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lunedì 13 febbraio 2017

La voce nascosta delle pietre di Chiara Parenti Recensione

Buon inizio settimana! Grazie alla Garzanti, oggi vi parlo di Chiara Parenti e di un romanzo molto delicato, intenso e desideroso di regalare tante emozioni. I sentimenti sono al centro dell'attenzione attraverso la magia e l'incanto delle pietre.

la voce nascosta delle pietre
di Chiara Parenti

Editore: Garzanti 
Pagine: 384
GENERE: Romanzo
Prezzo: 16,90 € 
Formato: Cartaceo 
Data d'uscita: 2017
Link d'acquisto: QUI

Trama:
Luna era una bambina quando il nonno le ha insegnato che l'agata infonde coraggio, l'acquamarina dona gioia e la giada comunica pace e saggezza. Ma ora che ha quasi trent'anni, lei non crede più che le pietre possano aiutare le persone. Non riesce più a sentire la loro voce. Sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione: molti anni prima si è fidata di Leonardo, che attraverso le pietre le parlava di sentimenti, ma una notte lui l'ha abbandonata senza una spiegazione, senza una parola. E da allora il mondo di Luna è crollato. Fino ad adesso. Fino al ritorno di Leonardo nella sua vita. È lì per darle tutte le risposte che non le ha mai dato. Risposte che Luna non vuole più ascoltare. Ma suo nonno è accanto a lei per ricordarle come trovare conforto: le pietre conoscono la strada, basta avere il coraggio di seguirle.

martedì 2 febbraio 2016

Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi Recensione

Buongiorno cari lettori! Grazie alla Mondadori ho letto un libro, Amedeo, je t’aime, molto bello e intrigante che racconta l’amore tra Amedeo Modigliani e la giovane Jeanne Hebuterne negli anni della prima guerra mondiale. Un storia intensa ma anche distruttiva realizzata con uno stile, quello di Francesca Diotallevi, capace di ammaliare.




Titolo: Amedeo, je t'aime
Autore: Francesca Diotallevi
Editore: Mondadori
Genere: Romanzo
Pagine: 247
Uscita: 2015
Prezzo: € 17,90


TRAMA


Parigi, 1917. Jeanne Hébuterne ha solo diciannove anni quando, a una festa di carnevale, incontra il pittore Amedeo Modigliani. Soprannominato Maudit, maledetto, Modigliani è conosciuto nel quartiere di Montparnasse per lo stile di vita dissoluto e il carattere impetuoso, oltre che per i malinconici ritratti dagli occhi privi di pupille che nessuno vuole comprare. Lei, timida aspirante pittrice con le ali tarpate da una rigida famiglia cattolica, non può fare a meno di sentirsi fatalmente attratta da quest'uomo bello e povero, che sembra vivere di sogni apparentemente irrealizzabili e affoga dolori e frustrazioni nell'alcol e nella droga. Per lui lascia ogni cosa, mettendo da parte le proprie aspirazioni, e si trasforma in una compagna fedele e devota, pronta a seguirlo ovunque, come un'ombra, anche oltre la soglia del nulla. Struggente e tormentata, la loro storia scardinerà ogni convenzione, indifferente a regole e tabù, obbedendo all'unica legge a cui non ci si può sottrarre: quella del cuore. Amore e morte si mescolano, in questo romanzo, alla passione che anima il cuore di un artista, al desiderio disperato di riuscire ad afferrare una scintilla di infinito.




Amedeo, je t’aime è la storia dell’amore totalizzante e distruttivo tra il pittore Amedeo Modigliani e la giovane francese Jeanne Hebuterne, ambientato negli anni della prima guerra mondiale a Parigi. Una storia dilaniante, arrogante nella sua stilizzazione narrativa, conturbante ed impetuosa, capace di mescolare la realtà con la più ardita fantasia.

Francesca Diotallevi, giovane penna che promette grandi cose, già autrice de Le stanze buie, pubblicato da Mursia, reduce di un notevole successo, in questo romanzo dà vita ad un passato ammaliatore e conquistatore che si adatta perfettamente all’immagine del protagonista: il tormentato Modigliani, meglio conosciuto in quegli anni come Modì o Maudit, ossia il maledetto.

