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sabato 24 ottobre 2015

Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni Recensione

Buon sabato cari lettori! Oggi vi lascio con la recensione di un autore che non avevo mai letto ma che ero davvero curiosa di recensire e che mi ha conquistato per la sua scrittura e per la sua profondità. Le solitudini dell'anima  sono i racconti scritti da Maurizio De Giovanni, pubblicati da CentoAutori, che ringrazio per la copia.

Una lettura molto emozionante. Leggete!



Titolo: Le solitudini dell'anima
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: CentoAutori
Pagine: 192
Genere: Racconti
Prezzo: € 15,00
Uscita: Ottobre 2015

TRAMA


Storie incisive, misteriose, nere ma anche piene di humour, dove la trama e la maestria nella creazione di personaggi unici si mescola a temi forti di strettissima attualità. Si va dalla riflessione sul potere di Un mestiere come un altro al tema dell'immigrazione in Fastidio; da storie di amore e dolore come Tu, e il nuovo anno e Ti voglio bene passando per racconti più squisitamente legati a Napoli come Respirando in discesa e La Saponata ai Quartieri Spagnoli, fino a vicende decisamente divertenti e umoristiche come Robin Food e Le beffe della cena. Non mancano storie noir e misteriose che sono il marchio di fabbrica dello scrittore napoletano quali Il purificatore e La piazza nascosta. Due racconti sono però i gioielli preziosi di quest'antologia: Dieci centesimi, con protagonista un giovanissimo commissario Ricciardi, e Tutta quell'acqua, omaggio allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano e alla magia del racconto.

Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 è autore di bestsellers tra cui la saga del commissario Ricciardi e quella de I Bastardi di Pizzofalcone entrambe edite da Einaudi Stile Libero. I suoi romanzi sono regolarmente in classifica. Per Edizioni Cento Autori ha pubblicato le antologie Le mani insanguinate e L'omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi.


Faccio una piccola premessa che però ritengo importante: Maurizio De Giovanni è uno degli autori più seguiti ed apprezzati degli ultimi anni ed io non lo avevo mai letto. La serie che riguarda le vicissitudini del Commissario Ricciardi che lo ha reso famoso non è mai rientrata nella mia sfera di lettura ed è per questo che ho deciso di leggere Le solitudini dell’anima, compendio di piccoli racconti che affrontano tematiche varie e altrettante circostanze, per avvicinarmi a questo autore che non ho mai avuto modo di recensire.

Una mia mancanza che mi conduce a parlarvi direttamente del suo stile e del suo approccio narrativo come di qualcosa che colpisce e che lega a sé. Una scrittura fluida ma che ha qualcosa di tormentato dentro, di troppo consapevole per filare liscio come se nulla fosse mai accaduto.

Il primo racconto, intitolato Dieci centesimi ha come protagonista un giovane Ricciardi, ancor prima di diventare commissario, quando per un motivo estremamente preciso e profondo, decide di iscriversi a Giurisprudenza invece che alla facoltà di Filosofia. La motivazione è un racconto a cavallo tra la realtà e la follia, un pezzo di cuore che si lacera, un sogno che si nega ad occhi aperti. Ricciardi è un personaggio inquieto, è un bel personaggio davvero nella sua giovane età, ed immagino anche nei libri seguenti, dove l’autore lo rende adulto e consapevole della sua scelta di vita, stare dalla parte della legge. 

La sua figura qui è tratteggiata appena, ma basta poco, davvero poco all’autore per tirare fuori la forza evocatrice delle parole. A lui viene naturale e con semplici frasi rende poetico e al contempo oscuro un mondo pieno di significati. Ricciardi è un visionario, ascolta la voce dei morti, li vede e il suo percepire è sempre sull’orlo del baratro. Come dicevo, non conoscevo questo personaggio e leggerlo in questo breve racconto mi ha strappato una nota di commozione e di partecipazione che non mi sarei mai immaginata. Lo stile di Maurizio De Giovanni è intenso, ti avviluppa.

Anche nel secondo racconto, Tu. E il nuovo anno, le parole diventano magia àncorata ai ricordi. Un amore sofferente e sofferto, un richiamo affettivo che non perde la sua vibrazione. La costruzione del senso di quel sentimento è coinvolgente e mai banale. Semplice ma non per questo superficiale, dettato da qualcosa che sembra stabile ma è minacciato dalla forza del cuore e delle emozioni.

