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venerdì 7 agosto 2015

Le trame del destino di Giusy Sorci Recensione

Buon venerdì! Prima del weekend vi lascio con una recensione che conclude una trilogia di cui già vi ho parlato, raccontandovi le mie impressioni riguardanti i primi due capitoli della saga. Mi riferisco alla serie Le catene della notte scritta dall’esordiente Giusy Sorci, di cui potete leggere le recensioni rispettivamente a Il ricatto della luna e L'ombra dei ricordi.

Adesso è il momento di concludere questo viaggio speciale con Le trame del destino, all’interno di un mondo molto particolare oltre che per l’intreccio ed i personaggi ma soprattutto per lo stile dell’autrice. La sua conclusione mi avrà deluso?


Scopritelo leggendo e fatemi sapere come sempre cosa ne pensate!




Titolo: Le trame del destino
Autore: Giusy Sorci
Editore: Youcanprint
Pagine: 302
Genere: Fantasy
Prezzo: € -
Ebook 1,99
Uscita: 2014

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Trama


<<Io so chi sei…e non posso vivere senza di te>> mormorò tra le lacrime alzando appena lo sguardo sui miei occhi, cercando quella certezza che le occorreva per rialzarsi anche stavolta.
Sybil e Anthony hanno affrontato gioie e dolori, e il loro amore è sempre stato invincibile, persino più forte del tempo che scivolava su di loro senza lasciar traccia. E anche adesso, dopo che i fantasmi del passato hanno abbandonato entrambi, liberandoli dalle loro catene, solo quel fuoco li tiene ancora in vita. Ma l’amore può salvarli dal destino? Cosa c’è scritto in cielo? Tra le luminose stelle che accendono la notte c’è forse tracciato il destino degli uomini? E quel destino è sordo alle preghiere umane o è l’uomo, con il suo impegno e le sue scelte, a descriverne le trame?

Giusy Sorci è nata a Palermo nel 1997, vive a Bagheria con la famiglia e ne frequenta attualmente il Liceo Classico “Francesco Scaduto”. Da sempre appassionata di lettura, fin da bambina ha trovato nella scrittura un modo per esprimersi. “Il ricatto della luna” è il primo libro di una trilogia fantasy, dal titolo “Le catene della notte” e ne rappresenta l’esordio.




Dopo la recensione dei primi due volumi della trilogia Le catene della notte, siamo giunti al capitolo conclusivo che non a caso l’autrice ha intitolato Le trame del destino

Giusy Sorci si dimostra ancora una volta padrona della sua storia, della quale conduce con fermezza e consapevolezza il filo conduttore della narrazione, riavvolgendo il nastro della trama e colmando tutti quei vuoti che inevitabilmente aveva lasciato sospesi nei libri precedenti, proponendoci un finale ampiamente inaspettato.

La narrazione, come le precedenti, si concentra essenzialmente sulla figura di Anthony, il vampiro innamorato del demone Sybil. La loro è una storia d’amore tormentata per diversi motivi, non solo per la diversità insita nelle loro razze ma soprattutto per il passato che inchioda entrambi ad una infelicità e malinconia che sembra non avere via d’uscita. Nel secondo libro, L’ombra dei ricordi, la maggior parte della storia si concentrava intorno alla figura del demone alle prese con le scoperte ed i segreti che riguardavano la sua famiglia mentre adesso è il momento di Anthony e del suo passato ancora così vivido nella sua coscienza. L’autrice con tatto e premura ci permette di entrare ancora una volta nell’anima dei suoi personaggi, a contatto diretto con il loro dolore, rancore e senso di colpa, perché è questo quello che Anthony vive e che lo attanaglia subdolamente fino a farlo sentire soffocare.

Ancora una volta siamo partecipi di una natura estremamente vivida che si riflette animatamente attraverso la sua esteriorità nei sentimenti e nelle emozioni dei personaggi. Essa procede di pari passo con il loro stato d’animo, specchiandosi e lasciandosi specchiare dalle loro più profonde sensazioni, diventando veicolo per l’autrice, mezzo con cui impreziosire uno stile già di per sé pregno di originalità e poesia. Uno sguardo lento e corposo che si compenetra dell’individualità di chi vive questa storia e la rende sempre meno superficiale, ma al contrario ogni volta più intima, più vicina, più incombente. Impossibile rifiutare l’avvicinarsi dei turbamenti che diventano gli assoluti condottieri di vicende in cui è l’anima, nel bene o nel male, ad avere l’esclusivo sopravvento.

Lo stile di Giusy Sorci è particolare. Ti affascina e ti annebbia, ti conduce verso una meta che tu non puoi e non riesci, anche sforzandoti, di intravedere. Immaginate un luogo pieno di nebbia e una forza delicata ma tenace che vi avvinghia e vi accompagna verso un luogo invisibile ma verso cui vi sentite dolcemente attratti. Provate anche un’inspiegabile fiducia verso chi vi sta guidando, pur senza conoscerlo, pur senza vederlo, perché c’è armonia, calma, pacatezza in ciò che state vivendo, grazie alla presenza velata ma vera di chi scrive.

La scrittura non è semplice narrazione, è impregnata dei colori del mondo, degli odori; è ravvivata dai contorni luminosi e colorati della natura. Ma non sempre c’è luce, ci può essere anche oscurità e buio, tristezza e dolore soprattutto quando il destino comincia a sciogliere i lacci con cui teneva a freno le proprie trame.

Per Anthony e Sybil è giunto il momento di tornare al villaggio e di affrontare i sentimenti contrastanti che li attendono.  L’odio e l’amore, il rancore, l’affetto e il senso di mancanza provato dalle persone che li stavano aspettando. In primis, Rachel, la sorella di Sybil, così chiusa, apparentemente dura e fredda nella sua solitudine. E’ la sua reazione quella che i due temono di più ma anche quella che più desiderano ricevere.

“Ma in fondo se per i Taylor la nostra assenza era stata così amara, lei come l’aveva vissuta?”

Il lato tragico e drammatico dei sentimenti è molto più forte di quello felice e spensierato. C’è un vero e proprio tripudio di emozioni, di stati d’animo che ondeggiano tra il coraggio ed il dolore, tra il risentimento e l’affetto. Protagonisti che mostrano tutte le loro debolezze, le falle a cui vanno incontro, le cadute dalle quali riescono a rialzarsi con addosso lividi e ferite apparentemente insormontabili.

