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giovedì 1 dicembre 2022

Recensione: LOVE IS RED di Sophie Jaff

Buongiorno! Oggi vi parlo di un thriller pubblicato qualche anno fa. Love is red di Sophie Jaff, edito BookMe, mi ha sorpreso, ma non abbastanza.

love is red

di Sophie Jaff
Editore: BookMe
Pagine: 330
GENERE: Thriller
Prezzo: 7,99€ - 14,90
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2015
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
La sua prima arma è il sorriso: accattivante, irresistibile. Adocchia le sue vittime nei locali alla moda di New York e le seduce con studiata naturalezza. Le fa parlare, le osserva, offre loro da bere e alla fine riesce sempre a portarle là dove vuole arrivare. Già tre ragazze sono morte nell’ultimo mese, la pelle incisa da arcani solchi, e mentre le forze dell’ordine si affannano per trovare il più piccolo indizio, non c’è donna sola, in città, che non sia costretta a convivere con la paura. Quando, nel clima di angoscia scatenato dai misteriosi omicidi, Katherine incontra David per la prima volta, la chimica tra i due è immediata. David non è solo bello, è anche colto, garbato, pieno di attenzioni. Tutto il contrario di Sael, il suo migliore amico: freddo, scostante, eppure dotato di un fascino dall’intensità quasi elettrica. Prima ancora di accorgersene, Katherine si ritrova invischiata in un doppio gioco di seduzione dove niente e nessuno è quel che sembra. E mentre il conto delle vittime sale e l’intera città sprofonda nella psicosi, il cerchio di un destino dalle radici antichissime si stringe attorno a Katherine e ai due uomini che le confondono il cuore. Alla fine, la verità verrà a galla in tutta la sua sconcertante potenza, in un crescendo di colpi di scena dalla portata terrificante. Passione, adrenalina e tutti i colori delle emozioni in un thriller sensuale e intrigante come non ne avete mai letti.

giovedì 17 novembre 2022

Recensione: OSCURI TALENTI di J.M. Miro

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Bompiani, oggi vi parlo di Oscuri talenti di J.M. Miro, primo libro di una trilogia fantasy molto affascinante.

oscuri talenti

di J.M. Miro
Editore: Bompiani
Pagine: 656
GENERE: Fantasy
Prezzo: 10,99€ - 20,90
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2022
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
1882. Londra è una città grande come il mondo, dove è facile perdersi, soprattutto se l’unico posto che finora hai chiamato casa è un paesino nel delta del Mississippi o un circo itinerante del Midwest. Charlie e Marlowe sono approdati nel Vecchio Mondo, sotto cieli carichi di nebbia e fuliggine, fino al 23 di Nickel Street West, per andare incontro a una nuova vita in un luogo dove sentirsi finalmente al sicuro, dove i loro talenti non saranno solo fonte di diffidenza, equivoci, dolore e solitudine. Ma ad attenderli c’è un terribile morvide, un non-morto, assetato di sangue, pronto a tutto per servire il suo oscuro signore. Per fortuna ci sono anche gli angeli custodi: Mrs Harrogate con la veletta sempre abbassata a coprire una voglia purpurea e la forza austera, Mr Coulton che nasconde la gentilezza sotto una dura buccia, e Alice Quicke, investigatrice privata decisa a cambiar vita. E via di nuovo, in viaggio alla volta della Scozia, verso una scuola unica nel suo genere, per sfuggire a una figura di tenebre e fumo che non si arrenderà fino a quando Charlie e Marlowe non saranno suoi. Tra meraviglie e tradimenti, passato e futuro, slanci di vita e rischi incalcolati, un manipolo di amici cercano di far luce dove tutto è tenebra, per scoprire la verità sui loro doni e sulla natura di ciò che li sta perseguitando, per arrivare a capire che a volte le gioie più grandi ci arrivano per mano dei mostri peggiori.

venerdì 4 novembre 2016

Dreamology di Lucy Keating Recensione

Buon venerdì cari lettori. Oggi vi parlo di un romanzo che mi ha subito affascinato ed incuriosito avendo come tema principale il mondo dei sogni. Dreamology di Lucy Keating, di cui ringrazio Newton Compton per la copia, è un romanzo sicuramente originale e di piacevole lettura ma se vi aspettate qualcosa di eclatante, io non l'ho trovato.


dreamology
di Lucy Keating

Editore: Newton Compton 
Pagine: 288
GENERE: Romanzo Young Adult
Prezzo: 9, 90  - 2, 99 
Formato: Cartaceo - eBook 
Data d'uscita: Ottobre 2016
Link d'acquisto: Qui.

Trama: 
Per quanto Alice può riuscire a ricordare, Max è sempre stato parte integrante dei suoi sogni. Insieme hanno girato il mondo, vissuto esperienze straordinarie e si sono innamorati alla follia. Max è il ragazzo perfetto… Peccato che non sia reale. Perché Max non esiste. O almeno, così ha sempre pensato Alice. Fin quando entra nella sua nuova classe, il primo giorno di scuola, e… non riesce a credere ai suoi occhi: il suo Max è lì, davanti a lei, in carne e ossa. Ben presto però dovrà fare i conti col fatto che il Max reale è molto diverso dal Max dei sogni. Il Max reale è testardo e problematico, ha una vita complicata e intensa, di cui Alice non fa parte, nonché una ragazza, Celeste. Anche il loro incontro e il loro rapporto non sono così perfetti come lei aveva sperato. Quando si è vissuto un amore da sogno, ci si potrà mai accontentare della realtà? E se il ragazzo dei tuoi sogni esistesse davvero?


sabato 12 dicembre 2015

Ally Rose e la quinta vittima di Morgan Cavendish Recensione

Buon sabato! La recensione di oggi riguarda il romanzo di Morgan Cavendish, autrice italiana, intitolato Ally Rose e la quinta vittima, una storia che mescola molto bene Thriller e Paranormale, dunque perfetto per tutti gli amanti del genere!