“Ricordo l’incanto del tuo alzarti leggera, elastica e vaporosa, come se danzassi. Ricordo il sorriso, ospite fisso del tuo viso. Ricordo gli occhi mai bassi, sempre con un retrogusto d’ironia nello sguardo. Ricordo la tua voce calda, vibrante delle mille emozioni che portavi in petto. Ricordo. Non ha dolore, il mio ricordo. Il dolore se ne va, come la passione. Sopravvivono la tenerezza e la malinconia. Si perdono le tinte forti e rimangono quelle tenui, come se il cuore si scolorasse, un vecchio disegno esposto al sole spietato dell’estate.”

L’amore non è un quando ma un luogo secondo l’autore. Una concezione estremamente affascinante che accarezza ma quel sentimento è pronto anche a colpirti perché come ogni luogo può diventare una prigione dalla quale potresti non fuggire, mai.

“Mentre ti vedo entrare veloce in ufficio penso che l’amore è un luogo, non un quando come invece siamo abituati a credere. Diciamo: sono innamorato. Amo. Quando ero innamorato. E invece amare è un posto, una stanza in cui cambiano le leggi della fisica, dove il sopra diventa sotto e il dentro fuori. Una stanza che può diventare una prigione solitaria e disperata, peggio della morte.”

Quanta introspezione, quanti sguardi piantati dentro, quanta verosimiglianza tra la letteratura e la vita si coglie nei suoi racconti. Passione e consapevolezza. Tempesta e premura. Il suo narrare sembra essere costantemente in balia del vento e delle stelle eppure mai in alto mare.

Non ci sono sbavature, né fremiti eppure la profondità esplode attraverso la scelta di una sola parola o per l’evocazione di una visione.
In Il sogno nella calza, il protagonista mescola la fantasia ed il sogno raccontando di una possibilità che diventa reale grazie ad un pizzico di immaginazione, di credo, di fede. Un racconto che infonde un sorriso e soprattutto calore.
Le solitudini dell’anima raccoglie storie molto diverse tra loro, tutte ambientate a Napoli, la città dell’autore. Una Napoli sporca e vecchia, capace di accogliere ma anche di rifiutare perché il suo popolo è contraddittorio come la sua stessa essenza.

Racconti mortali, macabri, in cui la morte la fa da padrone, altri in cui è la religione, in altri ancora come Fastidio, sono gli extracomunitari a diventare i protagonisti di un contesto in cui l’intolleranza ha raggiunto livelli inimmaginabili.
L’ultimo racconto, Tutta quell’acqua, è dedicato ad Eduardo Galeano, alla sua scrittura e alla magia che è capace di creare con le sue parole. Un insegnamento, una visione, un orizzonte magico oltre il quale continuare a vedere, vedere qualcosa, purchè non si chiudano mai gli occhi. L’acqua è una metafora per comprendere l’importanza della scrittura, il suo potere, la forza intrinseca e salvifica del raccontare. Un racconto poetico, sognante, immerso però nella distruzione della guerra e nell’orrore della morte e della perdita.

In tutte le storie De Giovanni riesce a congiungere il senso di inquietudine del nostro presente, l’incertezza del nostro animo con la sua visione superiore perché capace di infondere una delicatezza, una sfumatura di emozioni che rendono qualsiasi suo scritto assolutamente personale e profondamente suo.
Dalla sua penna risale quella sensibilità che ti coglie dentro e ti convince a seguirlo, senza traumi, senza opposizioni. Le sue parole sembrano mute perché non sono esaltate, apprezzano quell’atmosfera di silenzioso rispetto ma esistono e in quanto tali feriscono nel senso che incidono, lasciando piccole tracce di sé.

Le solitudini dell’anima ha un titolo che mi ha conquistato e riflette molto di ciò che l’autore ci ha regalato, scrivendo. Una solitudine che sa di vita e dei mille aspetti che la contraddistinguono, esaltandola ed abbattendola, privandola ed arricchendola, immergendola in quel lento fluire che si chiama esistenza. Maurizio De Giovanni è struggente e delicato, morbido e accondiscendente, forte e serio, rigoroso e mortale, magico e poetico. Capace di commuovere ma mai di disturbare, in grado di accompagnarti nelle sue storie con fare affabile e di non lasciarti mai solo. Mentre leggi, il senso di familiarità ti protegge, l’autore ti conosce talmente bene da toccare con maestria ogni tasto delle tue emozioni, da quelle più tristi alle più divertenti, dimostrando che la sua scrittura ti è vicina perché è fatta con l’anima, la nostra.


martedì 20 ottobre 2015

Nuove uscite: I cavalieri del Nord, Cocktail di cuori e Terrore nero!