L’intimismo, l’introspezione psicologica acquistano nuova linfa vitale e coinvolgono il lettore in un turbine fatto di contrasti e maledizioni, di scelte sbagliate e di richieste di aiuto inascoltate. L’autrice usa in modo personale le metafore assurgendole spesso a vere protagoniste della storia, rendendo il suo romanzo un piccolo spicchio poetico in grado di donare ancora più profondità ad una storia che potrebbe apparire usuale e superficiale.
Le azioni e i sentimenti sono sempre filtrati da un incantato sguardo sulla realtà davanti alla quale è impossibile restare indifferenti.

L’elemento principale di questo capitolo conclusivo è il passato e la memoria. Anthony cercherà di rischiare il suo presente per conoscere il suo passato e la sua storia, aiutato da Roxanne, vampira di stirpe reale che riserverà non poche sorprese al nostro protagonista. Non solo lei diventerà emblema della possibilità di riconciliazione con ciò che è stato ma anche elemento attraverso cui sarà possibile conoscere ancora più profondamente e dettagliatamente la vera natura di Sybil e il suo destino, stranamente legato a quello di un drago. Mi è piaciuta molto questa parte dedicata alla spiegazione del mistero contenuto nel taijitu, simbolo presente sia sul demone che sulla vampira. Una presenza alquanto strana ed inspiegabile che metterà tutti in allarme.

“Siamo davvero pochi a possedere il taijitu, e chi di noi lo possiede non è casuale, viene scelto per possederlo, capite?”

Il mistero si infittisce e la curiosità cresce, alimentata dalla bravura di chi scrive nel riuscire ad intensificare la storia donandole molti spunti di originalità e di intrigo. La maledizione in cui verte tutta la famiglia di Sybil sembra avere proprio origine da quel drago e dalla sua presenza invisibile ma sconcertante.

“Mischiò allora il suo sangue con quello del drago creando così un micidiale ibrido che pensava potesse risultare invincibile.”

Anthony avverte sempre più pesantemente il suo compito di proteggere il demone di cui si è innamorato ma Sybil è una furia incontenibile, a volte appare davvero egoista ed insensibile di fronte agli sforzi innumerevoli del vampiro di amarla e di regalarle finalmente quella pace di cui abbisogna. Lui cerca di assorbire la violenza e l’aggressività delle emozioni della compagna, riversando su se stesso tutto l’odio e la recriminazione.

“La strinsi e piansi, perché non riuscivo più a fare altro, perché non avevo più voce, perché l’orgoglio era diventato cenere e il coraggio lacrime.”

Ancora un passo nella melodiosa ed armonica visione dell’autrice che ci porta sempre così vicino e così dentro l’anima di ciò che racconta da rendere tutto, pur nella sua drammaticità, pieno di magia, quella magia che ha un unico nome: scrittura.
Anthony compie un nuovo viaggio nel mondo degli umani e per la prima volta si trova di fronte la sua famiglia che sta cercando di vivere senza di lui, non essendo a conoscenza della sua vita da vampiro e credendolo ormai morto. Egli assiste al suo stesso funerale e guarda con occhi disincantati l’affetto che tutti provano per lui ma è una realtà ormai, dalla quale si sente profondamente distante. Uno spunto questo che fa riflettere e permette all’autrice di inserire tematiche importanti come la morte e le responsabilità che, seppur in un contesto fantastico, non perdono il loro valore e il loro interesse.

“Avevo voltato pagina senza desiderare farlo, ma senza poter più tornare indietro. La loro imperfezione era per me irraggiungibile, la loro innocenza era un miraggio, la loro inconsapevolezza un regalo che non avrei mai più potuto ricevere.”

I suoi pensieri fanno pensare alla triste condizione in cui vive, al dolore e alla sofferenza per non essere più innocente, innocente della vita stessa, la sua esistenza è stata macchiata dalla morte e dall’assenza, egli non è più inconsapevole e non ha più quella purezza di coloro che appartengono al mondo umano. Anthony combatte contro la sua stessa presenza-assenza,  contro la sofferenza di chi lo ha amato e ci si chiede, con lui, come può essere assistere al proprio funerale.

Giusy Sorci scrive una storia che non si esaurisce in una lotta/convivenza tra vampiri e demoni, ma c’è molto altro reso palpabile e fruibile dalla stessa caratterizzazione dei personaggi nei quali c’è un evidente evoluzione e maturazione, negli intenti e nelle rappresentazioni di azioni e luoghi.
La trama appare semplice ma complicata nel modo in cui s’incastrano i numerosi personaggi, ognuno portatore di un pensiero, di una visione tanto mistica quanto reale e magica.
L’autrice non ha risparmiato nulla, il suo mondo è fatto di oscurità e di luce e la sua capacità di dare ad entrambi il giusto peso e la giusta misura, rende i suoi romanzi interessanti.

Il finale è ciò che non ti aspetti, davvero. Me l’ero immaginato molto diverso e devo ammettere che non c’è nulla che valga più della sorpresa quando essa coincide con la meraviglia. Non c’è stata delusione ma solo consapevolezza che potrebbe esserci un seguito spostando l’asse della narrazione e il fulcro dei protagonisti su altri personaggi, il cui accenno dell’autrice già li rende meritevoli di una valida continuazione.

Al di là di questo, ciò che mi ha sin da subito colpito di questa trilogia è l’intromissione di elementi in grado di approfondire qualsiasi trama fantastica, di renderla degna di un pensiero consistente e penetrante, capace di emozionarti e di portarti a rileggere più volte un passo perché vuoi essere sicuro di averlo assorbito fino in fondo. Per questo, oltre al finale, che denota una scelta intelligente e ponderata, mi rimarranno ancora in testa molti pezzi di questa storia di cui ho sicuramente condiviso e sentito l’aria malinconica, i pensieri profondi e la poesia, tratto distintivo di un’autrice che è solo all’inizio e può dare ancora tanto.


venerdì 17 aprile 2015

L'ombra dei ricordi di Giusy Sorci Recensione

Buon venerdì cari lettori, oggi vi propongo la recensione al secondo volume della trilogia Fantasy  Le catene della notte scritta da Giusy Sorci, che s’intitola L’ombra dei ricordi.
Ho trovato molti aspetti in comune con il primo romanzo ed ulteriori approfondimenti che non mi hanno delusa.

La recensione al primo volume della trilogia intitolato Il ricatto della luna, potete leggerla qui.


Ditemi come sempre cosa ne pensate!



