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lunedì 4 luglio 2016

E poi venne Lorenzo di Giancarlo Zambaldi Recensione

Buonasera cari lettori! Stasera vi parlo di un brevissimo romanzo M/M scritto da Giancarlo Zambaldi e pubblicato da Ellade. Il titolo è E poi venne Lorenzo una storia d'amore, di doveri familiari, di affetto, di legami e di passione.



Titolo: E poi venne Lorenzo
Autore: Giancarlo Zambaldi
Editore: Ellade
Genere: Romanzo M/M
Pagine: 95
Prezzo: 13,00
Uscita: Giugno 2016
Questo breve romanzo, basato su un’esperienza realmente accaduta, narra la storia sentimentale durata circa sette mesi tra due uomini: relazione passionale, tormentata, travolgente, eroticamente sconvolgente ma con risvolti di vero e intenso amore. Un rapporto difficile che si snoda tra la voglia di amare liberamente e l’obbligo del silenzio, della rinuncia, dell’accettare compromessi per continuare a fingere, a recitare una parte per andare ancora avanti. Sullo sfondo la famiglia, il rapporto con la madre e il padre deceduto e l’assenza di dialogo tra fratelli.














E poi venne Lorenzo è un romanzo intenso, a tratti struggente ma mai stucchevole. Un’esperienza reale e graffiante che non si lascia intimidire da una prosa certamente delicata ma giusta e mirata, uno stile pieno e corposo, in grado di essere specchio chiaro e mai incrinato di una sofferenza latente e di una voglia insita di mostrare quello che si è veramente, oltre qualsiasi pregiudizio o sorta di intimidazione.

Il protagonista vive una vita sessuale nascosta, ha una famiglia che ama, una madre che considera la persona più importante della sua vita ma c’è qualcosa che gli impedisce di essere come si sente, qualcosa che lo spinge a fingere, ad apparire quello che non è: la paura di essere gay.
Ero il classico bravo ragazzo, un uomo tormentato alla ricerca di un amore che per i pregiudizi di altri non poteva confessare, un angelo o un demone? O erano solo personaggi che da navigato attore interpretavo a seconda dell’occasione per ingannare ma soprattutto ingannarmi?
L’amore è un’illusione, egli vive soltanto incontri casuali e fortuiti, passando da un letto ad un altro e intessendo relazioni che non vuole superino la soglia di una notte o di qualche incontro. Il perché di tutto questo va ricercato nel senso di vergogna, di inadeguatezza, di indifferenza e di aggressività con cui la gente affronta ciò che considera diverso e soprattutto lo marchia, a vita.

Le prime pagine non si perdono in inutili convenevoli ed immediatamente l’autore ci fa capire con poche parole chi è il protagonista: un uomo alla ricerca di un altro uomo per soddisfare i propri bisogni sessuali e i desideri più nascosti. Cavalcando le pagine si ha la sensazione di qualcosa di sofferto, angosciato, dolorante.
Conoscere Lorenzo aveva riacceso in me la voglia di imbattermi in un uomo che non fosse soltanto per una notte, lui invece una storia importante ce l’aveva già, io ero solo divertimento.
La voce narrante sembra stanca di essere quello che non è, e un velo spesso di malinconia avvolge la sua esistenza privandola di qualsiasi slancio vitale che sia autentico e vero, a parte il senso di condivisione con gli amici e l’affetto familiare.

L’apparente calma di una vita di successo insipida e troppo vaga e senza senso, viene spazzata via da un incontro che segnerà un cambiamento sostanziale nella mente e nel corpo del protagonista.
Egli incontrerà Lorenzo, un ragazzo che conquista la sua attenzione sin dal primo sguardo. Un uomo all’apparenza fragile, ma con un innato senso sensuale che non tarderà ad essere impiegato in una relazione dalla quale sarà impossibile scappare. Una relazione che però porterà dolore e sofferenza al protagonista perché l’amore è spesso fonte di disperazione e di angoscia.

Lo stile è scorrevole, le parole languono, esprimono a pieno le sensazioni e gli struggimenti della pelle e del sangue. I moti amorosi, gli incontri di puro sesso assistono frementi alla nascita del sentimento, terribile e bello nella sua potente inquietudine.