Buon pomeriggio, eccomi di nuovo con voi con un post dedicato a tre nuove uscite di Multiplayer edizioni, Fratini e CentoAutori. Un fantasy, una raccolta di racconti horror ed un Chick-Lit sono le proposte di oggi!


Date un’occhiata!



Titolo: I cavalieri del Nord
Autore: Matteo Strukul
Editore: Multiplayer
Pagine: 352
Genere: Fantasy
Prezzo: € 16,90
Uscita: Novembre 2015

TRAMA


Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere Teutone. Cresciuto sotto la guida di Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro, il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati, un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una presenza che getta scompiglio nella schiera Teutone, poco avvezza alla presenza femminile, e che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio. Ma niente è come sembra nell’Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un re senza corona, mentre l’amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell’Ordine e la Regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile. A meno che

Matteo Strukul: nato a Padova nel 1973, laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo dei contratti, Matteo Strukul è ideatore e fondatore di Sugarpulp, movimento letterario veneto che ha avuto la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler. Ha esordito nel 2011 con “La Ballata di Mila” (e/o), un romanzo pulp noir ambientato in Veneto con protagonista la bounty hunter Mila Zago, cui hanno fatto seguito “Regina nera” (e/o 2013) e “Cucciolo d’uomo” (e/o 2015). Nel 2014, Matteo ha pubblicato “La giostra dei fiori spezzati” (Mondadori). I suoi romanzi sono tradotti in 16 Paesi nel mondo – fra cui Stati Uniti, Inghilterra, India e Australia – e opzionati per il cinema. Matteo scrive per il Venerdì di Repubblica.




Titolo: Cocktail di cuori
Autore: Chiara Santoianni
Editore: CentoAutori
Pagine: 176
Genere: Chick-Lit
Prezzo: € 7,50
Uscita: Ottobre 2015

TRAMA


Trasferitasi a Londra dal Sud Italia per studiare nel prestigioso University College e conseguire la tanto desiderata -dai suoi familiari- laurea in Medicina. Penelope invece di presenziare alle lezioni sbarca il lunario preparando cocktail in un locale notturno del West End. Di giorno, però, nell’appartamento a Soho che divide con l’amica Gelsomina e l’alternativa ereditiera Olivia Parker-Kensington, coltiva il suo sogno: quello di diventare una scrittrice di successo. Proprio una mattina in cui è intenta a scrivere il suo romanzo, Penny riceve una telefonata imprevista: mamma, papà e la sorella Carmela sono in arrivo, per assistere alla sua cerimonia di Laurea!  E a Penelope tocca ospitarli! Ma il peggio deve ancora venire. I suoi sono in trepida attesa di conoscere il mitico Angelo: il giovane medico di origini italiane di cui Penny parla da anni e a cui è legata da un serio, e platonico, fidanzamento.Peccato che Angelo non sia mai esistito! Come cavarsela? Penelope è disperata: verrà scoperta e dovrà rinunciare ai suoi sogni di scrittrice. Meglio confessare tutto e affrontarne le conseguenze. A meno che

Chiara Santoianni è una delle autrici più promettenti di romanzi chick lit (ricordiamo Il Diario di Lara e Provaci ancora, Lara! selezionati al concorso ChickCult). E' autrice e curatrice della raccolta di racconti di chick lit Volevo fare la casalinga (e invece sono una donna in carriera). Con Cento Autori ha pubblicato Il lavoro più (in)adatto a una donna. Attualmente scrive per il magazine Dols.it e lavora nella scuola; cura inoltre il sito internet per le donne Chiara's Angels. La sua passione, insieme alla scrittura è  la tecnologia in tutte le sue forme.



