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venerdì 18 ottobre 2024

Recensione: THE CHEERLEADERS di Kara Thomas

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Giunti, oggi vi parlo di The cheerleaders di Kara Thomas.

the cheerleaders

di Kara Thomas
Editore: Giunti
Pagine: 384
GENERE: Thriller psicologico
Prezzo: 10,99€ - 17,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Cinque ragazze hanno mentito. Cinque ragazze sono morte. Non è rimasta neanche una cheerleader a Sunnybrook. Prima c'è stato l'incidente stradale in cui sono morte due ragazze. Poco dopo, altre due sono state brutalmente uccise dal vicino di casa, ma la polizia ha ucciso il killer e nessuno saprà mai il movente. La sorella di Monica è stata l'ultima a morire, e dopo il suo suicidio la Sunnybrook High ha sciolto la squadra. È successo cinque anni fa, ma Monica non riesce a dimenticare: ci sono le lettere trovate nella scrivania del patrigno, un vecchio cellulare riapparso, uno strano personaggio che si aggira per la scuola… Qualsiasi cosa sia accaduta cinque anni fa, non è finita e adesso torna a bussare alla porta. Un thriller ingannevole, un puzzle i cui pezzi si ricompongono alla perfezione. Un'autrice di spicco nel panorama dei thriller YA, conosciuta in tutto il mondo ma mai pubblicata in Italia.

mercoledì 18 settembre 2024

Recensione: LA TIGRE DELLA NOTTE di Yangsze Choo

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice HarperCollins, oggi vi parlo di La tigre della notte di Yangsze Choo.

la tigre della notte

di Yangsze Choo.
Editore: HarperCollins
Pagine: 468
GENERE: Romanzo storico/MisteryThriller
Prezzo: 5,66€ - 15,98
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Malesia, 1931. La sveglia e ambiziosa Ji Lin ha dovuto abbandonare il sogno di studiare all’università per pagare i debiti contratti dalla madre giocando a mahjong. Per questo durante il giorno lavora come apprendista sarta e la sera ha un secondo lavoro segreto in una sala da ballo. Durante una serata viene avvicinata da un venditore che la invita per un tango, al termine del quale l’uomo perde un oggetto inquietante che rimane fra le mani di Ji Lin: una fiala in vetro contenente un dito mozzato. Convinta che il dito porti sfortuna, Ji Lin chiede l’aiuto del fratellastro per restituirlo al legittimo proprietario. Anche Ren, un ragazzino di undici anni che lavorava come domestico nella casa del dottor McFarlane, nasconde un segreto. Il vecchio dottore, prima di morire, gli ha affidato un compito: trovare il suo dito mozzato tanti anni prima e seppellirlo insieme a lui. Ren ha solo quarantanove giorni per farlo o l’anima del suo padrone vagherà per sempre sulla terra. Mentre il tempo passa inesorabile e una serie di morti misteriose affligge la valle di Kinta, si comincia a sussurrare che i responsabili siano uomini che si trasformano in tigri. E i destini di Ren e Ji Lin si incroceranno in un’avventura oscura e in un mondo crepuscolare dove i confini della realtà e della magia sono sempre più sottili ogni giorno che passa.

mercoledì 11 settembre 2024

RITORNO A CASA di Kate Morton

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice HarperCollins, oggi vi parlo di Ritorno a casa di Kate Morton.