Titolo: Ally Rose e la quinta vittima
Autore: Morgan Cavendish
Editore: Selfpublishing
Pagine: 337
Genere:  Thriller/Fantasy
Prezzo: € 2,99 Ebook
Uscita: Ottobre 2015

TRAMA


Redrock Bay, Nova Scotia. Una serie di brutali omicidi macchia di sangue le strade della città. La polizia brancola nel buio e l’Ispettore Alicia Rosslyn McPharson, contro la volontà del suo Capitano, si affida all’aiuto di una medium: un’altra vittima sarebbe dovuta morire quella stessa notte. Qualcosa, però, non va come previsto. Una donna viene uccisa, ma non è quella designata dalla veggente. Alicia, coinvolta in prima persona nella vicenda, viene così catapultata in un mondo spaventoso che le sconvolgerà la vita, popolato da creature sovrannaturali di cui ignorava l’esistenza. Dopo essere scomparsa per un anno senza lasciare traccia, torna dalla sua famiglia e dai suoi colleghi completamente cambiata e pronta a catturare il misterioso assassino che, nel frattempo, è tornato a uccidere. Affiancata nelle indagini da due ambigui vampiri bicentenari, da un detective privato, da una medium e da un ex partner rissoso, Alicia dovrà combattere per impedire che le strane morti continuino a susseguirsi. La lotta contro il tempo si farà serrata e, mentre il collegamento tra le uccisioni stenterà ad apparire, la protagonista dovrà districarsi tra vaghi sospetti, prove inconsistenti, amori pericolosi e rapporti perduti, tra magia, sangue e mistero fino ad una inaspettata conclusione. Fino a che punto puoi resistere quando il mondo intorno a te cade a pezzi e tutto quello a cui avevi creduto fino a quel momento viene messo in discussione? Un avvincente thriller sovrannaturale in cui tutti mentono e niente è come sembra.




Ally Rose e la quinta vittima è un romanzo che fa parte di una duologia molto particolare nella quale oltre a riscontrare elementi tipici del giallo, c’è anche un aspetto non trascurabile ma fondamentale che è l’elemento soprannaturale.

Senza girarci intorno, Ally Rose parla di vampiri e di una condizione assolutamente intrigante ed accattivante che vede il dispiegarsi della storia centrale attraverso una serie di omicidi di cui la protagonista, appunto Ally, è la quinta vittima.

Ella diventa una vampira e a causa della sua nuova esistenza si trova coinvolta in un mondo che oltre ad essere estremamente strano, inquietante, profondamente marcato da una serie di regole e di leggi di cui è difficile comprendere la natura, è una realtà piena di morte, di sangue, di tradimenti e di vendette. Insomma al suo interno straripa il Male.

“La donna vista dalla medium, quella destinata a morire quella notte, ero io.”

L’inizio del romanzo è principalmente incentrato sull’avvicinamento e sulla conoscenza di Ally di quel mondo soprannaturale da cui viene subito attratta ma verso cui cerca di mettersi a tutti i costi in guardia. Ally è una detective, abituata ad indagare sugli omicidi ed è proprio questo il compito che le viene affidato anche adesso che ha smesso di essere umana ed è diventata una creatura immortale. E chi gli affida questo compito di certo non facile, che è quello di indagare sull’ignoto serial killer che per due anni non fa altro che mietere vittime senza che mai nessuno riesca a scovare le sue tracce? 

La risposta è contenuta in due splendidi esempi di vampiri ultracentenari: Alexis e Yvel. Il primo è il mentore di Ally, colui che le insegna come sopravvivere in questa nuova condizione ed è anche colui che avendo scelto di  non cibarsi di esseri umani e di vivere una vita piuttosto tranquilla e regolata, è anche l’essere che cerca di indirizzarla soprattutto a seguire il suo esempio. Ma non è tutto facile come sembra per la donna, soprattutto con la presenza costante di Yvel, nipote di Alexis, con il quale evidentemente ci sono delle magagne, che rappresenta l’esatto opposto dello zio. 

Feroce, sfrontato, aggressivo, violento, vive la sua esistenza cercando costantemente di superare il limite e mostrando il più delle volte il lato peggiore di sé ad Ally. Nonostante la donna sappia che la natura di quel vampiro è assolutamente pericolosa e tenti in  tutti i modi di stare lontano da lui, c’è una sorta di attrazione sottile, la cui natura è impossibile da decifrare che la spinge a cercare qualcosa di più profondo ed umano oltre la maschera che Yvel ha evidentemente assunto. Ma siamo sicuri che sia una maschera? 