Titolo: L’ombra dei ricordi
Autore: Giusy Sorci
Editore: Youcanprint
Pubblicazione: 2014
Genere: Fantasy
Pagine: 274
Prezzo: 1,99 Ebook – 14,36 Cartaceo
Trama 

I ricordi sono la culla del passato, il cuore di un'esistenza. Chi siamo noi senza ricordi? Ci sono momenti, però, in cui il silenzio è più rincuorante di mille voci che urlano ciò che non vorresti sentire. "Il passato, un passato oscuro, sconnesso e inimmaginabile, mi si parò davanti agli occhi, ma questa volta le sue labbra gelide intrappolate alle mie, le sue mani di ghiaccio, strette sulla mia schiena, la rendevano partecipe di quella follia". In questo secondo capitolo della trilogia "le catene della notte" un tuffo nel passato svelerà segreti che il tempo aveva sotterrato, ricordi che la gente aveva ormai dimenticato. Anthony avrà il coraggio di affrontare i fantasmi di un passato che non gli appartiene? Saprà tenere Sybil al suo fianco anche quando ad entrambi sembrerà di toccare il fondo? 

 Biografia 

 Giusy Sorci è nata a Palermo nel 1997, vive a Bagheria con la famiglia e ne frequenta attualmente il Liceo Classico “Francesco Scaduto”. Da sempre appassionata di lettura, fin da bambina ha trovato nella scrittura un modo per esprimersi. “Il ricatto della luna” è il primo libro di una trilogia fantasy, dal titolo “Le catene della notte” e ne rappresenta l’esordio.



Nel secondo volume della trilogia Le catene della notte, intitolata L’ombra dei ricordi, ritroviamo Anthony e Sybil sempre più legati e vittime del loro incredibile destino. In questo capitolo sarà l’ombra dei ricordi, il perfido grido del passato ad attanagliare le anime dei protagonisti, conducendoli verso un tunnel fatto di sofferenza e recriminazioni, di misteri e scoperte, tutto per dare almeno un illusorio senso di pace all’angoscia di Sybil. 

Giusy Sorci ci accoglie nuovamente nel suo mondo nel quale le sue creature si sentono protette perché incredibilmente amate dalla loro creatrice. So riconoscere perfettamente quando dentro la stesura di un romanzo si raccoglie la passione e l’amore per la propria creazione da parte dell’autore perché questa si evince soprattutto dalla profondità con cui i personaggi sono descritti e la vivacità nel renderli espressamente realizzati all’interno del contesto narrativo. 
Il ponderato slancio animato dalla penna dell’autrice ci tuffa incondizionatamente nella mente e nel cuore di Sybil laddove sono il coraggio e la pazzia a smuovere il demone in eterna lotta tra la sua voglia di vivere e di amare e la condanna ad uccidere. Una leggenda perversa e vendicatrice li insegue come i lupi inseguono le prede, come gli animali più feroci ed affamati bramano le loro vittime, desiderosi del loro sangue. 

L’avvicendarsi degli eventi si accompagna all’intimismo e all’incanto poetico già presente all’interno del primo libro e paradossalmente qui ancora più eclatante, veritiero, pulsante attraverso le pagine. Gli occhi dei personaggi smettono i colori ingrigiti della finzione per diventare pennello e quadro di intricate visioni rese fruibili soltanto grazie alla follia immaginativa di chi è ancora capace di raccontare, emozionandosi semplicemente nel guardare uno spicchio di cielo, fin troppo spesso dimenticato dalla fretta della vita. 

“Guardai con disperazione il cielo pallido, lo trafissi con la mia tristezza e lui sembrò volermi rincuorare con le deboli luci dell’aurora che rischiaravano l’oscurità della notte. Ottobre era il mese più pazzo dell’anno. Sapeva essere squallido ed incolore, una fastidiosa mezza stagione, ma guardandolo con gli occhi limpidi della speranza mutava colore.” 

Un intimismo di fervente capacità impressionista non solo godibile nell’attuarsi delle descrizioni degli elementi ambientali e naturali ma anche nel coronare i dissidi interiori dei personaggi e i loro mutamenti emozionali. L’amore terreno e dirompente di Anthony per Sybil è l’esempio più appassionato dell’estro poetico di chi scrive. Un amore grande, pesante, consolatorio e devastatore, ancora più distruttivo per quel terribile cuore di vampiro. Il suo è un coraggio indiscriminato nel desiderare di proteggere colei che ama persino da sé stesso ma sono troppe le incognite, troppe le ombre che si celano nella notte, troppo il sangue versato in nome di una luna famelica e distante che non perdona né si lascia impietosire. 

“E fu in quell’istante che anche le mie certezze si sciolsero e capii di doverla proteggere, di doverla seguire anche nella più insensata delle pazzie, di dover asciugare le sue lacrime e sollevare le sue ginocchia quando il dolore le schiacciava a terra.” 

Persino la natura vocifera, sussurra, elargisce immagini sfocate ma penetranti della propria esistenza annodandosi perfettamente agli stati intimi dei protagonisti. Una natura piena di umanità e di sostanza, presente e condottiera di quei sentimenti nostalgici, accusatori, tormentati e strazianti che si raccolgono tra le pieghe sentimentali di Anthony e Sybil. 

“Il sole in lontananza si tuffava in mare mentre turbini tempestosi agitavano le acque rendendo quasi insopportabile il fragore delle onde che si infrangevano sugli scogli. I suoni, il vento gelido, i colori sbiaditi davano al paesaggio un’aria terribilmente tetra ed ostile, sentivo ostilità nello scosciare della pioggia, nell’ululare del vento, nelle urla delle onde.” 

Tutto è magicamente animato, l’autrice riesce a dare voce anche al più recondito angolo di cielo e di acqua, inabissato nel silenzio della dimenticanza. La sua abilità visiva e immaginativa le permette di trasmettere chiaramente la sua delicata interpretazione delle cose. Eleva il mondo reale e lo arricchisce con elementi strappati alla sua incantevole fantasia. Ho ritrovato la stessa visionarietà del primo romanzo, lo stesso desiderio di lasciarsi trascinare dalle visioni con l’unico intento di condurre laddove la sensibilità del lettore è in grado di cogliere il suo effluvio di emozioni. 

Anthony e Sybil si sono rifugiati in una caverna a Crin, luogo in cui la giovane è nata e cresciuta, per tentare di scoprire il passato che la attanaglia. Vivono un’angosciosa e tetra solitudine interrotta soltanto dalle sporadiche uscite del vampiro per placare la sua fame. La loro convivenza diventa sempre più difficile, appesantita dall’angusto dolore che Sybil prova per la perdita dei suoi cari e per l’impossibilità di conoscere la loro storia. Anthony non vuole abbandonarla, vuole proteggerla contro tutto e tutti pur conoscendo la sua natura di demone efferato e malvagio. 

