Ultime recensioni

Visualizzazione post con etichetta elena munaretto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elena munaretto. Mostra tutti i post

giovedì 21 luglio 2016

Violet. Anime incomplete di Elena Munaretto Recensione

Buonasera cari lettori! Oggi ho il piacere di parlarvi di un romanzo che mi ha emozionato e commosso molto. Conosco l'autrice da diverso tempo e ho seguito tutte le sue pubblicazioni. Con il suo ultimo romanzo, Violet. Anime incomplete, ha scritto una storia speciale con uno stile raffinato e pieno di sentimenti. Vi consiglio caldamente Elena Munaretto.



Titolo: Violet. Anime incomplete
Autore: Elena Munaretto
Editore: Selfpublishing
Genere: Romanzo Rosa
Pagine: 227
Prezzo: eBook 2,99
Uscita:  2016
Link acquisto 


TRAMA


Bradley è un giovane e promettente avvocato, ha una vita scandita da lavoro, ambizione, donne e amici e nulla sembra distrarlo nella sua cavalcata verso il successo finché, in una mattinata rocambolesca incontra lei. Troppo giovane, troppo bella, troppo spaventata, troppo fragile… E tutte le sue sicurezze vanno in pezzi, il suo mondo certo e stabile, il suo destino brillante e già segnato. Perché quella giovane creatura di cui non sa nulla, nemmeno il nome, gli entra sotto la pelle, piccoli aculei che si infilano tra le pieghe arrivando al cuore. E nulla sarà più lo stesso… Mille domande lo perseguitano. Nessuna risposta. Perché una giovane ragazza vive nascosta tra i corridoi della metropolitana di New York? Perché nessuno conosce la sua storia, il suo passato e ciò che l’ha portata lì? Ma soprattutto perché un uomo intraprendente e brillante, dopo averla incontrata per caso, mette a soqquadro la sua vita per ritrovarla e scoprire qualcosa di più su di lei?
















Violet. Anime incomplete è il terzo romanzo che leggo di Elena Munaretto, un’autrice sensibile e generosa, una donna capace di esprimere con naturalezza e semplicità le proprie emozioni, regalando sensazioni pure e sincere come è il suo animo.
L’ho conosciuta all’epoca della pubblicazione di L’amore oltre, una storia che mi colpì subito perché vi riconobbi sensazioni assolutamente intime che evidentemente partivano direttamente dal suo cuore, nudo e sincero, nella speranza di raggiungere la dimensione emotiva del lettore.
Senza dubbio, ci riuscirono, nel mio caso, e anche a favore di un più vasto pubblico che nel tempo ha imparato a conoscerla e ad amarla per le sue storie.
Storie delicate, piene di rispetto e di comprensione, storie empatiche, mai banali non tanto per il contenuto narrativo ma per lo stile e per l’anima che ogni volta si riesce a leggere al loro interno.
Scrivere è certamente un dono, e Elena lo possiede, possiede quella capacità che non è mai aggressiva né prepotente, di usare morbidezza e dolcezza, di creare storie che parlano sempre di vita reale senza mai dimenticare il motore della nostra esistenza: l’amore.
Chi era quella creatura che era entrata così prepotentemente nei suoi pensieri tanto da lasciarlo senza fiato?
Violet è una storia di violenza e di abbandono. La protagonista, Angela, conosce il dolore e la sopraffazione a causa del marito dal quale riesce a fuggire per miracolo ma da allora la sua vita e la sua mente non saranno più le stesse. Non userà più il suo vero nome, si vestirà di soli stracci, non avrà più una casa perché la sua l’ha persa quando ha perso il suo bambino dopo essere stata ricoverata in ospedale. Una donna giovane, bella ma fragile, spezzata, piena di lividi e non parlo di quelli che ti marchiano la pelle, ma di quelli che ti fanno decidere che non vale nemmeno più la pena di parlare, di gridare, di farti ascoltare perché hai perso fiducia nel mondo, hai perso fiducia e fede in tutto.

Così Violet vive in mezzo alla strada, senza parlare, nessuno conosce la sua voce, l’unica persona che ha la possibilità in qualche modo di aiutarla è Camille, una vecchietta proprietaria di un negozio di fiori che cerca di starle accanto come meglio può. Violet è un’anima ferita e solitaria, una donna che vaga alla ricerca di qualcosa che ha perso e che sa di non poter più trovare. In essa l’autrice concentra la sofferenza, la mancanza di affetto, il senso di perdita di un figlio e la dura legge della violenza tra uomo e donna.
Le vecchie e artritiche mani di Camille ne avevano viste delle belle, avevano combattuto una guerra, avevano amato, sofferto e soprattutto lavorato tanto. Ma ora, accucciata accanto a quella giovane spaventata, scoprivano la magia del conforto, comunicare senza parlare, dire senza sentire. -Siamo vita fatta di attimi, di lievi soffi di vento-
E purtroppo Violet ne è uscita sconfitta. Ma non tutto è perduto. Non quando i suoi occhi incontrano quelli di Bradley, un giovane bellissimo che fino a quel momento ha vissuto una vita priva di legami, soltanto alla ricerca del proprio successo.
Lui pragmatico, un uomo tutto d’un pezzo che non credeva a nessuna favola con risvolti sovraumani né tantomeno romantici, ora si sentiva completamente smarrito. Destra? Sinistra? Da che parte era andata?
Quell’incontro fortuito cambierà ogni cosa, metterà in discussione ogni briciolo di razionalità e riporterà alla luce il calore dell’amore e della comprensione.
Bradley non sa nulla di Violet, nemmeno il suo nome ma sente che c’è qualcosa di speciale che lo lega a quella donna dismessa, sempre triste e che parla con difficoltà. Comincia una vera e propria battaglia contro se stesso e contro di lei per avvicinarla e per non perderla, soprattutto per conquistare la sua fiducia.
Elena Munaretto scrive una storia di amore profondo e di accettazione. Una storia che mi ha emozionato in più punti e che mi ha davvero commosso. Avendo letto tutti i suoi romanzi nel corso del tempo, posso affermare con certezza che il suo stile è cambiato in positivo. Si è affinato, senza mai perdere quella dote naturale di raccontare con sincerità ciò che fa battere il cuore.

