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lunedì 29 maggio 2017

I guardiani di Maurizio De Giovanni Recensione

Buon inizio settimana! Oggi vi parlo dell'ultimo romanzo di Maurizio De Giovanni, che si è avventurato in un genere molto particolare: il fantasy. Con I guardiani ci conduce all'interno di Napoli, suo luogo preferito e anche il mio, essendo la mia città, permettendo al lettore di scoprirne la parte meno razionale, quella paranormale, quella esoterica. Perchè i Guardiani non sono esseri umani... sono...

i guardiani
di Maurizio De Giovanni

Editore: Rizzoli
Pagine: 362
GENERE: Fantasy
Prezzo: 19,00 
Formato: Cartaceo 
Data d'uscita: 2017
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Napoli non è una città come le altre. Napoli non è neppure una città sola. Perché sotto quella che conosciamo ce n’è una sotterranea, nascosta agli occhi del mondo, con il buio al posto della luce. Marco Di Giacomo l’aveva intuito, un tempo, quando era un brillante antropologo e aveva un talento unico nell’individuare collegamenti invisibili tra le cose. Poi qualcosa non ha funzionato e ora, ad appena quarant’anni, non è altro che un professore universitario collerico e introverso, con un solo amico, il suo impacciato ma utilissimo assistente Brazo Moscati. Considerati folli per le loro accanite ricerche sui culti antichi, i due sono costante oggetto dell’ironia di colleghi e studenti. Perciò nessuno si meraviglia quando il direttore del loro dipartimento li spedisce a fare da balie a una giornalista tedesca venuta in Italia per scrivere un pezzo sensazionalistico sui luoghi simbolo dell’esoterismo. Per liberarsi della seccatura, Marco chiede aiuto a sua nipote Lisi, ricercatrice anche più geniale dello zio ma con una preoccupante passione per le teorie complottiste. I quattro s’imbatteranno in una lunga catena di reati e strani eventi, scoprendosi parte di un disegno che potrebbe coinvolgere l’intera umanità. Soltanto Maurizio de Giovanni poteva scrivere questo romanzo, che nasce dalla conoscenza profonda di una città e della sua gente ma si spinge molto più lontano, mettendo in discussione tutte le categorie, comprese quelle letterarie, per inseguire una verità che forse avevamo davanti da sempre e non abbiamo mai voluto vedere. E questo è l’inizio. Solo l’inizio.

mercoledì 17 agosto 2016

Nove volte per amore di Maurizio De Giovanni Recensione

Buon mercoledì! Ritorno a parlarvi di Maurizio De Giovanni con una delle sue ultime pubblicazioni per CentoAutori che ringrazio per la copia. Nove volte per amore è una raccolta di storie che partono dai casi di cronaca nera più famosi per raccontare poi di intrecci nuovi, nati direttamente dalla mente originale e misteriosa dell'autore. Una visione dell'amore sanguinaria e mortale per andare a scandagliare i lati più oscuri dell'animo umano.



Titolo: Nove volte per amore
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: CentoAutori
Genere: Racconti
Pagine: 165
Prezzo: 13,90
Uscita: Maggio 2016
Link acquisto 


TRAMA


Nove casi di cronaca nera riletti dall'immaginazione e dalla penna di Maurizio de Giovanni. Nove indagini in cui colpevoli e innocenti, vittime e carnefici, danzano in un vortice di passioni e misteri. Maurizio de Giovanni apre così uno squarcio su scenari di delitti, bugie e segreti inconfessabili e lo fa alla sua maniera, con uno stile delicato ed efficace, capace di penetrare l'animo del lettore, per raccontare un'unica storia, quella di un'Italia criminale e dal cuore oscuro.


