“Dentro di lei c’era un demone malvagio, nero come l’inchiostro, che le bruciava il cuore lentamente, quasi senza che se ne accorgesse, e io non potevo fare altro che vederla scivolare nel suo oblio.” 

Giusy Sorci riesce a compenetrarsi più di quanto abbia fatto precedentemente nel personaggio di Anthony che è quello più combattuto; il suo amore prorompente, la sua sofferenza nel vedere Sybil piangere e il distruttivo senso di impotenza nel non poterla aiutare. 
Intense le descrizioni che sembrano strappate via da pagine intere di versi concepiti da una mente che vaga ed annega nell’immenso mare del tumulto poetico. Una forza autentica, sconosciuta eppure prudentemente familiare. Leggendo mi è capitato di dimenticare la storia, il filo logico, la consequenzialità degli eventi, catturata esclusivamente dalle visioni che mi si ponevano davanti.

“Io esisto solo per te” è una delle numerose frasi che si possono incontrare lungo questo cammino, pronunciate da Anthony e che racchiudono fedelmente tutto il desiderio spezzato e l’amore travagliato di un vampiro per un demone. E’ netto il contrasto tra i due protagonisti, il loro amore e la loro attrazione scalpita contro il presunto ordine naturale delle cose. Non possono amarsi, dovrebbero odiarsi, entrambi sono mostri devoti alla notte e alla luna. 

Alla loro terribile storia s’intreccia quella del passato, riguardante la vita di Will Wright, padre di Sybil la cui esistenza è stata anch’essa legata a quella di un vampiro. L’intreccio si protende, arricchendosi di nuovi personaggi, colmandosi di ricerche in nome della verità ma soprattutto eventi tragici e inaspettati richiamati dalla morte, assoluta dominatrice di destini. 
Il senso di questo romanzo è sicuramente il passato, il gioco dei ricordi, l’atrocità di una dimensione temporale che arriva da lontano e che non appartiene ad Anthony eppure è costretto ad affrontarla per amore del suo demone. 

Giusy Sorci annoda la trama in un turbine di avvenimenti e scoperte che arrivano dal presente ma soprattutto da un passato che sembra ancora più malvagio di qualsiasi consapevolezza odierna. La sua profonda capacità di raccontare il dolore, insinuandosi nelle pieghe più profonde dell’animo, mettendone a nudo i lati più fragili, deboli, feriti e feribili, è ciò che mi ha colpito ed emozionato di più. Mi sono chiesta come abbia fatto la sua giovane età a permetterle di proiettarsi in un mondo dove la felicità sembra soltanto uno spiraglio irraggiungibile, nel quale la giustizia non esiste e dove persino l’amore che dovrebbe essere la consolazione alla nostra esistenza, è fonte di peccato, di morte e dramma interiore. So che la sua è maturazione, volontà genuina di andare oltre la banalità di una storia di creature soprannaturali, per gettarsi corpo ed anima in un racconto in cui si coglie la compenetrazione della sua visione delle cose, attraverso cui, ella fiduciosa e tremante, ci affida una parte di sé. 

In questa seconda prova ho percepito la volontà di approfondire, di scavare, di scandagliare le ferite, osservarle, portarle alla luce del sole, senza nemmeno avere la certezza di guarirle. Il finale è un tripudio di interrogativi, le cui risposte non vogliono essere trovate. Sono qui ancora una volta a riconoscere il contrasto tra l’animo gentile e premuroso di chi scrive e la volontà di raccontare di un mondo pieno di sangue e di morte, di un dolore che non sembra appartenerle eppure sfocia incontrastato dalle sue mani, in grado di placarne la furia ma non il senso, carico di intensità e di perseveranza. 

I romanzi di Giusy Sorci sono il dipinto raffigurante la sua passione per la scrittura, la sua capacità immaginativa, il suo continuo ricercare il sostrato delle cose, per apprendere nuove dimensioni da attraversare. Del suo volteggiare poetico, di cui ella stessa probabilmente non ha piena coscienza, della sua capacità naturale di lasciarsi guidare dalle sensazioni per donarci altri mondi percettivi e sensibili. Un’attitudine, questa, che senza alcun dubbio la rende meritevole di attenzione e soprattutto di apprezzamento, ne sono certa.


martedì 10 febbraio 2015

Intervista a Giusy Sorci, autrice di Il ricatto della luna

Buongiorno carissimi lettori! Approfitto di questo post per ringraziare tutti coloro che negli ultimi mesi hanno dimostrato fiducia e affetto nei miei confronti e di questo piccolo spazio nell’immenso mondo dei blog e delle recensioni. Per chi mi conosce davvero sa quanto io tenga ai libri e alla scrittura in generale e questo blog è nato inizialmente con l’idea di avere un occhio di riguardo per gli scrittori emergenti. Posso assicurarvi che il mio proposito iniziale non cambia e non cambierà mai.
Vorrei dire alle persone che mi hanno fatto i complimenti, a tutti coloro che si sono rivolti a me per avere una recensione e anche alle case editrici che mi hanno dimostrato fiducia, affidandomi i loro testi, che sono felice e piena di speranze che questo mio spazio e di tutti coloro che ne sono entrati a far parte e che vi entreranno, possa davvero aiutare e migliorare con il mio ed il vostro sostegno.  

Ma ora passiamo al post di oggi. Vi segnalo un’intervista ad una giovane scrittrice, Giusy Sorci, che ha già all’attivo la pubblicazione di una trilogia intitolata Le catene della notte e di cui ho recensito il primo romanzo, Il ricatto della luna.
Nonostante la sua giovane età, le sue risposte vi sorprenderanno!


Per chi si fosse perso la recensione, può trovarla qui.

     

Ciao Giusy, grazie di aver accettato questa intervista.


1- La prima domanda riguarda la scrittura. Raccontaci cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato.