Titolo: Terrore nero
Autore: Henry S. Whitehead
Editore: Fratini
Pagine: 333
Genere: Racconti Horror/Fantasy
Prezzo: € 20,00
Uscita: Ottobre 2015

TRAMA


Il Reverendo Henry S. Whitehead (1882-1932) fu corrispondente e amico personale di H.P. Lovecraft e con il Visionario di Providence e i suoi sodali, Robert Howard e Clark Ashton Smith, ha rappresentato una delle firme più interessanti di Weird Tales, il pulp dedicato all’horror che fin dal 1923 diffuse negli Usa il gusto per la narrativa del mistero, dell'insolito e del macabro. Ammirato da H.P. Lovecraft, del quale pubblichiamo in appendice i suoi apprezzamenti, Whitehead ha scritto oltre 40 racconti, di cui alcuni apparsi postumi. Escludendo i pochissimi di pura avventura e western, tutti gli altri appartengono al fantastico: per la maggior parte horror, e altri rientranti nel fantasy esotico o nelle più tradizionali storie di fantasmi. E delle oltre 35 storie fantastiche una buona metà hanno per protagonista una sorta di "investigatore dell'occulto", Gerald Canevin, che spesso si trova ad agire nelle Isole Vergini e affronta fenomeni vudu. Questo volume raccoglie tutti i racconti di Canevin ancora inediti in Italia, più un paio di particolare rilevanza già pubblicati molti anni fa e oggi introvabili.

Ambientati quasi sempre nei Caraibi, dove lo scrittore esercitò il suo ministero pastorale, i suoi racconti raffigurano il pittoresco mondo dei creoli, il loro folklore superstizioso e la religiosità vudù. Il personaggio di Gerald Canevin, bizzarro esempio di investigatore del sovrannaturale, è una sorta di alter ego letterario dello scrittore stesso e vive con nonchalance avventure straordinarie e terrorizzanti. Nella raccolta sono inclusi anche i suoi due racconti più agghiaccianti, che Lovecraft considerava i suoi preferiti: “Cassius” e “Tramonto di un dio”.


sabato 26 settembre 2015

Nuova uscita CentoAutori: Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni

Ancora una segnalazione di una nuova uscita molto interessante della casa editrice CentoAutori che presenta Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni.


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Di
Maurizio De Giovanni





DOPO IL GRANDE SUCCESSO DI LE MANI INSANGUINATE E L'OMICIDIO CAROSINO, LE PRIME INDAGINI DEL COMMISSARIO RICCIARDI. EDIZIONI CENTO AUTORI PRESENTA UNA NUOVA ANTOLOGIA DI RACCONTI DELL'AUTORE DELLA SAGA DE I BASTARDI DI PIZZOFALCONE.



Dall'autore del commissario Ricciardi  e della saga  de I Bastardi di Pizzofalcone, una nuova entusiasmante antologia di racconti. Un piccolo scrigno di tesori, grazie al quale il lettore si commuoverà, si emozionerà e, perché no, si divertirà.



Quarta:
Storie incisive, misteriose, nere ma anche piene di humour, dove la trama e la maestria nella creazione di personaggi unici si mescola a temi forti di strettissima attualità. Si va dalla riflessione sul potere di Un mestiere come un altro al tema dell'immigrazione in Fastidio; da storie di amore e dolore come Tu, e il nuovo anno e Ti voglio bene passando per racconti più squisitamente legati a Napoli come Respirando in discesa e La Saponata ai Quartieri Spagnoli, fino a vicende decisamente divertenti e umoristiche come Robin Food e Le beffe della cena. Non mancano storie noir e misteriose che sono il marchio di fabbrica dello scrittore napoletano quali Il purificatore e La piazza nascosta.
Due racconti sono però i gioielli preziosi di quest'antologia: Dieci centesimi, con protagonista un giovanissimo commissario Ricciardi, e Tutta quell'acqua, omaggio allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano e alla magia del racconto.


L'autore:
Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 è autore di bestsellers tra cui la saga del commissario Ricciardi e quella de I Bastardi di Pizzofalcone entrambe edite da Einaudi Stile Libero. I suoi romanzi sono regolarmente in classifica. Per Edizioni Cento Autori ha pubblicato le antologie Le mani insanguinate e L'omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi.

Editore Edizioni Cento Autori
Collana L'Arcobaleno
Formato 13x20
Pagine 192
Prezzo 15,00 Euro


mercoledì 9 settembre 2015

Presentazione collana Chick-Lit a Cuor leggero di edizioni CentoAutori!

Buon mercoledì cari lettori! Oggi giornata dedicata alle segnalazioni, con due post in cui vi presenterò rispettivamente le nuove uscite della casa editrice Leone e la nuova collana A cuor leggero, chick-lit, inaugurata a Giugno da edizioni CentoAutori. 