Frasi bellissime popolano le pagine, ed è stato impossibile non appuntarle.
Frasi che con poche parole racchiudono il senso di un sogno e ti mostrano le ali per volare, volare oltre le ingiustizie, fidandosi e lasciandosi cullare dalla verità di un sentimento che riesce a superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Avrebbe voluto mollare le borse a terra e correrle incontro, abbracciarla e baciarla fino a perdere il fiato, fino a dimenticare tutto, tutti. Sentiva verso di lei un richiamo così viscerale da far quasi male, un’emozione che lo frastornava e lo confondeva perché non riusciva a controllarla, ma che allo stesso tempo lo caricava di un’energia nuova e intensa. Aveva rincorso il ricordo di quella ragazza per così tanto tempo, notti e giorni interi, che adesso il fatto di vederla nella sua casa, tra le sue cose gli sembrava irreale. Ma doveva rallentare. Mettere un freno alle emozioni e non lasciarsi travolgere. Tornare coi piedi per terra avrebbe fatto tremendamente male.
Violet. Anime incomplete è una storia matura e consapevole. E’ una storia sentita ed emozionante, che non si nasconde dietro false maschere ma racconta le cose così come stanno. In alcuni tratti può essere brutale ma la bellezza di questa autrice è che quando la leggi, ogni passo lo senti come vero, reale, pregnante, ed è per questo che subito ti entra dentro. Momenti violenti, dolorosi, angoscianti, che però lasciano spazio alla crescita e all’esplorazione dell’altro per uscire fuori insieme dal baratro della dimenticanza e della solitudine. Ho amato il personaggio di Violet, così fragile ma anche con un grande cuore e un’anima pulita, lo stesso posso dire di Bradley, un vero principe azzurro, forte e determinato che non si arrende e che combatte fino all’ultimo per ciò che ama.
Niente le era mai sembrato così giusto e perfetto. Nessun dolore, nessuna lacrima. Sorrise quando lo sentì sprofondare in lei. Finalmente sorrise.
Questa è una storia che consiglio di leggere a tutti, che è capace di appassionare e di coinvolgere facendoti sentire addosso la purezza dei sentimenti veri e non costruiti. La bellezza di questa autrice è la spontaneità, il suo essere leggera ma definita, la sua capacità di parlare anche di cose brutte ma con raffinatezza. Sembra che tutto sia sempre vellutato, come coperto da un velo per essere protetto. Accogliere questa storia significa permettere a chi legge di assaporare qualcosa di particolare, che ti mostra il vero volto del mondo ma lo fa con un senso di protezione che non può non farti provare la sensazione di prendertene cura, come se ogni volta l’autrice ti donasse un pezzo di sé.


lunedì 6 luglio 2015

Recensione in Anteprima: Un passo alla volta di Elena Munaretto

Buon lunedì lettori! Oggi, come promesso, vi lascio la mia recensione in anteprima al romanzo di Elena Munaretto, Un passo alla volta, di cui già vi ho parlato nel precedente post. Quindi bando alle chiacchiere e leggete la mia opinione. 

Non dimenticate di lasciare un commento se vi va!  



Titolo: Un passo alla volta
Autore: Elena Munaretto
Editore: Selfpublishing
Pagine: 235
Genere: Romance
Prezzo: € -
Ebook: € 0,99
Uscita: 6 Luglio 2015

Trama

Può l’incontro con una persona cambiare totalmente il corso della nostra vita e offrirci una seconda possibilità per essere felici?  Beth vive intrappolata in un mondo di manie e di regole che le permettono di sopravvivere ai ricordi e agli incubi di un passato che l’ha sconvolta e segnata profondamente, fino all’incontro casuale con Lucas. Il ragazzo è un universo sfocato di luci e ombre che stimolano però in Beth la voglia di essere una persona diversa, di scoprirlo e riscoprirsi, perché capiranno presto che restare insieme è difficile ma vivere separati è impossibile. Prendere in mano la propria vita per potersi innamorare sembra lo scopo di entrambi fino a quando il passato non torna a bussare alla porta. “ So solo che a volte, i ricordi, fanno mancare l’aria.”


Mi chiamo Elena Munaretto, ho 42 anni e una grande, grandissima passione per i libri. Prediligo i romanzi, rosa o erotici ma ho letto un pò di tutto, nella mia libreria c'è spazio per vari generi. Ho un diploma di scuola superiore. Lavoro in proprio, gestisco assieme a mio marito una ditta di rappresentanze e faccio la mamma. I miei figli, anche se grandicelli ( 17 anni il maschio e 13 anni la femmina) mi assorbono in pieno! La voglia di scrivere credo di averla sempre avuta, ma solo ora ho trovato tempo e ispirazione. L'Amore oltre è venuto dal cuore perchè, anche se velatamente, c'è dentro un pò di me. Il fratello di cui parlo è il mio. L’ultimo mio lavoro pubblicato è Un passo alla volta.