ritorno a casa

di Kate Morton
Editore: HarperCollins
Pagine: 606
GENERE: Narrativa storica/Family Saga/Mistery
Prezzo: 8,99€ - 20,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2024
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Adelaide Hills, Vigilia di Natale 1959. Non si registra un’estate così calda da decenni. Strizzando gli occhi verso il sole, tutti si chiedono quando quel caldo torrido li lascerà in pace. È il tramonto della Vigilia di Natale, quando Percy Summer, il fattorino del paese, si avventura tra le colline e fa una scoperta agghiacciante. Nei pressi di una sontuosa tenuta di campagna, una donna e i suoi bambini si sono appisolati dopo un picnic. O almeno questo è quello che Percy ha creduto a una prima occhiata: in realtà sono tutti morti. La polizia apre un’indagine e la piccola città di Tambilla sprofonda in uno dei casi di omicidio più sconvolgenti della storia dell’Australia Meridionale. Londra, dicembre 2018. Jessica Turner-Bridges è una giornalista in cerca di una storia. È stata licenziata e ha un disperato bisogno di lavorare. Una telefonata improvvisa, però, la richiama nella sua città natale, Sydney. L’amata nonna Nora è ricoverata in ospedale in seguito a una caduta e, quando Jess va a trovarla, sembra non sia rimasto nulla della donna coraggiosa che conosceva. Incuriosita dalle parole incomprensibili che la nonna le sussurra, Jess inizia a scavare nella polvere di Darling House, la casa della sua infanzia, e quello che scopre è sconcertante: il terribile omicidio della Vigilia di Natale del 1959 è rimasto irrisolto per decenni e pare abbia inquietanti collegamenti con la famiglia di Jess, che cercava una storia, ma non immaginava di imbattersi proprio nella sua.

giovedì 8 luglio 2021

Recensione: IL BUIO NON FA PAURA di Pier Lorenzo Pisano

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la Casa Editrice NNEditore, oggi vi parlo di un romanzo breve, dalla trama molto accattivante per chi, come me, ama certi tipi di atmosfere, un po' oniriche e oscure. Il buio non fa paura di Pier Lorenzo Pisano è il libro che fa per voi se amate quello che ho appena detto!

il buio non fa paura

di Pier Lorenzo Pisano
Editore: NNEditore
Pagine: 176
GENERE: Mistery/Thriller
Prezzo: 7,99€ - 16,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2021
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Gabriele ha due fratelli, e vive con la mamma e il papà in un piccolo paese di montagna. I tre ragazzini crescono spensierati tra giochi e corse nei campi quando, una sera, la madre va nella stalla a prendere il latte per Gabriele e viene inghiottita dal buio. I bambini si trovano così ad affrontare la sua assenza e lo strazio del padre, mentre in paese circola voce che di notte una bestia terribile sta uccidendo gli animali. Una sera Gabriele segue il padre e gli uomini nella caccia al mostro, e si trova improvvisamente da solo, al buio nel bosco, noché una spaventosa creatura d’ombre gli si avvicina, lo raccoglie e lo abbraccia. Da quel momento Gabriele dovrà lottare per salvare quella creatura contro un mondo di adulti che non può ascoltarlo, e che nell’odio trova la sua dimensione di comunità.

giovedì 13 agosto 2015

L'antiesorcista di Paolo Grugni Recensione

Eccomi con il secondo post di oggi riguardante la recensione di un romanzo dalla storia contrastante e molto provocatoria perché tocca un argomento delicato e scandaloso insieme: l’esorcismo e soprattutto la visione di una Chiesa altamente discutibile. Il romanzo s’intitola L’antiesorcista di Paolo Grugni, pubblicato da Novecento.


Ditemi come sempre cose ne pensate!



Titolo: L'antiesorcista
Autore: Paolo Grugni
Editore: Novecento
Pagine: 227
Genere: Thriller
Prezzo: € 9,90
Ebook: € 4,99
Uscita: Marzo 2015

 Trama
Chi è Josh Maine? Un serial killer ossessionato dai prelati? Un angelo sterminatore? L’Anticristo in persona? O, forse, semplicemente un uomo alla ricerca della sua vendetta, consapevole di una verità così poco accettabile da non poter nemmeno essere sussurrata tra le ombre di un confessionale? Contro Maine si erge un misterioso, potentissimo ufficio della Chiesa cattolica demandato alla missione estrema: la lotta contro il Demonio. Una Roma livida, inquietante, oscurantista fa da sfondo alla massacro che Maine conduce come una vendetta. Una massacro che si accompagna a una discesa nei meandri di una cospirazione che scavalca ogni parametro della fede, allargandosi a un progetto di dominio globale delle coscienze che va ben oltre il demoniaco. Il romanzo sfrutta gli stilemi dei noir per indagare nel mondo degli esorcismi (tra l'altro è recente la notizia di un corso per esorcisti organizzato presso l'Università Europea di Roma) e svelare gli inganni, le truffe e i raggiri che vi si nascondono. Un forma di controllo della credulità popolare non dissimile dalle pratiche di maghi e stregoni e guaritori che infestano l’Italia. Partendo dal fenomeno dell’esorcismo, il libro si trasforma in un’accusa contro la Chiesa e le sua malefatte storiche e recenti. “L’Antiesorcista” è un romanzo che non ha paura di puntare il dito contro uno dei grandi mali che attraversano da sempre la storia dell’umanità: la fede in un Dio che non esiste. "L'inferno in Terra ha una porta. Si chiama Vaticano. Da un autore - culto l'opera più eretica di sempre". (Alan D. Altieri)