Iniziamo proprio con questa collana, mostrandovi tre romanzi molto divertenti, ironici e romantici!





TITOLO: Mi vuoi sposare? 

AUTORE: Elisabetta Belotti

GENERE: Chick-lit

PREZZO: cartaceo 7,50 €

PAGINE: 176
 


Lisa, trentenne wedding planner, ha tutto ciò che aveva sempre desiderato: il lavoro dei suoi sogni, un fidanzato bello e ricco con cui convive, delle amiche fidate. Ma, quando scopre per caso che il fidanzato l’ha tradita, e per giunta con una ragazza dell’Est che, più che una bellezza da copertina, ricorda una Yoko Ono in parrucca bionda, deve rimettere in discussione la sua vita. Affittato un minuscolo monolocale e incitata dalla socia Bea, a sua volta vittima di un amore impossibile, Lisa si immerge nel folle mondo delle single di ritorno, con l’obiettivo di trovare un nuovo fidanzato e, naturalmente, di sposarlo. Solo per scoprire, a sue spese, che gli uomini sul mercato non sono così appetibili come sembrano! Tra primi appuntamenti disastrosi, incontri inattesi, week-end snervanti e un massiccio uso dei social network, Lisa si adatta alla nuova realtà. Riuscirà a ritrovare l’amore?






TITOLO: Non voglio essere famosa

 AUTORE: Elena Depaoli

GENERE: Chick-lit

PREZZO: cartaceo 7,50 €

PAGINE: 160


Il grande momento di Victoria è arrivato. Dopo anni di gavetta, ha ricevuto finalmente l’occasione giornalistica della sua vita: l’intervista a Mike LoSanto, suo idolo e amatissimo divo di telenovele. Ma, invece che nel sognato tête-à-tête in una stanza d’hotel, l’incontro si trasforma in un disastro: un imprevisto rivela a sorpresa alla giornalista che Mike, in realtà, è ben diverso da come lo conoscono le fan! Grazie a uno scatto fotografico di troppo, Victoria viene suo malgrado coinvolta nella vita privata del fascinoso attore e si ritrova proiettata, all’improvviso, nell’olimpo dorato delle celebrità.






TITOLO: Cocktail di cuori

AUTORE: Chiara Santoianni

GENERE: Chick-lit

PREZZO: cartaceo 7,50 €

PAGINE: 176
 



Trasferitasi a Londra dal Sud Italia per studiare nel prestigioso University College e conseguire la tanto desiderata (dai suoi familiari) laurea in Medicina, Penelope si è trasformata in una instancabile socialite e, invece di presenziare alle lezioni, sbarca il lunario preparando cocktail in un locale notturno del West End. Di giorno, però, nell’appartamento a Soho che divide con l’amica Gelsomina e l’alternativa ereditiera Olivia Parker-Kensington, coltiva il suo sogno: quello di diventare una scrittrice di successo. Proprio una mattina in cui è intenta a scrivere il suo romanzo, Penny riceve una telefonata imprevista: mamma, papà e la sorella Carmela sono in arrivo, per assistere alla sua cerimonia di... Laurea! E a Penelope tocca ospitarli! Ma il peggio deve ancora venire. I suoi sono in trepida attesa di conoscere il mitico Angelo: il giovane medico di origini italiane di cui Penny parla da anni e a cui è legata da un serio, e platonico, fidanzamento. Peccato che Angelo non sia mai esistito! Come cavarsela? Penelope è disperata: verrà scoperta e dovrà rinunciare ai suoi sogni di scrittrice. Meglio confessare tutto e affrontarne le conseguenze. A meno che... Avvincenti come una trama di Sophie Kinsella, le avventure di una scrittrice italiana tra nightlife londinese e tradizioni patriarcali. Come trasformare una perfetta vita ‘virtuale’ in quella che Penny desidera veramente?

giovedì 23 luglio 2015

Mi vuoi sposare? di Elisabetta Belotti Recensione

Buondì cari lettori. Prima della fine della settimana vi lascio con un'altra recensione di questi giorni realizzata dopo la lettura di un romanzo che mi ha piacevolmente sorpreso. Un Chick-lit molto divertente e brioso scritto da Elisabetta Belotti che s’intitola Mi vuoi sposare?


Ringrazio la casa editrice CentoAutori per la copia gentilmente inviatami e vi lascio alla lettura!




