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giovedì 27 ottobre 2016

Raccontami il mare di Alessandra Bucci Recensione

Buonasera cari lettori! La seconda recensione di oggi è dedicata ad un'autrice che ho avuto già modo di conoscere e di apprezzare: Alessandra Bucci. Nel suo ultimo lavoro, Raccontami il mare, la poesia e l'amore per il padre prendono il sopravvento e rendono la storia piena di emozioni e di istanti magici e da ricordare per sempre. Il suo stile si conferma delicato ed intenso.




Titolo: Raccontami il mare
Autore: Alessandra Bucci
Editore: L'Erudita
Pagine: 118
Prezzo: 13,00
Uscita: Settembre 2016

venerdì 23 ottobre 2015

Intervista ad Alessandra Bucci, autrice di Donne

Buon venerdì! Oggi doppio post! Il primo contenente l’intervista che gentilmente mi ha rilasciato la scrittrice Alessandra Bucci, di cui ho recensito la raccolta di racconti intitolata Donne. Un’antologia emozionante e ricca di riflessioni che mi ha colpito davvero molto.

Per chi si fosse perso la recensione può leggerla qui.


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Salve Alessandra, grazie per aver accettato questa intervista.


1 - Com’è nato l’amore per la scrittura e quando ha iniziato a dedicarsi seriamente ad essa?

Sono un'insegnante di lettere ed amo profondamente l'arte in tutte le sue forme. Da sempre amo dipingere (le copertine di entrambi i miei libri riportano due miei disegni) e solo da qualche anno mi sono dedicata alla scrittura. Circa un anno e mezzo fa ho aperto una pagina facebook, Il mondo di Alessandra B., dove, quasi per gioco, ho iniziato a scrivere pensieri e poesie che da qualche tempo tenevo chiusi in un cassetto. Con enorme piacere mi sono accorta che i miei scritti erano molto apprezzati e ciò poi mi ha spinto a pubblicare il mio primo libro di poesie “I sentieri dell'anima” uscito ad ottobre dell'anno scorso. Dalla poesia al racconto il passo poi è stato breve. Man mano le pagine facebook sono diventate tre e ora non potrei mai fare a meno di scrivere ogni giorno pensieri, poesie, ecc.

2 – Perché ha scelto di scrivere un libro sulle donne?

Ho deciso di dedicare questo mio nuovo lavoro alle donne perché sono convinta che il mondo interiore femminile sia molto più complesso di quello maschile. Ho cercato di far luce su certi aspetti misteriosi di questo mondo così affascinante e analizzando le mie donne, la loro interiorità, studiavo anche me stessa cercando di comprendere alcuni processi a volte totalmente imprevedibili e difficili da spiegare. Nell'affrontare le varie problematiche ho tenuto conto delle mie personali esperienze ma soprattutto mi sono ispirata alle testimonianze di tutte quelle donne che, durante l'arco della mia vita, hanno lasciato in me un segno indelebile regalandomi profonde emozioni.

3 – Quali difficoltà ha incontrato nella stesura?

Devo essere sincera, non ho incontrato grosse difficoltà, tutte le tematiche toccate, hanno da sempre attirato il mio interesse. Ho scritto il libro di getto in pochi mesi. Anche gli incastri tra una storia e l'altra sono arrivati in modo molto naturale, come se fossero stati scritti in me da sempre.

4 – C’è stato un momento in cui ha pensato di abbandonare tutto?

Sono una persona molto determinata con tanti difetti ma con un pregio di cui vado molto fiera, la costanza. Se mi metto in testa una cosa, sicuramente la porto a termine quindi l'idea di abbandonare tutto non mi ha mai sfiorata.

5 – Ci racconti la natura intima e profonda delle sue storie.