Ally non ha tempo per preoccuparsi di affari così vicini al cuore, perché la ricerca del serial killer la coinvolge completamente soprattutto quando, indirizzata dai vampiri, ritorna nel suo mondo e incontra i vecchi colleghi ed amici tentando di riallacciare i vecchi rapporti per avere più possibilità di indagare sugli omicidi senza che la sua nuova natura possa essere scoperta.

“Realizzavo solo in quel frangente di appartenere ad un mondo sconosciuto e spietato.”

Morgan Cavendish mi ha sorpreso con questa storia, piacevolmente. Amo i gialli e ancor di più quelli che contengono elementi soprannaturali se ben strutturati e soprattutto amalgamati ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire cosa ho davvero apprezzato di questa autrice che non conoscevo.

Prima di tutto lo stile. Semplice, diretto, privo di fronzoli, però molto descrittivo. Subito, già nelle prima pagine, ho notato che l’autrice ha impiegato molto tempo anche soltanto per descrive il ritrovamento di un cadavere. I particolari saltano subito all’occhio sia per quanto riguarda i luoghi fisici che soprattutto le qualità estetiche e caratteriali dei suoi personaggi. 

Morgan è anche una grafica, ed è chiaro il suo occhio nel cogliere ogni piccola sfumatura e grazie a dio è anche capace, possedendo la capacità di scrivere, di riportarlo fedelmente su carta. Ed è così che ogni personaggio diventa uno schizzo, una figura per nulla accennata o provvisoria, che appare ben inserita come fosse una vera e propria fotografia all’interno dell’album del romanzo. Questa caratteristica del suo stile mi ha immediatamente colpito soprattutto perché accompagnata da una pulizia della scrittura, priva di refusi e di errori vari e questo è un caso molto raro.

Un altro aspetto che mi ha convinto è stata la scelta di mescolare un’ottima dose di suspense tipica del thriller con scenari di sangue nei quali è davvero difficile giungere a capo di qualcosa. Cosa significa? Significa che per quanto vi sforziate di capire cosa realmente sta accadendo, è davvero molto difficile indovinare dove l’autrice voglia condurvi. Quindi, consiglio personale, se decidete di leggere questo libro e io vi invito a farlo, sappiate che formulerete una miriade di ipotesi prontamente smontate dagli eventi.

Insomma un giallo intricato nel quale, con mio immenso piacere, l’autrice ha inserito non solo i vampiri ma anche altre figure fantastiche come i licantropi e le streghe che intensificano l’apporto magico e incantato di un mondo assolutamente personale e immaginario.

La protagonista è forte, caparbia, intelligente e convinta del proprio lavoro, sostenuta dai due vampiri che diventano come ombre sulla sua vita non si sa fino a che punto benevole. Ma è anche questo il bello, che in questo romanzo niente è come appare, e nulla, soprattutto, è scontato.

“Ancora mi domandai come mai avessi queste reazioni così umane quando, in realtà, ero solo un vampiro.”

Una tecnica visiva molto intensa, una preparazione creativa non indifferente, esperienza alle spalle, e una buona dose di consapevolezza rendono questa autrice una doverosa scoperta e questo romanzo, Ally Rose, una storia che riesce  a mescolare più gusti narrativi e più elementi che permettono di non annoiarsi mai. Non ci sono momenti vuoti, non ci sono sospensioni, l’intento è quello di “imbambolare” il lettore, ed è egregiamente portato a termine. 

Ho notato anche una sorta di rigore nello stile, e anche nella stesura stessa. Un particolare interesse, quasi ossessivo, affinchè fosse tutto alla perfezione, e questo senso di completezza e di correzione arriva fino al lettore, un senso che ha a che vedere con il desiderio di perfezione. Ally Rose e la quinta vittima è una scatola perfettamente squadrata, che puoi prendere in mano, girare, voltare e agitare, non subirà alcun tipo di scombussolamento. E’ un meccanismo che funziona e che non s’inceppa neanche per sbaglio, posso assicurarlo.

lunedì 18 maggio 2015

Intervista a Gianluca Giusti, autore di Qualcosa non torna

Buon lunedì, lettori! Giornata dedicata alle interviste, presentandovi l’ultima dedicata a Gianluca Giusti, autore del saggio su argomenti religiosi e paranormali e su tanto altro, intitolato Qualcosa non torna.  Uno scritto estremamente interessante, sul quale, naturalmente, ho basato molte delle mie domande.


Per chi volesse leggere la recensione, la trova qui.

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Salve Gianluca, grazie per aver accettato questa intervista.

Grazie a te Antonietta per questa intervista e un saluto a tutti i lettori che la leggeranno.



1 - Com’è nato l’amore per la scrittura e quando ha iniziato a dedicarsi seriamente ad essa?

Molto tardi, a 48 anni. E’ nato tutto per caso, come spesso succede. Ogni tanto si sente dire, sarà capitato anche a te, che useremmo solo il 10% del nostro cervello, con il restante 90 pronto a sfoderare chissà quali meraviglie inespresse e che è, pensa un po’, la scienza a dare queste percentuali. Siccome non mi risulta che la scienza dica proprio questo, ho cercato un testo che lo spiegasse. Bene, non ne ho trovato neanche uno. Solo articoli sparsi in giro. Ho quindi provato a scriverlo io, ed è nato OscuraMente-E’ vero che usiamo solo il 10% del nostro cervello? Il mio primo libro ed il primo libro scritto interamente per sfatare questo mito.

2 – Perché ha scelto di scrivere un saggio sulla religione ed il paranormale?

