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mercoledì 14 settembre 2016

La distanza tra me e te di Lucrezia Scali Recensione

Buon mercoledì! Grazie alla Newton Compton ho letto il nuovo romanzo di Lucrezia Scali intitolato La distanza tra me e te. Una storia d'amore che racconta ancora una volta dell'affetto per i  nostri amici a quattro zampe che però fa riflettere soprattutto per un aspetto in particolare: la virtualità. Argomento alquanto spinoso ma dannatamente attuale.


Titolo: La distanza tra me e te
Autore: Lucrezia Scali
Editore: Newton Compton
Genere: Romanzo
Pagine: 288
Prezzo: eBook 2,99 -  cartaceo 9,99
Uscita: 2016
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TRAMA


Isabel abita a Roma: poco socievole, precisa, abitudinaria, programma la sua vita nel dettaglio. Non sopporta le sorprese, non le piace cambiare i suoi piani all’ultimo momento e considera l’imprevisto un vero nemico. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, dove gestisce l’officina del padre. Ama la compagnia degli altri, il rischio e l’avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da una comune passione: i cani. Entrambi ne hanno uno, a cui sono legatissimi. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara, che Isabel e Andreas s’incontrano. O per meglio dire, si scontrano, perché l’impatto non è dei migliori. Quasi per gioco, i due prendono a scriversi su Facebook. Brevi messaggi conditi da ironia e frecciatine. Sarebbe tutto perfetto, se Isabel non fosse sposata e Andreas fidanzato...


















La distanza tra me e te è il secondo romanzo che leggo di Lucrezia Scali, una giovane autrice già molto apprezzata per lo stile semplice ma accattivante e per un amore spassionato per gli animali, in particolare i cani. Infatti proprio grazie a loro ha scritto due storie nelle quali sono proprio gli amici a quattro zampe ad avere un ruolo fondamentale nella nascita di intriganti storie d’amore che riescono a sfiorare la parte più tenera dei lettori.

Isabel è una donna bella e posata, vive con il marito Mattia che però solitamente è piuttosto distaccato e distante, nonostante ciò, è proprio l’uomo, grazie al suo tenore di vita, a permetterle di non lavorare e di dedicarsi interamente alle sue passioni, tra le quali spiccano la moda e soprattutto i cani. Isabel ha una cagnolina di nome Frida che le tiene compagnia e con la quale ama passare la maggior parte del suo tempo. Sarà proprio Frida che le permetterà di incontrare Andreas, un ragazzo che vive a Torino e che lavora nell’officina del padre. Anche lui non è totalmente libero. Da poco ha abbandonato il suo passato da playboy e ha deciso di costruire una relazione stabile con Regina, la sua fidanzata, cercando di limitare i propri istinti e i propri desideri di portare avanti solo storie di sesso, senza alcun impegno.

Galeotta fu una gara per cani, alla quale Frida e il cane di Andreas, Ulisse, peraltro della stessa razza, partecipano e fanno incontrare anzi scontrare i loro padroni.
La distanza a cui fa riferimento il titolo è senz’altro quella fisica, perché Isabel vive a Roma mentre Andreas a Torino ma è soprattutto mentale e persino caratteriale.
Era troppo? Ma chi si credeva di essere? Uno sbruffone, ecco cos’era. Forse era abituato ad avere a che fare con donne pronte a cascare ai suoi piedi? Tipi come lui dovevano uscire solo sotto libertà vigilata o a giorni alterni, come le targhe. Erano pericolosi.
I due protagonisti sono l’uno l’opposto dell’altra: la donna è fredda, distaccata, bella ma altolocata, ricca e spesso presuntuosa ed arrogante. L’uomo è forte e pieno di tatuaggi, energico, combattivo, ama il senso del pericolo e vuole vivere la vita fino in fondo. E’ soprattutto questo aspetto a cozzare tremendamente contro il carattere abitudinario di Isabel che programma qualsiasi cosa, persino il sesso.

E allora come si fa?
Come possono due mondi così diversi e lontani, incontrarsi?

Grazie a Facebook! Lucrezia Scali, oltre all’amore smisurato per gli animali che certamente i lettori apprezzeranno e che dona alla storia dolcezza e rispetto, in questo romanzo aggiunge un aspetto fondamentale ed estremamente attuale: la dimensione virtuale.
Ma che razza di stronzetta smorfiosa. Pensava di avere il mondo pronto a lucidare le sue scarpette di cristallo? O che un principe azzurro la conducesse nel suo regno? La colpa era della Disney e delle loro stupide favolette. Ogni volta che una donna ci paragona a quegli esseri in calzamaglia, da qualche parte del mondo la virilità di un uomo muore. Le conoscevo bene le tipe come lei, con la puzza sotto il naso e quell’aria da so tutto io.
A dispetto della lontananza, Isabel e Andreas parlano su Facebook ed è lì che iniziano veramente a conoscersi. Inizialmente i loro discorsi si concentrano sulle battute e su chiacchierate piuttosto ironiche e piene di frecciatine ma poi cominciano entrambi a sentire qualcosa di diverso l’uno per l’altra. I loro approcci cambiano, si fanno più profondi ed intensi e tutto diventa terribilmente innegabile: si piacciono, nonostante tutto e tutti.