Quando l’autrice mi ha chiesto di leggere in anteprima Un passo alla volta, già conoscevo il suo stile e la sua capacità di raccontare con semplicità ed immediatezza i sentimenti e soprattutto le difficoltà umane sia della vita sia per quanto riguarda i rapporti d’amore. Ma con trasporto e convinzione, questa volta devo dire, che Elena Munaretto mi ha totalmente conquistato, superando per espressività e consistenza il suo primo lavoro, L'amore oltre.

Un passo alla volta racconta la storia di Elizabeth, che impariamo a conoscere attraverso il suo legame molto forte con la famiglia e soprattutto con la fidata amica di sempre che ha il suo stesso nome, ma che amichevolmente chiameremo Bebe. Elizabeth la considera la sua “persona” ossia colei che più di chiunque altro la comprende, la sostiene e l’accompagna lungo un percorso di vita pieno di ostacoli e di cadute, alcune anche molto tragiche. Sì perché Beth, diminutivo di Elizabeth, è una donna dal passato drammatico che, annaspando nel buio di un’esistenza incapace di donarle pace e tranquillità, cerca in tutti i modi di fuggire dalle sue piccole ossessioni quotidiane, figlie dirette della paura e del panico, deplorevoli conseguenze di un episodio violento e terribile che l’ha segnata fin da bambina.

Beth non è una donna facile. Non è socievole, non è estroversa, non è solare, non ama parlare, non ama fare baldoria, è l’esatto opposto del vulcano in eruzione della sua amica Bebe, bellissima bionda, controllata e sicura, dal carattere talmente forte da valere per entrambe. Ma non basta lei e la sua presenza costante a salvare Beth dal baratro quotidiano in cui, in modo cadenzato e lento, si sente continuamente sprofondare. Una violenza sessuale subita da parte di più ragazzi l’hanno resa la donna che è oggi: fragile, tristemente insicura, inavvicinabile, scontrosa e taciturna al punto da fare rabbia. Magra fino all’osso, vittima di anni di medicine, medici, cliniche psichiatriche al fine di evitarle nuovamente il suicidio, perché da certe scene non si scappa; non si scappa dalla impietosa memoria che ti assale e ti perseguita quando meno te lo aspetti e ti scortica l’anima fino a quando di te non resta nulla.

Purtroppo Beth ha bisogno di costanti punti fermi, di regole, di appigli con cui condizionare la sua vita, limitarla, classificare gesti e parole, riconducendoli continuamente a categorie prestabilite ed estremamente logiche perché soltanto così si sente padrona di sé stessa e non avverte costantemente la ragione sfuggirle. Il panico è il suo peggior nemico, è vittima di attacchi che le creano nausea, la portano a vomitare e a sentirsi male non appena qualche evento o situazione la costringe a subire forti eccessi di ansia. Dunque, soltanto tenendo tutto sotto controllo è convinta di salvarsi, almeno tentando di proteggere quel poco di vita normale che le rimane. Proprio per questo accetta di lavorare presso un circolo di tennis dove in passato ha giocato in prima persona come atleta, prima di ritirarsi, grazie all’intervento del padre che come la madre, sono estremamente apprensivi e protettivi nei confronti di quella figlia che vedono sempre più debole e perduta.

“Il ricatto che suo padre aveva messo in atto per portarla lì quel giorno era quanto di più abietto potesse essere. Il vecchio aveva colpito duro, forse convinto, come tutti del resto, che era ora di affrontare “la situazione”. Lui aveva deciso che lei sarebbe stata in grado di farlo. Lui aveva deciso che ne avrebbe avuto la forza. Lui aveva deciso che le avrebbe fatto bene. Quand’è, si chiedeva, che la gente avrebbe smesso di decidere cos’era bene o male per lei? Quand’è che le persone l’avrebbero ritenuta in grado di decidere in modo autonomo della sua vita?”

Ed è così che la incontriamo mentre si muove di fretta verso il suo nuovo incarico che cerca di affrontare nel modo più tranquillo possibile senza minimamente aspettarsi l’arrivo di un uomo che sconvolgerà totalmente tutti i suoi piani. Lucas, anche lui con un passato da tennista, che sconvolgerà la sua esistenza partendo dalle basi, dalla più comune e semplice delle amicizie, perché per avvicinarsi ad una donna come Beth, ferita e delusa, impaurita e nascosta, è necessario prima di tutto prendersi cura di lei, affiancarla, sorreggerla, farle intravedere il modo per fidarsi di chi la circonda, senza spaventarla o turbarla.

Elena Munaretto riesce con semplicità a spiegare le avversioni psicologiche dei suoi personaggi. Con pennellate sicure ma altresì delicate, ci racconta caratteri molto diversi ma tutti equamente rappresentati in una storia dove tutto gira intorno all’amore: quello genitoriale, quello amicale e quello tra due persone che si amano senza neanche conoscersi. Perché è questo quello che accade a Beth e Lucas già dal loro primo incontro.