Io ho cominciato a scrivere quando ero molto piccola, e fin da quando ho messo un po’ d’inchiostro in un foglio bianco ho capito che non avrei mai smesso di farlo.  Per me adesso significa fermare il mio vero mondo, liberarmi di tutto ed essere davvero me stessa; perché io mi sento più reale dentro le pagine dei miei libri che nella vita di tutti giorni. Lì non c’è nessuno che mi dica cosa è giusto o cos’è sbagliato. Quel mondo è solo mio e nessuno può privarmene. La scrittura è ciò che resta mentre tutto cambia. Io non decido cosa scrivere, io apro una pagina bianca e faccio scorrere le dita sulla tastiera, tutto il resto viene da sé, ed è una sensazione impagabile. Hai mai provato l’emozione di piangere per qualcosa che hai scritto tu? A me capita spesso di commuovermi per le mie parole, per i miei personaggi, per le loro storie… e sono le lacrime più dolci che ho mai versato.

2- Perché hai scelto di scrivere un Fantasy?

Ho scelto il Fantasy perché avevo bisogno di un genere che non mi desse limiti. Il Fantasy ti permette di scrivere tutto quello che si cela nella tua fantasia, ti permette di vivere in un mondo del tutto tuo, che può essere distante anni luce dalla realtà, ma altrettanto reale.  Il Fantasy può essere però un’arma a doppio taglio: perché, se da un lato ti spiana la strada per creare qualcosa di epico, basti pensare al Signore degli Anelli o a Harry Potter, dall’altro spesso ti induce a cadere nella banalità. Il segreto secondo me è liberarsi da tutto quello che si legge e lasciare che sia la fantasia, non la razionalità, a scrivere. 

3- Quanto tempo hai impiegato per scrivere il tuo romanzo?

Ho impiegato 3 anni per scrivere l’intera trilogia. È stato difficile, soprattutto perché alla mia età lo stile cambia continuamente. Perciò una volta conclusa l’ho dovuta in gran parte riscrivere. Può sembrare quasi una pazzia, ma io credo che la cosa più importante sia compiacere se stessi, e non avrei mai sopportato di pubblicare dei libri di cui non ero fiera.

4- C’è stato un momento in cui hai pensato di abbandonare tutto?

Sì, ce ne sono stati diversi, soprattutto durante il mio primo anno di liceo. È stato difficile superare alcune delusioni, abituarmi a far coincidere gli impegni e trovare non solo il tempo ma anche la voglia di scrivere.  Alcune volte guardavo quei capitoli e mi veniva voglia di cancellare tutto e smettere. Ma si può smettere di respirare? No. E scrivere per me è necessario quasi quanto respirare; smettere mi ucciderebbe.

5- Qual è il personaggio che ami di più e quello che odi di più del tuo romanzo?

Il personaggio che amo di più è senza dubbio il protagonista. Anthony è parte di me, della mia mente e del mio cuore, ed è indescrivibile la sensazione di provare le sue stesse emozioni, di vedere con i suoi occhi, di piangere il suo dolore. Il personaggio più odioso è forse Amyas, perché la sua cattiveria è effimera, la sua personalità povera. Ma era esattamente così che lo volevo: cattivo, impotente, vuoto.

6- La notte esercita un fascino molto intenso su di te e lo si evince chiaramente dalla storia che racconti. Spiegaci i motivi di tale attrazione.

Il fascino che la notte esercita su di me, non è altro che la lontana eco di quanto ho impresso in Sybil. La notte per lei è qualcosa di meraviglioso, è la fonte di ogni suo potere, ma è anche il motivo della sua rovina. La notte è vita e morte insieme: uccide il giorno, ma ti riporta alla vita. È il momento più caotico della giornata, quando non sono i ronzii delle conversazioni a perseguitarti, ma l’affollarsi dei pensieri. Io amo e odio la notte, e volevo che questa coincidentiaoppositorum diventasse il fulcro della storia. 

7- Quale personaggio ti ha creato maggiori difficoltà nella stesura e con quale invece hai trovato maggiore affinità?

Il personaggio a me più affine è Sybil. Mi rivedo nella sua forza e nella sua debolezza, nel suo modo di amare soprattutto. Lei si affeziona alle persone tanto da starci male, il suo amore e il suo affetto sono veri e dolorosi e questo lato del suo carattere esplode nel finale, quando sente di star perdendo una parte di se stessa. Anche io ho vissuto un’esperienza simile, e ho cercato di imprimere in quel dialogo disperato la tristezza che si prova quando un’amica così importante si allontana da te. Ma ho realizzato che non c’è lontananza che possa distruggere l’affetto.
È stato difficile invece soffermarmi su Knight, descriverne le azioni, il comportamento, la personalità, solo con qualche apparizione.

8- Hai mai seguito un corso di scrittura e cosa pensi a riguardo?

No, non ho mai seguito alcun corso. Penso che sarebbe un modo di migliorare, di affinare la tecnica e di impreziosire il proprio stile, ma non è indispensabile. La scrittura è qualcosa che nasce dal cuore, ha bisogno di pratica, non di insegnamenti.  Nessuno può insegnarti a scrivere, nessuno può dirti come far coincidere mente e cuore su una pagina bianca.

9- Il ricatto della luna è il primo di una trilogia dedicata alle creature della notte. Quanto conta per te la scelta del titolo e la cover in un romanzo?

Sono entrambi elementi molto importanti. Il primo, il titolo dei libri e della trilogia, deve provare ad imprimere nei lettori le stesse sensazioni che suscita nello scrittore. La cover del romanzo deve attirare il pubblico, deve essere d’effetto e catturare l’attenzione. Nei miei libri ho curato molto la scelta delle copertine, scegliendone di simili in modo da legare strettamente i tre volumi della trilogia, ma allo stesso tempo desideravo delle immagini che potessero esprimere un carattere importante del libro.

10- Nell’universo che racconti, c’è spazio per tutte le emozioni umane e bestiali. Ma l’amore e la rabbia sembrano essere quelle dominanti e che inchiodano, seppur per motivi diversi, la vita sia di Anthony che di Sybil. Cosa vuoi trasmettere con le tue storie? Cosa vuoi che arrivi ai tuoi lettori?

Volevo porre l’attenzione su quanto sia difficile amare e difendere ciò in cui si crede. È forse questa la cosa più faticosa della vita; ma senza ideali la vita vale ancora qualcosa? Spesso gli ideali ci portano a combattere contro tutti, come Jayden che antepone i propri valori a tutto il resto, senza pensare alle conseguenze. Ormai troppe persone seppelliscono la coscienza per interesse, perché non vedere, non sentire e non parlare è molto più facile che combattere, ma io non voglio essere così. Io sarò diversa, io sarò migliore. Certo, difendere se stessi è difficile, ma non impossibile; è questo che volevo trasmettere. Anthony e Sybil devono combattere contro la cattiveria a cui sono destinati, ma non perderanno mai se stessi.

