amori, Aura metterà alla prova la sua guarigione e il suo carattere e cercherà di conquistarsi finalmente la sua meritata fetta di felicità.

Quella felicità tanto attesa che adesso non si chiama più Angelo ma Ricardo De La Vega, il più famoso torero di Spagna! Un uomo bello da morire, amato alla follia dalle donne, ma soprattutto con un carattere esplosivo e disarmante.
Si comportava come un homme fatal che avrei odiato se non fosse stato giusto per quella sua aria gioviale. Mi resi conto infatti che possedeva delle maniere spiritose che lo salvavano dal farlo apparire arrogante.
Il rapporto iniziale tra i due è di odio e amore, almeno da parte di Aura. La donna percepisce l’intenso fascino dell’uomo, ma i suoi modi di fare la lasciano un attimo interdetta. Già il fatto che faccia il matador ad Aura non piace, non le piace che si uccidano gli animali in quel modo ma purtroppo non è solo questo. Ricardo è frizzante, divertente, è una vera e propria bomba ad orologeria a cui piace continuamente scherzare e soprattutto usare i doppi sensi e fare tante battute a sfondo sessuale… Questa cosa ad Aura non va proprio giù, soprattutto quando lo vede intento a “corteggiare” per usare un eufemismo, una donna in modo piuttosto volgare e pratico.

Eppure l’apparenza inganna e non ha mai tratto in inganno così tremendamente come in questo caso! Aura scoprirà grazie alla dolcezza e alla pazienza di Ricardo, molti lati del carattere dell’uomo che lei proprio non si aspetta. Il torero si occupa dei poveri, dei disagiati e adora la clownterapia, insomma una vera e propria scoperta per lei che lo credeva di tutt’altra pasta!
Iniziai a sudare freddo provando una serie di emozioni contrastanti. Avevo il terrore che mi baciasse perché presentivo che mi sarebbe piaciuto…
Lina Giudetti mi ha piacevolmente sorpreso ancora una volta. Pur ritrovando la medesima protagonista, questo romanzo è molto diverso dal precedente, è più brioso, accattivante, divertente, dotato di un’ironia davvero piacevole. Ricardo e Aura sono due personaggi limati alla perfezione, dei quali davvero non si può parlare in modo negativo ma soltanto apprezzarne la personalità e la storia. Una lettura che ti fa sorridere ma anche riflettere perché non è mai banale, avendo come base una struttura che parte evidentemente dal romanzo precedente e che avevo apprezzato proprio per la consistenza e per la giusta formalità.

Quello più drammatico e con un finale da shock, questo più malleabile, forse adatto anche ad un pubblico maggiore, e con un altrettanto finale che non ti aspetti e che ti regala commozione.
Ricardo talvolta può sembrare un po’ rude, sfacciato, sempre pronto a scherzare, ma in verità è un uomo estremamente romantico e un po’ all’antica in fondo… crede nei valori e nei sentimenti profondi di una volta e ha tanti buoni principi. Quando s’innamora di una donna, per lui esiste solo lei e la tratta come una principessa.
Il mio matador è un romanzo che consiglio per come è scritto, in modo corretto e scorrevole e soprattutto per affrontare una lettura estiva che non impegna e non appesantisce ma è capace di regalarti l’atmosfera spagnola e qualche sorriso in più di una occasione, accompagnati da una storia d’amore che vi sorprenderà per voglia e per un pizzico di follia, necessari affinchè la lettura sia dinamica e propositiva, come lo è in questo caso.

lunedì 30 maggio 2016

Segnalazione Made In Italy: L'amore che ci manca di Giulia Mancini!





AUTORE : Giulia Mancini 
EDITORE : Streetlib Selfpublish
GENERE:  Fiction e letteratura – Romance contemporanea 

Autrice:  Giulia Mancini nasce in Puglia ma si trasferisce giovanissima a Bologna dove vive e lavora. Ha sempre avuto la passione per la lettura e per la scrittura e nel corso degli anni ha scritto a fasi alterne, romanzi e racconti brevi, ma solo per se stessa e per pochi amici. Ha pubblicato nell’agosto del  2014 La libertà ha un prezzo altissimo e nell’agosto 2015 Fine dell’estate. Questo è il suo terzo romanzo.

Sinossi: Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.

Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più. 
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, unica figura materna rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell'amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l'aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all'improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese. 

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena  per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.
«Non lo sapevo che quello che provavo era amore. Non sapevo che non avrei più provato lo stesso, dopo di te.»
Sarà disponibile su tutti gli Store: Amazon – Ibooks – ibs- google play e tutte le piattaforme on line.

