Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Dalla stessa parte di Michele Navarra.
dalla stessa parte di Michele Navarra Editore: Fazi Pagine: 282 GENERE: Legal Thriller Prezzo: 9,99€ - 18,00€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2026 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟
Trama:
Un nuovo groviglio da sciogliere per l’avvocato penalista più irrisolto e più abile di sempre. Alessandro Gordiani è caduto in una crisi profonda dopo la tragica conclusione dell’ultima causa di cui si è occupato. Si è ritirato nella sua casa al mare e ha deciso di abbandonare la professione. Dopo varie insistenze, la figlia Ilaria, diventata avvocato come lui, lo convince a tornare sui suoi passi per assumere la difesa di Umberto Boni, il nuovo compagno di sua madre, accusato di omicidio colposo per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro per una morte bianca avvenuta nel suo cantiere. Un operaio, Giuseppe Cicerchia, è precipitato dal tetto di un capannone mentre eseguiva delle riparazioni di manutenzione e la colpa è stata imputata proprio a Umberto Boni. Quello che all’apparenza sembra solo un terribile incidente, nasconde in realtà molto di più. Tra indagini serrate, quaderni scomparsi, minacce, tentativi di ricatto e attentati, anche alla vita della stessa Ilaria, Alessandro e i suoi colleghi faranno di tutto perché la verità possa venire a galla. Quella che sembrava solo una causa legale si trasformerà in un’avvincente caccia al colpevole in una storia piena di colpi di scena e rivelazioni inaspettate. «Mi sono sempre raccontato di essere un uomo di legge, un uomo che combatte per la giustizia. Ma se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni è che la giustizia è solo una bella favola che raccontiamo a noi stessi per non impazzire. La realtà è un’altra. La realtà è che a volte perdi, e quando perdi male non c’è più modo di tornare indietro».
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RECENSIONE
Dalla stessa parte di Michele Navarra è un legal thriller che è molto più di una semplice indagine giudiziaria. Ti mette di fronte, in modo poco gentile, alla dimensione che segna il confine tra legalità e giustizia morale. Non c'è solo l'avvocato Alessandro Gordiani, ma c'è anche un ritratto spietato di una Roma periferica e industriale dove il debito è l'unica vera legge.
Il romanzo si apre con un Gordiani in esilio all'Argentario, schiacciato dal peso di un fallimento passato: "Grigio il cielo, grigia la vita. Almeno la mia, almeno ora. Un’ombra che dura da troppo". Alessandro non è l'avvocato rampante della narrativa americana. È un uomo che ha perso la fede nel meccanismo perverso e fallato della giustizia. La sua evoluzione nel romanzo è un lento ritorno verso la luce, mediato non tanto dall'ambizione, quanto dal dovere paterno e da una bussola etica che non riesce a spegnere. La musica (il sax, De Gregori) funge da correlativo oggettivo della sua malinconia.
Umberto Boni rappresenta una delle figure più interessanti del romanzo. Non è un criminale nel senso classico, ma incarna quella zona grigia dell'opportunismo. Alessandro lo definisce subito un "coglione", non per mancanza di intelligenza, ma per la vacuità dei suoi valori. La sua decisione di patteggiare per un reato che non ha commesso, pur di nascondere peccati morali peggiori, lo qualifica come il perfetto contraltare di Gordiani: laddove Alessandro cerca la verità, Umberto cerca solo la via d'uscita meno scomoda.
Il tema cardine è l'inconciliabilità tra la verità storica e quella processuale. L'autore scrive: "Verità e giustizia, termini troppo spesso antitetici". Tutto il romanzo è una sfida a questa dicotomia. Gordiani sa che prosciogliere Boni non significa aver fatto giustizia, perché il sistema permette ai veri mandanti di restare nell'ombra fino a un passo dalla fine.
L'indagine sulla morte di Giuseppe Cicerchia scoperchia il vaso di Pandora dell'usura. Il lavoro, che dovrebbe essere dignità, diventa in questo romanzo una "copertura": Cicerchia è un operaio che non lavora più, ma riscuote. Questo ribaltamento trasforma il cantiere in un teatro di posa per omicidi mascherati da infortuni, toccando una piaga sociale estremamente attuale (le morti sul lavoro).
C'è un po' di tristezza nella rappresentazione dei sentimenti e della loro mediocrità. Boni è mediocre, Chiara (l'ex moglie) è ritratta in una fase di transizione e incertezza. Il riscatto arriva attraverso la nuova generazione: Ilaria Gordiani rappresenta la purezza della legge che non accetta compromessi, spronando il padre a non arrendersi.
L'autore adotta uno stile asciutto, privo di barocchismi, tipico della collana Darkside di Fazi. La narrazione alterna abilmente l'introspezione in prima persona di Gordiani a capitoli in terza persona che seguono i movimenti dei Ferronetti o l'azione investigativa di Tuminelli. Questo crea un effetto di suspense costante, dove il lettore ne sa sempre un po' più del protagonista, ma non abbastanza da prevedere i colpi di scena.
Il "grigio" domina le prime pagine, riflettendo lo stato d'animo di Alessandro e la nebbia procedurale della Procura di Roma. Questo grigiore viene spezzato dalle note del sax e dalle citazioni musicali (Baglioni, Giorgia, De Gregori), che l'autore usa non come semplice decoro, ma come chiavi emotive per accedere al passato dei personaggi.
Dalla stessa parte non è solo un ottimo legal thriller, ma è un romanzo sulla responsabilità individuale. L'autore suggerisce che, in un mondo dominato dal denaro e dall'apparenza (l'attico all'Eur, la Maserati di Ferronetti), l'unico modo per non perdersi è scegliere consapevolmente da che parte stare. L'immagine finale di Gordiani che suona Sempre e per sempre è la perfetta chiusura del cerchio: "Sarò sempre dalla parte della legge. Non perché sia perfetta... ma perché è l’unico strumento che abbiamo per avvicinarci alla verità".
Una dichiarazione d'intenti che eleva il romanzo a riflessione etica sul nostro tempo.
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