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giovedì 24 novembre 2016

Gocce nere di Valerio Evangelisti Recensione

Buon giovedì cari lettori! Oggi vi parlo di un romanzo breve scritto da un autore molto apprezzato che ritorna alla scrittura di fantascienza. La storia di Gocce Nere, di cui ringrazio CentoAutori per la copia,  è una visione di un futuro neanche tanto lontano, dove il sistema informativo ha preso possesso di tutto fino a quando...

gocce nere
di Valerio Evangelisti

Editore: CentoAutori 
Pagine: 224
Prezzo: 13,00 €
GENERE: Fantascienza
Formato: Cartaceo
Data d'uscita: Ottobre 2016
Link d'acquisto: QUI

Trama:
In un futuro non troppo lontano, un regime informatico globale governa la vita dei cittadini attraverso il Vortex, una gigantesca stazione orbitale che per conto dell’ONU gestisce tutte le reti di informazione. A combattere questa forma di dittatura sono solo alcuni nuclei di guerriglieri sparsi per il mondo, che hanno creato una loro rete di comunicazione denominata Resyst. La fuga di un detenuto da un carcere di massima sicurezza in Giappone sembra il preludio ad un’azione sovversiva mondiale che avrà il suo culmine nel nuovo carcere brasiliano di Sepultura, dove si nasconde un terribile segreto…

giovedì 1 settembre 2016

Il primo inganno di Riccardo Landini Recensione

Buon giovedì cari lettori! Grazie alla CentoAutori ho letto un Noir molto accattivante, di un autore, Riccardo Landini, davvero capace di intrigare ed inquietare al tempo stesso con il suo Il primo inganno.



Titolo: Il primo inganno
Autore: Riccardo Landini
Editore: CentoAutori
Genere: Thriller/Noir
Pagine: 232
Prezzo: 13,00
Uscita: Giugno 2016
Link acquisto 


TRAMA

Cosa succede se, mentre sei intento a spiare una coppia clandestina, ti capita di vedere nella finestra del palazzo di fronte due balordi che violentano una ragazzina? E se nessuno ti crede quando lo racconti? E se ti intestardisci a voler scoprire a cosa hai realmente assistito? Brenno Sandrelli, perito assicurativo e detective a tempo perso incappa in una banda di stupratori assassini, ma la sua voglia di ficcare il naso dove non dovrebbe gli porterà un sacco di guai. Senza contare che, nell'ombra, qualcuno trama per ammazzarlo, inscenando un finto suicidio. La sua vita sarà sconvolta per sempre. E non ci sarà ritorno...



















Il primo inganno è un romanzo pieno di suspense, di intrighi, con un intreccio davvero complicato ma che risulta paradossalmente semplice nella sua fruizione e nel suo meritato apprezzamento.

Il protagonista è chiaramente un antieroe. Brenno è un uomo che ha una vita che gli scivola noiosamente dalle dita, senza più slanci, né alcuna forma di passione. Ha quarant'anni e un matrimonio che fa acqua da tutte le parti. Una moglie che è distante, lontana, che sembra non provare più nulla di sentimentalmente valido per lui. Un rapporto in pieno stordimento, dettato da una confusione alienante che non fa altro che gettare Brenno ancora di più in una forma di apatia tuonante dalla quale cerca di uscire impegnando tutto il suo tempo nel lavoro. Fa il perito assicurativo ma nel tempo libero si trasforma in detective privato offrendo il suo intuito e fiuto investigativo a tutti quei mariti e a quelle mogli che temono il tradimento del loro compagno/a.

Ed è proprio durante un appostamento che lo vede alle prese con la scoperta e la conferma di un adulterio, che Brenno si ritrova gli occhi puntati al di là di una finestra come un’altra, dietro la quale però sta avvenendo uno stupro. Una ragazzina nuda, è inginocchiata davanti a due uomini che stanno per adoperarsi in modo indegno e colposo. La scena è un attimo, un fluire velocissimo di immagini che non lasciano il tempo al protagonista di rendersi conto realmente di ciò che sta accadendo. E’ vero ciò che ha visto o è stato tutto frutto della sua mente?
Non posso lasciar perdere. So quello che ho visto e so anche che in quell’appartamento ci sono le prove di quello che le hanno fatto.
Una domanda che turberà l’animo di Brenno per lungo tempo soprattutto perché nessuno sembrerà volergli credere quando racconterà di quell’atto immorale ed ingiusto.