Perché traboccano di false verità, di credenze, di cose che come dice il titolo del libro, non tornano. Spesso andiamo avanti senza mettere in discussione quello che ci raccontano sin da piccoli, crediamo a tante cose perché ci credono tutti, le diamo per scontate, ci costa fatica pensare e analizzare e quindi ci autolimitiamo.

3 – Quanto tempo ha impiegato a scriverlo?

Come lettore ho fatto una ricerca di trent’anni. Ma per me stesso, non sapevo e nemmeno immaginavo che poi mi sarebbero serviti per scrivere un saggio. Quando si dice impara l’arte. Per scriverlo invece, un annetto ma gli ultimi due mesi sono stati incredibili, ho rivisto e rimesso a posto tre quarti di libro.

4 – C’è stato un momento in cui ha pensato di abbandonare la scrittura?

Per ora no ma quando finiranno le idee, sarò costretto a farlo.

5 – Ci racconti la natura intima e profonda del suo libro.

E’ una analisi profonda che faccio insieme al lettore dove condivido ogni passaggio con lui/lei. Ci confrontiamo su tutto, ci diamo del tu e lo invito a rispondere a tutte quelle domande che magari da soli non pensiamo di farci o non ci vengono in mente. Il protagonista per una volta è chi legge, ed è lui/lei che alla fine deve stabilire a cosa credere e cosa no, come hai correttamente evidenziato nella tua bellissima recensione. Io, perché sia chiaro, non ho scritto Qualcosa non torna per fare proseliti o reclutare nuovi adepti di un nascente filone del razionalismo, tutt’altro. L’ho scritto per portare in evidenza delle riflessioni, fatto questo la palla passa al lettore che lavorerà dentro se stesso sulla base di cosa quelle riflessioni hanno suscitato. Io non potrò che rispettare le sue decisioni, la cosa importante e che siano decisioni consapevoli e personali.

6 – Nel suo saggio parla di psicotrappole. Ci spieghi cosa sono e perché.

Sono tutti quei fattori che creano angoscia, senso di colpa, malessere e paura. Tipiche dello schema religioso. Per alleviare questa tensione insopportabile però c’è il perdono grazie al quale si crea un legame con il proprio credo, legame che nel tempo, diventa in molti casi irrinunciabile. Occhio però a una differenza, quella tra crimine e peccato. Chi commette un crimine non solo pecca, come ovvio, ma viene giudicato a prescindere dal suo essere religioso o ateo. Il peccato invece, sono tutte quelle regole, spesso cervellotiche e interpretabili che creano la trappola morale sulla quale si gioca gran parte della partita della vita. Nel libro comunque spiego bene e con maggiori dettagli questo genere di differenza.

 7 – Nel libro ci sono molte citazioni bibliografiche. Ma lei cosa pensa davvero della religione? Se potesse definirla, quali parole userebbe?

Le citazioni servono ad aumentare l’efficacia dei concetti espressi e spesso sono davvero illuminanti. Per quanto riguarda la religione credo rappresenti il fattore speranza verso qualcosa che non conosciamo e ci fa paura. L’uomo mediamente non concepisce la morte come la fine di tutto, e il distacco verso la vita e verso i cari crea uno di quei disagi psicologici insopportabili a cui prima accennavo. La religione bene o male crea quel conforto dove aggrappare le ultraterrene speranze. In realtà immortali lo siamo, ma su un livello un po’ diverso dalla comune credenza. Una immortalità meno romantica forse ma molto utile, che sono sicuro stupirà il lettore.

8 – Ad oggi con la pubblicazione, si è pentito di qualcosa e vorrebbe cambiarla?

Si, ma piccola (si fa per dire). Ho commesso una leggerezza nella parte dedicata all’astrologia che spero di poter rimediare in una prossima ristampa. Colmare questa lacuna rafforzerà i concetti espressi e in certi ambiti è fondamentale.

9 – Il Male nasce grazie a Dio e muore con l’uomo, perché come lei stesso spiega, quando gli uomini non ci saranno più, non ci sarà neanche il male. Cos’è per lei il Male e come combatterlo?

Il male fa parte dell’uomo.  Lo sappiamo e lo vediamo, purtroppo, tutti i giorni ma questo perché è nella natura stessa dell’essere umano. E’ un elaborato mentale, come la generosità o l’altruismo con cui dobbiamo, Dio sì o Dio no, confrontarci. Tutto il resto è una giustificazione. Poi chi vuole dare la colpa al demonio è naturalmente libero di farlo, però non sarà dando la colpa a un essere immaginario che miglioreremo le cose. In realtà il male in senso generale possiamo combatterlo per cercare di tenerlo sotto controllo ma ha troppe sfumature e troppe variabili per vincere la guerra. Molta parte del così detto “male” è dovuto a ignoranza, sottocultura, credenze varie che portano l’essere umano a fare cose demenziali che elencarle tutte sarebbe impossibile. L’unica arma, che in termini di efficacia è la migliore in assoluto, è quella della cultura e della conoscenza per aprire la mente e per capire che molte delle fondamenta con le quali il male fa molti dei suoi danni, sono frutto di cose che oltretutto non esistono.

10 – Cos’è per lei la Fede?

