Buon inizio settimana! Grazie alla Garzanti ho letto La promessa del tramonto di Nicoletta Sipos, scrittrice e giornalista. Una storia che mi aveva intrigato fin dalla copertina e per non parlare del titolo. Tante emozioni, riflessioni e pensieri e soprattutto una celebrazione delicata e coinvolgente dell'amore.
Titolo: La promessa del tramonto
Autore: Nicoletta Sipos
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo
Pagine: 324
Prezzo: 16,90
Uscita: Settembre 2016
Genere: Romanzo
Pagine: 324
Prezzo: 16,90
Uscita: Settembre 2016
Si dice che l'amore superi ogni ostacolo. Per Tibor, giovane medico ebreo in fuga, è questa l'unica speranza a cui aggrapparsi. Tibor ha passato la sua vita scappando. Prima dalle leggi raziali dell'Italia fascista e dai campi di lavoro della seconda guerra mondiale. Poi dall'odio strisciante dell'Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista. Un regime che un uomo come lui non può accettare. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere.
E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei. Sara. La donna per cui ha rischiato tutto. La donna che ha cambiato la sua esistenza con uno sguardo. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla. Vuole costruire, per loro e per i loro figli, un futuro migliore.
Perché Tibor e Sara si sono scambiati una promessa: la promessa di riconquistare, nonostante tutto, la felicità che si meritano. La felicità che si meritano i loro figli. Insieme hanno combattuto. Hanno sfidato la violenta e l'orrore. Hanno superato notti infinite e pericolose. Ma non hanno mai dimenticato chi sono. E hanno capito che, finché saranno una cosa sola, nessuno potrà togliere loro la dignità e il coraggio.
La promessa del
tramonto è una storia incredibilmente forte,
tempestosa e disarmante. Scritta dalla
giornalista Nicoletta Sipos, nata in
Ungheria, porta sulla carta le vicende reali dei suoi genitori, Tibor e Sara,
avvolgendole, oltre che di verità e concretezza anche di una delicatezza
flessuosa e sfuggente che rende ogni scena raccontata oltre che uno specchio di
straziante umanità, anche un ineguagliabile soffio di eternità.
Un uomo ed una donna divisi dalla Storia, dalle loro famiglie, dalla
stessa nascita.
Lui ebreo, medico onesto e pieno di speranza, una creatura dal
coraggio illimitato, un uomo che non sembra percepire confini.
La verità è che Tibor Schwarz ha subito leggi ingiuste e pesanti discriminazioni per tutta la vita, ma non si è mai sentito tradito e umiliato come nell’Ungheria stanlista.
Siamo negli anni della seconda guerra mondiale e poi del regime
stanlista in Ungheria, anni di odio, di sterminio, di lotte e di ribellione.
Anni in cui è un errore anche esistere per persone come Tibor.
Viaggia, si sposta, affronta indicibili terrori e nefandezze mentre l’unica
luce è incarnata unicamente da Sara, la donna che ama.
Tutto è disposto a fare per lei, perché tutto può fare l’amore, quando
è vero e pulsante, quando ti palpita nelle vene.
Il romanzo inizia con l’uomo in viaggio sulla nave che lo porterà in
Italia dove si trova Sara, già in salvo, insieme ai suoi figli.
Una storia struggente, commovente perché da ogni singola frase e
pagina emerge quel senso universale di dolore, di soffocamento, di tragedia e purtroppo
anche di distruzione.
Dentro di sé comunque Tibor non si illude. Il destino gli ha evitato la morte un’infinità di volte e lui ha sempre saputo che prima o poi gli avrebbe presentato il conto con gli interessi. Questa sembra proprio l’occasione giusta.
Pagine e pagine scritte con uno
stile certamente giornalistico, dettagliato, perfettamente consono alla
rappresentazione di quelle atmosfere cupe e sinistre, ingrigite da un cielo che
sembra essere indifferente di fronte alla sofferenza di uomini come Tibor, che
nonostante le ferite, gli spasmi e soprattutto le ingiustizie subite, riescono
ad andare avanti, a sopravvivere, a trovare un modo per non arrendersi.
