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giovedì 12 agosto 2021

Recensione: X di Valentina Mira

Buongiorno! Oggi vi parlo di un libro che tratta un argomento spinoso e non adatto a tutti: lo stupro. Non voglio essere brutale, ma è bene chiamare le cose con il proprio nome senza nascondersi. Fandango ha pubblicato questo libro di Valentina Mira, X, che racconta la propria esperienza in prima persona e che potete trovare attualmente disponibile nel catalogo Kindle Unlimited di Amazon. Non perdetelo!

X

di Valentina Mira
Editore: Fandango
Pagine: 176
GENERE: Romanzo Autobiografico/Denuncia
Prezzo: 2,99€ - 15,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2021
LINK D'ACQUISTO: ❤︎ 
VOTO: /

Trama:
X è un romanzo e una lettera. Valentina scrive al fratello con cui non parla da anni per raccontargli quello che ne è stato di lei e quello che non ha avuto il coraggio di dirgli in passato. Torna all'estate del 2010, l'estate della sua maturità. Una festa, alcool e musica nelle casse. La musica l'ha messa G., amico di tutti e amico di Valentina. Quella notte G. diventa uno stupratore. Valentina non lo denuncerà mai, come, il novanta per cento delle donne violentate, quel danno resta taciuto per anni. X racconta il tabù e lo stigma che accompagnano lo stupro, con una forza e una

giovedì 29 aprile 2021

Recensione: IL CANTO DEL BOIA di Norman Mailer

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di un romanzo che non dimenticherò mai per la sua unicità. Il canto del boia di Norman Mailer racconta la vita e la morte di Gary Gilmore, un serial killer che ha lottato per ottenere la pena di morte ed essere ucciso. Una storia che mi ha lasciato sconvolta.

Il canto del boia

di Norman Mailer
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 1092
GENERE: Romanzo biografico
Prezzo: 9,99 € - 23,00 
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2021
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟

Trama:
Dopo aver passato più di metà della sua vita in carcere per rapine e furti d’auto, Gary Gilmore esce di prigione grazie alla cugina Brenda, che ha garantito per lui e gli ha trovato un lavoro a Provo, nello Utah. Ma i demoni di Gary sono troppo forti e il tentativo di reinserimento nella vita civile, nonostante il supporto di Brenda e della sua famiglia, non va a buon fine. La sua parentesi di libertà ha un tragico epilogo. Nel 1976, pochi mesi dopo essere uscito di galera, commette due efferati omicidi a sangue freddo durante altrettante rapine. Immediatamente catturato, confessa i crimini e viene condannato a morte. Sin da subito rifiuta di presentare ricorso e di chiedere la grazia. Gary Gilmore accetta la condanna e decide di morire. Nei mesi successivi lotta affinché la sentenza sia eseguita al più presto nonostante le pressioni della famiglia e di parte della società civile. Il suo caso e la sua decisione hanno avuto grandissima risonanza, risvegliando i dubbi e la coscienza di molti americani. Norman Mailer, in questo libro che gli valse il Pulitzer nel 1980, non racconta solamente la storia difficile e tragica di un uomo, ma scava nella solitudine e nella violenza dell’America profonda, e lo fa con precisione chirurgica e con una compassione priva di pietà.

domenica 20 settembre 2020

Recensione: L'AMORE MALATO di Amelie Cordonnier

Buongiorno! Grazie alla splendida Casa Editrice Gremese, ho avuto la possibilità di leggere L'amore malato di Amelie Cordonnier, giornalista e scrittrice francese che ha scritto una storia che affronta in modo diretto e reale un problema che riguarda tutti noi: la violenza verbale. Un tema a me molto caro.


l'amore malato

di Amelie Cordonnier
Editore: Gremese
Pagine: 172
GENERE: Romanzo
Prezzo: 16,00
Formato: Cartaceo
Data d'uscita: 2020
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟 