E’ una delle tante invenzioni della vita. Chi la possiede e ne trae beneficio può dirsi fortunato ed ha tutto il mio rispetto. Chi non la possiede cerca altri tipi di risposte ed è fortunato lo stesso se trova quello che cerca nella “ragione” ad esempio. Quello che trovo invece insopportabile è quando con la scusa della fede si vogliono imporre regole di vita a chi la fede non ce l’ha, ed è questo l’unico passaggio del libro dove esprimo senza mezzi termini il mio personale giudizio.

11- Mi è piaciuto molto il suo stile narrativo. Semplice, a tratti ironico, capace di spiegare senza mai annoiare anche concetti non di facile comprensione e soprattutto estremamente controversi. Secondo lei, c’è qualcosa di cui l’uomo debba liberarsi?

Con questo stile cerco di rendere fluida la lettura e invogliare il lettore a terminare il libro. Purtroppo uno dei nostri mali cronici è che si legge poco. Se poi un libro viene comprato il rischio che venga sistemato nell’ultimo dei cassetti è elevato magari solo dopo aver letto poche pagine, un dramma nazionale. Leggere è la forma di libertà più assoluta, il miglior investimento possibile considerato il rapporto costo-beneficio, quindi, ho cercato di fare in modo a chi compra Qualcosa non torna di portarlo fino in fondo. L’uomo deve cercare di liberarsi dal credere alle cose senza valutarle e provare invece a fare un minimo di analisi evitando di basarsi solo sul: se ci credono tutti, deve essere per forza vero. Ma quando mai. Il risultato sarà che, se con un po’ di buona volontà ci mettiamo a riflettere un pochino più in profondità,  molte delle cose a cui credono tutti, o molti, sono tutt’altro che vere. Un esempio lampante è l’astrologia.

12 – Cosa significa per lei questo saggio?

Il significato è che sulle cose è possibile riflettere e grazie a questo farsi una idea più accurata di quello che il mondo ci propone e ci propina. Poi possiamo credere a tutto ma almeno facciamolo perché siamo realmente convinti di quello in cui crediamo e non perché ce lo raccontano da sempre.

13 – Qual è il messaggio che il lettore dovrebbe cogliere?

Che uno dei limiti che affligge l’umanità è il dare le cose per scontato e mi riallaccio così alla risposta numero due. Dare per scontato aiuta per certi versi, fa risparmiare tempo, fatica, ci evita di pensare o di pensare troppo ma quando smettiamo di pensare e inseriamo il pilota automatico ci autolimitiamo. Quando si parla di religione, paranormale religioso e di paranormale ti assicuro che la modalità: “dare per scontato” diventa un meccanismo praticamente irresistibile. Io ho cercato di scardinare esattamente questo meccanismo.

14 – Scriverà ancora altri saggi su queste argomentazioni?

Ni, nel senso che uscirà a breve la seconda parte del mio primo libro OscuraMente che ha come titolo provvisorio, ma credo verrà confermato, La mente non oscura. Tratterà di altri miti molto particolari legati alla mente che come spesso succede crediamo veri a prescindere. Indirettamente tornerò, seppur in maniera molto diversa, su molti aspetti legati all’irrazionale ma anche a quelli razionali visto che la mente spesso ci gioca strani scherzi che sono invece ben spiegabili e fanno parte del modo di lavorare del nostro cervello. In fondo siamo esseri fallaci e imperfetti per fortuna, con La mente non oscura il lettore capirà meglio perché.

15 – Le chiedo di lasciarci con una citazione sua o di un testo che ritiene importante e che vorrebbe leggessero i lettori, rappresentativo del suo pensiero.

“Credere qualunque cosa sia, deve essere un libro arbitrio ma la conoscenza è fondamentale altrimenti non c’è libertà.”


mercoledì 13 maggio 2015

Qualcosa non torna di Gianluca Giusti Recensione

Buongiorno cari lettori. Oggi leggerete una recensione di un libro molto particolare. Per chi mi conosce sa bene quanto sia forte il mio interesse per tutto ciò che riguarda gli aspetti filosofici, morali e religiosi, oltre qualsiasi accezione di sacro o di profano. E’ per questo che ho deciso di leggere questo saggio, scritto da Gianluca Giusti, che s’intitola Qualcosa non torna. Un’opera vasta e significativa, che non pretende di dare risposte alle nostre eterne domande su tutto ciò che ci circonda, sul visibile ma soprattutto sull’invisibile, bensì, ci spinge semplicemente a riflettere, perché poi, ciò che davvero conta, è non lasciarsi condizionare, ma pensare e scegliere il più possibile con la mente aperta.


Aspetto come sempre le vostre impressioni!



Titolo: Qualcosa non torna
Autore: Gianluca Giusti
Editore: C’era una volta
Pubblicazione: 2014
Genere: Saggio
Pagine: 356
Prezzo: 13,00
Sito Autore

Trama

Religione, paranormale religioso, paranormale in generale; temi di grande attrazione in grado di accendere dibattiti infuocati e dal fascino irresistibile. L’inspiegabile, l’ignoto, il divino, dobbiamo solo arrenderci all’evidenza? Si può uscire dall’angolo stretto del ring dell’irrazionale? La contromossa è in questo libro perché anche quando sembra che non ci sia via di uscita, la logica ci aiuta. È il pensiero che va oltre le apparenze per uscire dall’angolo ogni volta che provano a raccontarci le loro apparenti, inspiegabili verità. Troppe cose ancora oggi sembrano quello che non sono ma non possiamo fermarci qui, possiamo invece provare a riflettere e cercare di capire qualcosa in più, non solo per cambiare opinione ma anche rafforzare quella che abbiamo. Mettiamo alla prova quello in cui crediamo e faremo un cambiamento di nuova generazione. Un libro unico, scioccante, coraggioso e ironicamente spietato.