Cosa fare, dunque? Lasciar perdere o cercare di capire davvero cosa è accaduto?

La risposta arriva quando l’uomo scopre che proprio in quei giorni è scomparsa una ragazzina. A quel punto decide di indagare da solo e di cercare la verità.
Lo stile di Riccardo Landini è coinvolgente ed è deliziosamente noir. Le atmosfere sono cupe ed ombrose, il protagonista è marchiato dall’antieroismo, ma è un uomo che persegue la verità e come tale risulta empaticamente apprezzabile da parte del lettore. In più è dotato di una buona dose di autoironia che lo rende un compagno ideale in una lettura che si affronta in poche ore sia per la mole limitata del libro, sia per la capacità dell’autore di non perdersi in lungaggini inutili e di concentrare tutto il possibile in pagine limitate e per questo estremamente consistenti.
La seconda cosa a cui pensai fu di procurarmi un’arma. Non ero mai stato il tipo che smaniava per un fucile a pompa sotto il letto ma, con gente che aveva tentato di ammazzarmi senza alcuno scrupolo, dovevo rivedere le mie priorità.
Brenno si troverà coinvolto in una serie di situazioni che metteranno in pericolo la sua stessa vita, avendo lentamente tutte le conferme che cerca.
La sua esistenza sarà completamente stravolta dall’entrata in scena di un Male che non è più neanche tanto nascosto e che si manifesta attraverso gli aspetti più abietti e brutali della nostra società come la corruzione e la pedofilia.

I personaggi, le comparse, le voci sono tante e tutte riconducibili ad un unico gioco: l’inganno che sta a testimoniare, ancora una volta, che le apparenze, appunto, ingannano.
La faccia dell’uomo di fronte a me era più bianca della neve che stava riempiendo di fiocchi il cielo. Aveva l’espressione di chi si era visto sorpassare sul traguardo, dopo aver condotto in testa la gara fin dall’inizio. Io invece mi sentivo bruciare dal freddo, un freddo che non aveva nulla a che fare con l’atmosfera intorno. Un freddo che nasceva da dentro l’anima.
Il primo inganno è il primo romanzo di una trilogia che sarà pubblicata prossimamente. Una storia che ha la sua resa dei conti ma che lascia il lettore con un finale pronto per mantenere alta e vivida la sua curiosità.


Una storia perfetta per gli amanti dei thriller e del genere noir, con uno stile avvolgente ma semplice, diretto, sintetico che arriva direttamente al punto focale. Non mancano i colpi di scena che rendono serrata ed inquietante la lettura. E non mancano neanche piccoli spunti di riflessione che riguardano la nostra realtà, capaci di evidenziare la strutturazione complessa ma completa dell’opera che si conclude rimandando esattamente all’inizio del romanzo, accentuando l’attenzione sulla perfetta circolarità della storia che lascia pienamente soddisfatti.

mercoledì 17 agosto 2016

Nove volte per amore di Maurizio De Giovanni Recensione

Buon mercoledì! Ritorno a parlarvi di Maurizio De Giovanni con una delle sue ultime pubblicazioni per CentoAutori che ringrazio per la copia. Nove volte per amore è una raccolta di storie che partono dai casi di cronaca nera più famosi per raccontare poi di intrecci nuovi, nati direttamente dalla mente originale e misteriosa dell'autore. Una visione dell'amore sanguinaria e mortale per andare a scandagliare i lati più oscuri dell'animo umano.



Titolo: Nove volte per amore
Autore: Maurizio De Giovanni
Editore: CentoAutori
Genere: Racconti
Pagine: 165
Prezzo: 13,90
Uscita: Maggio 2016
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TRAMA


Nove casi di cronaca nera riletti dall'immaginazione e dalla penna di Maurizio de Giovanni. Nove indagini in cui colpevoli e innocenti, vittime e carnefici, danzano in un vortice di passioni e misteri. Maurizio de Giovanni apre così uno squarcio su scenari di delitti, bugie e segreti inconfessabili e lo fa alla sua maniera, con uno stile delicato ed efficace, capace di penetrare l'animo del lettore, per raccontare un'unica storia, quella di un'Italia criminale e dal cuore oscuro.


