Titolo: Mi vuoi sposare?
Autore: Elisabetta Belotti
Editore: CentoAutori
Pagine: 176
Genere: Chick-Lit
Prezzo: € 7,50
Ebook: -
Uscita: 10 Giugno 2015

Trama

Lisa, una ragazza poco più che trentenne, ha tutto quello che voleva dalla vita: il lavoro dei suoi sogni (quello di wedding planner), un fidanzato bello e ricco con cui convive, delle amiche fidate. Ma all'improvviso scopre che il fidanzato la tradisce e la lascia per un’altra (una ragazza giovanissima, l’unica russa tracagnotta che sembra Yoko Ono con la parrucca bionda). Lisa affitta allora un monolocale minuscolo e si immerge nel folle mondo delle single di ritorno, con l’obiettivo di trovare un nuovo amore e di sposarlo. Tra primi appuntamenti disastrosi, week-end snervanti e incontri inattesi, si adatta alla nuova realtà, grazie anche ad un selvaggio uso dei social network. Riuscirà a ritrovare l'amore?


Elisabetta Belotti è nata e risiede in provincia di Bergamo. Laureata in Lettere alla Cattolica di Milano, insegnante per passione da molti anni, blogger per caso, su labiondaprof.wordpress.com racconta le sue avventure quotidiane di professoressa e mamma della piccola Biondina. Cerca sempre di cogliere il lato ironico della vita; a volte sogna di ritirarsi in una baita di montagna, assecondando così la metà ladina della sua origine. Ha pubblicato Il Manuale del perfetto marito (Sesat Edizioni, 2012); un suo racconto è stato inserito nell’antologia Volevo fare la casalinga… (Albus Edizioni, 2012). Nel 2013 il suo racconto Diario di una professoressa è stato selezionato dalla Scuola Holden per il progetto #wehaveadream e pubblicato nell’omonimo e-book.




“Ad ogni modo, ora so cosa voglio: un marito, non un eterno fidanzato. Del resto, Ken e Barbie esistono solo nel mondo di plastica; le persone che si amano nella vita reale si sposano, prima o poi.”

Mi vuoi sposare? è un romanzo Chick-lit che si legge velocemente e ti lascia addosso una piacevole sensazione tra il divertimento e la leggerezza. Il libro di Elisabetta Belotti è costruito con semplicità ed immediatezza e nella sua effettiva verve contenutistica non ha alcunché di pretenzioso o di avventato. E’ una storia ricca di ironia e di particolare fascino dato dalla loquacità irriverente della protagonista, di nome Lisa, alle prese con la sua disastrosa vita sentimentale. Con tutto ciò, ella non si abbatte ma anzi, facendo leva sulle peripezie sconclusionate che la vedono vittima di uomini troppo lontani dal suo prototipo ideale, si rifugia incondizionatamente nel suo lavoro per non pensare.

Ma di cosa si occupa esattamente Lisa? E’ una wedding planner! 
Proprio lei che è stata appena tradita dal fidanzato, quello storico, quello con cui aveva immaginato la sua vita matrimoniale, ammaliata dalla sicurezza e dalla consuetudine. La quotidianità che per anni l’aveva vista essere la fidanzata perfetta, accanto al suo Andrea, inossidabile compagno che non aveva mai mostrato segni di cedimento rispetto alla certezza di essere sempre lì a ricoprire il suo ruolo di amante tranquillo e pacato. Uno fermamente lontano dai colpi di testa, dalle pazzie, molto vicino ad un marito perfetto peccato per il suo ultimo errore: quello di chiamare per nome mentre dorme, la sua amante.

Scacco matto per l’esuberante Lisa che non riesce a togliersi dalla testa quel nome “Irina” e soprattutto non riesce a perdonare l’innamorato fedifrago dopo averle inferto quella morte sentimentale senza nessun preavviso.
Lei non è la scelta dell’uomo che con parole chiare e tanta fretta la lascia su due piedi, gettandola in un burrone di disperazione e noncuranza dal quale solo l’amicizia della collega Bea e le soddisfazioni del lavoro possono salvarla.