Gli spazi sono descritti in modo dettagliato e profondo per diventare voce dell’anima che li vive e li attraversa con la propria malinconia e solitudine. C’è intimità da assaporare con delicatezza e rispetto, dimenticandosi, grazie alla bravura dell’autore, del genere o del sesso, ricordandosi solo dell’amore.
Le emozioni, perla pura di questo breve scritto, sono morbide e sinuose, melliflue ma anche dure e dirette quando si tratta di essere estreme e realistiche.
Noi gay abbiamo paura. Paura di quello che siamo, di quello che facciamo, di quello che pensa la gente e viviamo sempre nell’angoscia che il nostro inconfessabile segreto venga scoperto.
E poi venne Lorenzo è una storia di sofferenza e di presa di coscienza. Un viaggio che grazie a lui, Lorenzo, fonte di miracolo e luce nell’oscurità della coscienza, porta il protagonista a liberarsi degli scudi con cui si è difeso durante tutta la sua esistenza. Lo conduce verso una nuova vita, una nuova visione del mondo, senza più paura, senza più vergogna. Una metamorfosi necessaria per affrontare l’indicibile frutto del destino che ci ha reso quello che siamo, bisogna solo trovare il coraggio di esserlo fino in fondo.

giovedì 23 giugno 2016

Possession. Ascesa di Valentina C. Brin Recensione

Buon giovedì cari lettori. Un romanzo Dark, M/M e Storico è ciò di cui vi parlo oggi, scritto dalla bravissima Valentina C. Brin e intitolato Possession. Ascesa, ultima fatica che fa parte della saga di Obsession. Un romanzo inusuale che io amo definire cattivo e bello proprio per questo, di quella bellezza terribile che ti lascia indelebilmente qualcosa dentro.



Titolo: Possession. Ascesa
Autore: Valentina C. Brin
Editore: Selfpublishing
Genere: Storico/Dark/M/M
Pagine: 373
Prezzo: 2,99
Uscita: 2016
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TRAMA


Londra, 1680. Per il giovane Charles Rochester, marchese di Bolton ed erede del duca di Norfolk, desiderare un uomo è inaccettabile: la feroce attrazione che il nuovo servo suscita in lui deve essere soffocata a qualunque costo. Tuttavia non è facile costringere il cuore a tacere quando coloro che dovrebbero comprenderti ti tradiscono e l'unica persona leale sembra essere la sola da cui cerchi disperatamente di scappare. Per Dorian Pratt, invece, non c'è speranza: capisce subito di essere perduto non appena posa gli occhi sul suo signore. Sa bene che non potrà mai averlo, eppure impedire al proprio corpo di reagire in sua presenza sembra essere impossibile. Quando i pericolosi segreti nascosti tra le mura di Norfolk House vengono a galla, tutto precipita. C'è solo un modo in cui Charles può sperare di tenere Dorian con sé, ma per poterci riuscire deve essere pronto a sacrificare il valore più importante che Dio gli ha donato: la propria umanità.  I torti non si perdonano e per il sangue versato c'è sempre un prezzo da pagare.

















