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lunedì 28 settembre 2026

Recensione: VILLA COCO di Andrew Sean Greer

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice La nave di Teseo, oggi vi parlo di Villa Coco di Andrew Sean Greer.

villa coco

di Andrew Sean Greer
Editore: La nave di Teseo
Pagine: 320
GENERE: Narrativa
Prezzo: 11,99€ - 20,00€
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Alla fine degli anni novanta, Geoffrey – giovane archivista americano deciso a lasciarsi alle spalle il caos dei sentimenti – arriva in una villa sulle colline toscane per catalogare una misteriosa collezione d’arte. Ad attenderlo c’è la Baronessa Lisabetta, che gli amici chiamano Coco: novantadue anni, un passato ambiguo, un gusto infallibile e una vita costruita tra verità e finzione. Intorno a lei, una casa popolata da artisti, servitori, fantasmi e segreti. E una collezione che sembra oscillare, come tutto quello che circonda la Baronessa Coco, tra realtà e invenzione. Quello che doveva essere un lavoro ordinato e razionale, utile a cercare un nuovo equilibrio dopo i bagordi universitari, si trasforma ben presto in un curioso apprendistato alla vita, un inaspettato percorso fatto di scoperte e rivelazioni: Geoffrey impara a guardare, a raccontare, ad amare. E soprattutto a dubitare – delle opere, delle storie, di se stesso. Tra passioni irrisolte, identità incerte e continui slanci verso nuovi inizi, Villa Coco è un romanzo di formazione atipico, ironico e malinconico: una commedia elegante in cui Andrew Sean Greer intreccia desiderio, illusione e ricerca di sé, esplorando il sottile confine tra autenticità e invenzione e suggerendo che, a volte, la verità più profonda nasce proprio da ciò che scegliamo di raccontare.

RECENSIONE

Villa Coco di Andrew Sean Greer è una lettura divertente e sfrontata ma anche piena di colpi di scena. Una commedia che nasconde, sotto un velo di lucida eleganza, un'acuta meditazione sull'illusione, sull'identità e sull'arte di inventarsi la vita. 

Geoffrey, un ventunenne archivista americano rigido e pieno di buone intenzioni, arriva in Toscana, convinto di trovare nella catalogazione razionale della collezione d'arte della Baronessa Lisabetta detta Coco, un rifugio dal caos emotivo della giovinezza. Geoffrey somiglia inizialmente a un «burattino pre-incantesimo», convinto che il mondo e l'arte rispondano a inventari precisi e liste rigorose. 

Tuttavia, la dimora della novantaduenne Baronessa si rivela un labirinto barocco popolato da un campionario di eccentrici irresistibili: la cuoca Nimali con il suo mantra "La vita è dura, ma andiamo avanti!", il tuttofare libanese Ghazel, la nobile britannica Pippa e la pittrice italo-algerina Estelle. La collezione d'arte della Baronessa non è di certo un museo anche se è quello che appare. In realtà è una creatura viva dove il valore delle opere oscilla liberamente tra autenticità e contraffazione, guidato solo dal gusto e dalla risonanza emotiva. 

La Baronessa Coco è senza dubbio una maschera teatrale in senso buono, così indomabile e amoralmente affascinante. Non importa se il suo titolo sia comprato o se la sua collezione sia infarcita di falsi d'autore; la Baronessa è una grande regista dell'esistenza che rifiuta la vittimizzazione e trasforma ogni dramma in commedia. Il suo supremo insegnamento "nella vita, il segreto è sapere quello che vuoi" è il succo del romanzo, ed è anche la vera lezione di tutta la storia. Goffrey soprannominato per un errore di intendimento Giovedì, è un ragazzo onesto, sottoposto a un atipico apprendistato sentimentale e culturale. Parte dal presupposto che il suo lavoro, cioè archiviare, sia qualcosa di metodico, scevro di qualsivoglia errore, pulito e moralmente ineccepibile. Imparerà invece che la vita non si lascia catalogare e che per diventare adulti occorre abbandonare la rigidità delle aspettative. 

Giacomo è il cugino timido e tormentato della baronessa, emblema della tentazione del compromesso borghese. Giacomo cerca di incastrare il desiderio in una recita socialmente accettabile (il matrimonio di facciata, il progetto di un palazzetto diviso a Milano), rivelando la paura di vivere liberamente la propria natura. Altri due personaggi insegnano in qualche modo qualcosa all'interno del romanzo: Oscar, l'anziano esteta mostra quanto sia sbagliato essere"pigri in amore", ed Estelle, l'artista e falsaria che comprende come l'invenzione possa proteggere e sublimare la realtà. 

La verità è difficile da raggiungere in questa storia che riesce a far sorridere, riflettere e anche un po' commuovere. Ci sono manipolatori e vittime di menzogne a fin di bene, ci sono tante scelte che dimostrano che nessuno è innocente. La Baronessa è l'esempio di ciò che si è disposti a fare per raggiungere ciò che si desidera e di quanto la libertà e l'arte siano espressione della più alta forma di genialità umana. Geoffrey è giovane, senza esperienza, si trova a vivere situazioni molto più grandi di più, con personaggi che hanno fatto dell'astuzia la loro ragione di vita. Quando capirà che cosa è successo davvero durante il suo soggiorno in Toscana, scoprirà di non essere più lo stesso perché ha imparato a vedere le cose per quello che sono, pagando un prezzo molto ma molto alto: la sua giovinezza. 

Villa Coco è un romanzo d'intelligente levità e sottile malinconia. Andrew Sean Greer evita sapientemente i triti cliché dell'Italia da cartolina, trasformando la Toscana in una quattordicesima fila di teatro da cui assistere allo spettacolo dell'esistenza. Un'opera che celebra l'imperfezione, il coraggio delle proprie scelte e l'irrinunciabile diritto di reinventarsi fino all'ultimo atto.

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