“La ragazza tentò di riprendere un po’ di contegno, ma quando lui, passandole la penna, sfiorò le sue dita, sentì una scarica elettrica terribile. Forse se ne accorse anche lui, forse era solo una sua impressione, forse la sua vicinanza la stava innervosendo a tal punto da immaginarsi tutto ma anche lui sembrava colpito da quello che stava accadendo.”

Scariche elettriche, un’intensa ed avvolgente attrazione tipicamente carnale li avvicina l’uno verso l’altra senza dargli possibilità di capire, di razionalizzare, di dare un senso al loro inaspettato incontro. E’ la passione che scoppia  tra due anime graffiate dalla vita, un uomo e una donna difficili, con complicanze a ingarbugliargli l’esistenza, che nonostante i loro timori e preoccupazioni, iniziano a conoscersi, lasciandosi trasportare dai desideri delle loro pelli e dalle voglie dei loro sguardi. 
Beth non si è mai sentita con nessuno in quel modo, così presa e perdutamente sconvolta dalla presenza di Lucas, che ha un fisico mozzafiato e un carattere dolce ed autoritario allo stesso tempo tanto da spazientirla ma conquistandola senza alcun indugio. Lucas è un uomo sicuro, con un passato oscuro alle spalle che tenta di nascondere in tutti i modi e soprattutto con un segreto che metterà seriamente in bilico quello che lentamente e faticosamente sta costruendo con Beth.

L’autrice esprime un profondo rispetto e considerazione per i suoi personaggi e per la scelta, che ogni volta compie, di raccontare mai storie banali, sempre estremamente intelligenti e inserite in un contesto definito dove sono le falle mentali, i dolori dovuti alle esperienze drastiche della vita a trasformare i caratteri delle persone e a rendere inevitabilmente interessanti i percorsi che decide di narrare. 

La Munaretto conosce passo dopo passo ciò che descrive, quelle paure, quelle intensità perdute di cieli ammantati di stelle che hanno il sapore di una libertà che non  esiste ma che ha bisogno di essere trovata o forse addirittura creata per i suoi personaggi. Conosco un po’ Elena e so che ogni sua creatura conserva qualcosa di lei.  Un tratto forse, un semplice gesto, o ancora una frase, persino un sorriso di Beth, di Bebe o di Lucas o di chissà chi altro parlano di lei, dell’autrice che non si nasconde ma emerge con devozione e purezza da ogni frammento di pagina per regalarci una storia che emoziona.

L’inizio tra Beth e Lucas non è idilliaco. Lui interpreta molto male alcuni comportamenti ed atteggiamenti della donna mentre lei coglie immediatamente, oltre che la sua evidente bellezza, anche un sostenuto tono di superiorità che non aiuta nessuno dei due a capirsi. Ma c’è qualcosa che il destino decide ancora prima di noi, ed è l’amore, il rispetto, la passione. L’autrice costruisce strade, muri e case di sensazioni ed emozioni traboccanti di vita ma anche di paura di quella stessa vitalità che spesso può sfociare in una terribile ferita. Ma nonostante gli orrori dell’esistenza, le violenze, i soprusi, le cattiverie, cosa sarebbe la vita senza la forza di rialzarsi dal baratro della solitudine e della tristezza? Ci deve essere per forza qualcuno che con il suo bagaglio di complicanze, di problemi e di infelicità, non ci può guardare come gli altri, non può sfiorarci e andare avanti, non può fare finta di nulla se noi siamo lì davanti. 

Lucas e Beth si appartengono oltre le paure, le ossessioni, i segreti e i dolori, soffriranno insieme molto meno di quanto potrebbero soffrire da lontano. Questo è quello che l’autrice esprime con tutta sé stessa, scegliendo come melodia dondolante un'atmosfera estiva e fiabesca capace anche di trasformarsi in temibile e puntigliosa realtà quando sono in ballo non solo frivole e tempestose attrazioni da quattro soldi, ma quando c’è l’amore annidato nel cuore. 
I suoi personaggi si chiedono quanto valga fare una follia, sradicare ogni certezza, strappare il velo dell’apparenza e della comune sopravvivenza sociale per scappare superando il filo logico della convivenza e scoprire nuove facce, nuovi attimi da condividere con chi di quel delirio emozionale è parte fondamentale.

Lucas e Beth giocano all’ombra della razionalità spingendosi oltre, toccandosi con la mente e con la pelle, sfidando ogni possibile recinzione, per provare a volare. A toccare quel cielo limpido e sacro che porta inciso il rumore del pianto ma anche la dolcezza di un bacio.

“Lui ne prese una ciocca e se la arrotolò sul dito, portandola al naso, per sentirne l’odore.
<Perché l’hai fatto? > chiese lei, senza fiato.
<Perché voglio mettere un po’ di  caos nel tuo mondo fatto di ordine, regole e noia. Voglio spostare le tue matite in ufficio, voglio spettinare i tuoi capelli, voglio toglierti le scarpe e farti camminare scalza nell’erba. Voglio che tu ti rilassi e mi dia modo di avvicinarmi.>”