Un uomo presuntuoso, amante dell’alcol e delle belle donne, servo devoto della sua arte, unica grande musa della sua misera vita. Modigliani viene dipinto come un uomo che crede fermamente nel suo genio e che sceglie di vivere esclusivamente in nome di quello.

La voce narrante è tutta al femminile e combacia con quella di Jeanne, capace di raccontare la sua storia e quella del suo amante in modo completo, persino assillante.
Modigliani la conquista fin dal primo sguardo, nonostante sia molto più grande di lei e nonostante abbia una fama di povero e disastrato che lo precede ovunque vada. Jeanne ha diciannove anni ed è alle prime armi, studia pittura e conosce l’uomo soltanto per sentito dire senza averlo mai incontrato. Proviene da una famiglia molto cattolica e la sua vita fino all’incontro, è stata sempre ligia alle regole e rispettosa delle più alte forme di moralità.

Ma complice una festa e una visione quasi magica nella sua oscurità e dannazione di un Modigliani poeta ed incantatore, mezzo ubriaco e consapevole del proprio fascino, conquistano la timidezza e l’inesperienza di Jeanne che fin dalle prime battute si sente completamente trasportata da quell’uomo che diventerà il suo unico universo.

Occhi come i vostri non si possono dimenticare.

Parigi è uno sfondo perfetto per una storia che parla d’amore ma è anche terribilmente tragica, stralunata, forte e distorta. Una donna che si innamora di un uomo che non è in grado di prometterle nulla, che vive esclusivamente per la sua arte e che la tradisce come se nulla fosse. Eppure lei, coraggiosa e temeraria, sceglie sin dal primo momento di stargli accanto, cancellando, come per magia tutte le altre cose della propria vita, ogni difficoltà, ogni preoccupazione per la famiglia e per ciò che concerne la sua esistenza, viene assolutamente spazzata via dal fascino di quel pittore dannato.

Pensai a qualcosa che riassumesse tutto quello che avrei voluto dirgli. L’unica cosa che mi venne in mente fu una frase di Oscar Wilde, lo scrittore che entrambi amavamo. Gliela sussurrai all’orecchio, mentre l’alba faceva capolino dalle tenebre e la cenere si raffreddava intorno a noi. ‘Tutti noi viviamo nel fango, ma alcuni guardano alle stelle.’

Basta un suo tocco per riconciliarla con il mondo. Basta la sua voce così invitante a renderle la giornata accettabile, un unico e complesso sentimento che non le lascia il tempo di respirare.

Jeanne è una donna al di fuori del comune, che mette a repentaglio la sua stessa vita per darla in dono ad un altro. Ella decide di annientarsi, di sottomettersi, di annullarsi in nome di quell’amore che proprio per l’estremismo contenuto nelle anime dei due amanti, non può che essere drammatico e straziante.

Modigliani è un uomo passionale, tormentato, un uomo che rischia, che si espone, e anche insoddisfatto della propria vita, alla ricerca eterna di una pace dell’anima, che essendo un artista vero non troverà mai. Jeanne vorrebbe cullarlo con le proprie emozioni, con la sua assoluta devozione e sarà lei la sua musa ammaliatrice, colei che cercherà di infondergli quella felicità a cui nessuno dei due però è destinato.

C’era, nel modo in cui mi guardava, la promessa dell’impossibile, e avrei mentito a me stessa se avessi negato che avevo sentito quel richiamo fin dal primo momento in cui il suo sguardo si era posato su di me.

Sono entrambi due personaggi estremi, nei quali è difficile identificarsi. L’autrice affabula con morbidezza e delicatezza, con eleganza e sottigliezza rendendo alla perfezione sia le scene più forti e carnali sia quelle spirituali e dell’anima.

E’ un romanzo che parla di ossessioni e terribili meraviglie, quelle del cuore e quelle della rinuncia. Lo stile ti coinvolge, ti senti parte di ciò che viene esposto, perché il linguaggio è lineare, intenso, ammaliante. Non posso negare di amare questo tipo di storie, che turbano, che sconquassano, che ti lasciano anche con l’amaro in bocca ma sono vive e respirano di vita. Un amore contrastato capace di andare contro tutto e tutti, un amore che non ha la benedizione del cielo, ma è una maledizione costante per chi lo coltiva dentro.