Nove volte per amore è una raccolta di racconti dedicati ad una visione fantastica e immaginifica dell’amore nella sua eccezione più cruenta e crudele, una visione feroce ed assassina che prende spunto dai famosi casi di cronaca nera che tutti conosciamo molto bene.
Il titolo poetico ed ingannevole, potrebbe far pensare ad una serie di trame veloci e consistenti che vanno ad inneggiare e ad adorare l’amore in senso romantico ed edulcorato e invece non è assolutamente così.

Maurizio De Giovanni non si lancia in una dimostrazione tipica da clichè, ma dipinge anche il sentimento più bello e caldo della nostra esistenza, di sangue ma soprattutto di oscurità.
Partendo da casi che hanno bombardato le televisioni di questi anni, come quello di Melania Rea o di Yara Gambirasio o quello di Raffaele Stasi e ancora Erika e Omar, l’autore, con uno stile assolutamente personale, regala al lettore una serie di affreschi che pur partendo seguendo orme già conosciute, si sviluppano in modo totalmente autonomo, diventando, durante la lettura, delle storie interamente a sé e formalmente indipendenti dalla loro radice.

Nove volte per amore è una prova narrativa che mette in scena un linguaggio diretto e giornalistico, una volontà di usare la fantasia, di introdurre definizioni e nomignoli come la moglie del mostro o la principessa, per raccontare storie ad alto tasso descrittivo nelle quali la chiave di lettura deve essere una sola: la scoperta dell’oscurità che si nasconde dentro ciascuno di noi.
Si avvicinò spostandosi lungo il muro. La luce si era fatta strana, quell’ora bastarda tra giorno e notte che tradisce la vista e ti fa pensare di aver visto qualcuno dove invece c’è solo l’ombra. Lui era quell’ombra.
In questi racconti non emerge la voce dei sentimenti nella sua accezione più pura ed innocente, incantatrice o benedetta. Non avremo un amore miracoloso, né accondiscendente ma avremo vendetta, sangue, morte, buio e terrore. Insomma un sentimento sporco, deviato, malato, perverso. Molti si chiedono come può l’amore, che è il sentimento più alto per eccellenza, nutrirsi di tali inganni, tradimenti, sotterfugi. Come può l’amore andare a braccetto con la morte? Eppure l’autore, con la sua prontezza e la sua capacità di raccontare in modo naturale, spontaneo, quasi magico, gli angoli più bui della mente e del cuore umano, ci mostra come dentro ogni anima si nasconda una voglia assassina che può anche non essere controllata e allora generare mostri.

Insomma, chi di noi, non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di fare del male a qualcuno? Impossibile che non sia mai accaduto. E’ proprio questo ciò di cui parla De Giovanni in questi racconti, ciò che tenta di spogliare in modo sornione e mai aggressivo ma usando sempre il suo tono quasi magico di avvolgere le parole intorno ai sensi di chi legge.

La capacità dell’autore si concentra ancora una volta nelle emozioni che riesce a raccontare, in quelle sfumature velate della vita e della morte che acquistano colori e sapori assolutamente personali e profondamente vivi, reali.
Io non so chi sia stato a fare questo. Non ne ho alcuna memoria. Pezzi del passato vengono a galla come in un pozzo buio, offrendomi il ricordo di emozioni in frammenti, fotogrammi singoli che non hanno senso, ma nulla che riguardi gli attimi che hanno preceduto la mia morte.
Le sue parole non sono mai sfrontate, conservano in sé la misura giusta per farsi seguire senza strattonare e il lettore si convince, ancora prima di saperlo, che la scrittura di De Giovanni è operosa, profonda, intima ma anche inquieta e alcune volte sinistra.