Sono molto empatica ed emotiva, come già detto la scrittura per me è terapeutica e spesso, leggendo un libro o guardando un film, le mie emozioni si trasformano in lacrime, tanto intenso è il mio fermento interiore. Scrivendo riporto le mie emozioni o le emozioni di altre donne nero su bianco cercando di indagare all'interno del mio mondo ma nello stesso tempo all'interno del mondo di qualsiasi donna e mentre lo faccio spesso le mie emozioni tornano prepotentemente a galla, gli occhi diventano improvvisamente lucidi e un nodo mi stringe alla gola. Durante la rilettura dei miei racconti succede esattamente la stessa cosa, come se quei pensieri, quelle parole non fossi stata io a scriverle. Le mie storie, che spesso sono storie vere, appartenenti a donne a me molto care, prendono vita ad ogni rilettura e con esse riaffiorano tutte le emozioni provate durante la stesura.

6 – La solidarietà femminile è il tema principale. Cosa pensa al riguardo in riferimento alle donne di oggi? Esiste o no?

Penso ci siano donne e donne. In genere le donne di oggi sono donne molto competitive. Ve ne sono alcune che lo sono solo in particolari circostanze e, poi, quando incontrano donne a loro affini, cambiano completamente. Quando tra donne c'è sintonia, il loro legame è indissolubile e la loro energia diventa capace di fare miracoli. Io mi reputo molto fortunata, ho intorno a me molte donne preziose e corrette, sulle quali posso contare in qualsiasi momento.

 7 – L’amore, gli affetti, l’amicizia sono argomenti trattati con rispetto e delicatezza. Quanto crede davvero in questi sentimenti e nella loro affermazione?

Credo che ogni individuo abbia bisogno di amicizia e amore per sviluppare una corretta ed equilibrata immagine di sé. Credo profondamente nell'amicizia, penso che sia un sentimento tanto importante quanto l'amore. Altrettanto importante è l'affermazione di tali sentimenti. Se gli altri ci restituiscono un'immagine positiva della nostra persona, siamo stimolati a fare altrettanto e a migliorare sempre più.

8 – Qual è il messaggio che desidera colgano i lettori?

Il libro si chiude con la frase: “Forse basta non perdere mai la speranza”. Ed è proprio questo il messaggio che voglio trasmettere: qualsiasi cosa la vita ponga sul nostro cammino, si può superare. Ogni evento genera in noi un cambiamento che ci porta a ritrovare un nuovo equilibrio, a rinascere ogni volta. L'invito che porgo a me stessa e a tutte le donne che leggeranno il libro è quello di darci da fare con tutte le nostre forze affinché la rinascita si realizzi, anche quando tutto sembra perduto e gli ostacoli insormontabili perché la vita è in grado di sorprenderci ogni volta.

9 -  Cosa significa per lei questo libro?

Pubblicare un libro, in particolare un libro intimo come “Donne” non è facile. Significa mettersi a nudo, esporsi a critiche anche perché in esso ho toccato argomenti molto delicati ed espresso pareri con i quali si può essere benissimo in disaccordo. Nonostante tutto, la voglia di condividere certe emozioni con gli altri è stata più forte di tutte le mie paure ed ogni volta che ricevo un apprezzamento o qualcuno si riconosce nelle mie parole, le condivide in pieno, per me è un'immensa gioia.

10 – Ad oggi con la pubblicazione, si è pentita di qualcosa e vorrebbe cambiarla?

Ogni tanto rileggendo qualche passo del libro magari mi viene in mente una parola più adatta o mi sfiora il pensiero che alcuni concetti avrei potuto approfondirli, ma complessivamente sono soddisfatta del mio lavoro anche perché il libro ha avuto tante recensioni, finora tutte positive.

11- Chi è Alessandra Bucci nella vita di tutti i giorni?

Alessandra è una moglie, una madre di due bambini, un maschio di 11 anni ed una femmina di 8 anni, che cerca a fatica, sempre in bilico, ma senza mai perdere completamente l'equilibrio, di portare avanti i suoi mille progetti. E' anche una sportiva che corre quasi tutti i giorni sulla riva del suo amato mare ed un'insegnante di lettere che adora profondamente la poesia, la letteratura e l'arte in generale.

12 – Quali sono i suoi autori preferiti?

Per quanto riguarda la poesia adoro Neruda, Dino Campana, Zanzotto ed Alda Merini per fare sono alcuni nomi. Per ciò che concerne la letteratura, invece, amo tutta quella del Novecento in particolare.

13 – Cosa prova quando scrive?