Un amore che oggi sarebbe inammissibile come inammissibile sarebbe la consapevolezza che un artista come Modigliani possa decidere di vivere solo per la sua arte, rifiutando qualsiasi altra cosa, rendendola l’unica fonte vitale della propria esistenza, la purezza e la bellezza di un dono divino al quale immolare tutta la propria vita. Modigliani ha un unico amore: l’arte, un’ossessione, una passione macabra e distruttiva come Jeanne ha un’unica emozione capace di farle battere il cuore, quell’emozione si chiama Amedeo.

Modigliani insegue la sua Arte come Jeanne insegue lui, in una storia tortuosa e ambivalente, non priva di ostacoli e di cadute. Una storia che contiene un fascino oscuro perché ciò che racconta è troppo grande, troppo drastico, troppo doloroso per essere accettabile. 

Lo guardi da lontano e te lo senti addosso, senti l’alito di quel legame che ti arriva fino al collo, ne sei attratto come ciò che è pieno di fascino, lo osservi e ne resti ammaliato. Ma quell’amore resterà sempre lì, distaccato, nella sua forma di assoluto universo nel quale specchiarsi  senza rimpianto.

lunedì 16 novembre 2015

Pelle d'oca di Domenico Luigi Pistilli Recensione

Buon inizio settimana! La recensione di oggi è dedicata ad un romanzo che racconta di una vita intera e dell'amore che impazza intenso e profondo nell'esistenza barcollante della protagonista, di nome Lidia. Una storia che non disdegna la poesia ed il romanticismo, avvicinandoci in modo delicato e sentito al mondo dei sentimenti e al senso di appartenenza. Pubblicato da Leone editore, che ringrazio per la fiducia, Pelle d'oca è scritto da Domenico Luigi Pistilli.




Titolo: Pelle d'oca
Autore: Domenico Luigi Pistilli
Editore: Leone
Pagine: 192
Genere: Romanzo
Prezzo: € 9,90
Uscita: 2015
TRAMA

Durante una notte insonne Lia ripercorre la sua vita sentimentale, iniziando dal primo innamoramento che, seppure inespresso, è risultato essere tanto radicato da influenzare ogni futura relazione. Nella vana ricerca dell’amore puro vive svariate esperienze restando nel tempo saldamente ancorata al proprio sentire giovanile, custodito gelosamente per tanti anni. Decide infine di trasferirsi all’estero per godere tranquillamente della sua terza età, ma il destino ha in serbo altro per lei, perché non ci sono più scuse dietro cui nascondersi.

Domenico Luigi Pistilli terminati gli studi di natura economica, ha lavorato nel settore del credito. È pervenuto alla scrittura in età matura, istintivamente, nel 2011 dopo avere percorso la strada della pittura. Pelle d'oca è il suo esordio con Leone editore.




Pelle d’oca è un romanzo che ti aspetteresti da una donna e invece l’autore è un uomo dotato di una profondità e sensibilità disarmanti.

Lia, la protagonista, è una donna giunta ad un'età estremamente matura che le permette di guardare indietro ed osservare la propria esistenza, il proprio cammino di essere umano e di anima innamorata di un sogno che l’ha condotta alla soglia di un’età importante, senza aver mai abbandonato un sentimento a cui ha promesso l’eternità senza pretendere nulla in cambio. Quel sentimento si chiama Amore, quello con la A maiuscola, quello che scavalca i limiti del tempo, che se ne frega se è corrisposto o meno, insomma, il sentimento puro che si nutre di se stesso e che attende in eterno. La narrazione si alterna tra la prima persona e la terza persona, mettendo in scena, di volta in volta, un passato dove si raccontano i passi dell’amore che ha vissuto la protagonista ed un presente piuttosto grigio, nel quale sembra esserci una sorta di angosciata visione di una vita vissuta essenzialmente nell’illusione.