Ho amato il titolo sin dall’inizio perché delicato, leggero nonostante la storia sia intricata e complicata. Ho subito avuto l’impressione, leggendo, di qualcuno che per raccontare questa storia, non volesse imporsi, o affrancarsi il benemerito di qualcosa, ma volesse semplicemente esserci nel modo più naturale possibile, sincero.
Onestà è ciò che mi viene in mente nel riconoscere i limiti di un racconto che forse non ne ha nessuno, perché non si esalta da solo, non si mette in mostra né si autoelogia, esattamente come chi lo ha scritto, ma si avvicina dolcemente a voi, lettori, per essere guardato, quasi volesse dirvi qualcosa, sussurrandolo, senza essere eccessivamente urlante o fastidioso.
Quasi timoroso, al contrario di tutti quei romanzi eclatanti e sputtanati che bisticciano tra loro nelle turbolente vetrine di Amazon, questo no, questo resterà in silenzio e forse sarà proprio questa la chiave per notarlo. C’è una differenza tra chi si pubblicizza tanto e chi non lo fa. Tra chi si affatica tanto per essere dappertutto e chi si affida semplicemente a sé stesso per essere ascoltato. A voi l’arduo compito di comprenderla, perché, diciamocela tutta, mica ci vuole tanto per capirlo. Un aiutino? Comprate questo libro e la differenza sarà lampante.

Leggendo, ho assaporato più di una sensazione ma sempre in modo corretto, rispettoso e mai brutale. Tenue e morbido come lo stile dell’autrice che non risulta mai eccessivo o cangiante, allineandosi perfettamente alla scorrevolezza di una vicenda che riesci a sentire un po’ tua, qualunque sia il tuo cammino e ovunque ti condurrà la tua strada. Se vuoi fermarti, puoi farlo qui, tra le pagine di Un passo alla volta, che non ti chiede di correre né di saltare. Semplicemente leggi… e non scappare.


sabato 4 luglio 2015

Segnalazione Un passo alla volta di Elena Munaretto

Buon sabato carissimi lettori! Oggi sono felice di presentarvi un romanzo delicato e dolce scritto da Elena Munaretto, una scrittrice esordiente che ha già pubblicato autonomamente un romanzo che ho avuto il piacere di recensire intitolato L’amore oltre, di cui potete leggere la mia opinione qui.

Un passo alla volta è la nuova storia che l’autrice ci regala, incentrata sui sentimenti e le emozioni pur affrontando sempre con determinazione e forza i dolori e le tragedie della vita. Elena Munaretto non si è smentita e mi ha convinto ancora una volta, confezionando un romanzo che oltre ad essere profondo e ben scritto, lasciando spazio all’anima e alla forza dei suoi protagonisti, si presenta come un’ottima lettura estiva che sono certa, non vi deluderà.

Date un’occhiata alla cover, non è fantastica?


Aspetto come sempre i vostri commenti e il 6 Luglio la mia recensione in ANTEPRIMA!


Oltre il buio, oltre la nebbia, oltre il mare in tempesta, io ti aspetterò.




Titolo: Un passo alla volta
Autore: Elena Munaretto
Editore: Selfpublishing
Pagine: 235
Genere: Romance
Prezzo: € -
Ebook: € 0,99
Uscita: 6 Luglio 2015

          
            

Può l’incontro con una persona cambiare totalmente il corso della nostra vita e offrirci una seconda possibilità per essere felici?  Beth vive intrappolata in un mondo di manie e di regole che le permettono di sopravvivere ai ricordi e agli incubi di un passato che l’ha sconvolta e segnata profondamente, fino all’incontro casuale con Lucas. Il ragazzo è un universo sfocato di luci e ombre che stimolano però in Beth la voglia di essere una persona diversa, di scoprirlo e riscoprirsi, perché capiranno presto che restare insieme è difficile ma vivere separati è impossibile. Prendere in mano la propria vita per potersi innamorare sembra lo scopo di entrambi fino a quando il passato non torna a bussare alla porta. “ So solo che a volte i ricordi fanno mancare l’aria.”


Mi chiamo Elena Munaretto, ho 42 anni e una grande, grandissima passione per i libri. Prediligo i romanzi, rosa o erotici ma ho letto un pò di tutto, nella mia libreria c'è spazio per vari generi. Ho un diploma di scuola superiore. Lavoro in proprio, gestisco assieme a mio marito una ditta di rappresentanze e faccio la mamma. I miei figli, anche se grandicelli ( 17 anni il maschio e 13 anni la femmina) mi assorbono in pieno! La voglia di scrivere credo di averla sempre avuta, ma solo ora ho trovato tempo e ispirazione. L'Amore oltre è venuto dal cuore perchè, anche se velatamente, c'è dentro un pò di me. Il fratello di cui parlo è il mio. L’ultimo mio lavoro pubblicato è Un passo alla volta.

lunedì 16 marzo 2015

Intervista ad Elena Munaretto, autrice di L'amore oltre

Buongiorno lettori, in questo post vi segnalo l’intervista all’autrice del romanzo L’amore oltre, Elena Munaretto.

Per chi si fosse perso la recensione, può leggerla qui.

Ciao Elena, innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista.


1- Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato a farlo seriamente?

Sono principalmente una grande lettrice; l’idea di scrivere un libro mi girava per la testa da un po’ ma pensavo di non averne né il tempo né le capacità. Poi, qualche mese fa, l’idea di buttare giù quattro righe… così. Ma non mi sono più fermata. Scrivevo di nascosto, non lo sapeva nessuno, nemmeno mio marito. Poi quando le pagine hanno iniziato a prendere forma, le ho fatte leggere a mia mamma. E’ stata lei a incoraggiarmi, insieme naturalmente a mio marito.