Blog: liberamentegiulia.blogspot.it  http://liberamentegiulia.blogspot.it/
Pagina Facebook: Giulia Mancini Autore

lunedì 18 aprile 2016

Io sono Nina di Gabriella Mazzon Recensione

Buonasera lettori! La recensione che vi propongo stasera è un romanzo che mi ha toccato molto da vicino, avendo vissuto in prima persona una situazione simile. Gabriella Mazzon in Io sono Nina, racconta la vita della madre e la storia della sua demenza senile, attraverso una narrazione diretta, molto reale e cruda ma anche piena di sentimenti e di emozioni capaci di coinvolgere non solo chi, come me, ha vissuto una malattia simile, ma anche chi non lo ha fatto e ha occhi per guardare e cuore per sentire le distorsioni della vita, anche quando essa perde di senso.


Titolo: Io sono Nina
Autore: Gabriella Mazzon
Editore: Ilmiolibro
Pagine: 156
Genere: Romanzo
Prezzo: 11,00 Ebook 3,99
Uscita: 2016

TRAMA


“Mi porterebbe a casa, adesso?” chiede mia madre. Mi dà del lei, non ha idea di chi io sia. E' opinione comune che la demenza sottragga alle persone la memoria, ma fa ben più di questo. La demenza cancella intere esistenze, sprofonda chi ne è colpito in un abisso di solitudine, deruba della possibilità di trovare conforto in chi ti è più caro, trasformandolo in un estraneo. Quella di Nina è una storia in presa diretta, dove una figlia si confronta con il suo stesso ruolo di ‘figlia’ ormai privo di significato, con la disattenzione del passato, l’approssimazione con cui è trattata la vecchiaia, le difficoltà nelle relazioni con gli operatori sanitari. Ne nasce una riflessione sul significato da dare alla vita se questa è così incline a farsi spazzare via. “[...]per quanto importante possa sembrarci, l’amore del tuo uomo, l’amore per i figli, ciò che hai costruito, il dolore che hai dovuto attraversare, nulla, di tutto ciò, regge all’epurazione maniacale della demenza.”