Lo stile di Elisabetta Belotti è accattivante e molto piacevole. Non sono abituata ai Chick-lit ma questo mi ha meravigliosamente sorpreso. Ho trovato la storia narrata molto bene, il linguaggio scorrevole e i brevi capitoli pizzicano la curiosità spingendoti a leggere il libro in poco tempo per scoprire come va a finire.
L’ambientazione è carica di sottile ironia e pacate risate soprattutto nella descrizione della vita di una wedding planner, un lavoro che negli ultimi anni è diventato sempre più di moda. Lisa è costantemente aggiornata sulla moda, sui luoghi ideali per organizzare i matrimoni e possiede anche una particolare propensione per captare la psicologia dei suoi clienti in modo da realizzare esattamente ciò che desiderano. E’ un po’ una maga di fiocchi e confetti che riesce a materializzare i sogni della sposa e dello sposo, occupandosi di ogni aspetto e anche del più piccolo dettaglio affinchè nessuno rimanga deluso.

Nonostante la fortuna della sua attività, la contentezza di fare il lavoro che le piace e la buona riuscita delle sue iniziative, un presentimento terribile comincia a turbare silenziosamente la sua esistenza da quando il fidanzato l’ha lasciata.

“Passerò la vita ad organizzare per sempre i matrimoni delle altre, quelle che hanno ancora un fidanzato; vivrò di felicità riflessa. Tornerò a casa, la sera, tristemente sola. Magari comprerò un gatto, mi lascerò ingrigire i capelli e inizierò a fare le parole crociate ogni sera, parlano da sola.”

La sua paura più grande è quella di riversare tutte le sue capacità nella solitudine e di non riuscire più a trovare nessuno con cui stabilizzare la sua vita amorosa. Fino a quando qualcosa dentro di lei si sblocca e capisce di dover affrontare con forza e trepidazione quella nuova situazione da single. Il suo motto diventa I will survive e decide di non essere più una single piacente in cerca di un fidanzato ma di un marito! Magari quello perfetto!

Il suo stato di femmina in cerca di uno sposalizio del quale, effettivamente non ha neanche lontanamente le idee chiare, la spinge verso situazioni alquanto complicate ed esilaranti nella quali entra in contatto con una rappresentanza molto variegata di tipicità tutte al maschile che più che conquistarla al primo sguardo, come ingenuamente vorrebbe lei, la spingono verso uno stato di costante insoddisfazione che non è per niente alleggerito dalla presenza asfissiate e tormentosa dei genitori e la perdita di allegria e nonchalance dell’amica Bea, la quale, da inossidabile mangiatrice di uomini, rigorosamente una single forever, si trasforma in una mentecatta innamorata, perduto il senno e la ragione.

Tra pretendenti accecati dall’era virtuale, in grado solo di filtrare attraverso chat, sms e WhatsApp e corteggiatori apparentemente a posto ma paludosamente noiosi e tristemente arroganti, con qualche fissa di troppo, la nostra Lisa si ritrova proprio a scontrarsi con l’ultimo degli uomini che avrebbe mai pensato di desiderare: un uomo separato con figlia al seguito.

“Ma perché vuole uscire con me? Credevo che mi vedesse come una ragazza buffa da raccogliere da terra ogni tanto, una single arruffata e sconclusionata, che va d’accordo con sua figlia perché parla solo di smalti ed ombretti.”

Diversificare gli investimenti è la sua ultima chance per non rimanere delusa. Il tempo è denaro e deve assolutamente incastrare gli incontri con tutti i suoi pretendenti al fine di non perdere neanche un’occasione.
L’atmosfera è brillante, schizzata, effervescente, la protagonista è una piccola bomba in miniatura che ne dice di tutti i colori sulla vita e strappa, con la sua avvedutezza e sincerità traboccante, più di una risata.

“Principessa un cavolo, e soprattutto non sono la bella addormentata: non rimarrò certo appesa a una flebile promessa, a un filo virtuale, a un like buttato lì, come un osso ad un cagnolino."

La ricerca dell’amore diventa un’estenuante lotta contro delusioni e mancate promesse eppure l’uomo dei sogni è proprio dietro l’angolo, anzi esattamente in mezzo alle scale.
Con buona capacità narrativa, forza e caparbietà, sorrisi e tanta verve, l’autrice riesce favorevolmente ad impressionare con il suo romanzo, permettendo a chi lo legge, di goderselo a pieno, prendendo parte ad una storia folle e bizzarra, a tratti intensa  ma mai lenta. Un treno super veloce assolutamente in corsa, dal quale, tu lettore, scenderai solo alla fine, strapazzato ma felice.