Scrivendo trovo pace, mi elevo dal grigiore della vita quotidiana, colmo i miei vuoti interiori e vado avanti con rinnovata speranza.

14 – Se dovesse dedicare il suo romanzo a qualcuno, a chi lo dedicherebbe?

Il libro si apre con una poesia intitolata “A tutte le donne” che è appunto una dedica a tutte le meravigliose creature del mondo femminile, in particolare a tutte quelle incontrate lungo la mia strada che mi hanno insegnato qualcosa.

15 – Le chiedo di lasciarci con una citazione del suo libro.

 Con immenso piacere. Questo è uno dei passi che amo di più:

“Dentro di lei stava crescendo la convinzione che ogni individuo porti con sé un fardello di oscuro, palpitante dolore, a volte a vista, stampato fra le severe rughe del viso, racchiuso in una sfumatura dello sguardo, in una contrazione involontaria delle labbra, a volte chiuso nel profondo, nelle intime stanze dell'anima. Qualcuno è condannato a trascinare un grosso macigno, qualcun altro ha solo qualche sassolino da portare con sé. Chi lo fa con fatica, chi con dignità ed eleganza contrapponendo al peso del dolore un fagotto di scampoli di gioia raccolti lungo la strada per restare in equilibrio e non cadere sotto il peso dei propri crucci, delle proprie ansie, dei propri pensieri.”



venerdì 9 ottobre 2015

Donne. Sette racconti, un'unica storia di Alessandra Bucci Recensione

Buon venerdì cari lettori! Alle porte di questo nuovo weekend vi lascio la recensione di Donne, un’antologia di brevi racconti pubblicata dalla scrittrice e poetessa Alessandra Bucci. Sette storie che inscenano l’universo femminile in tutta la sua interezza e complessità, con coraggio e fragilità, attraverso la penna e lo stile delicato e premuroso dell’autrice.

Una lettura che vi consiglio di fare perché non solo in essa potrete riconoscervi ma vi infonderà consapevolezza e perché no, speranza.




Titolo: Donne
Autore: Alessandra Bucci
Editore:Intermedia
Pagine: 120
Genere: Racconti
Prezzo: € 12,00
Uscita: 2015


TRAMA

Sette racconti, un'unica storia. Ogni racconto ha una donna come protagonista e affronta un tema scottante e delicato del nostro tempo: la depressione, l'omosessualità femminile, la crisi di valori, il risveglio dopo il coma, la sterilità, il tradimento. Ogni storia è collegata alla successiva e l'ultima si ricollega alla prima come a chiudere un cerchio ideale e perfetto. Anche il numero sette non è stato scelto a caso, esso rappresenta la completezza, l'universalità, la mediazione tra cielo e terra.

Alessandra Bucci è nata a San Benedetto del Tronto (AP) il 24 aprile 1972. Vive a Martinsicuro lungo la costa adriatica, con la sua famiglia. Ha due figli e una gatta e insegna lettere presso la scuola secondaria di I grado del suo paese. Ama qualsiasi forma di arte e nel tempo libero dipinge, scrive poesie e fa lunghe corse sulla spiaggia. Le sue emozioni si trasformano in immagini e parole e, a volte, prima realizza un quadro e poi da esso trae ispirazione per scrivere poesie.




Un splendida poesia scritta da Alessandra Bucci e dedicata alle donne, introduce il lettore all’interno di questo piccolo mondo al femminile che si pone sin da subito come un luogo a tratti incantato, altri estremamente tragico e crudele, nel quale sono assolutamente le donne, uniche grandi protagoniste di una serie di racconti scritti con delicatezza e rispetto.

Donne è un’antologia di brevi scritti, ognuno dei quali ha un personaggio femminile che occupa il ruolo centrale all’interno di un palcoscenico, che nonostante sia realizzato con l’immaginazione e la vena creativa dell’autrice, è pieno di realismo, di vita e di un esistenzialismo fondato sulla ragione ma anche sulla passione e sull’istinto.