11- Chi è Giusy Sorci nella vita di tutti i giorni?

Io sono soltanto una diciassettenne la cui vita ruota attorno alla scuola, alla famiglia e agli amici. Amo studiare, e gran parte del mio tempo lo passo tra i libri, forse anche più di quanto vorrei; amo stare con gli amici e trascorrere giornate tranquille, oppure stare sola e scrivere, perché in realtà io non sono mai sola. Non c’è solo il mio libro, la mia testa è costellata di tante altre storie e di persone che non esisteranno mai, forse non verranno mai neanche scritti. Questo lo devo alla mia migliore amica, perché abbiamo passato tutta la nostra vita a creare personaggi, a inventare storie, a renderli veri.

12- Se dovessi dedicare il tuo romanzo a qualcuno, a chi lo dedicheresti?

A dire il vero non lo so. Ci sono tante persone che meriterebbero la mia dedica: la mia famiglia perché non si è mai stancata dei miei sbalzi d’umore e mi ha dato la forza di andare avanti sempre; alla mia migliore amica perché mi sopporta da tutta una vita, e credimi, alcune volte non mi sopporto neanche io; ad alcuni miei amici perché hanno consolato le mie lacrime e mi hanno dato una mano per rialzarmi quando sentivo che da una caduta non mi sarei potuta più riprendere; ad una mia professoressa delle scuole medie perché mi ha aiutato proprio nel momento in cui io avevo bisogno di spiccare il volo e credere in me stessa; alla mia attuale professoressa di lettere classiche perché anche se ho spiccato il volo, ancora volo ad un palmo da terra e lei mi ha sempre aiutato a non schiantarmi al suolo. A chi lo voglio dedicare? A tutti loro, e anche a tutti quelli che mi hanno fatto del male, perché se sono quella che sono è grazie a chi mi porge la mano per rialzarmi, ma anche grazie a chi mi butta giù.

13- Dopo la trilogia Le catene della notte, scriverai ancora o stai già scrivendo?

Sto già scrivendo, perché ho previsto una seconda trilogia strettamente collegata a questa e sono già a lavoro per realizzarla.

14- Donaci una citazione da un romanzo che ha un significato importante per te.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”
(Il piccolo principe)


mercoledì 4 febbraio 2015

Il ricatto della luna di Giusy Sorci Recensione

Buongiorno cari lettori, è il momento di postare la recensione di un romanzo Fantasy pubblicato dall’esordiente Giusy Sorci. Il ricatto della luna è il primo libro di una saga incentrata sul mondo delle creature fantastiche, tra le quali spiccano i vampiri e i demoni della notte. I protagonisti sono Anthony e Sybil e attraverso le loro vicissitudini scopriremo le loro emozioni più profonde e nel contempo assisteremo alla nascita e all’imposizione di sentimenti che segneranno il corso delle loro esistenze. Non perdetevi questo romanzo se amate le storie fantasy nelle quali amori maledetti e creature potenti e malvagie si scontrano al confine tra la realtà e l’immaginazione.


Leggete la recensione, aspetto i vostri commenti!



Titolo: Il ricatto della luna

Autore: Giusy Sorci

Editore: Youcanprint

Pubblicazione: 2014

Genere: Fantasy

Pagine: 286

Prezzo: 1,99

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Trama

Il primo volume della trilogia "Le catene della notte" mette in scena la storia di una trasformazione profonda, tanto fisica quanto mentale. Il sangue di vampiro dona una seconda possibilità ad un ragazzo in bilico tra la vita e la morte, Anthony Anderson. Ma può chiamarsi vita un'esistenza che brilla spegnendo la luce di anime innocenti? Solo l'amore riuscirà a dipanare ogni dubbio, perché Sybil, affascinante demone della notte, lo inchioderà ad una vita detestata. Il suo cuore, congelato dal veleno, tornerà a battere di calore umano. Ma un terribile segreto trasforma le carezze di Sybil in profonde pugnalate e la sua dolcezza in rabbia spietata. Potrà l'amore trionfare ingannando le trame del destino?

Biografia

Giusy Sorci è nata a Palermo nel 1997, vive a Bagheria con la famiglia e ne frequenta attualmente il Liceo Classico “Francesco Scaduto”. Da sempre appassionata di lettura, fin da bambina ha trovato nella scrittura un modo per esprimersi. “Il ricatto della luna” è il primo libro di una trilogia fantasy, dal titolo “Le catene della notte” e ne rappresenta l’esordio.



Il ricatto della luna, primo volume della saga fantasy “Le catene della notte” è un romanzo sorprendente, sotto molti punti di vista. Innanzitutto non ti aspetti che l’autrice, Giusy Sorci, alla sua prima esperienza di pubblicazione, possa dimostrare uno stile narrativo così profondo e maturo. 
Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo romanzo è proprio il linguaggio usato, che nonostante sia macchiato da qualche refuso, è carico di suggestioni e meraviglie. 
Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi sono talmente accurate, precise, dettagliate che ti sembra di entrare in quei luoghi e di essere parte della mente e del corpo dei protagonisti. Ti sembra di conoscerli tanto quanto li conosce chi li ha creati. 

Protagonista di questa storia è Anthony Anderson, un ragazzo normale, con una famiglia e gli amici, che si trova a dover affrontare una malattia sconosciuta che lo porta inevitabilmente e giorno dopo giorno, verso la morte. A salvarlo dal dolore e dalla sofferenza un’apparizione improvvisa di una ragazza, che marchiandolo con il suo morso agghiacciante e immortale, lo tramuterà in un vampiro. Da questo momento in poi, si ritroverà prigioniero di una villa degli orrori, nella quale conoscerà oltre Kristen, anche Amyas, il capo dei vampiri ribelli, Alexis e Kila. 
Nessuno di loro gli darà tregua, tutti sembrano volere qualcosa da lui. Proverà un’attrazione inspiegabile verso colei che lo ha trasformato. Un legame molto forte che non può essere amore ma solo appartenenza. Quando un vampiro trasforma un essere umano, egli sentirà per sempre un legame intenso con il proprio creatore. Un legame che può essere facilmente scambiato con l’amore, ma non è altro che triste illusione. 


“I miei occhi contro i suoi. La sensazione che provai era un misto tra terrore e attrazione, sentivo che fra noi c’era un legame estremamente forte, ma non ne capivo il motivo. Ero schiavo del destino, gettato in una realtà inquietante e contraddittoria che desiderava cacciarmi via, e non sapevo più chi fossi.”