Purtroppo però nulla è semplice per loro. Prima di tutto sono entrambi impegnati ma poi nessuno dei due vuole cedere all’attrazione seppur innegabile che scorre tra loro. Isabel non vuole accettare di sentirsi attratta da un uomo simile: selvatico, certo sexy e intrigante ma pur sempre rude e poco malleabile. Lo stesso equivale per Andreas che vede Isabel come una donna spocchiosa, impertinente, una che si crede la principessa delle fiabe e lui sa benissimo di non essere il principe azzurro di nessuno.

Lucrezia Scali ci diletta ancora una volta con una storia semplice ma scritta bene. Il suo stile è scorrevole, caratterizzato dall’immediatezza e dal realismo.
Leggendo le pagine si ha l’impressione perfetta di assistere a qualcosa di vero e di realistico, esattamente come quello a cui assistiamo ogni giorno. E’ impossibile non riflettere sulle argomentazioni che scaturiscono dal legame tra Isabel e Andreas. Una storia molto comune al giorno d’oggi e davanti alla quale noi per primi ci poniamo tante domane o per sentito dire o per aver vissuto tutto questo in prima persona.

La distanza tra me e te è una storia che possono leggere tutti. Un romanzo d’attualità e che esperimenta l’aspetto sociale e sentimentale legato al nostro momento storico. Ci si chiede se eravamo più distanti prima o adesso. Se quando non c’era la virtualità eravamo davvero più lontani di quanto lo siamo oggi oppure se, e me lo chiedo da tanto tempo, il mondo virtuale non abbia fatto altro che accentuare la distanza per un solo motivo: virtualità fin troppo spesso significa menzogna, bugia, significa nascondersi e dunque tutte queste maschere non fanno altro che creare distanza, camuffandosi in vicinanza e socialità.

E’ proprio questo l’aspetto che ho apprezzato di più di questo romanzo che spinge chi lo legge a riflettere non solo sull’amore ma anche su questo sentimento come si vive oggi e su tutte le emozioni, positive e negative, che lo accompagnano.

giovedì 14 gennaio 2016

Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali Recensione

Buon giovedì! Se ne sta parlando tanto sui vari blog di questo esordio con i fiocchi e dunque anche io ringrazio la Newton Compton per aver avuto la possibilità di leggere Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali. Una storia che parla d’amore, un romance senza dubbio, di cui però mi ha colpito maggiormente la presenza e l’affetto nei confronti dei nostri amici animali, unici nelle loro dimostrazioni di amore e che qui, in questo libro, si meritano il primo posto!




Titolo: Te lo dico sottovoce
Autore: Lucrezia Scali
Editore: Newton Compton
Pagine: 288
Genere:  Romanzo
Prezzo: € 9,90
Uscita: Gennaio 2015


TRAMA


Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale. Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?



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Te lo dico sottovoce è un romanzo molto vicino a chi lo legge, nonostante ognuno abbia il proprio carattere, le proprie esperienze e attitudini. Per dire… dimentichiamo per un attimo che sia un libro, e pensiamolo soltanto come il racconto, la visione di un’esperienza di vita. Come si fa a non restarne colpiti?  A non condividerne, anche se non nella loro interezza, almeno parte dei suoi messaggi, dei valori a cui dona colore e ai sentimenti a cui regala, appunto, una voce?

Ebbene la voce che ascoltate mentre leggete è qualcosa di fresco, a tratti persino frizzante e divertente, ma sicuramente profondamente umano. La voce di Lucrezia Scali, che con passo timido ma raffinato, racconta una storia che, inutile negarlo, è un romance, dunque parla d’amore, ma in un modo molto personale che mette in scena uno degli amori più grandi dell’autrice: gli animali.

Come si fa a restare indifferenti di fronte ad una scelta così diversa, certamente non banale, e sincera? Io che amo gli animali non posso certo sorvolare questo aspetto che ho considerato fondamentale per molti motivi. Primo: la presenza di Bubu, il cane di Mia, la protagonista e la clinica veterinaria di cui lei stessa è dirigente e proprietaria, rendono l’atmosfera nuova, piena di calore e di amore, calda, e accogliente. Secondo: la Pet Terapy è un aspetto centrale perché denota il coinvolgimento di mente e cuore dell’autrice in questo progetto libroso che non è soltanto una semplice pubblicazione tanto per, ma dimostra il suo crederci a tal punto da metterci seriamente pezzi di se stessa, pur rischiando di farsi male.