Possession. Ascesa è un romanzo indiscutibilmente forte, che le anime più delicate non potrebbero reggere ed è una certezza questa, perché la storia non lascia ombra di dubbio sulla sua consistente crudeltà. Ma se questo non bastasse, i personaggi sono malvagi, interiormente distrutti ed esteticamente favoleggianti. Bellezze incontrastate, ognuna rappresentante un volto di un dio o di un demone, oppure di entrambi, perché poi, in fondo, il confine dove si trova esattamente? Voi lo sapete? Beh… Valentina C. Brin non si pone questo quesito e raccoglie tra le sue braccia un racconto molto lungo, che affonda le proprie mani nella storia e che presenta due personaggi che sono l’uno l’antitesi dell’altro: il delicato e bellissimo Dorian e il cattivo e rude Charles. 
Il primo è uno sguattero, il secondo un nobile. Niente male vero? Giusto per iniziare… 
A complicare le cose, l’intensità eterea di uno schiavo che non dovrebbe essere così bello e il fascino selvaggio di un padrone che non dovrebbe essere così maledettamente affascinante. 
Siete oscuro. C’è qualcosa di torbido in voi, qualcosa da cui dovrei stare lontana, e tuttavia mi sento come una farfalla davanti alla fiamma: non riesco ad allontanarmi. 
A tutto questo aggiungete un’ambientazione lontana e nostalgica, una natura lussureggiante, proprietà, soldi, nobiltà e feste all’ultimo grido, trucchi, inganni e tradimenti ma soprattutto tanto erotismo ed una spiccata ma mai volgare sensualità. 
L’autrice ha scritto un romanzo strutturato molto bene, privo di errori, scorrevole, che nonostante la trama sicuramente non facile, fugge via, portando il lettore con sé, attraverso mondi opposti, voci che arrivano da lontano, sussurri di segreti impronunciabili e soprattutto un romanticismo un po’ distorto. 
Perchè Possession parla di amore, naturalmente. Parla di sesso, di incontri fisici al limite della sopportazione, di un desiderio atavico ed angosciante che scoppia nella testa e nel corpo di Charles, abituato da sempre ad andare solo con le donne e stupito oltremodo da quella insana attrazione per Dorian, un uomo che non solo è un servo ma è un essere dell’altro sesso. Dunque per lui è una doppia tragedia. Quell’attrazione è fonte di diniego, di vergogna, di qualcosa da sedare assolutamente, a costo di fare del male persino a se stesso o a chi lo circonda. Charles è un personaggio difficile, una delle creature letterarie più complicate che io abbia incontrato.  
Ha il fascino di un principe e l’anima di un boia. 
Il suo carattere è intrigante e nonostante le sue esperienze di vita che naturalmente contribuiscono a renderlo quello che è, è chiaro che nel suo animo c’è del nero fin dalla sua nascita. Un pronunciato senso di torbido e di perverso, di malvagio, di egoistico e privo di una vera e propria capacità di amare che lo porta a distruggere tutto ciò che possiede, sia materialmente che spiritualmente. La famiglia Rochester apparentemente sembra compatta, e all’inizio emerge in maniera molto forte il legame tra Charles e la madre ma poi, qualcosa interrompe il flusso positivo dei sentimenti e della ragione, conducendo ogni personaggio verso una rovinosa fine. 
La visione dell’autrice è dannatamente angosciante, sembra quasi che goda a veder marcire i propri personaggi nella melma e nel fango, con uno strano desiderio negli occhi mentre li guarda affogare nelle loro stesse perversioni, senza fare nulla. 
Oh, Valentina, quanto ti ho ammirato. Il tuo stile è un pugno nello stomaco di quelli che subito dopo sono accompagnati da una carezza. Perchè sei delicata e raffinata, elegante, ma sotto covi qualcosa di indicibile. Il tuo gioco è terribile, dai sfogo alla solitudine e al silenzio, gli dai un volto senza mai mascherarlo. Lenta e inesorabile, fai risalire dagli abissi delle anime più inquiete e graffiate, il desiderio più alienante che si possa immaginare, quello che ti consuma la carne. 
Aveva la mente piena di Charles. Sentiva il suo nome ovunque, ne cercava lo sguardo, desiderava un suo cenno. Tutto quello che era riuscito a ottenere, invece, era stata un’assenza incolmabile; una sete che non sapeva come spegnere. 
Eppure la luce arriva da una sola parte, quella occupata da Dorian, un giovane che ha uno strano potere che racchiude nei propri sogni e nelle premonizioni. Una figura quasi celestiale, un miracolo, l’altra faccia della luna, non quella scura, non quella buia, ma quella più pura. Il suo personaggio è forse quello più angustiato, perché in lui c’è la luce e l’attrazione insana per le tenebre, per quel signore di tutto e di tutti che lo vorrebbe nel suo letto ma fino a quando il buon senso terrà a freno entrambi? 
Possession. Ascesa è un romanzo che cattura e che ti regala moltissime emozioni e non tutte positive. Ci sono scene cruente, ruvide, veramente cattive, che però sono descritte talmente bene, con tutti i dettagli e le prerogative, che non puoi fare a meno di apprezzare chi le ha scritte, nonostante la loro miseria e bruttura. 
Ce ne sono altre poi, che vagheggiano di una strana forma di sentimento, quello che s’incastra tra Dorian e Charles, che purtroppo non parla la nostra lingua. E’ un sentimento diverso, peccaminoso, ingrato, una fame inorgoglita da se stessa e dalla sua fede nel desiderio più affranto e meno scontato. 

L’universo di questa storia si attorciglia su se stesso e diventa una spirale fatta di incubi e di qualche sogno, buttato lì per caso e non starò qui a dirvi che dovete leggerlo perché è bello. Lo è ma in un modo che non tutti possono comprendere, un modo che va al di là di qualsiasi salvezza morale. I personaggi sono distrutti, le loro membra sono sparpagliate e imbevute di sangue, sono ammalati di follia e di desiderio che non ha pace. Sono anime che camminano tra le pagine senza chiedere perdono, in realtà non chiedono nulla. Quindi non leggetelo perché è bello, leggetelo perché se siete abbastanza forti, può entrarvi dentro, senza farvi troppo male.