Nove volte per amore è una raccolta di racconti dedicati ad una visione fantastica e immaginifica dell’amore nella sua eccezione più cruenta e crudele, una visione feroce ed assassina che prende spunto dai famosi casi di cronaca nera che tutti conosciamo molto bene.
Il titolo poetico ed ingannevole, potrebbe far pensare ad una serie di trame veloci e consistenti che vanno ad inneggiare e ad adorare l’amore in senso romantico ed edulcorato e invece non è assolutamente così.

Maurizio De Giovanni non si lancia in una dimostrazione tipica da clichè, ma dipinge anche il sentimento più bello e caldo della nostra esistenza, di sangue ma soprattutto di oscurità.
Partendo da casi che hanno bombardato le televisioni di questi anni, come quello di Melania Rea o di Yara Gambirasio o quello di Raffaele Stasi e ancora Erika e Omar, l’autore, con uno stile assolutamente personale, regala al lettore una serie di affreschi che pur partendo seguendo orme già conosciute, si sviluppano in modo totalmente autonomo, diventando, durante la lettura, delle storie interamente a sé e formalmente indipendenti dalla loro radice.

Nove volte per amore è una prova narrativa che mette in scena un linguaggio diretto e giornalistico, una volontà di usare la fantasia, di introdurre definizioni e nomignoli come la moglie del mostro o la principessa, per raccontare storie ad alto tasso descrittivo nelle quali la chiave di lettura deve essere una sola: la scoperta dell’oscurità che si nasconde dentro ciascuno di noi.
Si avvicinò spostandosi lungo il muro. La luce si era fatta strana, quell’ora bastarda tra giorno e notte che tradisce la vista e ti fa pensare di aver visto qualcuno dove invece c’è solo l’ombra. Lui era quell’ombra.
In questi racconti non emerge la voce dei sentimenti nella sua accezione più pura ed innocente, incantatrice o benedetta. Non avremo un amore miracoloso, né accondiscendente ma avremo vendetta, sangue, morte, buio e terrore. Insomma un sentimento sporco, deviato, malato, perverso. Molti si chiedono come può l’amore, che è il sentimento più alto per eccellenza, nutrirsi di tali inganni, tradimenti, sotterfugi. Come può l’amore andare a braccetto con la morte? Eppure l’autore, con la sua prontezza e la sua capacità di raccontare in modo naturale, spontaneo, quasi magico, gli angoli più bui della mente e del cuore umano, ci mostra come dentro ogni anima si nasconda una voglia assassina che può anche non essere controllata e allora generare mostri.

Insomma, chi di noi, non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di fare del male a qualcuno? Impossibile che non sia mai accaduto. E’ proprio questo ciò di cui parla De Giovanni in questi racconti, ciò che tenta di spogliare in modo sornione e mai aggressivo ma usando sempre il suo tono quasi magico di avvolgere le parole intorno ai sensi di chi legge.

La capacità dell’autore si concentra ancora una volta nelle emozioni che riesce a raccontare, in quelle sfumature velate della vita e della morte che acquistano colori e sapori assolutamente personali e profondamente vivi, reali.
Io non so chi sia stato a fare questo. Non ne ho alcuna memoria. Pezzi del passato vengono a galla come in un pozzo buio, offrendomi il ricordo di emozioni in frammenti, fotogrammi singoli che non hanno senso, ma nulla che riguardi gli attimi che hanno preceduto la mia morte.
Le sue parole non sono mai sfrontate, conservano in sé la misura giusta per farsi seguire senza strattonare e il lettore si convince, ancora prima di saperlo, che la scrittura di De Giovanni è operosa, profonda, intima ma anche inquieta e alcune volte sinistra.

Nove volte per amore è una raccolta che consiglio a chi ama questo autore, a chi apprezza il suo stile mai scontato, struggente, malinconico, preciso, delicato ma anche rigoroso, vitale e mortale. A chi vuole ritrovare qualcosa di familiare nelle storie che legge e poi lasciarsi piacevolmente sorprendere dall’estro dello scrittore che riesce con originalità e bravura a tracciare un percorso narrativo assolutamente nuovo, pieno di mistero e meraviglia. Una visione dell’amore che non è quella più logica, né quella più amata, ma è, al contrario, una ricerca intrinseca, incentrata sull’interiorità dell’essere umano e sulla sua oscura e celata pazzia. Una pazzia d’amore.