Trama:
«La violenza delle parole è meno grave dei pugni solo perché non lascia lividi?» L’amore malato è l’esordio letterario che ha conquistato e turbato migliaia di lettori francesi. Per sette anni ha creduto che Aurélien ne fosse finalmente uscito. E poi, senza preavviso, una mattina di settembre, l’incubo ha ripreso vita. Aurélien, che pure sostiene di amarla, ha ricominciato a vomitarle addosso insulti con una violenza inaudita, della quale ha reso spettatori anche i due figli. Caduta l’illusione del cambiamento, da quel giorno lei ha preso l’abitudine di annotare le oscenità e le offese che Aurélien le rivolge, per tenerne traccia e insieme provare a disinnescarle, nella patetica speranza che vadano a incrostarsi nelle note dello smartphone invece che nella sua anima. Ma ora, non è più disposta a sopportare tutto questo. Restare? Andarsene? Il 3 gennaio compirà quarant’anni, e nel disperato tentativo di aggrapparsi a qualcosa che le dia la forza necessaria, si impone di prendere una decisione proprio entro quella data. Due settimane per ripercorrere i ricordi, le speranze, la disillusione, nell’imminenza di un Natale che a quell’angoscia aggiunge lo stridore delle inevitabili cerimonie familiari. Con una scrittura nervosa e asciutta che mantiene una distanza quasi documentaria dal racconto – a partire dal «tu» usato per la protagonista in luogo della prima persona singolare –, Amélie Cordonnier mette in scena la storia di un amore malato. Una di quelle storie di violenza coniugale che distruggono una donna pur senza lasciarle lividi sulla pelle.

martedì 14 aprile 2020

Recensione: ALMARINA di Valeria Parrella

Buongiorno cari lettori! Ho scelto di leggere alcuni romanzi candidati al Premio Strega 2020 e Almarina di Valeria Parrella è uno di quelli che mi hanno subito incuriosito essendo ambientato a Nisida, il carcere minorile di Napoli. L'autrice è napoletana, quindi non potevo non leggerlo.

ALMARINA
di Valeria Parrella

Editore: Einaudi
Pagine: 136
GENERE: Romanzo
Prezzo: 9,99 € - 17,00 
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2019
Link d'acquisto: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟🌟

Trama:
Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un'isola nell'isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un'allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell'aula, se alzi gli occhi vedi l'orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore. Esiste un'isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull'acqua, ed è lí che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant'anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l'altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze». Questo romanzo limpido e intenso forse è una piccola storia d'amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. Di espiare, dimenticare, ricominciare. «Vederli andare via è la cosa piú difficile, perché: dove andranno. Sono ancora cosí piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui».

domenica 3 settembre 2017

❀ L'amica intervista: Filippo Semplici, autore di Ti guarderò morire

Buona domenica! Oggi inauguro una nuova rubrica che riguarderà le interviste agli autori, esordienti e non. Con questo spazio voglio aiutare i nuovi autori a farsi conoscere, perchè è questo il motivo originario per cui questo blog è nato, e dare la possibilità di esprimersi parlando di letteratura, di scrittura e di tutto quello che concerne questo mondo meraviglioso, di cui facciamo parte tutti.
Diamo il benvenuto a Filippo Semplici che oltre ad essere autore, è anche curatore di un blog che come il mio, si occupa di dare consigli e di ospitare proprio gli scrittori emergenti e non solo. Pronti a conoscerlo? 

INTERVISTA

Filippo Semplici

Salve Filippo, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuto!

Grazie a te, per me è un onore essere tuo ospite!


1 - Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato seriamente a farlo?

Ricordo che il primo racconto l’ho battuto a macchina all’età di quattordici anni. Da allora non ho più smesso. La mia prima pubblicazione risale al 1999 con Fanucci, un breve racconto selezionato da Valerio Evangelisti. Successivamente ne sono seguite altre, tutte con editori diversi. 
Non mi piace filosofeggiare sui motivi che spingono uno scrittore a prendere carta e penna, ritengo che ognuno abbia i suoi, ed è giusto che sia così. 
Per quel che mi riguarda posso dire che quando scrivo parlo ai miei fantasmi, quelli che ho dentro e che lascio uscire di tanto in tanto. Ma siccome non sono tutti degli angioletti, preferisco decidere io sulle loro libere uscite.


2 - Cosa rappresenta per te questo romanzo? Perché lo hai scritto?

Mentirei se rispondessi che l’ho scritto solo per divertimento. In realtà l’ho fatto per paura e rabbia. 
Per paura: 
mi sono imbattuto in certe leggende urbane del web e dintorni, che ho voluto approfondire e mi hanno lasciato sconcertato, soprattutto perché alla fine, di leggende, hanno ben poco. Le cose che ho letto, gli approfondimenti che ho fatto, mi hanno messo a disagio, al punto che non ho scelto io di scrivere questa storia, ma ne sono stato costretto. 
Per rabbia: 
troppi episodi di cronaca, oggi, ci raccontano una realtà in cui le vittime di soprusi la pagano sempre cara, mentre i loro carnefici quasi mai. 
Questo romanzo è dunque un esorcismo contro la mia paura, e un grido di ribellione contro il mondo malato di oggi.