Nove volte per amore è una raccolta che consiglio a chi ama questo autore, a chi apprezza il suo stile mai scontato, struggente, malinconico, preciso, delicato ma anche rigoroso, vitale e mortale. A chi vuole ritrovare qualcosa di familiare nelle storie che legge e poi lasciarsi piacevolmente sorprendere dall’estro dello scrittore che riesce con originalità e bravura a tracciare un percorso narrativo assolutamente nuovo, pieno di mistero e meraviglia. Una visione dell’amore che non è quella più logica, né quella più amata, ma è, al contrario, una ricerca intrinseca, incentrata sull’interiorità dell’essere umano e sulla sua oscura e celata pazzia. Una pazzia d’amore.



sabato 24 ottobre 2015

Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni Recensione

Buon sabato cari lettori! Oggi vi lascio con la recensione di un autore che non avevo mai letto ma che ero davvero curiosa di recensire e che mi ha conquistato per la sua scrittura e per la sua profondità. Le solitudini dell'anima  sono i racconti scritti da Maurizio De Giovanni, pubblicati da CentoAutori, che ringrazio per la copia.

Una lettura molto emozionante. Leggete!



Titolo: Le solitudini dell'anima
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: CentoAutori
Pagine: 192
Genere: Racconti
Prezzo: € 15,00
Uscita: Ottobre 2015

TRAMA


Storie incisive, misteriose, nere ma anche piene di humour, dove la trama e la maestria nella creazione di personaggi unici si mescola a temi forti di strettissima attualità. Si va dalla riflessione sul potere di Un mestiere come un altro al tema dell'immigrazione in Fastidio; da storie di amore e dolore come Tu, e il nuovo anno e Ti voglio bene passando per racconti più squisitamente legati a Napoli come Respirando in discesa e La Saponata ai Quartieri Spagnoli, fino a vicende decisamente divertenti e umoristiche come Robin Food e Le beffe della cena. Non mancano storie noir e misteriose che sono il marchio di fabbrica dello scrittore napoletano quali Il purificatore e La piazza nascosta. Due racconti sono però i gioielli preziosi di quest'antologia: Dieci centesimi, con protagonista un giovanissimo commissario Ricciardi, e Tutta quell'acqua, omaggio allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano e alla magia del racconto.

Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 è autore di bestsellers tra cui la saga del commissario Ricciardi e quella de I Bastardi di Pizzofalcone entrambe edite da Einaudi Stile Libero. I suoi romanzi sono regolarmente in classifica. Per Edizioni Cento Autori ha pubblicato le antologie Le mani insanguinate e L'omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi.


Faccio una piccola premessa che però ritengo importante: Maurizio De Giovanni è uno degli autori più seguiti ed apprezzati degli ultimi anni ed io non lo avevo mai letto. La serie che riguarda le vicissitudini del Commissario Ricciardi che lo ha reso famoso non è mai rientrata nella mia sfera di lettura ed è per questo che ho deciso di leggere Le solitudini dell’anima, compendio di piccoli racconti che affrontano tematiche varie e altrettante circostanze, per avvicinarmi a questo autore che non ho mai avuto modo di recensire.

Una mia mancanza che mi conduce a parlarvi direttamente del suo stile e del suo approccio narrativo come di qualcosa che colpisce e che lega a sé. Una scrittura fluida ma che ha qualcosa di tormentato dentro, di troppo consapevole per filare liscio come se nulla fosse mai accaduto.

Il primo racconto, intitolato Dieci centesimi ha come protagonista un giovane Ricciardi, ancor prima di diventare commissario, quando per un motivo estremamente preciso e profondo, decide di iscriversi a Giurisprudenza invece che alla facoltà di Filosofia. La motivazione è un racconto a cavallo tra la realtà e la follia, un pezzo di cuore che si lacera, un sogno che si nega ad occhi aperti. Ricciardi è un personaggio inquieto, è un bel personaggio davvero nella sua giovane età, ed immagino anche nei libri seguenti, dove l’autore lo rende adulto e consapevole della sua scelta di vita, stare dalla parte della legge. 