Biografia 

Dopo gli studi all’Isef di Firenze sono entrato a lavorare nel settore farmaceutico nel gruppo Johnson&Johnson a 26 anni, posizione che occupo ancora adesso da 23 anni in qualità di Informatore Scientifico del Farmaco Specialist. Questo mi ha permesso di lavorare in varie aree mediche e specialistiche consentendomi di capire non solo i lavori scientifici ma anche l’importanza delle pubblicazioni e del metodo scientifico sperimentale. Ad oggi l’unica arma a difesa del progresso e delle pseudoscienze. Oggi sono impegnato a seguire, nel mio lavoro di tutti i giorni, l’onco-ematologia. Con l’azienda ho fatto oltre a costanti approfondimenti scientifici nelle diverse tematiche terapeutiche che sono state e sono di mia competenza. Come autore sono al terzo libro. Pubblicazioni:“OscuraMente” E’ vero che usiamo solo il 10% del nostro cervello? Uscito a settembre 2013 con Errekappa edizioni. “Cuba istruzioni per l’uso” Come ottimizzare tempo e soldi per una super vacanza a Cuba. Uscito a novembre 2013 con La Caravella edizioni. “Qualcosa non torna” uscito a settembre 2014 con edizioni C’era una volta. Libro che ha ottenuto il patrocinio gratuito del comune di Roma e presentato in prima esclusiva nella sala del Carroccio presso il comune di Roma venerdì 17 ottobre 2014. Ho in preparazione un quarto libro che andrà a sfatare altri miti della mente e un quinto ambientato nella città di Montecatini Terme.



Qualcosa non torna è un saggio incredibilmente interessante, scritto con un linguaggio semplice ed immediato da uno scrittore, quale Gianluca Giusti, che dimostra un’evidente preparazione scientifica e spirituale nei confronti di quelle argomentazioni trattate, che sono estremamente vaste e per certi versi anche abbastanza inquietanti. Del resto, tutto ciò che riguarda in primis la religione e in secondo luogo il paranormale, è oggetto di inevitabile curiosità, ansia di conoscenza, apprendimento ed esaltazione seppur nello stesso tempo il tutto debba essere sempre preso con le “pinze”, perché mai e dico mai, bisogna credere senza provare a capire, a chiedere, a riflettere. 

L’opera di Gianluca Giusti non vi dirà mai a cosa dovete credere o a cosa non dovete credere, è un testo che prima di tutto vuole suggerirvi un dubbio, ma non tanto i numerosi dubbi che si rincorrono per tutto il testo perché esso riflette le condizioni assai improbabili di talune accezioni a cominciare dalla stessa esistenza di Dio e della creazione del mondo, ma piuttosto un dubbio universale, generale, che non ha nessun interesse a mettere in bilico taluna affermazione piuttosto che un’altra, ma mira a far nascere dentro ognuno di voi la consapevolezza che la logica, il ragionamento, la spiegazione può aiutare a comprendere e dunque a crearsi una propria opinione che prescinde dalla fede o dall’illusione.

Il testo si divide in tre parti. Nella prima, l’autore, con tono serio ma anche spesso ironico e non privo di qualche battuta al vetriolo, ci “narra” come un bravo padre ai propri figli, la favoletta della creazione del mondo. Una storia che ha dell’incredibile perché essa viene valutata sia dal punto di vista della scienza e sia da quello di Dio. Preparatevi a constatazioni scioccanti che sicuramente metteranno in crisi anche i più ferventi credenti ma ricordatevi che in queste pagine non è in gioco la fede o la scienza, non vi si chiede di abbandonare tutte le vostre certezze spirituali per convertirvi assolutamente in freddi e distaccati scienziati, semplicemente vi si chiede un po’ di attenzione e di logica, non tanto per plagiarvi, quanto per permettervi di capire. 

Sapete quanto tempo è stato necessario per avere il pianeta Terra? 7 miliardi e mezzo di anni e non semplicemente 6 giorni. La religione tramanda che Dio abbia creato il mondo per l’uomo, quindi un universo talmente complesso, dove non esiste solo la terra ma 200 miliardi di galassie, pianeti, sistemi che lo rendono estremamente complicato ma soprattutto, notate bene, continuamente in espansione, per un essere umano capace di tradire il proprio Dio alla prima occasione. Beh allora Dio deve essersi davvero arrabbiato molto quando Adamo ed Eva lo hanno disubbidito e deve aver anche maledetto quello che aveva creato per lui, se questo è stato il ringraziamento. Ma l’autore si chiede: perché creare un universo così complesso in nome soltanto della terra, cioè di un luogo dove ospitare l’uomo? Ma soprattutto perché metterci così tanto tempo? E non è finita qui. Dopo la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso, Dio decide che gli uomini non possono più accedervi e per riscattare il loro peccato originale, manda suo figlio Gesù sulla terra, a morire crocifisso, per salvare i peccati dell’uomo. 
Perché lo fa? Perché è proprio da lì che nasce il concetto di senso di colpa.