Le donne, anima dell’universo, madri, mogli, amanti dell’umanità, appaiono nella loro grandiosa essenza, piene di forza ma anche di innegabile fragilità. Uniche vere signore di un castello a volte distrutto, altre lezioso, lussureggiante, pieno di luce e di folgore, dame e schiave, contadine e streghe, tanti volti, immagini, visioni di un unico ed acuto impressionismo femminile che incide l’animo di chi legge per la sua sincerità e prontezza.

“Cibo assai prelibato per l’insaziabile uomo, colonna di pietra dalle morbide forme, sorregge i pesi e attutisce i colpi. Figlia, amante  e madre e tanto ancor di più, crede nelle favole e di notte in notte riflette nella luna la faccia ch’ha da mostrar.”

Ho amato questi versi che in poche e ravvedute parole esprimono con pienezza e passione l’essenza della donna in tutta la sua qualità intrinseca di colei che possiede e che è posseduta.
La donna è generatrice di vita, in essa scorrono qualità divine ma nello stesso tempo è preda di debolezze e di presunte inferiorità che nel corso dei secoli hanno segnato il suo cammino verso quella libertà.

Ma Alessandra Bucci è qui per raccogliere i cocci di quella ribellione e di quel desiderio di affermazione. E’ qui per risanare le ferite delle delusioni e degli abbandoni raccontandoci storie di donne nelle quali oltre ad esserci la verità della vita, c’è anche il sapore dolce della speranza.
Sette sono i racconti perché sette sono i significati che si celano all’interno del nostro universo, le improbabili interpretazioni e soprattutto perché sette unisce il quaternario terreno con il ternario divino. Sette perché unisce terra  e cielo e la donna è come una dea che percorre a piedi nudi la terra.

Sette sono le donne che raccontano le loro esperienze, i momenti tristi e quelli felici, il destino legato ai loro nomi e l’inevitabile lotta che contraddistingue la loro insperata sopravvivenza. Dolores è la più debole, colei che abbraccia il suicidio e vorrebbe salvarsi perdendo se stessa.

E’ con lei che inizia un percorso leggero ma non per questo superficiale attraverso altre sei voci, a tratti voraci, altre posate, molte concentrate sulla possibilità di venire fuori dall’incubo dell’insoddisfazione. Nel mentre viaggiamo a braccetto con quelle storie, non mancano momenti di profonde riflessioni e di piccoli consigli che appaiono come visioni ben incastrate tra l’immaginazione e la realtà.

“Qualcuno è condannato a trascinare un grosso macigno, qualcun altro ha solo qualche sassolino da portare con sé. Chi lo fa con fatica, chi con dignità ed eleganza contrapponendo al peso del dolore un fagotto di scampoli di gioia raccolti lungo la strada per restare in equilibrio e non cadere sotto il penso dei propri crucci, delle proprie ansie, dei propri pensieri.”

Nelle parole del’autrice sentiamo premura, dolcezza, intimità. Ella conosce il mondo che sta raccontando, nasce dalla sua stessa esperienza a contatto con donne che conosce. Il suo linguaggio è premuroso, compassionevole, delicato, mai irriverente, sempre giusto e misurato. Elegante, preciso, affabulatorio, cadenzato, capace di donare piccoli momenti di angoscia ma anche di presa di coscienza necessaria per andare avanti e per affrontare persino il più terribile degli ostacoli.

Le donne raccontate sono molto diverse tra loro ed è proprio per questo che è sicuro come la morte che ognuna di voi si riconoscerà in una di esse.
Dolores ha bisogno di aiuto, Giulia ha bisogno di una strada. Ella rappresenta il lato forte della vita, il successo, la caparbietà, la sicurezza, l’intraprendenza, mentre Livia coglie l’aspetto più sensibile e anche deleterio dell’esistenza. Quello che consuma e che stordisce. E’ una sensitiva che nonostante abbia un marito e un figlio, s’innamora di una donna, rappresentando così la parte più selvaggia e indolente dell’animo femminile.

Il passato è uno scoglio pesante da superare e ogni racconto, ogni storia è diretta verso una rivelazione, una sorta di epifania che accompagna tutte le vicende, concludendosi poi come un cerchio nel momento finale. Tutto è percorso da una volontà di consapevolezza, da una sorta di scoperta necessaria per procedere e per non fermarsi davanti a nulla. Ogni donna legata ad un’altra donna è un modo per riannodarsi alla vita, uno scambio di sensazioni, di dolori, di crescita che comporta una riconciliazione con l’esistenza e soprattutto con il proprio essere.