Paolo Grugni (Milano, 1962), oltre a L’Antiesorcista, ha pubblicato sei romanzi: Let It Be (Mondadori, 2004), Mondoserpente (Alacrán, 2006), Aiutami (Barbera, 2009), Italian Sharia (Perdisa Pop, 2010), L’odore acido di quei giorni (Laurana, 2012) e La geografia delle piogge (Laurana, 2013).




L’antiesorcista è un romanzo denso di riflessioni, di stoccate, di rimproveri sull’operato della Chiesa e su tutti coloro che si considerano messaggeri di Dio in terra. I preti, in primis, come tutti coloro che si occupano di diffondere la parola del Signore, così come se fosse una vera e propria missione, avvantaggiata dalla presenza opprimente del Vaticano, diventano simbolo di un sistema oltraggioso, agli occhi dell’autore, e costruito ad arte per attanagliare la mente e l’anima delle persone affinchè la loro intelligenza e il loro apparente libero arbitrio, in questo caso l’assoluta libertà di scegliere  a cosa credere, diventi merce assoluta e di scambio di un totalitarismo religioso senza eguali. 

Paolo Grugni scrive un giallo molto articolato, nel quale si mescolano omicidi che si susseguono velocemente e una presenza opprimente e dilaniante, costituita dal Vaticano e dai suoi più alti rappresentanti. Ma la sua attenzione si rivolge in particolare ad una speciale categoria di coloro che rappresentano il Signore, ossia gli esorcisti. E’ contro il loro operato che la penna dell’autore si scaglia, creando un intreccio ad arte che tende a evidenziare lentamente, senza mai perdere il tono chiaro e assordante, le falle che si trovano alla base di questa presunta istituzione che dovrebbe difendere i deboli mentre non fa altro che approfittare della speranza e dell’ignoranza di tutti coloro che hanno una fede.

A dispetto di un qualsiasi giallo nel quale l’assassino si conosce solo alla fine, qui sappiamo fin dalle prime pagine chi è l’antiesorcista. Si chiama Josh Maine e lavora all’ambasciata. La sua vita è estremamente complicata, caratterizzata da un passato turbolento nel quale egli stesso ha avuto a che fare da vicino proprio con quella sezione del Vaticano che si occupa dell’esorcismo. Da giovane volle diventare prete e in questo modo potè valutare in prima persona e vedere con i propri occhi quanto di marcio si cela dietro il velo della Chiesa. Ne fu disgustato a tal punto da passare dalla parte opposta, essendo sorretto e guidato in questo cammino di comprensione e conoscenza, da una figura misteriosa ed estremamente inserita all’interno del gruppo più vicino al capo della Rinascita, ossia l’organizzazione che si occupa proprio di lottare contro tutti coloro che vengono considerati sovvertitori dell’ordine stabilito. 