“Gesù che ha preso su di sé i peccati del mondo, ed è morto in sacrificio per noi. Peccato e senso di colpa al massimo grado di efficacia: Morto in sacrificio per noi.

Da questo momento in poi, Gianluca Giusti ci mostrerà come la religione cattolica non ha fatto altro che creare tutta una serie di psicotrappole legate ad un unico senso comune: il peccato. Un peccato che oltre ad essere quello originale, si incarna in altri due atteggiamenti considerati assolutamente sbagliati dalla Chiesa: il divorzio ed il sesso.
Tutto ciò che ci circonda richiama inevitabilmente il peccato. Se fossimo tutte anime buone e prive di macchia, il mondo non avrebbe senso, lo stesso Dio non avrebbe senso, la religione perderebbe la sua forza redentrice. E’ il senso di colpa derivato dal peccato, la stessa consapevolezza di doverlo riscattare che ci spinge tra le braccia di Dio, l’unico in grado di salvarci. Questa è la più grande delle psicotrappole secondo Gianluca Giusti. Una trappola mentale che qualcuno ha creato a tavolino per renderci eternamente schiavi del peccato e della sua purificazione. 
L’uomo ha dunque, bisogno di Dio, per salvarsi, ma quanto Dio ha bisogno dell’uomo per esistere? 

Se l’Onnipotente ci ha creato a sua immagine e somiglianza come dicono, ha creato lui stesso il sesso e con esso tutte le sue proprietà benefiche, che l’autore con parsimonia elenca, sottolineando come sia possibile che lo stesso Dio abbia creato tutto questo e poi abbia decretato che sia peccato. Ci sono delle contraddizioni evidenti che mettono in luce almeno qualche dubbio sulla reale esistenza di un Dio tanto vendicativo e “bacchettone”, moralmente ineccepibile, nonostante sia lui stesso ad averci fornito le coordinate per vivere una vita da lui stesso creata a sua immagine e somiglianza, che inducono leggermente a pensare che forse è più opera umana che divina e che il tutto sia soltanto un’ingegnosa trappola psicologica.

“Religione: E’ la credenza che un dio abbia creato un universo con circa 13, 75 miliardi di anni luce di estensione, con oltre 200 miliardi di galassie, ciascuna di esse contenente in media 200 miliardi di stelle perché lui potesse avere un rapporto personale con te (e di preoccuparsi della tua vita sessuale).”

Ma il vero nocciolo della questione è sicuramente un altro: qual è l'origine del Male? La risposta la conosciamo tutti, non è così? Dio. Per la religione Lucifero era un angelo ribelle che contrastando Dio, ha condannato sé stesso ad una sconfitta perenne e denigratoria ma era anche una creatura del Paradiso. Questo cosa significa? Che è stato lo stesso Dio a creare il male. Dando ai suoi angeli la possibilità di scelta, egli si crea da solo il problema perché tra i numerosi angeli che popolano il cielo, soltanto uno, caso strano, decide di ribellarsi. Ma la sua ribellione non è altro che predestinazione, esattamente come quella dell’uomo. Se Dio è davvero onnipotente perché non ha distrutto in una sola volta Lucifero, senza invece abbatterlo di volta in volta con piccole e umilianti sconfitte, ma comunque permettendogli di sopravvivere e tentare i suoi adorati figli, ossia gli uomini? La risposta è una: perché l’esistenza del male fa comodo all’Onnipotente. E’ una giustificazione, è una risposta, è una colpa. Attraverso di esso, Dio tiene in scacco l’uomo e può ricattarlo con il peccato. La psicotrappola di cui Giusti parla, consiste proprio nell’esistenza del male come escamotage per rendere l’uomo bisognoso di Dio. 

Il Signore indiscusso dei cieli, non eliminerebbe mai il male, perché, udite, udite, senza le tentazioni la vita non avrebbe senso. Egli ci ha donato l’illusione di scegliere ma dice in continuazione – No, non si fa – eppure mettendocelo davanti non fa altro che dire  – Ora soffri –
E allora non è una scelta, ma è un ricatto. Se sbagli, vai all’inferno, quindi vedi di non sbagliare. Il cristianesimo dunque si basa sulla punizione e sul ricatto ma quando mai il ricatto è stato una libera scelta?

Ciò che l’autore ci tiene a sottolineare più volte all’interno del saggio e che credo sia molto importante, è che la Fede è qualcosa di personale, legato alla propria visione della vita e delle intime necessità. Se abbiamo bisogno di credere che una forza superiore ci protegga e ci salvi, è una scelta che nel libro non sarà mai messa in discussione. Perché non è tanto la Fede a lasciare spesso allibiti di fronte a fin troppo chiare contraddizioni, quanto l’incapacità di vedere oltre quando essa coincide con la volontà di non farlo. Perché, sembra volerci suggerire l’autore, fermarci alle apparenze, a ciò che ci hanno detto “deve essere” senza farci almeno una domanda?

“Le persone credono di essere libere, ma sono solo libere di crederlo.”

L’analisi procede affrontando la problematica dei Vangeli, di cui solo quattro sono stati riconosciuti, mentre gli altri sono apocrifi. Ciò che più sconcerta sono le numerose incongruenze che attraversano queste scritture soprattutto se messe in relazione con la consistente assenza dell’aspetto storico che circonda la figura di Gesù. Egli faceva miracoli, resuscitava persone, eppure nessuno ha mai scritto nulla su questi fatti così eccezionali al di là delle letture che conosciamo. Lo stesso equivale per i miracoli che di lui ci hanno raccontato. Su molti di essi emergono perplessità non indifferenti e soprattutto sulla sua figura che non era così buona e  pacifista come vogliono farci credere.