Anthony dovrà combattere contro se stesso e quello che crede di provare per Kristen, per non sottostare alla volontà dei suoi carnefici, soprattutto quando scoprirà che la sua trasformazione ha provocato esiti imprevedibili. Dovrà superare una prova al limite della bestialità, nella quale la sua forza latente di essere umano sarà messa a dura prova dagli istinti e dalla ferocia dell’animale che è presente in lui e che la trasformazione ha reso più vigoroso e forte. Soltanto quando riuscirà a scappare da quella prigione fatta di illusione e di terrore, scoprirà cosa significa vivere ed amare per davvero. 

“Non avrei resistito a lungo in quella casa, non in una villa d’inchiostro dove vivevano fanatici religiosi, devoti ad una divinità sanguinaria e crudele, ostili a se stessi e agli altri, amanti del buio e della notte, del dolore e dell’odio, della morte e degli inferi.” 

Giusy Sorci ci racconta una storia ambientata in un luogo immaginario nel quale ci spostiamo da una città all’altra. Luoghi nei quali si confondono regni, sovrani e una miriade di creature che li popolano insieme alla razza umana. Su tutti prevalgono i vampiri, gli esseri più malvagi ed infimi che per la loro terribile sete di sangue sono pronti ad uccidere chiunque. Ma non sono gli unici a popolare quelle terre dimenticate, esistono creature ancora più potenti, che si celano dietro un aspetto fiabesco e colorano i loro occhi di perla e il loro sguardo di ghiaccio si trasforma in rosso profondo, solo quando cala terribile la notte, nella sua infinita macchia d’inchiostro. 
I demoni della notte sono le creature che vivono isolate, che usano la magia e che conoscono l’arte della sopravvivenza contro le più devastanti minacce della natura. 


“I demoni sono il popolo più frammentato e povero, il loro regno si è disintegrato secoli fa, ma io credo che neppure espugnando tutti i loro villaggi potrebbero essere sconfitti davvero. Non si può estinguere qualcosa di eterno come la loro magia. E' triste pensare che la loro antica magia si sia quasi del tutto esaurita. Se anche dovessero piegarsi fino a sfiorare il terreno non si spezzeranno mai. Sono più antichi di noi, e, credimi, anche molto più potenti. Non ti fidare di loro, non ti fidare delle ninfe, manipolatrici e diffidenti, non ti fidare di nessuno Anthony, il tradimento è covato in seno agli amici. Non ti serve nient’altro per andare. Tu non hai bisogno di sapere chi siamo, cosa siamo, la nostra storia, tu hai bisogno di credere che quelle storie esistano, tutto qui.” 

La fuga di Anthony da coloro che lo hanno trasformato e soprattutto da colei che lo ha incatenato per sempre all’immortalità e ad una vita fatta di sangue e morte, è una fuga devastante dal punto di vista emotivo. Lui non ha nessuno da cui andare, non sa come sopravvivere, si rifiuta ostinatamente di uccidere ma soprattutto è dannatamente solo. Eppure vuole trovare una speranza, uno spiraglio che gli faccia ancora credere che vale la pena vivere quella vita eterna che apparentemente ha perso ogni suo maledetto senso. 

L’autrice riesce a descrivere gli ambienti in modo perfetto, ricoprendo le descrizioni di uno stile fluido, avvolgente, talmente malleabile da essere adatto a qualsiasi aspetto lei racconti. Dai luoghi fantastici, fino agli ambienti interni, per poi arrivare all’emotività tagliente dei personaggi. 

La narrazione è in prima persona e la storia narrata ci avvolge attraverso lo sguardo timoroso e spaventato di Anthony che dopo aver abbandonato il luogo della propria creazione e le persone che lo hanno iniziato a questa immeritevole esistenza, vaga attraverso luoghi e sogni, paure ed incubi fino a giungere da Lei. 

Sybil: colei che lo accoglierà nel villaggio nel quale vivono i demoni, colei che lo avvicinerà ad una vita preziosa, nella quale il ragazzo riscoprirà la forza di un affetto sincero e l’amore per un luogo che sentirà finalmente suo. 
Le descrizioni della natura selvaggia ed incantatrice, dei boschi, dei laghi, delle notti oscurate da una luna tempestosa, costituiscono la bravura dell’autrice che dimostra una maturità nella presentazione di queste scene che supera di gran lunga la sua esperienza reale. 

Il suo modo di raccontare avvolge e ammalia, ti trasporta docilmente verso un mondo nel quale tu che leggi, sei inevitabilmente straniero, eppure quei posti nascosti all’occhio umano, vivono e battono di un cuore possente tutto loro. Un fascino al quale non puoi rinunciare, lasciandoti cullare dalle parole, dalle espressioni languide e fiabesche, capaci di accarezzarti l’anima per non farti andar via. 

Ma la meraviglia di quel mondo di cui Anthony si sente finalmente parte, soprattutto grazie alla presenza di Sybil, è continuamente oscurato dai suoi istinti e dalla fame terrificante che lo divora dall’interno. Una fame senza nome e senza meta, un sordo desiderio, incapace di rispondere a qualsiasi ragione. Un’irrefrenabile sete di sangue che lo insegue ovunque e che ingrigisce inesorabilmente la luce ed il calore che ogni giorno Sybil è in grado di donargli con il suo sorriso. 

Anthony è un vampiro che lotta contro la sua stessa natura, che non vuole fare del male, che si contorce dal dolore pur di non sottostare alla bestialità della sua anima. Sono molteplici le emozioni che attraversano la sua mente e l’autrice è capace di descriverle tutte, rendendole vive, pulsanti, sanguinanti, come se quei sentimenti stessi, così devastanti e rabbiosi, diventassero corpo e carne davanti ai nostri occhi. Li vediamo dimenarsi, abbattersi, rialzarsi, combattere in nome di una vita pura ed innocente. Anthony ripudia il suo essere vampiro ma non può combattere contro la sua stessa sopravvivenza.


“Tremavo di rabbia, ma la rabbia mista alla brama di sangue caldo, mi faceva impazzire, mi rodeva la mente facendo confondere pensieri e parole, come se lentamente stessi tornando una bestia, come se stessi varcando il sottilissimo confine che separava me stesso dal mostro che si celava dietro i miei occhi.” 