fgg

Io sono Nina racconta di una storia che mi ha colpito sin dalle prime pagine, una storia che ho vissuto in prima persona e che mi ha lasciato segni addosso che sono ancora oggi inconfondibili. La demenza senile, senza girarci intorno, è un dato di fatto, una malattia, una distorsione della realtà, una lacrima lunga tutto l’epilogo della vita che non puoi scacciare e non puoi neanche asciugare, perché indietro non si torna, mai. 
La vecchiaia che comporta questo tipo di annullamento della memoria, lenta ed inesorabile porta anche un tipo di malattia molto simile, forse sono la stessa cosa o forse no e mi riferisco all’Alzehimer, di cui è stata colpita mia nonna molti anni fa e che ormai, adesso, è solo un lontano ricordo che serbo nella memoria e che ha cambiato il mio modo di percepire il mondo. 
Sembra esagerato ma non è così, credetemi. Per chi ha a contatto una persona che vive questa disfunzione celebrale, che è demente dal punto di vista cognitivo e davanti al quale la sua vita ha ormai perso qualsiasi senso, si ritrova a farsi tante domande e a chiedersi cosa davvero sia importante in questa vita, la cui concezione, sensazione, percezione, da un momento all’altro ci viene strappata via.
Ora la carne non profuma più di buono, lo spirito è appesantito dalla consapevolezza, il sorriso stancato dalla sofferenza e il corpo non ispira tenerezza ma piuttosto repulsione. Tutta una vita tra un pannolino e un pannolone.
Gabriella Mazzon racconta con uno stile lucido, scorrevole, essenziale, dotato di un realismo a tratti allarmante, crudo, spesso feroce, rischiando il più delle volte di essere lapidario, il suo rapporto scarnificato con la madre, di nome Nina. Una donna che vive una malattia come il tumore e che affronta giorno dopo giorno la tragedia della dimenticanza. Un dramma esistenziale che si riflette negli occhi stralunati e spenti di un malato di demenza senile che ti guarda senza riconoscerti, che ti chiede chi sei, che ti chiama a volte con un nome che non è tuo, scambiandoti per chissà quale fantasma della sua ormai spezzata esistenza.
L’autrice non abbellisce la sua storia di aneddoti, di frasi erudite o licenze poetiche, non c’è nulla di bello o di meraviglioso in ciò che racconta, c’è solo verità e disincanto. C’è il dolore quotidiano della perdita di una persona cara, di una madre, mentre è ancora davanti a te, viva, mentre ti respira in faccia eppure a te sembra già morta. Perchè morti sono i suoi ricordi, morta è la sua memoria, morti i suoi movimenti, le sue elucubrazioni, le logiche manifestazioni di partecipazione alla realtà. Come si fa ad accettare che la persona che ti ha messo al mondo, non ti riconosce più? Per lei sei come chiunque altro, come un perfetto sconosciuto a cui chiedere continuamente qualcosa.
La demenza è così, scompiglia, crea, cancella e ricompone parole che sembrano mischiate alla rinfusa generando frasi in apparenza senza senso.   
La demenza senile è qualcosa di oltraggioso perché è triste dirlo, ma a perdere è la dignità dell’ammalato. L’autrice procede descrivendo le giornate che passa accanto alla madre, i tentativi di renderla ancora partecipe del mondo che la circonda, il cercare continuamente di trovare un punto di appoggio, un appiglio tra lei e quella figura ormai invecchiata, piena di acciacchi e di malanni che però è ancora sua madre e lo sarà per sempre. 
Non importa che non ricorda più nulla, che da mattina a sera bisogna prendersi cura di lei, di ogni suo bisogno, di ogni sciocchezza, non importa che la sua vita si sia ridotta a quella di una larva umana. 
Leggere questo romanzo mi ha fatto tornare in mente alcune immagini di mia nonna quando la malattia l’aveva ormai consumata e la sua lucidità era qualcosa di raro e di speciale. Una lucidità che io cercavo con tutte le mie forze perché mi avrebbe fatto capire che lei c’era ancora, era qui con me, la sua presenza mentale, spirituale, era qualcosa di così prezioso da essere ormai diventato inarrivabile. 
Durante la lettura ho colto tutte le sfumature, da quelle più angosciate a quelle più intime, che hanno a che vedere con i sentimenti e il cuore di chi vive storie come questa. 
La madre è avvolta da un velo che la avviluppa, un velo terribile, mostruoso che non puoi tirare via all’improvviso quando ti sei stancato di vederlo. Non è un velo protettivo, è un velo di morte. Un velo che crea distanza, ansia, insoddisfazione e mette in evidenza la tua incapacità interiore ed esteriore di aiutarla a reagire. Non puoi fare nulla, un malato di demenza senile è chiuso da qualche parte e tu non poi raggiungerlo.  
Poi ci sono i problemi con le strutture sanitarie, con i medici, la lotta quotidiana all’emarginazione perché quando porti un vecchio in ospedale ti mettono di fronte la loro irreversibile realtà che si concentra in queste parole: è vecchio, morirà prima o poi, che siete venuti a fare? Cosa pretendete? 
Inutile insistere su una vita che vita non ha più, su vecchi che altro non sono che simulacri di ciò che sono stati. 
Ma c’è una possibilità di sopravvivenza in tutto questo ed è il presente, la concezione che bisogna imparare ad affrontare la vita, questa vita, senza previsioni, senza ricordi, affondando direttamente le mani nei frutti del momento. Frutti spesso acri, giri di giostra amari che si tingono del pericolo più nero ma che vanno affrontati per non perdere la speranza e per non perdere la persona che amiamo, seppur ostaggio di questa malattia. 
Il presente è la nostra e la loro salvezza.  
Io sono Nina è una storia che arriva direttamente al punto, che non dà possibilità di riscatto ma solo una lucida e consapevole versione dei fatti. Una visione senza magia e senza rimpianti di ciò che è, senza mezzi termini.  
Una narrazione che suggerisce i pensieri dell’autrice e di chi ha condiviso le stesse difficoltà, le frustrazioni e quel senso di impotenza che ci rende sempre più umani. 
Un romanzo che va letto anche se non avete mai affrontato un dramma simile, anche se siete ancora parte integrante del mondo di chi amate, anche se vostro padre e vostra madre vi chiamano ancora per nome. Anche se… non avete toccato con mano, letto negli occhi di un malato, una sofferenza indicibile che deriva dall’incapacità di esprimere ciò che sente perché magari vorrebbe ma ha perso qualcosa, ha perso il contatto con il mondo senza neanche rendersene conto e soprattutto senza volerlo. Io sono Nina sono io, sei tu, siamo noi perché il cielo che ci sovrasta è uno solo e la terra è la stessa. Siamo tutti figli della stessa vita e della stessa morte.