Maine è solo. Su di lui ricade tutta la responsabilità di giustiziare qualsiasi figura che si arroghi il diritto di praticare una qualche forma di esorcismo e che abbia a che vedere con la presunta credenza nel demonio, nella superstizione, persino nella magia.
L’atmosfera che si respira nel romanzo è bianca e nera, tranciata di netto, assolutamente suddivisa in due parti, dominata da due folgori, eccezionalmente significative e tuonanti. Da un lato l’antiesorcista che uccide con un’arma bianca e gira il mondo intero pur di liberarlo dalla presenza malata ed ossessiva di tutte quelle figure che con il loro operato sbagliato e sinistro, si approfittano di chi crede realmente in Dio, e dall’altro gli esorcisti stessi e i preti membri della Rinascita, capeggiata da Padre Throma, un individuo malefico e terribile che apparentemente si comporta come se fosse l’ultimo paladino rimasto in vita di quella giustizia che deve a tutti i costi proteggere la vera fede ma dall’altro, nel suo privato, non è altro che un malato, un semplice e piccolo uomo che si approfitta di coloro che si credono impossessati dal demonio, per usufruire sessualmente delle loro rimostranze senza alcuna remore.

Maine è un uomo ferito da una perdita molto grave, quella che lo ha visto rinunciare alla sorella, scomparsa molti anni prima senza lasciare nessuna traccia. Si teme un coinvolgimento della malavita e soprattutto della Chiesa, che non a caso, per il protagonista, diventa non solo una missione ma anche una sorta di vendetta privata.

“Era una lotta senza fine, un esorcista ucciso veniva immediatamente sostituito da un altro, più cattivo, più maligno, più perverso. Avrebbero dovuto essere in molti a ripulire il mondo dagli esorcisti per sperare di poter, un giorno, cantare vittoria. Ma Maine era solo e tale sarebbe rimasto.”

Il potere ecclesiastico viene denudato e impoverito di qualsiasi concezione religiosa che possa in qualche modo salvarlo. L’autore non perdona e spoglia il Vaticano, con tutta la sua incredibile lotta contro il demonio, di qualsiasi valenza positiva, definendolo soltanto un sistema perverso, sporco e manipolatore. Un potere oscurantista e fuorviante, teso soltanto ad impressionare e a rendere inermi gli uomini per comandarli e per serpeggiare nella loro mente fino ad impadronirsi di ogni volontà.
Gli esorcismi, alta manifestazione della lotta contro il male, vengono definiti messinscene degne dei più famosi teatri, momenti in cui tutto è organizzato alla perfezione per colpire le falle deboli dell’intelligenza dei partecipanti e condurli, inconsapevolmente, dalla parte della Chiesa.

“La cerimonia iniziò con inni e preghiere. I fedeli presero a genuflettersi e a rialzarsi, sollevando e battendo le mani al ritmo degli inni sacri. L’effetto scenico della folla adorante che si muoveva all’unisono era straordinario. La massa aveva un suo potere, un carisma dal quale era difficile rifuggire.”

Attraverso le parole dell’autore non c’è via di scampo: è tutto terribilmente finto, persino l’amore di Dio e verso Dio mostrato dai preti, sembra essere soltanto un gioco, un illusione per giocare e spezzare le credenze più radicate e stravolgerle a loro vantaggio.
Grugni non mostra pietà e mette sotto accusa l’intera categoria ecclesiastica, il mondo dei santi, quello dei papi, senza alcun ripensamento, senza mostrare alcun tipo di debolezza o di accettazione. Il suo antiesorcista agisce per il bene dell’umanità, e attraverso la morte egli libera il mondo da una presenza torbida e sconclusionata.

Il male è il punto centrale dell’intera storia, la sua è una visione distorta che vede continuamente capovolgersi il senso vero della questione. Per la Chiesa il male è il demonio con il quale camuffa tutti i problemi psicologici e psichiatrici dei fedeli, fingendo di curarli ed assoggettando così le loro menti. Per l’antiesorcista e coloro che lo sostengono, Dio non esiste e non esiste neanche il demonio, il vero male si cela nel Vaticano e in tutte quelle pratiche che distruggono l’amor proprio e la dignità delle persone.