Un dissidio interiore che lo distrugge, che lo porta inevitabilmente verso una scelta fatta in nome dell’amore. Ma c’è qualcosa che cova ferocemente nel silenzio del non detto e della paura. Anthony scoprirà presto di non essere la creatura più spietata e sanguinaria. Scoprirà che proprio la sua Sybil nasconde un segreto di cui lei stessa è inconsapevole ma che la attanaglia ad una vita fatta di odio e di morte. 
La luna, impavida condottiera di anime notturne e oscure, influisce su di lei più che su qualsiasi altra creatura. I vampiri amano la notte ma ci sono esseri ancora più terribili e attraenti che assorbono l’energia e la forza della luna per diventare mostri di incredibile potenza e malvagità. 

L’amore e l’odio si confonderanno al mistero e alla magia, per intessere una storia non priva di colpi di scena ma soprattutto piena di emozioni. 
Non ci sono mezze misure, ciò che sentirete sarà bianco o nero, perché nonostante la sua giovane età, Giusy Sorci descrive un mondo nel quale sono i sentimenti ad avere il ruolo principale e sono sentimenti forti, definiti, che si schiantano davanti ai muri di cristallo fatti di improbabili certezze e difese, per scivolare lungo le pareti dell’indifferenza e raggiungere l’intera superficie dei sensi e della mente, risvegliandoli. 

Anthony deve decidere se lasciarsi morire senza uccidere oppure vivere. Ma per farlo ha bisogno di uno scopo, un motivo, una ragione. Ha bisogno di sentire ancora la vita scorrergli nelle vene, la stessa vita che sente e riconosce negli occhi di luna di Sybil. 


“Stavo annegando nei miei istinti mentre la sete aumentava la sua stretta e la mia lucidità vacillava. Ero al culmine delle mie resistenze, la morte mi chiamava a gran voce e mi trovavo di fronte ad un bivio, il più difficile della mia vita. Lasciarmi morire di sete o diventare un assassino?” 

Sono estremamente vivide le scene più cruente, in cui la fame del vampiro s’impone su tutta la delicatezza di uno stile che riesce inesorabilmente a cambiare e ad incarnare i momenti anche più spietati e devastanti, come quelli che parlano con crudeltà di morte e sangue. 

C’è una lotta insita non solo nel cuore dei personaggi, ma anche tra coloro che si amano e che arrivano al punto di scontrarsi. Il ricatto della luna è un romanzo che si muove su più livelli e accoglie una miriade di aspetti, mostrando i personaggi nelle loro più dolci e feroci essenze. Sybil e Anthony non sono poi così diversi. Le loro anime non sono votate al male, il loro istinto è ancora legato alla purezza e all’innocenza, all’amore verso la vita, ma una condanna più grande di qualsiasi ribellione, una maledizione antica li ha costretti a soccombere ad una natura funesta ed incontrollabile. 
Si troveranno a combattere l’uno contro l’altro per un amore che ferisce e sana, che marchia e perdona, che sanguina e cura. Un amore che non si spegne fino a quando arde vivo il desiderio e la speranza. 


“La baciai con forza attirando a me la parte di lei che si era assopita, la parte che amavo e avrei amato per sempre e non sapevo se il mio amore sarebbe stato in grado di sconfiggere la morte, ma quella era la sera dell’amore in fondo, e neppure la morte potrà mai spegnerlo.” 

Ama e sarai libero è una frase che s’impone verso la fine della storia e che racchiude l’intero senso di tutte le esistenze raccontate. Anthony vuole vivere per amore ed è in quell’amore, seppur terribile, mortale, feroce, pieno di rabbia e di morte, fatto di lotte e di ferite, che vuole abbandonarsi, respirare, annusare il profumo di un riscatto e di una salvezza. 
Sybil è una creatura strana, la cui natura sfugge a qualsiasi tipo di controllo, ma anch’essa è carica di passione e determinazione, di forza e amore. 
Anthony vuole proteggerla da qualsiasi pericolo ma prima di tutto vorrebbe proteggerla da sé stessa. Ma la verità viene fuori come il più pericoloso dei temporali e le conseguenze saranno irreparabili. 

Il ricatto della luna è un romanzo che riesce a conquistarti per l’intensità delle atmosfere, che nonostante racconti di vampiri e demoni, non si perde in banalità scontate ma riesce ad arricchire il racconto con uno stile che cattura, che prende possesso della scena e che non lascia distrazioni. E’ prima di tutto una storia d’amore, di odio e di sopravvivenza. Ciò che mi ha colpito è la profondità con cui l’autrice affronta questo mondo emotivo, senza la frettolosità tipica di questo genere di romanzi, trattandosi di vampiri. 
Qui invece c’è introspezione psicologica dei personaggi, c’è la volontà di chi li crea di dargli prima di tutto una vita fatta di emotività, di pelle e di cuore. 

Emerge la sofferenza di un’anima che rifiuta la sua natura, il dolore per non poter amare come vorrebbe, la consapevolezza di dover combattere il male più nascosto e di non poter proteggere ciò che più ama al mondo. E’ impossibile restare indifferenti davanti ad Anthony, il cui cuore è scorticato letteralmente dall’amarezza, dall’angoscia e dalla fame. E’ nudo e messo davanti ai nostri occhi per far sì che chi legge possa capire fino in fondo la malattia dell’immortalità e la sua condanna. 

A tutto questo aggiungete la certezza di amare chi non puoi amare, colei che vorresti proteggere con la tua stessa vita ma sai di poterle fare del male per il semplice fatto che tu esisti. 


"Lei alzò gli occhi su di me, ma io non li guardavo, ero catturato dalle sue labbra di rose, e non riuscii più a resistere. La baciai con delicatezza, sfiorando le sue labbra e assaporandone il velo salato di lacrime che le ricopriva, e l’abbracciai come fosse fatta di cristallo, come se in un soffio si sarebbe potuta spezzare, ma lei rispose con fervore, affondando le braccia nel mio petto, lasciando che l’avvolgessi con il mio cuore; e io per un istante credetti di riuscirci."

Un romanzo forte e caldo, bianco come la luna ma nero come la notte e rosso come l’inferno che i protagonisti dovranno affrontare. 

La vestale di seta pura, puntellata di stelle è la fonte di ogni desiderio e terribile magia che s’insinua languidamente negli occhi e nei cuori di Anthony e Sybil rendendoli amanti e nemici, assassini e innocenti vittime di un potere che come una leggenda antica li sovrasta e comanda. 

Il ricatto della luna è soltanto il primo di questa trilogia che, considerate le premesse, non potrà che avvalersi di ulteriore forza e fascino. Credo molto nella scrittura di questa autrice, mi ricorda ciò che dissero a me una volta: che avevo uno stile poetico. Anche lei lo possiede ed è bello leggerlo.