“Giulia, quella famosa sera, aveva dovuto svoltare a sinistra anziché a destra, come faceva abitualmente, per ristabilire contatti con il suo passato, per sciogliere nodi che ostacolavano la sua crescita personale, il suo equilibrio.”

Lo stile di Alessandra Bucci è semplice ma coraggioso, vicino all’animo femminile, capace di sondarlo, di mostrarlo senza ferirlo, di raccontarlo senza denudarlo maliziosamente, evidenziando le tempeste e i momenti di quiete che lo rendono interessante e condivisibile.
La donna in tutte le sue sfumature con ombre ed oscurità. Rigore ed emozione, regole e desideri, ammissioni e colpe. Le voci diventano un unico afflato. Un flauto incantato di sogni e melodie non privo di angolazioni e di spigoli che lasciano intravedere la morte.

La storia di Ottavia è quella che mi ha colpito di più. Intensa, deliberata, passionale e fugace così come può essere l’amore. Ma quello verso non coglie limite, non permette isolamenti. Una bellissima storia che insegna a non smettere di sperare ma soprattutto a non permettere che un atteggiamento sbagliato verso la vita, di pessimismo e di abbattimento, possa impedire di apprezzare e di cercare ancora una possibilità vera di amare.

“L’amore vero lo leggi negli occhi di chi l’ha trovato ed è contagioso. Produce un’energia vorticosa che travolge anche chi ne vede solo il riflesso. Una speranza crebbe improvvisamente in lei. Anche lei lo avrebbe trovato. O, per lo meno, ci avrebbe provato.”

La storia di Carmen è invece rischiosa, vissuta di cuore, di pancia, avvolta nel bozzolo della sensualità e delle emozioni. Mostra il lato diretto della vita, quello che davanti ad un bivio, ti spinge a scegliere la strada che non hai ancora percorso, quella che non conosci, quella che però ti incita a vivere.
Poi ci sono Irma ed Emma che a loro volta mostrano come sia possibile dopo un evento drammatico cambiare prospettiva sulla vita e come da donna sia forte il desiderio di diventare madre, prendendo in esame qualsiasi possibilità di procreare fino all’adozione.

Alessandra Bucci non tralascia nulla e dipinge con maestria e giudizio i volti delle donne con affondi perfetti nella loro riconoscibilità che non lascia indifferenti proprio per la preziosità delle riflessioni che emergono e per la magia che ogni storia ti lascia addosso.
I racconti sono tasselli di un cerchio che nelle ultime pagine è portato a compimento come un disegno maturato e realizzato al fine di rappresentare un importante insegnamento.
La donna come un cristallo che riflette le sue infinite sfaccettature, come un diamante prezioso ed indimenticabile.

Donne che cercano aiuto, che danno aiuto, cura, contatto. Tutte le protagoniste hanno bisogno di sentire e di sentirsi parte di qualcosa.
Un libro che è come una custodia che protegge i sentimenti puri e le emozioni fragili. Qui non ci sono filtri di sorta, non ci sono giri di parole né virtuosisimi per impressionare i più creduloni, qui c’è solo la semplicità di un’autrice che parla con il cuore spoglio da qualsiasi protezione. Lo sguardo aperto e pulito, le mani che offrono amore.

Dopo aver letto senti addosso una strana sensazione di accoglienza e di calore. Come se avessi trovato un bel posto in cui stare, in cui poter stare, senza dare spiegazioni, senza bisogno di presentazioni. Intravedi le tue stesse paure, le ciglia tremanti e le labbra socchiuse, un po’ felice e un po’ impaurita comprendi che da sole non si va da nessuna parte, che bisogna trovare il punto d’incontro per risanare tutte le nostre brutture ed incertezze. Risanare, riconciliare, abbracciare. 

Ecco, questo libro sembra un unico grande abbraccio rivolto a tutte le donne da una donna capace di curare con le parole, come un’amica. Cara e vicina. Ed io sono qui per ricambiarlo quell’abbraccio.