Lo stile dell’autore è privo di macchie, essenziale, lucido, mira dritto allo scopo: coinvolgere il lettore senza neanche dargli il tempo di pensare, di fermarsi, di riflettere. E’ pieno di rivelazioni, di scoperte, di sentenze su ciò che riguarda tutto il mondo religioso. Può essere addirittura sconvolgente per chi non è pronto ad affrontare determinate concezioni, visioni della nostra realtà. Bisogna essere pronti a confrontarsi e a valutare senza lasciarsi prendere dalla particolarità di alcuni concetti che potrebbero, se non preparati, mettere su un'altra strada. Una storia che non perde tempo e non ti fa perdere tempo, che si rivela per quello che è, nella sua sanguinaria ed eretica valenza di sdoppiamento del ruolo di chi ne è coinvolto. Una missione rigenerante che dovrebbe ripulire il mondo e che ha come base una lotta antica tra il bene e il male, dimostrando ancora una volta, come le due parti continuamente si cedano il posto. 

Un fascino indiscutibile riveste eternamente il male, da qualsiasi prospettiva lo si guardi. In questo caso non è importante valutare se sia quella giusta o quella sbagliata, ma lasciarsi semplicemente coinvolgere da un giallo scritto bene e a suo modo emozionante.
L’autore concentra tutto il suo romanzo sulla figura del demonio che nonostante sia il grande assente di tutta la storia, quello più nominato e offeso, non è altro che un mezzo per valutare, invece, la presenza consistente delle due opposizioni che si giocano il vero ruolo centrale, tra benedizioni e maledizioni. Il demonio è solo una scusa, una pausa sbagliata, un equivoco, uno sgambetto per darti l’illusione di cadere in un abisso molto più grande di te, contro il quale non puoi lottare, non puoi capire, non puoi venirne fuori se non con le ossa fratturate. Ma in realtà non c’è nulla di tutto questo, non c’è nulla di così intangibile e misterioso. L’antiesorcista è un romanzo pratico, dannatamente materiale, dove il vero male lo fanno gli esseri umani, con le loro mani e le loro teste. Togliete la pellicola di protezione al vostro spirito e lasciatevi macchiare dall’immondo, non farete altro che accorgervi che è più umano di qualunque altra cosa, persino di voi.

mercoledì 5 agosto 2015

Il sussurro di Vico Pensiero di Tina Cacciaglia Recensione

Buon mercoledì cari lettori! Le vacanze si avvicinano e anche oggi voglio lasciarvi una recensione di un romanzo che riguarda la mia città e tutto ciò che concerne il suo aspetto più magico e superstizioso. Ringraziando Runa Editrice per la copia inviatami, leggerete della storia scritta da Tina Cacciaglia, intitolata Il sussurro di Vico Pensierio, un Noir popolato di leggende e di miti ambientato nella bella Napoli, con tanto di mistero e fascino.


Leggete! Aspetto le vostre impressioni!




Titolo: Il sussurro di Vico Pensiero
Autore: Tina Cacciaglia
Editore: Runa
Pagine: 260
Genere: Noir
Prezzo€ -
Ebook€ 16,00
Uscita: 2013

Trama


Nel Palazzo San Severo a Napoli, la bellissima nobildonna Maria d'Avalos venne uccisa dal marito, il principe Carlo Gesualdo, insieme all'amante: era la notte tra il 16 e il 17 ottobre del 1590. Si narra che il suo fantasma vaghi ancora nell’oscurità delle notti napoletane. Fantasmi e leggende del passato. La vita di Adriana s'incrocia con l'antica storia della nobildonna Maria d'Avalos e del suo amante e con quella contemporanea di Elena, una collega di studi trovata morta con in gola della saggina di cui sono fatte le scope delle streghe. Adriana si addentra in una Napoli a lei sconosciuta, nei rioni appartenenti alla camorra, e assieme al fidanzato, un tormentato Commissario di Polizia, inizia una indagine che la porterà a scoprire una vera e propria città nella città, immersa in antiche tradizioni, incarnate da personaggi come  Costanzo 'o Scartellato, che parla con i morti del Cimitero delle Fontanelle, o Maria 'a Putecara, che legge le carte e scaccia il malocchio. Un viaggio negli inferi che è un autentico giallo tra coinvolgenti intrecci in una Napoli popolata da fantasmi e superstizioni, immersa nell’occulto, nei misteri e nelle sue contraddizioni.