Perché pelle d’oca? E’ questa la meravigliosa e al contempo terribile sensazione che Lia prova quando vede per la prima volta Massimiliano. E’ una ragazzina e anche senza averci ancora parlato, senza sapere nulla di lui, se ne innamora follemente, tristemente oserei dire, con una melanconia e una potenza struggente da far rabbrividire. Ecco la pelle d’oca. Una sensazione che abbraccia l’intero corpo e ti congiunge, senza volontà e senza combattere, all’unisono con la presenza straziante dell’altro, persino laddove non c’è altro che assenza e silenzio e straniamento.

“E’ difficile però descrivere con precisione quello che davvero accadde: provai delle emozioni che non riuscivo, e non riesco tuttora, a definire per mezzo delle parole. Percepii nitidamente la sensazione di essermi avvicinata a qualcosa impossibile da comprendere e da codificare, ma che ebbe su di me un magnetismo potente.”

L’autore, con fare delicato e sommesso, sciorina un intimismo devastante, una profondità così femminile ed intrinseca al mondo delle emozioni che è difficile non avvertirne il coinvolgimento. Chi non ha sognato l’amore ideale? Chi non ha costantemente desiderato di strappare il proprio uomo dai sogni? Lia sopravvive all’amore dopo aver conosciuto Massimiliano senza averlo mai avuto. La loro è stata un’amicizia fuggevole, muta, stordita dall’introversione e dalla timidezza dell’età. Eppure la donna non ha mai dimenticato quella sensazione, quella pelle d’oca struggente che ha piantato radici nel suo corpo e nel suo cuore.

“Un amore così profondo può resistere a tanti uomini e ad altrettante storie vissute; può sopravvivere al fluire stesso del tempo.”

Lia vorrebbe preservare se stessa pura, in nome di un amore puro, e di un per sempre soltanto agognato. Eppure vivrà con costanza e una certa determinazione molte storie d’amore con gli uomini più disparati, cercando, in ognuno di essi qualcosa che la strappi a quell’eterno desiderio di ricongiungimento con un fantasma ideale.

La mano sensibile dell’autore ci permette di guardare da vicino i pensieri di Lia, di accarezzarli e contemplarli fino a farli nostri. Quei pensieri sono ardenti, malinconici, sottili richiami di un’attesa infinita, di qualcosa che si agita ma che non può urlare. Un’energia primordiale, atavica che la unisce a quel ragazzo che è stato come una meteora nella sua vita e che non ha mai potuto conoscere per davvero. Un semi sconosciuto che si è trasformato in un fantasma che nonostante la sua essenza invisibile le dona più energia e slancio vitale di chiunque altro uomo in carne ed ossa. L’energia pura ed incontrastata dell’amore che le ha permesso di andare avanti, ravvivando le sue percezioni e le sue emozioni.

“Ciò che provavo per lui era simile ad una scossa elettrica: il solo pensare a lui dava al mio essere una sensazione di benessere e di pienezza. Era la mia fonte imperitura di energia e così è rimasta per i cinquant’anni a seguire.”

Intenso, fisico, palpabile. Meccanismi interiori che generano fiotti di sentimenti. L’io di Lia è un turbine di pensieri, idee, ricordi, memorie e ripensamenti. Un idillio acuto di sogni ed incubi, dove le percezioni di qualcosa di irreale si confondono alla vita vera che funge da rifugio ma mai da casa. Gli amori sono stazioni di passaggio, gli incontri sessuali voraci ma diventano presto fugaci morsi dai quali liberarsi perché ogni fibra, ogni cellula del corpo di Lia è soggiogata dalla memoria e dal senso di appartenenza per l'altro.

La sua esistenza scorre come a rallentatore e l’autore mette a nudo le sue esperienze di vita fondamentali, il rapporto con la madre e quello che lei stessa avrà con la figlia Ilaria, dopo aver sposato l’uomo che in qualche modo l’aveva avvicinata al sesso facendole vivere una piccola violenza. Il rapporto con il mondo dei sentimenti è molto particolare. Lia è in costante ricerca di affetto, di accettazione. In molti passi del libro ho percepito tristezza perché i ricordi sono una condanna senza salvezza. Ogni volta che viveva un momento buio, soprattutto quando un amore finiva, il senso di quel sentimento eterno la rassicurava, la cullava, la proteggeva, preservandola dalle brutture del mondo. La purezza e l’illusione di quell’amore custodiva la sua vera essenza. Lia è fondamentalmente triste e sola. La sua vita sentimentale è un susseguirsi di storie incompiute, come figli che nascono a metà e la colpa è ascrivibile soltanto a se stessa, alla sua incapacità di lasciarsi andare, perchè la sua mente ed il suo cuore appartengono ad un’altra storia, ad altre mani, ad un altro universo.