2 - L’amore oltre è un romanzo d’amore. Quale vorresti che fosse il messaggio che i lettori dovrebbero cogliere all’interno della storia?

Come hai detto tu, nel mio romanzo ci sono dolore, forza e rinascita. Forse questo… Dopo un grande dolore possiamo ancora guardare avanti con speranza.

3 - Quanto tempo hai impiegato a scriverlo?

Non molto. Qualche mese. Era nella mia testa, difficile è  stato metter nero su bianco i sentimenti. Ecco, quella è la parte più dura. Perché un luogo, una persona, una circostanza si descrivono ma i sentimenti si vivono, si sentono. E’ difficile scriverli.

 4 - Hai mai pensato di abbandonare tutto?

No, mai. Avevo pensato di non pubblicarlo ma di tenerlo per i miei figli. Così che da grandi potessero dire “questo l’ha scritto la mamma”. Ma poi mi sono lasciata convincere a “condividere” e ora tutto sommato sono felice di averlo fatto.

5 - Cosa rappresenta per te questo romanzo?

E’ la realizzazione di un sogno. E’ essere riuscita a buttare fuori delle emozioni che avevo dentro. Difficile da spiegare…  è come se ora pesassero di meno.

6 - Qual è stato l’aspetto o la parte più difficile da scrivere?

Come dicevo prima, i sentimenti. Non volevo che la protagonista sembrasse troppo lagnosa ma d’altra parte è anche vero che solo chi si trova nella situazione può capire in pieno. Ero contrastata da questi due aspetti: far arrivare il dolore senza essere stucchevole. Questo è stato difficile.

7 - C’è un personaggio che hai amato alla follia e uno che hai odiato allo stesso modo?

Nel mio libro? Beh ho amato Elly per la sua dolcezza ma anche per la sua forza, ho amato Andrew per non essersi arreso, per la perseveranza e ho odiato Katy per aver cercato di far sentire “sbagliato” l’amore nato tra i protagonisti.

8 - Mi ha colpito molto l’affetto e la riconoscenza che ho percepito attraverso le tue parole, indirizzata ai tuoi genitori. Quanto lo hai scritto per te stessa e quanto anche per loro?

Credo in egual misura. Loro non si aspettavano che io scrivessi un libro. Quando mia mamma ha letto le prime pagine mi ha detto “ sono orgogliosa di te”. E questo mi ha dato la spinta per continuare.

9 - Nella storia raccontata c’è sofferenza e dolore per una perdita inaccettabile. Eppure tu hai scelto il coraggio. Quanto di Elena esiste tra quelle pagine?

Tanto. Tantissimo.

10 - Scriverai ancora?

Certo! La penna non si ferma… Quando ho pubblicato l’Amore oltre ( la lettera maiuscola per la scritta Amore non è casuale ) mi sono sentita quasi persa. E’ come se avessi lasciato al mondo una parte di me. E l’ho subito riempita con un altro racconto. Diverso, sempre una storia d’amore ma non personale. Ho la sensazione che la scrittura diventi una droga!

11 - Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Non ho grandi sogni legati a questa passione. I miei sogni sono legati alla mia vita privata, ai miei figli, alla mia famiglia. Se poi qualcuno legge il mio libro e mi dice “brava, mi è piaciuto” allora sono soddisfazioni!

12 - Chi è Elena Munaretto nella vita di tutti i giorni?

Sono principalmente una moglie e una mamma. Aiuto mio marito nel suo lavoro, in ufficio, ma solo al mattino, quando i ragazzi sono a scuola. Nel tempo libero adoro camminare, quindi quando posso mi ritaglio un’ora e infilo le scarpe da ginnastica. Mi piacerebbe poter viaggiare di più, cerco di concedermi almeno un viaggetto all’anno.

13 - Quali sono i tuoi scrittori preferiti e dai quali attingi ispirazione?

Amo Colleen Hoover, la trovo un genio. Nel suo ultimo romanzo ha saputo trasformare un disabilità in un valore aggiunto. Straordinaria. Emma Chase è uno spasso, la Sorensen e la McGuire mi hanno conquistata ma Paullina Simons, con la trilogia de “Il cavaliere d’inverno” ha toccato delle corde profonde. Se poi penso a libri come “Io prima di te”, “Il confine di un attimo” o “Oltre i limiti”… beh la lista è infinita. Se riuscissi ad attingere un po’ da loro sarebbe miracoloso. Mi accontento di divertirmi così, con quello che scrivo, senza pretese. Scrivere e leggere sono dei distacchi momentanei dalla realtà che hanno un effetto terapeutico su di me.

14 - Se dovessi dedicare questo romanzo a qualcuno, a chi lo dedicheresti?

Certamente, come ho fatto lo dedicherei ai miei genitori. Ma spero che un giorno anche i miei figli lo leggeranno e capiranno tante cose di me. Quindi si, è dedicato anche a loro. Che imparino ad amarsi, ad attingere uno dall’altra e a sostenersi sempre.

15 - Ti chiedo di lasciarci con una citazione di un romanzo che ha un significato importante per te.

Dal libro “Il confine dell’eternità”: A tutti coloro che hanno avuto un momento di debolezza. Il dolore non durerà per sempre, non lasciate che si prenda il meglio di voi.


giovedì 12 marzo 2015

L'amore oltre di Elena Munaretto Recensione

Buon pomeriggio cari lettori, ritorno da voi con una nuova recensione nella quale vi parlo di un romanzo dedicato all’amore ed al coraggio, intitolato L’amore oltre e scritto dall’esordiente Elena Munaretto. Una storia molto profonda che coinvolge un uomo e una donna alle prese con il loro passato e le loro ferite. Insieme riusciranno a superare gli ostacoli e ad andare oltre? Scopritelo leggendo!