La sua figura qui è tratteggiata appena, ma basta poco, davvero poco all’autore per tirare fuori la forza evocatrice delle parole. A lui viene naturale e con semplici frasi rende poetico e al contempo oscuro un mondo pieno di significati. Ricciardi è un visionario, ascolta la voce dei morti, li vede e il suo percepire è sempre sull’orlo del baratro. Come dicevo, non conoscevo questo personaggio e leggerlo in questo breve racconto mi ha strappato una nota di commozione e di partecipazione che non mi sarei mai immaginata. Lo stile di Maurizio De Giovanni è intenso, ti avviluppa.

Anche nel secondo racconto, Tu. E il nuovo anno, le parole diventano magia àncorata ai ricordi. Un amore sofferente e sofferto, un richiamo affettivo che non perde la sua vibrazione. La costruzione del senso di quel sentimento è coinvolgente e mai banale. Semplice ma non per questo superficiale, dettato da qualcosa che sembra stabile ma è minacciato dalla forza del cuore e delle emozioni.

“Ricordo l’incanto del tuo alzarti leggera, elastica e vaporosa, come se danzassi. Ricordo il sorriso, ospite fisso del tuo viso. Ricordo gli occhi mai bassi, sempre con un retrogusto d’ironia nello sguardo. Ricordo la tua voce calda, vibrante delle mille emozioni che portavi in petto. Ricordo. Non ha dolore, il mio ricordo. Il dolore se ne va, come la passione. Sopravvivono la tenerezza e la malinconia. Si perdono le tinte forti e rimangono quelle tenui, come se il cuore si scolorasse, un vecchio disegno esposto al sole spietato dell’estate.”

L’amore non è un quando ma un luogo secondo l’autore. Una concezione estremamente affascinante che accarezza ma quel sentimento è pronto anche a colpirti perché come ogni luogo può diventare una prigione dalla quale potresti non fuggire, mai.

“Mentre ti vedo entrare veloce in ufficio penso che l’amore è un luogo, non un quando come invece siamo abituati a credere. Diciamo: sono innamorato. Amo. Quando ero innamorato. E invece amare è un posto, una stanza in cui cambiano le leggi della fisica, dove il sopra diventa sotto e il dentro fuori. Una stanza che può diventare una prigione solitaria e disperata, peggio della morte.”

Quanta introspezione, quanti sguardi piantati dentro, quanta verosimiglianza tra la letteratura e la vita si coglie nei suoi racconti. Passione e consapevolezza. Tempesta e premura. Il suo narrare sembra essere costantemente in balia del vento e delle stelle eppure mai in alto mare.

Non ci sono sbavature, né fremiti eppure la profondità esplode attraverso la scelta di una sola parola o per l’evocazione di una visione.
In Il sogno nella calza, il protagonista mescola la fantasia ed il sogno raccontando di una possibilità che diventa reale grazie ad un pizzico di immaginazione, di credo, di fede. Un racconto che infonde un sorriso e soprattutto calore.
Le solitudini dell’anima raccoglie storie molto diverse tra loro, tutte ambientate a Napoli, la città dell’autore. Una Napoli sporca e vecchia, capace di accogliere ma anche di rifiutare perché il suo popolo è contraddittorio come la sua stessa essenza.

Racconti mortali, macabri, in cui la morte la fa da padrone, altri in cui è la religione, in altri ancora come Fastidio, sono gli extracomunitari a diventare i protagonisti di un contesto in cui l’intolleranza ha raggiunto livelli inimmaginabili.
L’ultimo racconto, Tutta quell’acqua, è dedicato ad Eduardo Galeano, alla sua scrittura e alla magia che è capace di creare con le sue parole. Un insegnamento, una visione, un orizzonte magico oltre il quale continuare a vedere, vedere qualcosa, purchè non si chiudano mai gli occhi. L’acqua è una metafora per comprendere l’importanza della scrittura, il suo potere, la forza intrinseca e salvifica del raccontare. Un racconto poetico, sognante, immerso però nella distruzione della guerra e nell’orrore della morte e della perdita.