Domenico Luigi Pistilli crea un romanzo che sembra un’educazione all’amore, un continuo cercare la forza per lasciarsi andare ma prima ancora ad amarsi e ad accettarsi. Lia è una donna con le sue paure, le sue ossessioni, la sua complessità. Non riesce ad abbandonarsi al suono della passione, almeno non fino a quando non avrà raccolto tante esperienze, tanti volti e corpi con cui condividere le proprie ansie ed incertezze.

Indi l’amore, quello vero e completo, è soltanto per i coraggiosi.

“Ci vuole coraggio nell’amare senza remore, e coraggio nel mettersi a nudo nelle mani di un altro.”

Il suo percorso è quello votato alla ricerca delle proprie sensazioni, del proprio corpo e della propria mente ed in questo senso quegli uomini, pur non rappresentando l’amore, le sono serviti per avvicinarsi a se stessa, per conoscersi e per scoprirsi, per toccarsi con le mani dell’anima.

Del resto, il titolo così evocativo e suggestivo, lo rappresenta alla perfezione: pelle d’oca, indi carnalità, fisicità, fulmine mentale che scarica la propria energia attraverso la pelle. Questo significa pelle d’oca.

I suoi amori, Mario quello freddo, Amedeo l’immaturo, Guido il maniaco, non possono reggere l’amore giovanile che porta inciso il nome di Massimiliano ma le permettono di maturare, di conquistare consapevolezza e riconoscimento delle proprie attrattive e possibilità.

L’autore fa in modo di non farci mai dimenticare che Massimiliano è una fantasia e in quanto tale nessuno può competere con un ideale fatto di purezza e di intensità.

“Le emozioni vagano caotiche, senza riuscire a trovare un punto in cui placarsi; risuonano dentro e mi riportano al solito stadio di non ritorno.”

E in effetti neanche Lia può scordarsene, nonostante la lotta interiore, le ferite, gli spasmi emozionali. Una nostalgia che ti radica dentro, dovuta a quella pesante consapevolezza che tutto ciò che lei fa può nulla contro la ricerca costante di quell’ombra che non l’ha mai toccata ma che vince, inesorabile, contro qualsiasi figura maschile.
Pelle d’oca è emozionante, poetico, graffiante, è una lunga lettera d’amore inusuale in nome di un sogno che ha avvolto un’intera vita.

E’ la lotta alla riabilitazione di quella vita stessa che la protagonista conduce contro se stessa e contro il mondo. Una riconciliazione, un amore che è salvezza ma anche tormento.

Lia custodisce la sua vita con quel sogno. Di solito l’essere umano sceglie l’opposto, ossia di custodire il proprio sogno con la vita, fino alla morte. Invece lei sceglie di proteggere la sua esistenza con quel sogno, la preserva, e intanto impara a vivere, si educa all’amore, ad amare e a lasciarsi amare, conservando dentro il proprio cuore quel sogno che le infonde la forza e l’energia necessaria per non mollare.
Quell’amore è un santuario ma è anche un cammino profondo e sentito che la conduce verso la sua unica alba.

“Ti rincontrerò e ti riconoscerò; non so dove, non so quando, non so come, ma le nostre essenze saranno di  nuovo unite, perché siamo viaggiatori dell’universo e non prigionieri di questa realtà.”

Ho amato queste parole e con esse il significato più nascosto, quello intimo, personale, privato. Ci sono libri che ti toccano, e te li senti addosso, libri che ti parlano come se quella voce giungesse da altri mondi, libri, come questo, che ti raccontano pezzi di vita, con una chiarezza, una consapevolezza, che uno specchio dal riflesso fulgido e vivo, non saprebbe fare di meglio.