Titolo: L’amore oltre
Autore: Elena Munaretto
Editore: Selfpublishing
Pubblicazione: Gennaio 2015
Genere: Romanzo
Pagine: 168
Prezzo: 2,99

Trama

Elly è una ragazza giovane, bella e innamorata della vita. Un futuro carico di aspettative interrotto drasticamente da un incidente che spacca a metà la sua famiglia. Si ritrova così a fare i conti con una vita di sacrifici e dolore e catapultata in un tunnel dal quale vede solo buio. L'incontro con Andrew la porta a rivalutare le sue scelte e le sue priorità, facendole riassaporare un orizzonte di colori. Ma la vita, si sa, fa giri strani e per arrivare al traguardo le fermate non sono sempre quelle che ci si aspetta.


Biografia

Mi chiamo Elena Munaretto, ho 42 anni e una grande, grandissima passione per i libri. Prediligo i romanzi, rosa o erotici ma ho letto un pò di tutto, nella mia libreria c'è spazio per vari generi. Ho un diploma di scuola superiore. Lavoro in proprio, gestisco assieme a mio marito una ditta di rappresentanze e faccio la mamma. I miei figli, anche se grandicelli ( 17 anni il maschio e 13 anni la femmina) mi assorbono in pieno! La voglia di scrivere credo di averla sempre avuta, ma solo ora ho trovato tempo e ispirazione. L'Amore oltre è venuto dal cuore perchè, anche se velatamente, c'è dentro un pò di me. Il fratello di cui parlo è il mio.



L’amore oltre è una storia intensa, capace di racchiudere tra le pagine emozioni e sensazioni contrastanti che mettono in evidenza un’umanità maschile e femminile alle prese con l’universo dell’amore e del dolore. 

Elly ed Andrew sono il bianco e il nero, lo yin e yang di questo romanzo, incarnando l’uomo e la donna che s’incontrano per caso e il cui legame irrompe sfrontato e passionale nella quotidianità delle loro vite, per condurli verso un epilogo inaspettato, nel quale è inesorabilmente il sentimento amoroso a dettare le regole. Elly ha 23 anni ed ha tralasciato gli studi per lavorare in un panificio e per aiutare i suoi genitori ad affrontare le spese esorbitanti riguardanti la situazione critica in cui verte la vita del fratello Alex, di un anno più giovane. Coma vegetativo irreversibile è la tragica condizione in cui il ragazzo è precipitato e dalla quale non si risveglia ormai da 17 mesi. 

La vita di Elly è piena di lacrime e di sofferenza, di rinunce e sconfitte, straziata da questa perdita che con il passare del tempo diventa sempre più difficile da sopportare e da affrontare soprattutto perché la allontana dalla felicità che una giovane ragazza della sua età dovrebbe vivere. L’autrice impronta la protagonista delineandola con una fisicità fragile e dismessa. Elly è una ragazza che sembra portare sulle proprie spalle un peso troppo grande e questo è ravvisabile in ogni parte del romanzo, soprattutto nel momento in cui percepiamo, più che chiaramente, quanto quel peso la stia annientando. 
E allora ci compenetriamo e la conosciamo sempre più profondamente, perché l’autrice è in grado di fornirci un’immagine di lei completa e coinvolgente. Non ci mettiamo molto tempo a scoprire che è un personaggio a tutto tondo, nel bene e nel male, dotato di una tale profondità da scontrarsi inevitabilmente con la tragicità dell’esistenza che non la lascia intatta. 
La sua vita è essenzialmente questa: impegni di lavoro e amore per la famiglia e per quel fratello di cui il mondo si è già dimenticato, lontana dalla spensieratezza, dal godimento e dal divertimento tipicamente giovanili. 

Ma qualcuno con le mani belle e lo sguardo calmo, riporterà il fuoco al centro del suo petto. Andrew Foreman, medico nello stesso ospedale nel quale Alex è ricoverato, con i suoi modi gentili e la sua sicurezza, la salveranno dall’apatia e dalla tristezza. 

“Era un ragazzo elegante, alto e con un fisico atletico; era indubbiamente bello e sicuro di sé, ma c’era dell’altro che faceva di quell’uomo una persona speciale: era magnetico.” 

La descrizione dei personaggi proposta dall’autrice, rende il loro stato emotivo estremamente affascinante ed intrigante, conducendo il lettore sulla soglia di una storia nella quale ognuno di essi cela i propri demoni, talora interiori, talaltra esteriori. Andrew sembra l’uomo perfetto, quello che riesce al primo sguardo, ad infonderti sicurezza e protezione, pronto ad abbattere il muro dietro il quale Elly si è nascosta per paura di soffrire. Ma l’attrazione che la donna prova per lui è troppo grande per non farla cedere. 
Il richiamo della passione e della vita che batte e ti riscalda la pelle e l’anima è incontrollabile. L’amore scoppia nel modo più sconsiderato possibile, nonostante la continua negazione e gli onnipresenti ripensamenti. 