Tina Cacciaglia è nata a Napoli, laureata in Sociologia svolge l'attività di Conciliatrice Professionista, oltre a interessarsi da diversi anni di scrittura ed editoria. Ha pubblicato diversi articoli per riviste quali L'isola,  il Giornale di Cava, Il Vescovado. Una sua favola è stata letta a Radio Rai Due ed è arrivata finalista  al concorso Parole in Corsa con un brano pubblicato in antologia. Ha partecipato a Torino al Perfect Day della Scuola Holden, organizzato da Alessandro Baricco, con un breve brano, pubblicato dal quotidiano Il Denaro e dalla rivista Grazia. Il romanzo storico “La Signora della Marra”, di cui è una delle due autrici, è stato  segnalato dalla giuria del Premio Calvino 2009 come degno di merito, ed è in corso di prossima pubblicazione. Sempre nel 2009 ha vinto il primo premio Creatività e scienza, città di Salerno con un  racconto di fantascienza storica  pubblicato in antologia. Nel concorso nazionale IoScrittore 2011 è risultata vincitrice con un romanzo noir, pubblicato in ebook dal Gruppo Mauri Spagnol nel marzo 2012. Attualmente vive a Salerno con la sua famiglia e il suo cane.




“La strega li ammalia e poi li distrugge.”


Il sussurro di Vico Pensiero è un silenzioso ed inquieto viaggio all’interno della città partenopea, fingendosi un libro mentre è una feconda e capricciosa realtà che si sveste delle ignobili nomee che spesso l’hanno sporcata, per rivelarsi in tutta la sua magica presenza. Napoli si racconta prendendo come scusa una storia misteriosa che è soltanto un pretesto per far sì che la brava autrice riesca, in tutta la sua conoscenza e predisposizione narrativa, a regalarci ancora un altro quadro dell’indimenticabile città.

Morte e mistero, superstizione e maledizione, sacro e profano, magia e streghe si alternano nell’intreccio costruito ad arte e reso avvincente ed intrigante da uno stile flessuoso, a tratti antico quasi quanto le leggende che racconta.
Già il titolo richiama qualcosa di altro, un oltre incondizionato che tenta di prenderti per mano e di portarti laddove ha casa il mistero e si svelano i segreti più arcani e più pericolosi. La parola sussurro è estremamente suggestiva, sembra quasi incantare e spingere verso le nostre orecchie un suono velato e carezzevole, che giunge da lontano per sedurci e condurci verso terre misticamente ignote. Ma non sempre quel sussurro è benevolo. La storia che ci narra Tina Cacciaglia lo dimostra ma alla fine cosa importa? Che sia benedizione o maledizione ciò che scorre per le vie di quella indomita città, sono le sue storie, i suoi incanti, le sue ombre e i suoi fantasmi a rendere reale e desiderabile la sua essenza di città indimenticabile.

Il libro si apre con un caso irrisolto: la studentessa Elena viene trovata morta e le indagini non portano a nulla di costruttivo perché su tutto aleggia un mistero impenetrabile. Adriana, amica e collega della giovane uccisa, comincia ad indagare per conto suo poiché alcune coincidenze non le appaiono affatto chiare. A rendere ancora più sinistra ed inspiegabile la situazione è la presenza di Agnese, donna dalle origini sconosciute e dall’identità discutibile che inizia a corteggiare, con successo peraltro, proprio il fidanzato di Adriana, il commissario Carlo Lofrate che si sta occupando dell’omicidio.

Elena viene trovata con della saggina in gola che non è altro che il materiale con cui sono fatte le scope. Inevitabilmente si pensa alle streghe e al mondo della superstizione, soprattutto perché la stessa vittima si occupava di ricerche riguardati proprio quel mondo oscuro e misterioso. Ma Adriana non crede a tutte queste cose, pensa che maghi, streghe e fattucchiere siano soltanto baldanzosi esempi di imbroglioni e truffaldini e che l’unica realtà tangibile sia quella visibile.
Dovrà presto ricredersi come il suo amato fidanzato quando per motivi diversi ed in contesti assolutamente opposti, verranno a contatto con personaggi strani ed inquietanti e visiteranno luoghi considerati magici.