In tutte le storie De Giovanni riesce a congiungere il senso di inquietudine del nostro presente, l’incertezza del nostro animo con la sua visione superiore perché capace di infondere una delicatezza, una sfumatura di emozioni che rendono qualsiasi suo scritto assolutamente personale e profondamente suo.
Dalla sua penna risale quella sensibilità che ti coglie dentro e ti convince a seguirlo, senza traumi, senza opposizioni. Le sue parole sembrano mute perché non sono esaltate, apprezzano quell’atmosfera di silenzioso rispetto ma esistono e in quanto tali feriscono nel senso che incidono, lasciando piccole tracce di sé.

Le solitudini dell’anima ha un titolo che mi ha conquistato e riflette molto di ciò che l’autore ci ha regalato, scrivendo. Una solitudine che sa di vita e dei mille aspetti che la contraddistinguono, esaltandola ed abbattendola, privandola ed arricchendola, immergendola in quel lento fluire che si chiama esistenza. Maurizio De Giovanni è struggente e delicato, morbido e accondiscendente, forte e serio, rigoroso e mortale, magico e poetico. Capace di commuovere ma mai di disturbare, in grado di accompagnarti nelle sue storie con fare affabile e di non lasciarti mai solo. Mentre leggi, il senso di familiarità ti protegge, l’autore ti conosce talmente bene da toccare con maestria ogni tasto delle tue emozioni, da quelle più tristi alle più divertenti, dimostrando che la sua scrittura ti è vicina perché è fatta con l’anima, la nostra.


sabato 26 settembre 2015

Nuova uscita CentoAutori: Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni

Ancora una segnalazione di una nuova uscita molto interessante della casa editrice CentoAutori che presenta Le solitudini dell'anima di Maurizio De Giovanni.


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Di
Maurizio De Giovanni





DOPO IL GRANDE SUCCESSO DI LE MANI INSANGUINATE E L'OMICIDIO CAROSINO, LE PRIME INDAGINI DEL COMMISSARIO RICCIARDI. EDIZIONI CENTO AUTORI PRESENTA UNA NUOVA ANTOLOGIA DI RACCONTI DELL'AUTORE DELLA SAGA DE I BASTARDI DI PIZZOFALCONE.



Dall'autore del commissario Ricciardi  e della saga  de I Bastardi di Pizzofalcone, una nuova entusiasmante antologia di racconti. Un piccolo scrigno di tesori, grazie al quale il lettore si commuoverà, si emozionerà e, perché no, si divertirà.



Quarta:
Storie incisive, misteriose, nere ma anche piene di humour, dove la trama e la maestria nella creazione di personaggi unici si mescola a temi forti di strettissima attualità. Si va dalla riflessione sul potere di Un mestiere come un altro al tema dell'immigrazione in Fastidio; da storie di amore e dolore come Tu, e il nuovo anno e Ti voglio bene passando per racconti più squisitamente legati a Napoli come Respirando in discesa e La Saponata ai Quartieri Spagnoli, fino a vicende decisamente divertenti e umoristiche come Robin Food e Le beffe della cena. Non mancano storie noir e misteriose che sono il marchio di fabbrica dello scrittore napoletano quali Il purificatore e La piazza nascosta.
Due racconti sono però i gioielli preziosi di quest'antologia: Dieci centesimi, con protagonista un giovanissimo commissario Ricciardi, e Tutta quell'acqua, omaggio allo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano e alla magia del racconto.


L'autore:
Maurizio de Giovanni è nato a Napoli nel 1958 è autore di bestsellers tra cui la saga del commissario Ricciardi e quella de I Bastardi di Pizzofalcone entrambe edite da Einaudi Stile Libero. I suoi romanzi sono regolarmente in classifica. Per Edizioni Cento Autori ha pubblicato le antologie Le mani insanguinate e L'omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi.

Editore Edizioni Cento Autori
Collana L'Arcobaleno
Formato 13x20
Pagine 192
Prezzo 15,00 Euro