Dovunque tu sia, io verrò da te. Ma se un giorno ti telefonassi supplicandoti di tornare da me, sappi che non lo dirò di mia volontà: qualcuno mi starà puntando una pistola alla tempia. Lascia che mi colpisca, non cedere al ricatto. Questa non è una preghiera, è un ordine.
Questo è un romanzo di profonda
solitudine, abbandono ma è anche una richiesta di aiuto, una forma di speranza,
un inno alla possibilità di ricominciare. Non solo c’è la Storia raccolta tra
le righe ma c’è soprattutto l’amore, perché, inutile nasconderlo, l’autrice
racconta il legame straordinario che ha unito per anni la vita della madre a
quella del padre, in un gioco di luci ed ombre così intenso da essere capace di
rapire. Rapire il cuore e l’anima di chi legge.
Andrà da Sara, perchè è questo che le ha promesso e lui mantiene sempre le sue promesse. La raggiungerà perchè non può vivere lontano da lei. L'ha già fatto e continuerà a farlo se ce ne sarà bisogno. Non importa quanto è lunga e irta di ostacoli la strada. Devono stare insieme perchè sono una cosa sola, per l'eternità.
Io non riesco ad essere indifferente, questa è la verità. Sono molto
empatica e racconti di questo tipo mi lasciano sempre segni molto forti
addosso. Il mio istinto raramente sbaglia e dal titolo e dalla copertina di
questa storia, ho sentito subito un tuffo al cuore. Ho avvertito in modo
distinto e forte che dovevo leggerlo perché mi avrebbe dato ciò che cercavo.
La storia di Tibor e Sara affronta aspetti così diversi tra loro, dai
colori più contrastanti, fino alle emozioni più distorte. Guerra,
discriminazione, libertà, e fiducia, la fiducia di affidare la propria vita a
quella dell’altro, senza un solo rimpianto.
Ho letto molti libri che parlano di guerra, di dittatura, di razzismo,
di odio, ma ognuno di essi è capace di dare qualcosa in più e questo sta a
dimostrazione del fatto che non bisogna mai smettere di scrivere queste storie,
perché ogni volta si scopre un aspetto diverso, un aspetto che è doveroso
conoscere e che non ha il diritto di restare nell’ombra, ma deve essere portato
alla luce, esattamente come il suo valore per ciascuno di noi.
L’amore è il protagonista di una storia diversa ed uguale a molte
altre. Storie di esseri umani che combattono, che ancora ci credono e che fanno
di tutto per amarsi. E’ quello che sta accadendo anche oggi; ogni santo giorno uomini
e donne approdano sulle nostre terre, fuggendo da chissà quale delirio ed è solo
la speranza, la speranza che hanno dentro di sé a permettergli di sopravvivere.
Leggendo storie come questa ti
rendi conto che quasi nessuno è disposto ad aiutarti. E’ vero, Tibor e Sara
sono stati fortunati perché sono riusciti a realizzare i loro sogni ma è anche
vero che hanno rischiato, hanno messo in gioco tutto quello che avevano,
soprattutto la loro vita, e senza quel rischio non avrebbero ottenuto nulla.
Questo cosa significa?
Significa che se non ce l’hai
dentro di te la forza ed il coraggio, se non sei nato con la speranza nel
cuore, nessuno te la può regalare.
Ogni lotta, ogni singola e dannata sconfitta, ogni lacrima versata,
sarà la celebrazione della tua vittoria. Una vittoria raggiunta grazie a te
stesso e alla tua voglia di arrivare, di vivere, di essere felice, qualunque
cosa accada.
La promessa del tramonto è una meravigliosa dimostrazione che anche nel male più assoluto, può
nascere un fiore di delicata bellezza. Un fiore certamente raro, ma un fiore
che ha sfidato l’impossibile e che nonostante tutto, ha imparato a respirare
contro tutto e tutti.