Tina Cacciaglia oltre a scrivere la sua, di storia, quella che s’incastra nell’intreccio propriamente giallo e mistery del romanzo, narra contemporaneamente anche tutta una serie di storielle, di leggende che covano  e sopravvivono nell’anima popolare della città. E così che ci conduce nel cimitero delle Fontanelle, dove si trovano le anime pezzentelle, raccontando che un tempo quelle anime rappresentate dai teschi vecchi e consunti, venivano adottate da coloro che cercavano protezione e un qualche favore.

“Certamente, i vivi sceglievano un teschio e lo poggiavano su un centrino o un cuscino, il che significava che era in corso l’adozione.”

Ancora oggi però si possono vedere fiori freschi davanti a quelle teste prive di vita, a simboleggiare che certe tradizioni non possono essere sradicate soprattutto se il popolo è tuttora convinto che da essi si possa cavare ancora un miracolo.

I personaggi del romanzo sono figure eccezionalmente solide, inserite senza sbavature all’interno del contesto napoletano da cui sono tratte dall’autrice. Sono i protagonisti di scene reali, fatte di strada, di grida, di pane e di meraviglia. Come Costanzo o’ Scartellato o Maria a’ Putecara, vecchi che un tempo se la intendevano e che adesso, proprio in mezzo a quei vicoli storti e a quelle vite spezzate misteriosamente, diventano l’emblema non solo di quella superstizione e divinazione odiata ed amata allo stesso tempo, ma soprattutto della possibile e tanto agognata soluzione.
E’ proprio nei segreti delle loro vite apparentemente indicibili, legate al culto dei morti e al superamento dei confini della religione stessa e della fede per scontrarsi con altre credenze e macchinazioni, che si nasconde il vero significato di tutta quella apparente e sconclusionata magia.

Un’atmosfera densa di fumo, di candele, di preghiere rivolte dalla parte sbagliata incarnate da una donna sinuosa e sensuale, una sirena scura, dal corpo di venere e lo sguardo di pantera: Agnese, la nipote di Costanzo, emblema di bellezza e tormento. Colei che incanterà in maniera irreversibile il commissario Lofrate conducendolo in un tunnel di perversione e di sesso, di scoperte e mistero. Una donna dal passato tormentato e torbido che cela tra le sue braccia un segreto troppo grande da poter essere anche soltanto pronunciato. E’ proprio nella sua figura di femmina battagliera, che l’autrice concentra tutta la bellezza e la maledizione della città di Napoli.
Essa è proprio come Agnese, bella da morire ma anche maledetta per quella stessa bellezza, magica e stregata, capace di incantare chiunque tenti di corteggiarla. Carlo ne è attratto ma è anche affranto da tale insidiosa meraviglia.

“E’ difficile spiegare ad una donna che l’altra donna è troppo tutta. Troppo sensuale, troppa curve, troppa carnalità, tutta offerta, tutta senza pudore, tutta senza richieste.”

Lofrate è stregato da quella presenza conturbante che non lo lascia respirare, che lo ha agguantato senza chiedere nulla in cambio, che lo ha preteso senza tirarsi indietro.
Agnese è la carnalità di Napoli, la bella città che si fa donna, femmina di sangue e possesso, figlia diretta dell’ossessione e del tormento. Tra le sue curve scorre il tragico della vita ma anche l’indemoniata passione di quel mondo oscuro che sembra essersi raccolto tutto nelle sue mani.

“Carlo seppe che non voleva e non poteva rinunciare ad Agnese. Qualsiasi cosa Adriana significasse per lui, svaniva davanti alla carne di quella donna. All’amazzone che cavalcava sesso e possesso dell’uomo.”

Tra i quartieri malfamati, le viuzze in cui perdersi, i palazzi antichi e leggendari, scopriamo una Napoli antica ed eterna piena di doni pronti per essere colti solo da chi è in grado di sentirli. Sentire i fantasmi che popolano la città di notte, come quello di Maria d’Avalos, in costante pena d’amore e di morte. Un luogo mistico e pieno di echi d’altrove, dove l’architettura diventa non solo simbolo di storie millenarie, ma diventa passaggio che intravediamo, per salire oltre il confine della nostra realtà e superare quello della porta del mito.

