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lunedì 12 ottobre 2026

Recensione: IL GIOCO DELLA CONTA di Sinéad Nolan

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fazi, oggi vi parlo di Il gioco della conta di Sinéad Nolan.

Il gioco della conta

di Sinéad Nolan
Editore: Fazi
Pagine: 396
GENERE: Thriller psicologico
Prezzo: 5,66€ - 19,00€
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Entra nel bosco. Comincia a contare. Solo uno di noi rivedrà il focolare. In un piccolo villaggio sulla costa irlandese, Jack e Saoirse, fratello e sorella, hanno l’abitudine di giocare nella foresta poco distante dalla fattoria dove vivono. Una sera, però, soltanto Jack torna a casa. Della tredicenne Saoirse non c’è traccia. Nel giro di pochi giorni la notizia della scomparsa è sulla bocca di tutti e il panico attanaglia l’intera comunità: Saoirse non è la prima ragazza a sparire nella foresta, e la gente del posto mormora che questa sia infestata dai fantasmi. Il piccolo Jack, traumatizzato, si rifiuta di parlare; rivela soltanto che Saoirse è sparita durante il gioco della conta, un gioco ideato dalla madre per tenere lontane le influenze negative. Mentre la polizia locale inizia a perlustrare la zona, a supporto delle indagini viene chiamata Freya Hemmings, una psicoterapeuta alle prese con un grave lutto personale a cui è affidato il compito di rompere il silenzio di Jack. La corsa per ritrovare Saoirse si fa sempre più serrata: tutti sono sospettati, e più Freya, la polizia e Jack si avvicinano alla verità, più si trovano in pericolo. Il gioco della conta è un avvincente thriller ricco di suspense psicologica e avvolto da un mistero nascosto nel profondo di una foresta maledetta. Inquietante ed emozionante, è l’imperdibile esordio di una nuova voce nel panorama della narrativa poliziesca.

RECENSIONE

Il gioco della conta di Sinéad Nolan è un thriller psicologico denso e vibrante e un po' spaventoso, capace di fondere la tensione dell'indagine con il fascino inquietante del folklore celtico e della memoria traumatica. La vicenda si svolge nel villaggio di Drumsuin, isolato nella Contea di Kerry. È un paesaggio irlandese cupo e dominato dagli elementi: il soffio dell'oceano Atlantico, la pioggia sottile, il fumo di torba e, soprattutto, una foresta di pini e abeti sterminata e soffocante. 

La tredicenne Saoirse svanisce improvvisamente nel nulla. L'ultimo a vederla è il fratellino Jack, di nove anni mentre i due stanno facendo un innocente gioco di nascondino tra gli alberi. Da quel momento, l'intera comunità si mobilita, mentre il confine tra realtà, superstizione e rimozione psicologica comincia a farsi sempre più sottile. 

La parte più inquietante all'inizio sono proprio le regole di questo gioco. Un gioco insegnato ai bambini dalla madre, che travalica il semplice passatempo infantile. Per il piccolo Jack, contare diventa un meccanismo di difesa ossessivo e compulsivo. Di fronte alla scomparsa della sorella, il conteggio ritmico rappresenta per il bambino l'unico tentativo di mettere ordine nel caos interiore, di placare l'ansia e di proteggersi dal buio. 

Jack è un bambino estremamente sensibile e vulnerabile, piombato in una forma di amnesia traumatica e in un parziale isolamento verbale. Non riuscendo a spiegare a parole ciò che ha visto, Jack canalizza le sue paure e i suoi ricordi repressi in un'attività pittorica surreale e compulsiva, confortato unicamente dall'inseparabile peluche Wilberry. La storia mostra come la mente di un bambino elabori l'orrore incanalandolo nel simbolo. I dipinti di Jack, che ritraggono figure spettrali, alberi antropomorfi, corvi e creature indefinite, diventano la vera mappa del suo subconscio e la sola pista per ricostruire la verità. 

L'ombra della madre scomparsa, Lucy, segnata dal disturbo bipolare e da un rapporto complesso con la realtà, permea l'intera narrazione. La responsabilità di proteggersi a vicenda diventa per i fratelli sia un'àncora di salvezza sia una dolorosa prigione. Fin dalle prime pagine, il racconto oscilla tra la suggestione di una maledizione secolare legata alla "Creatura" e la concreta, agghiacciante possibilità di una minaccia del tutto umana. Sinéad Nolan adotta una struttura temporale tesa e incalzante, scansata dal conteggio progressivo dei giorni dalla scomparsa e dall'alternanza dei punti di vista. 

Il romanzo trae il titolo da una struttura numerica che è al contempo trappola e via di salvezza. Se all'inizio il conteggio rappresenta l'impossibilità di fermare l'orrore ("se non si arriva a dieci il gioco non finisce mai e si rimane intrappolati"), nel corso della narrazione il percorso terapeutico trasforma la conta nell'atto di rimettere in fila i ricordi e le immagini. 

La vera risoluzione della vicenda coincide con il coraggio di esprimere ciò che è stato taciuto. Una volta che i segreti vengono condivisi, la menzogna e il terrore smettono di divorare vivo chi li custodisce, permettendo ai protagonisti di affrancarsi dal senso di colpa e di intravedere la possibilità di una nuova vita al di fuori dell'ombra soffocante del passato.

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