L’amore non sente ragioni e spara emozioni ferendoli entrambi, che alla fine, esausti del continuo negarsi, si trascinano vinti, l’uno nella braccia dell’altra.


“Un bacio pieno di passione, desiderato, bramato.” 

Mi ha subito colpito la dedica posta all'inizio del libro, da parte dell'autrice ai propri genitori perchè questa affettuosa e sottile riconoscenza si ripete con premura all’interno del romanzo proprio attraverso l’atteggiamento di Elly nei confronti della madre e del padre, così profondamente provati e avviliti dal coma del figlio. Li conforta, li protegge, sorregge come se fosse lei la parte più forte, come se fosse lei che instancabilmente deve prendersi cura di loro, nonostante la loro unione. Essi restano vittime indifese di un dramma che nessuno mai dovrebbe provare. 

“Le spalle dei suoi genitori erano sempre più curve, sempre più appesantite da un peso che nessuno dovrebbe conoscere. Erano fragili, provati ed incapaci di trovare rassegnazione.” 

Il sentimento che Andrew prova nei confronti di Elly significa protezione ma soprattutto volontà di lenire tutte le sofferenze delle sua amata. Il suo istinto è puro ed incontaminato nel volerla difendere da tutto quel male che continua caparbio a ferirla, senza lasciarla respirare. 

Elena Munaretto scrive una storia nella quale il dolore della vita in tutta la sua cattiveria ed indifferenza irrompe prepotente in un intreccio che si arricchisce di riflessioni e pensieri che conducono lentamente al di fuori di un contesto puramente fittizio. La protagonista è fortemente reale e in quanto tale, soffre, rinnega ed ama in nome del suo cuore bistrattato e sanguinante. Ma le cure di Andrew, seppure desiderate ed amate, non le sembrano quelle giuste perché l’uomo nasconde un segreto in grado di farla precipitare nuovamente nell’abisso della delusione e della menzogna. 

Rabbia, illusione e senso di impotenza sono solo alcune delle sensazioni che emergono in maniera determinante all’interno del romanzo, accompagnati immancabilmente dagli ostacoli e dalle buche pericolose nelle quali i personaggi rischiano continuamente di cadere. 
Anche se Elly, all’inizio, può apparire stucchevolmente dolce e dedita alle lacrime, la sua crescita interiore è fulminante esattamente come la consapevolezza e la maturità che dimostra di possedere nel momento in cui dovrà prendere decisioni importanti per la sua vita e quella di chi le è accanto.

Il legame che la tiene incatenata a quell’uomo che non è un santo né un principe azzurro, è fatto di un sentimento vorace, pieno di fame e di desiderio di soddisfazione. Un’attrazione che non si spegne neanche dopo l’ennesima delusione e che è avvalorata dalla presenza e dall’insistenza costante di Andrew, che nonostante i suoi errori, non vuole perderla. La pretende in ogni modo possibile. 

Una fiaba d’amore che sanguina, nella quale non mancano le cicatrici del passato, i fantasmi del presente che bussano a porte fatte di legno pronte a bruciare, per radere finalmente tutto al suolo. Un passato intimidatorio che non smette di minacciare ma contro cui i protagonisti combatteranno affinché i loro volti potranno lentamente rasserenarsi davanti a quell’amore che non può e non deve essere negato. 

“Gli ostacoli e la sofferenza che aveva dovuto affrontare nella sua giovane esistenza l’avevano forgiata. Combatti per ciò che vuoi, per ciò che ti rende felice!” 

L’amore oltre è una storia prima di tutto di coraggio e determinazione nell’accogliere la sfida della passione, mettendo a rischio il precario equilibrio della propria vita. Non esiste il rimpianto, nessuno rinnega ciò che ha provato, questa storia è un treno che corre veloce su unico binario che conduce a quella che è l’inevitabile destinazione, sicura ed appagante, alla quale tutti vorremmo giungere. 

Il mio cuore è la tua casa sembra voler dire Elly ad Andrew, perché per essere innamorati fino in fondo senza alcuna paura, bisogna superare qualsiasi ostacolo, smettendo di chiedersi se ne valga la pena. L’autrice ci mostra come farlo senza scuse. Ci sussurra che nell’amore bisogna buttarsi anche facendoci male, bisogna lottare. 

Tutto inizia in una giornata di pioggia in cui Elly perde l’autobus perché cade in una pozzanghera, spinta da un vecchio scellerato che non l’aiuta neanche ad alzarsi. Ma galeotto fu lo schianto perché a soccorrerla arriverà proprio Andrew, elegante e sofisticato, che da quel momento non le staccherà più gli occhi di dosso. Un’occasione sfortunata si trasforma in un’occasione d’amore. 

Un incontro fortuito ed improvviso, va oltre il destino e fa l’occhiolino alla felicità. 

La Munaretto dà voce ai sentimenti, alle storie a lieto fine e agli amori che vincono i dolori in nome di una sopravvivenza che porta inciso nella carne della vita la parola speranza e caparbietà. 

Con un linguaggio semplice e chiaro, il sentimento che lega Elly ad Andrew vi conquisterà per la sua normalità e passionalità. Per la sua tenerezza, per il suo cuore e la sua anima. L’autrice ci ha messo tanto del suo cuore, talmente tanto che esso è arrivato a battere persino nel petto dei suoi personaggi, rendendo reale anche ciò che è fantastico, mostrandoci un oltre che diventa un’orizzonte al di là del quale iniziare a vivere. Per davvero.