Il secondo capitolo è dedicato interamente al Paranormale dal punto di vista religioso e dunque, con estrema pazienza e conoscenza, Gianluca Giusti ci introduce in questo mondo veramente altalenante, nel quale siamo sempre più confusi di fronte ad una complessità di avvenimenti che sembrano essere comunque e doverosamente devoti alla manifestazione divina. La stessa concezione che esista una vita dopo la morte è assolutamente inaccettabile dal punto di vista scientifico, se la si collega ad una improbabile reincarnazione. 
La vita, nella sua accezione più generica è stata resa possibile dall’esplosione di una stella detta Super Nova. Da essa si è originato il Sole e il sistema solare.  Ciò che eravamo all’inizio, ossia polvere e gas è diventato il pianeta Terra grazie all’esplosione di questa stella, senza la quale non esisteremmo. E quasi sicuramente, come afferma l’autore, è ciò che torneremo ad essere, soltanto polvere, ma non perché lo ha deciso Dio ma perché “Tutti noi siamo una conseguenza delle leggi fisiche dell’Universo.”

E se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, allora la vera immortalità sta proprio in questa concezione. Tutti noi, la vita, la Terra esistevamo fin dal principio, da qualche parte, in qualche punto ed è così che ritorneremo, anche dopo morti, nell’estremo ed espanso sistema che è l’universo.

“Noi siamo il risultato finale di tutto questo. La vita e noi, siamo formati da un millesimo di materia ed energia di questa stella esplosa. La maggior parte dell’umanità è ancora primitiva nel saperlo e fa dell’arroganza e della stupidità il suo credo di vita.”

L’autore continua, nel terzo capitolo,  la sua esplorazione degli angoli e degli aspetti più commercializzati e meglio conosciuti dell’ambito paranormale e considerato sacro, riflettendo sulle stigmate, sui miracoli, sulla possibilità della reincarnazione, fino a giungere alla possessione diabolica. Discorsi estremamente affascinanti, che lasciano spesso a bocca aperta, di fronte a riflessioni coadiuvate da studi approfonditi ed altrettante citazioni bibliografiche che non lasciano scampo alla veritiera posizione di chi scrive. Il Paranormale viene anche affrontato dal punto di vista del mistero in sé, citando fenomeni quali i cerchi nel grano, gli Ufo, il Triangolo delle Bermuda, che mettono in evidenza una serie di spiegazioni logiche che al di là del crederci o meno, esistono sempre e comunque. 
Sotto l’occhio indagatore di Giusti finiscono anche lo spiritismo e le pratiche dei sensitivi, sottolineando il potere attrattivo della telecinesi e della pirocinesi. Ciò che preme sottolineare all’autore è che a fronte di questi fenomeni indubbiamente affascinanti è la consapevolezza che ad oggi, nonostante alcune istituzioni e laboratori mondiali abbiano messo in palio premi e riconoscimenti, per chiunque sia in grado di riprodurre una tale e siffatta capacità mentale all’interno di un contesto assolutamente “controllato”, essi siano rimasti una triste e malinconica illusione. Una speranza forse, o semplicemente un desiderio che ha più a che vedere con la natura umana dell’uomo che con una presunta natura soprannaturale dell’individuo.

Lo stile di Gianluca Giusti è apprezzabile nella sua semplicità. Anche i concetti più difficili e quindi più scientifici, vengono spiegati in modo naturale, permettendo a chi legge di comprendere e riflettere davvero su ciò che sta leggendo. Sicuramente non è e non può essere una lettura sterile ma anzi una proposta intelligente e mirata nel mettere a confronto religione e scienza e tutto ciò che riguarda quell’ambito paranormale che fa del mistero la sua più grande fonte di interesse.  Mi è piaciuto per la sua schiettezza, per l’assenza di giri di parole, per la capacità di arrivare direttamente al nocciolo della questione, anche laddove si parla di scienza e di fede. Cercare, sempre e comunque, di dare una risposta logica, lasciando la libertà di credervi o meno. Il tono non scade mai nella dottrina pura e semplice ma si accompagna ad una sottile ironia che rende apprezzabile anche i passi più astrusi ed evidentemente delicati.

Qualcosa non torna è un saggio che va assolutamente letto, al di là delle preferenze di lettura, dei generi che appassionano o delle letture che attraggono. In esso ci sono aspetti importanti della nostra vita che, volente o nolente, ci opprimono e ci indicano la via. Non ha importanza se abbiate fede o meno, non ha importanza in cosa crediate. Non ha importanza se cambierete o meno idea, l’importante è che capiate che c’è sempre un’altra scelta, che se la fede non vi basta più, altrove ci possono essere delle risposte, seppur piccole e ancor timide, che stanno aspettando proprio voi. Perché la ragione non chiude le porte all’abisso e all’inspiegabile. La ragione non rifiuta ciò che non può capire, ma combatte affinchè  esso sia accessibile a tutti.

“Compito della scienza non è aprire una porta all’infinito sapere, ma porre una barriera all’infinita ignoranza.”