Napoli è tutta un mito, una leggenda, un canto che incanta ma che incute anche paura, è un luogo che non è stato mai completamente felice e come tale è pieno di sospesa malinconia. Un luogo di sangue, di battaglie, di cadaveri ma anche di sogni e speranze. E’ piena di contraddizioni e di scelte sbagliate, di risate e di infamie. Napoli non è una città, è un mondo, quello antico e quello moderno, un eterno scontro tra il popolo e la realtà. E’ negli androni dei suoi palazzi, nei quartieri storici, sulle scale che portano verso paradisi di cieli sconfinati che batte ancora il cuore della Storia.

Nel romanzo di Tina Cacciaglia, nel suo Vico Pensiero, nei suoi personaggi malinconici e solitari, nella bellezza della seduzione, dell’avvenenza e della maledizione, ci ho letto l’essenza stessa della città, ci ho letto nostalgia, sospiri, echi e lontananza. Non è una storia felice quella raccontata, non lo è neanche per l’epilogo, perché anche laddove tutto si risolve,  in essa rimane la traccia indelebile del passaggio dell’inspiegabile, così come tra le vene scure della città del mare si intravede ancora la sofferenza di un luogo troppo grande, troppo ferito e come tale inguaribile. Ma Napoli è anche e soprattutto questo, le vedi le sue cicatrici, puoi addirittura contarle, puoi stare a guardare le sue crepe, le sue discrepanze. E’ umana la città nelle parole dell’autrice, è capace di ammaliare ma non di distruggere, al limite siamo noi ad averla distrutta ma la sua anima è immortale, la sua anima ci aiuta a vivere.

                             


domenica 1 febbraio 2015

Segnalazione Rizzoli "Vicarìa" di Vladimiro Bottone

Buongiorno e buona domenica, oggi vi segnalo l’uscita di un romanzo ambientato a Napoli, scritto dal giornalista e scrittore Vladimiro Bottone, intitolato Vicarìa e pubblicato dalla Rizzoli.

Siamo nel 1841 e le vicende si concentrano tra le zone più malfamate del capoluogo partenopeo, in cui gli attori principali sono un commissario ed un bambino dal passato misterioso.
Una storia piena di misteri e di maledizioni, nella quale si respira tutta l’aria struggente e leggendaria della tanto discussa Napoli.



«Un racconto in cui purezza e perversione s’incontrano, si confondono, esplodono.» 

Corriere del Mezzogiorno






Un mistery storico vibrante e maledetto
come il cuore di Napoli.

Una scrittura elegante, un ritmo incalzante.
Un autore da scoprire senza indugi.



Vladimiro BOTTONE


VICARÌA

Un’educazione napoletana




Trama



Napoli, 1841. Il giovane commissario Fiorilli ha appena preso servizio a Vicarìa, uno dei quartieri centrali più malfamati della città. Non ha ancora fatto l’abitudine al male che ne percorre le strade, quando si trova a dover indagare sulla scomparsa di un bambino, un orfano rinchiuso nel cosiddetto Albergo dei poveri. Il piccolo Antimo aveva cercato di scappare da quell’edificio opprimente – che i napoletani chiamano anche Reclusorio o Serraglio – autentica città nella città che ospita vecchi, donne perdute e soprattutto una spaventosa massa di bambini esposti a ogni genere di pericoli. È così che la tragica storia di Antimo si trasforma per Fiorilli in un’ossessione, una ricerca della verità che gli fa incontrare Emma, insegnante di musica al Reclusorio, bella e idealista, ma che lo getta in pasto a medici avidi di carne giovane, funzionari corrotti, camorristi e sbirri cresciuti nello stesso fango. Per questa umanità varia e disperata tutto ruota intorno al tribunale della Vicarìa, la prigione della città e anche il luogo dove si svolge l’evento che i napoletani aspettano ogni settimana come unica speranza di salvezza: l’estrazione del Regio Lotto. E qui Fiorilli scoprirà che la giustizia degli uomini, troppo spesso, è cieca. Proprio come la fortuna.



pp 450 – euro 15,00

dal 29 gennaio in libreria e in ebook