“Lui non era un cane, era il mio cane. Bubu era bellezza priva di ostentazione e forza priva di ferocia. La tenacia e l'indistruttibilità della roccia, ma con la leggerezza di una piuma. Una creatura meravigliosa, donata per rendermi una persona migliore.”

Mia ama gli animali, ama il suo cane, un morbido cucciolo di peli e coccole, ama il suo lavoro e ama anche la sua famiglia, nonostante le discussioni molto frequenti con la madre che non apprezza quello che lei fa e con la sorella, che invece, è molto più amata e soprattutto è completamente diversa dalla protagonista. Due contrasti viventi che si oppongono come l’acqua con il fuoco. Infatti Mia è più pacata, razionale, mentre Fiamma è tutto istinto e passione. La vita di Mia scorre piacevolmente e in modo soddisfacente, se non fosse per l’aspetto amoroso che invece si presenta come un discreto insuccesso. 

A trent’anni, la donna ha vissuto esperienze non facili con uomini con i quali non è riuscita a coronare il sogno del principe azzurro e adesso la sua fiducia nel genere maschile è alquanto bassa e in lenta diminuzione. Fino a quando due incontri incredibili le daranno uno scossone inimmaginabile mettendola addirittura di fronte a due uomini tra i quali scegliere. Alberto è un medico distinto, molto affascinante, con modi garbati che le offre un corteggiamento serrato ma delicato. Dall’altra parte Diego, poliziotto da poco giunto a Torino, direttamente dal Salento, che invece, non vuole assolutamente corteggiarla, ma anzi inizialmente si pone in modo scontroso e burbero, esaltando l’immagine di sé di un donnaiolo senza alcun interesse per una relazione seria e stabile. Il suo fascino è più rude e selvaggio di quello del suo antagonista e anche i suoi modi lasciano molto a desiderare. Quale sarà la scelta di Mia?

Oltre all’amore, parte dorata del romanzo, e oltre agli animali stessi che fungono da contorno, addolcendo ed intensificando le atmosfere, anche i bambini diventano oggetto della narrazione, grazie alla collaborazione di Mia con l’ospedale per aiutare i bimbi malati con la presenza degli animali.

"L'ospedale era un mosaico di storie già scritte e di altre ancora da scrivere. Le stanze erano tutte uguali, eppure ognuna raccontava qualcosa di diverso: delle persone che aveva ospitato e lascito andare via e di quelle che voleva trattenere.”

I momenti in cui l’affetto, il rispetto, la considerazione per queste creature fin troppo facilmente maltrattate e trattate come se non avessero un anima ed un cuore, come se fossero inferiori a noi, solo perché non hanno la nostra capacità di ragionare o forse la nostra intelligenza, emergono in tutta la loro verità e considerazione, sono quelli che mi hanno fatta sentire veramente parte di questa storia. Considero inaccettabili tutti coloro che trattano male gli animali, persone senza spina dorsale, che non possono prendersela con chi vorrebbero e lo fanno contro creature che non hanno nessuna colpa e che sono capaci di una devozione e amore puro e disinteressato verso l’uomo, che proprio gli uomini, i cosiddetti esseri superiori, possono solo sognarselo.

Riconosco dunque, l’impegno e la validità della scelta di Lucrezia Scali di creare una storia d’amore che va oltre e che abbraccia questo sentimento in tutte le sue forme, e soprattutto mettendo in evidenza un aspetto che non sempre viene valutato come importante e come interessante.



La passione nasce e matura al cospetto della vita della protagonista che si trova davanti ad una scelta che le cambierà l’esistenza ma non è tanto quella scelta il tema centrale del romanzo, quanto il percorso fatto per arrivarci. Le persone incontrate e vissute, quelle che già c’erano e quelle nuove, il lavoro e la famiglia, i valori come il coraggio, la forza, l’amicizia,  e soprattutto la solidarietà. Aiutare gli altri e attraverso questo aspetto, comprendere profondamente se stessi e fare la scelta migliore. Il tutto accompagnato dalla presenza costante ma delicata degli amici a quattro zampe, mai troppo invadenti ma sempre custodi anche del più piccolo dei sentimenti che vede la luce nella storia.

Te lo dico sottovoce è un esordio morbido, non di quelli che ti urlano in faccia la loro unicità. Di quelli che scorrono lentamente, perché la lentezza, a volte, è la virtù di chi sa aspettare. Di chi si accontenta di avere poco a poco purchè il traguardo da miraggio, diventi sempre di più reale. E a me sembra che stia accadendo proprio questo a Lucrezia Scali: un sogno che le sta narrando sottovoce di quanto sia bello vederlo concretizzare.

Il suo stile è chiaro, senza pretese, scorrevole e perfettamente in grado di raccontare una storia che non ha nulla di complicato ma che se avete un cuore, sicuramente vi lascia qualcosa dentro.